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Prima del 2014-1-9

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Andare avanti sempre

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.


Andare avanti sempre, con la stanchezza dentro,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 23:42
Video!

Avanza senza sosta

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.


E allora...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 23:32
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Io se fossi Dio

[1980]
Testo e musica: Giorgio Gaber e Sandro Luporini
Album "Io se fossi Dio"
Testo dal sito http://www.giorgiogaber.org/

Ho controllato. Non c’è. Eppure tra tanti brani di quest’autore presenti sulle CCG sembrerebbe che proprio la canzone in proposito non dovrebbe mancare. Una EXTRAS per eccellenza, secondo il mio modestissimo parere. Già da qualche anno avevo l’intenzione di tradurre quel celeberrimo componimento di Giorgio Gaber; piuttosto una recitazione che una canzone, una poesia scritta a quattro mani da Gaber e il suo amico Sandro Luporini, e in seguito ripresa e riscritta in tempi più recenti. Ma il testo é lungo e di pregiata fattura, in più, pretendevo di tradurlo “come Dio comanda”, cioè, farne una versione rispettosa di ritmo e rime, a volte tortuose, o almeno cercare di imitarle, nei limiti delle mie capacità. Passavano mesi e l’idea restava appoggiata sempre là, dov’è... (continua)
Io se fossi Dio
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 9/1/2014 - 22:33

Se da diecimila anni

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri

"Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. Dello stesso lavoro pubblichiamo anche due canzoni che seguono, senza titolo nel disco, impostate come un tutt'uno in continuità."

- Cantare, Anarchia Lottare. Canzoniere anarchico e libertario da Pietro Gori a Léo Ferré, p. 42. Edizioni La Fiaccola, a cura del Gruppo Anarchico di Ragusa, 1986. Collana "Anteo - La Rivolta", n° 23.

- Il nostro maggio
- Individuare il nemico... (continua)
Se da diecimila anni
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 19:21

Individuare il nemico da battere

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)

Questo secondo brano dell' "Estate dei poveri" (si ricorda che nell'album i brani non hanno titolo, ma si susseguono uno dopo l'altro senza soluzione di continuità; il titolo è dunque nostro e arbitrario) è una vera e propria esposizione di programma politico e di lotta.

L'estate dei poveri

"Dello stesso lavoro pubbichiamo anche due canzoni che seguono, senza titolo nel disco, impostate come tutt'uno in continuità."

- Cantare, Anarchia Lottare. Canzoniere anarchico e libertario da Pietro Gori a Léo Ferré, p. 42. Edizioni La Fiaccola, a cura del Gruppo Anarchico di Ragusa, 1986. Collana "Anteo - La Rivolta", n° 23.

- Il nostro maggio
-... (continua)
Individuare il nemico da battere,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 19:06
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L’Odineide

[1964 e 1975]
Parole di Mario Isnenghi (1938-), storico ed accademico italiano.
Musica di Gualtiero Bertelli
Nell’album intitolato “Mi voria saver” del 1975.
Testo trovato su Il Deposito

Don Odino, parroco veneto, esponente della Chiesa più retriva e tradizionalista, racconta del grande spavento del 1948, quando i comunisti rischiavano di bussare al portone della canonica (mi ha ricordato parecchio la scena iniziale de “La Tosca” di Luigi Magni, quando il 14 giugno 1800 a Roma il papa-re Pio VII - interpretato da Aldo Fabrizi - e la sua corte stanno con il fiato sospeso in attesa dell’esito della battaglia di Marengo tra le truppe napoleoniche e quelle austriache, tra giacobini e difensori della fede…); nel brano successivo troviamo il prevosto Don Odino intento a dare saggi consigli di voto a bigotte e beghine; poi un dialogo tra Don Odino e Don Floriano sul nuovo, scampato pericolo... (continua)
- La note di quel 18 aprile 1948
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 15:23

L’aqua

[1977]
Nel disco intitolato L'aria
Con Alberto D'Amico, Emanuela Magro, Luisa Ronchini e Michele Santoro.

Una canzone sull’alluvione del Polesine dell’autunno 1951 e sulla strage del Vajont dell’ottobre 1963…

Una canzone che, nella sua strofa finale, mi ha ricordato le domandine su Dio che si poneva il Maestro Atahualpa Yupanqui…
“… Saranno i peccati che si fanno, sarà che Dio è incazzato, ma con ‘sto Dio malato di cuore son sempre i poveri che crepano…”
Inverno del cinquantaùn
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 08:51
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La canzone del Vajont

[2006?]
Parole di Sandro Gallina
Musica: Sandro Gallina, Andrea Fabro, Massimo Fabbro e Matteo Merlino.
Testo trovato su www.Vajont.info – Sito antimafia documentale

