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Before 2018-8-22

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Gwerz ar vezhinerien

Denez Abernot ha pubblicato un unico album solista nel 1998. Tri Miz Noz. Tre Mesi Notte. Breton Blues. A quella del cantante avrà senza dubbio preferito l'occupazione di insegnante, pittore, attore di teatro o capitano di barche sulla linea Le Conquet-Ouessant....

"Ahimè, la tempesta soffia alla mia soglia e tutti i vicini hanno chiuso bene la porta, ad ogni estremità dell'isola vedo la luce del faro...quando la tua casa tremerà per volontà della guerra come fa la nave bordo a bordo nel mare di vento, quando la tua testa cascherà e il tuo occhio sarà secco, ci ritroveremo alla finestra più alta...i re e le regine marciranno nei loro pizzi e le tempeste faranno il giro dell'isola..."

Peccato, perchè lo trovo davvero formidabile quando racconta la storia di Anjelina Gonideg:

https://www.google.com/search?q=Anjeli...

"Avremo ancora, ne sono certo, piaceri e dispiaceri. Tra Douarnenez e... (Continues)
Flavio Poltronieri 2018/8/22 - 20:33
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Francesco Guccini: Canzone per un'amica (In morte di S.F.)

Spero che si legga...è l'articolo pubblicato da "La Stampa" del 3 agosto 1966.
Saluti,

Vito
Vito Vita 2018/8/22 - 02:27
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They Can't Stop the Spring

(2007)

Scritta da John Waters e Tommy Moran
Ultima classificata all'Eurovision 2007

La canzone prende spunto dalla famosa frase di Neruda: «Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera»,
The curtain has been raised
(Continues)
2018/8/22 - 00:05
Song Itineraries: Prague Spring 1968
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Da zero e dintorni

Ieri a Bologna, con Alessio Lega e Marco Rovelli, ho avuto l'immenso onore di imbracciare la chitarra in Sala Tassinari e di accompagnare Alessio in "Da zero e dintorni" per dare il nostro saluto al maestro Claudio Lolli. Ho visto una Bologna emozionata e commossa, e io ero molto emozionato a mia volta; non ero andato là con l'idea di suonare, ma era di certo il saluto migliore. È una di quelle cose che porterò nel mio cuore per tutta la vita. Grazie Alessio, ma soprattutto: grazie Claudio Lolli, per avermi accompagnato lungo tutta una vita, muovendomi l'animo tra rabbie, gioie, tristezza; mostrandomi il volto di un'epoca cruciale che non ho vissuto, mostrandomi come vive un uomo coerente con la propria arte, senza fare sconti né cercare alibi di comodo.



Rocco Rosignoli
2018/8/21 - 23:11
August 21, 1968
Prague Spring
Pražské jaro
Pražská jar

August 21, 2018
Riccardo Venturi 2018/8/21 - 22:12

Sous le Manteau de la Guerre

Sous le Manteau de la Guerre

Chanson française – Sous le Manteau de la Guerre – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 81
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – III, XXXVI – XXXVII)


Dialogue Maïeutique

Je me demande bien, Marco Valdo M.I. mon ami, commente Lucien l’âne, mon ami, ce qui peut se passer « sous le manteau de la guerre » ; enfin, plus exactement, je voudrais savoir ce que peut bien cacher cette expression sibylline.

Tu fais bien de poser la question, réponde Marco Valdo M.I., car ça me permet d’y répondre et de développer un peu le sens de la chanson qui porte un tel titre. Cette canzone, si on y regarde de tout près, ne parle à proprement parler pas du tout de la guerre au sens classique ;... (Continues)
Sous le manteau de la guerre,
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2018/8/21 - 18:41
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We Work The Black Seam

Italian translation by Riccardo Venturi
Traduction italienne de Riccardo Venturi
Riccardo Venturin italiankielinen käännös

20.08.2018 22:45
LAVORIAMO INSIEME AI BACINI CARBONIFERI
(Continues)
2018/8/20 - 22:47
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Questo è un grande paese

Questo è veramente un grande paese.

se ci nasci non hai diritti, se ci muori funerali di stato
durante i quali una tizia si fa il "selfie" con Salvini.
CCG Staff 2018/8/20 - 22:33
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Il ladro di erre

[1964]
Versi di Gianni Rodari, da "Il libro degli errori"

Musica di Stefano Panzarasa, cantautore ecopacifista, con il gruppo Insalata Sbagliata
Stefano Panzarasa è autore di un libro e di un CD dedicati a Rodari, "L'orecchio verde di Gianni Rodari" (2009)
C’è chi dà la colpa
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/8/20 - 21:31
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Fuhrer