9 ottobre 1963, disastro del Vajont, la più grande strage di Stato di tutti i tempi…
Quante vite spezzate, in una valle ricca di semplicità...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 08:28
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Le boniment fantastique

[1949]
Versi di Paul Éluard, nella raccolta intitolata “Les sentiers et les routes de la Poésie”, Gallimard 1954.
Musica di Mireille (Mireille Hartuch, 1906-1996), interpretazione di Charles Gentès in una trasmissione radiofonica del 1954.
In seguito, nuova musica di Hélène Martin ed interpretazione di Jacques Marchais, nel loro disco intitolato “Un jour viendra couleur d'orange” del 1973
Le délire n'assure plus sa publicité,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, "The Copypaster" 8/1/2014 - 14:46
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Sesto San Giovanni

Corso
Riccardo Venturi

Sulla natura del corso se ne possono ovviamente dire di tutte, e tutte hanno il loro motivo. Sul fatto che sia percepito e usato come una lingua (perdipiù a contrasto con il francese, da cui è molto diverso) non c'è assolutamente nulla da dire; poco da dire c'è anche sul fatto che sia un dialetto italiano. Per me lingua surella, in questo particolare caso l'ho inserita nella raccolta di dialetti soffocati in cui viene tradotta questa canzone: pochi linguaggi sono del resto stati soffocati come il corso. Nel sito (e anche qui) resta però registrato come lingua. La traduzione mi ha preso una caterva di tempo e, sicuramente, un corso di madrelingua ci avrebbe parecchie cose da dire e da correggere; spero ce ne sia qualcuno che lo faccia. [RV]
SESTU SAN GHJUVANNI
(continua)
8/1/2014 - 13:47
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Hasta XXL

[2011]
Nell’album intitolato “Coming out”

Il “Che Store” esiste veramente…

Son giorni di saldi… e i piciu fanno la coda per vestirsi da Desigual, anche se li costringono a mettersi in mutande… Il paradosso è poi che, una volta rivestiti, sono di nuovo tutti "igual"...
Camarades, ce matin...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 11:36
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Et puis merde, je vote à droite!

La France pays d´assistés, je les supporte de moins en moins
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 11:20
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Chasse, pêche et biture

[2003]
Nell’album “Droit de véto”
Il est cinq heures du matin
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 10:40
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Atomic Twist

[2013]
Il brano che apre l’album intitolato “Septième ciel”

Tchernobyl e Fukushima sappiamo tutti cosa sono o, meglio, cosa sono stati...
Nell’ultima strofa si fa riferimento all’impianto nucleare di Fessenheim nell’Alto Reno alsaziano, luogo di almeno 4 incidenti negli ultimi anni, di cui il più grave nel 2012, quando 8 operai rimasero feriti dalle emissioni di vapori di perossido d’idrogeno… “Meru Howa” invece non corrisiponde al nome di nessun impianto nucleare né in Giappone, né in Corea, né in Cina, né in Taiwan e nemmeno in India, e quindi non so dire…
Twist twist
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 10:25
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Canzone per Vladimir Pravik

La notte del 26 aprile 1986, come da fatti noti, il reattore numero 4 esplode e rilascia nell'atmosfera particelle e gas altamente radioattivi. Immediati sono i soccorsi che giungono da Vladimir Pravik e dalla sua squadra. Lui e i sui compagni tentano di domare l'incendio ma vengono rapidamente colti da nausea e vomito, i primi sintomi di avvelenamento radioattivo.

In un primo momento i pompieri e gli impiegati della centrale vengono inviati all'ospedale di Pripiat. La loro pelle era annerita a causa delle intense radiazioni a cui erano stati sottoposti. Solamente più tardi vengono trasferiti all'ospedale numero 6 di Mosca.

Vladimir Pravik arriva all'ospedale durante il periodo di latenza di questa malattia delle radiazioni. Il suo stato di salute peggiora rapidamente. La sua morte è stata decisamente atroce; le radiazioni lo hanno consumato dall'interno, si potrebbe quasi dire che si è... (continua)
Bernart Bartleby, "The Copypaster" 8/1/2014 - 10:19
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Onda granda

[2008]
Album : Il mulo
Il mio nome non conta niente non è di un ricco non è di un potente
(continua)
inviata da adriana 8/1/2014 - 09:41
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La France du petit Nicolas

[2011]
Nell’album intitolato “Coming out”

Le “petit Nicolas” altri non è che il tracagnotto Nicolas Sarkozy, quello che già nel 2005, ben prima di assurgere al trono presidenziale, dichiarava che i principali nemici della Francia sono “les gens du voyage, les jeunes des banlieues, les immigrés illégaux”, ossia i nomadi, i giovani delle periferie e gli immigrati clandestini… Quando il 26 ottobre dello stesso anno, ad Argenteuil, qualcuno di questi “nemici”, evidentemente sentitosi offeso, lo insultò pesantemente, lanciando pure qualche pietra all’indirizzo del convoglio del ministero dell’interno, allora “le petit Nicolas”, inviperito, rincarò la dose: “Vous en avez assez, hein, vous avez assez de cette bande de racailles ? Eh bien on va vous en débarrasser!”… “Racailles, banda di canaglie, vi spazzerò via!”. Cominciarono da allora ad affibiargli soprannomi, quali “Racaille” – giustappunto... (continua)
J'ai débarqué un matin de Novembre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 09:24
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Avanti ragazzi di Budapest

anonimo
che dica camerata o compagno non importa...la canzone e'tragicamente bella!!
gbturchi 7/1/2014 - 22:47

Respiro d’autore per i dialetti soffocati

Antiwar Songs Blog
Meno di due mesi fa il sito delle Canzoni contro la guerra lanciava I dialetti soffocati nel regno del rumore, un appello per tradurre Sesto San Giovanni dei Gang nei dialetti italiani. Francamente ci aspettavamo magari che qualche lettore o amico (come è avvenuto a suo tempo per il “Pescatore” di De André) traducesse la […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-07 21:59:00
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La filanda de Ghisalba

anonimo
d'après la traduction italienne
d'une chanson lombarde anonyme – La filande de Ghisalba – Anna Identici – 1971
LA FILATURE DE GHISALBA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/1/2014 - 16:28
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Gli arbitri ti picchiano

[2010]

Album: Buena suerte

feat. Caparezza
Buonasera dallo stadio Olimpico di Libertopoli
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/1/2014 - 15:38
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Stage degli innocenti

[2010]

Album: Buena suerte
Roba in nero e vai
(continua)
inviata da DonQuijote82 7/1/2014 - 14:27
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Stornelli pisani

[1967]
Nel disco “Canzoni per il potere operaio”
Cantano Pino Masi, Piero Nissim e Carla Lantery.
fonte: Il Canzoniere dei Ribelli
Il centrosinistra è un grande governo,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, The Copypaster 7/1/2014 - 11:22

Ninna Nenni

[1961?]
Parole di Marco Ligini, giornalista e regista, militante della sinistra extraparlamentare, tra gli autori de “La strage di Stato”, controinchiesta del 1970 sulla strage di piazza Fontana.
Sulla melodia de La ninna nanna de la guerra di Trilussa.
Testo trovato su Il Canzoniere dei Ribelli

Canzone composta quando già si profilava all’orizzonte della politica italiana un mostro che ancora oggi alligna: il centro-sinistra. Da parte socialista ne fu artefice il vecchio Nenni, che già accarezzava il sogno fin dalla metà degli anni 50. Dopo la parentesi sanguinosa del Governo Tambroni, la DC godette dell’appoggio di socialdemocratici e repubblicani e della non-belligeranza dei socialisti. Poi nel 1963 anche il rapporto coi socialisti di Nenni divenne “organico”.
E da allora hanno continuato imperterriti a ficcarci l’ombrello nel gnau…
Dormi, dormi, proletario
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, The Copypaster 7/1/2014 - 10:59
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Comme dirait Zazie

[1966]
Parole e musica di Jehan Jonas
Canzone che dà il titolo all’album d’esordio del geniale cantautore libertario francese, scomparso troppo presto.

Un commentario di Jonas sul mondo dell’epoca, nel pieno della guerra fredda e di quella calda in Vietnam, attraverso la colorita espressione di Zazie, la protagonista del romanzo di Raymond Queneau “Zazie dans le métro” (1959). Venuta dalla provincia a conoscere Parigi, la piuttosto spessa ragazzina era solita manifestare la sua disapprovazione con un bel “Snob mon cul!”.
Le soleil de France
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, The Copypaster 7/1/2014 - 08:45
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Demoghèla!

anonimo
Doria non è un cognome triestino, o suo padre arrivò dall'Italia dopo il 1918, nuovo o regnicolo che fosse, oppure il suo è un cognome sloveno mal tradotto come capitò a centomila triestini negli anni '30. Costoro spesso ripudiarono le loro origini e solo in questi anni si sta assistendo ad un diffuso interesse per la memoria concellata.

Che fosse un po' di destra è indubbio, come si legge a questo link dal quale traspare la passione di "latinizzare" tutto ciò che gli capitava tra le mani, tradizione dei glottologi italiani dai tempi di Isaia Ascoli, inventore dell'acronimo "Venezia Giulia", "Venezia Tridentina" e di altri notevoli episodi di etnocidio culturale che si tramandano tutt'ora ma che ometto per brevità.

http://www.istitutoveneto.it/flex/FixedPages/Common/accademici_deceduti.php/L/IT/IDS/71

Altro campione del neo irredentismo (quello dopo la seconda guerra mondiale per intenderci)... (continua)
Sandi 7/1/2014 - 06:55
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Save The Children

SALVARE I BAMBINI
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, "The Copypaster" 6/1/2014 - 22:33
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Cannibals

Cannibals è una canzone dalla matrice cajun, la musica franco-americana della Louisiana il cui impatto movimenta ulteriormente un album ricco di influenze musicali tradizionali. Per certi versi, nel suo andamento blues roccheggiante con cenni di rock'n'roll e un ritornello tipicamente country, è affine a Walk of Life. Il finale strumentale, sostenuto dalla batteria è da manuale rock.
Il testo prende spunto dalla vita familiare di Mark, padre di due gemelli avuti nel 1987 dalla seconda moglie Lourdes Salomone, per evocare le paure tipiche dell'infanzia e descrivere il rapporto d'affetto profondo che si instaura tra padre e figlio, far domande essenziali per comprendere il mondo e la vita, e la continua ricerca di attenzioni e di sicurezza.
CANNIBALI
(continua)
6/1/2014 - 20:07

L'Aviateur

L'Aviateur

Chanson française – L'Aviateur – Marco Valdo M.I. – 2014
d'après le reportage d'Alfred Jarry, « La passion considérée comme course de côte » dans Le Canard Sauvage, 11-17 avril 1903.

http://www.franceculture.fr/player/reecouter?play=4426229

Dis-moi, Marco Valdo M.I. mon ami, te voilà féru d'aviation, maintenant... S'il y a bien une chose que je ne m'imaginais pas, c'est celle-là. Il faudrait que tu m'expliques...

C'est bien simple, pourtant, Lucien l'âne mon ami. En fait, je ne suis pas vraiment féru d'aviation et si j'ai écrit cette chanson de l'Aviateur, c'est à cause d'une histoire que raconta en son temps Alfred Jarry.

Alfred Jarry ? Le père du Roi Ubu ?, dit Lucien l'âne rigolard. Oh, celui-là, je l'aime beaucoup et je me souviens encore des promenades que nous fîmes tous les deux, tout en conversant – lui à bicyclette et moi, trottinant du côté de Laval en Bretagne.... (continua)
Comme chaque année, le jour de la Passion
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/1/2014 - 16:24
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A la matina bonora

anonimo
Durante l’Ottocento erano sorte in tutto il nord Italia (e quindi anche in Friuli) molte filande, dove veniva effettuata l'ultima fase del processo di lavorazione della seta, che comprendeva anche l'immersione dei bozzoli in bacinelle d'acqua molto calda.

Le filandiere (dette in friulano bigatis) si occupavano di questa operazione per 11 -12 ore al giorno rovinandosi le mani e soffrendo pene insopportabili; erano inoltre malnutrite e lavoravano in ambienti malsani. Questo tipo di lavoro era svolto quasi esclusivamente dalle donne che, fin da bambine, venivano sfruttate, maltrattate ed umiliate dal padrone e dai sorveglianti, che le punivano severamente, multandole e sottoponendole a violenze di vario genere.

Le lavoratrici erano coscienti della loro condizione sociale ed erano consapevoli dello sfruttamento a cui erano sottoposte; questo ci viene testimoniato dalla durezza di alcuni regolamenti,... (continua)
A la matin bonora
(continua)
inviata da donquijote82 6/1/2014 - 14:20
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Pick a Bale of Cotton

anonimo
Pick a Bale of Cotton è una worksong cantata dagli antichi schiavi del sud degli Stati Uniti che lavoravano nelle piantagioni. Essi infatti usavano accompagnare il loro lavoro con dei canti.

Interpretata anche da Leadbelly, Lonnie Donegan, Johnny Cash, ABBA
Jump down, turn around to pick a bale of cotton
(continua)
inviata da donquijote82 6/1/2014 - 13:57
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La filanda

Version française – LA FILATURE – Marco Valdo M.I. – 2014
Chanson italienne - La filanda – Milva – 1971
Paroles de Vito Pallavicini (1924-2007), parolier italien.
Musique d'Alberto Fialho Janes (1909-1971), compositeur et parolier portugais.
Adaptation italienne de la chanson d'Amália Rodrigues intitulé “É ou não è” de 1971.
LA FILATURE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/1/2014 - 13:03
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Massimiliano Larocca: Il nini muàrt

Una canzone leggera e grave insieme, un monumento alla memoria, una esecuzione bellissima. Grazie
Roberto Brusutti 5/1/2014 - 22:52
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Cuando mi hijo nació

QUANDO NACQUE MIO FIGLIO
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, detto "The Copypaster" 5/1/2014 - 19:14




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