[1942?]
Si trova in numerose raccolte degli anni '40/'45

Inclusa anche nella compilation intitolata “Kickin' Hitler's Butt: Vintage Anti-Fascist Songs 1940-‎‎1944”

Josh White performs solo the amazing ‘Fuehrer’. The song tells of a German soldier, on the Russian front, starving and freezing to death dreaming he could go back home to Berlin. A sad song and beautifully played but not devoid of humour too.
londoncelticpunks

Ipotetica lettera di un soldato tedesco al Fuhrer che sogna solo di tornarsene a casa... triste e ironica.
Tell me my Fuhrer what can I do?
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/8/20 - 16:45
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Fortunate Son

GRANDI !!!
heritier d'Hetrurie 2018/8/20 - 12:28
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Wolf

Un interessantissimo progetto di studio dei lupi sull'Appennino rischia di essere interrotto in Toscana perché vaste parti del territorio demaniale saranno acquistate e recintate dal cravattaio di lusso Stefano Ricci. Consiglio a tutti intanto di passare una notte da lupi al Rifugio Diacci.
Lorenzo 2018/8/20 - 12:05
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Through The Barricades

GRAZIE!!!
2018/8/19 - 20:53
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Francesco Pelosi: Il rito della città

[2017]
Testo e musica di Francesco Pelosi
Lyrics and music by Francesco Pelosi
Paroles et musique de Francesco Pelosi
Sanat ja musiikki: Francesco Pelosi
Album: Il rito della città


IL RITO DELLA CITTA'



- O Morte
- 1260
- Nordest
- Il rito della città

Il rito della città, album d’esordio di Francesco Pelosi uscito il 6 ottobre 2017 e anticipato dal singolo O Morte, ha come protagonista la città, luogo di partenza di un’indagine sentimentale e sonora che, più che suggerita, gli è stata costretta per diritto di nascita. Leonard Cohen cantava di non avere scelta, poiché nato con una “golden voice”. Più o meno allo stesso modo, nascere in una città di provincia, stretto fra due fabbriche e inondato di mitologie a basso prezzo (ma costosissime per l’anima), dall’osteria alla resistenza e dal cattolicesimo al mercato globale, non lascia scampo. Bisogna darsi da fare per raccogliere... (Continues)
Fai tacere questa voce con l'urlo della tua vita,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2018/8/19 - 06:08
Song Itineraries: Anti War Love Songs
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Ma chi ha detto che non c'è

La foto del Tasso a quando risale? Non ho mai visto la scritta sul muro almeno negli anni '80-'85.L'avrei riconosciuta subito e mi sarebbe piaciuto vederla...o forse e' una scritta piu' recente?
nicoletta longo 2018/8/19 - 05:29
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Sisters Are Doin' It for Themselves

Ho quel vinile e mi è molto caro...
2018/8/19 - 02:58
Riccardo Venturi 2018/8/17 - 21:22
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Jesus Christ

dall'album tributo Folkways: A Vision Shared del 1998
One, two, three, four
(Continues)
2018/8/17 - 20:21
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Assez

Il serait temps que l'homme s'aime
(Continues)
Contributed by JJ 2018/8/17 - 18:42
Song Itineraries: War on Earth
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Chain of Fools

(1967)

Parole e musica di Don Covay

Un tipico esempio di canzone che assume un significato diverso in una situazione di guerra.

Le parole del singolo, pubblicato proprio durante l'escalation della guerra in Vietnam, sono abbastanza semplici, tipici di una canzone di amore finito: la cantante, dopo cinque lunghi anni di fedeltà al suo uomo, capisce di essere solo "un anello della sua catena" e di essere stata usata e maltrattata.

La canzone era quindi una canzone di orgoglio femminile e di ribellione a un partner prepotente. Ma dopo il 1968 e con l'assassinio di Martin Luther King, i soldati afroamericani in Vietnam cominciarono a intenderla tutto in un altro senso. Le catene da spezzare erano quelle della catena di comando dell'esercito che vedeva invariabilmente i neri al livello più basso della gerarchia. Ma un giorno la catena si spezzerà!

fonte: Aretha Franklin, Dead At 76, Inadvertently Recorded One Of Vietnam’s Best Protest Songs
Chain, chain, chain
(Continues)
2018/8/17 - 18:14
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My Country 'Tis of Thee

Grazie ad Enrico
Daniela
2018/8/17 - 15:53

La Stevenine pendue

La Stevenine pendue

Chanson française – La Stevenine pendue – Marco Valdo M.I. – 2018
Ulenspiegel le Gueux – 80
Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – III, XXXV)

Dialogue Maïeutique

Lucien l’âne, mon ami, connais-tu Chantecler le coq ancien qui sut venir à bout de la ruse de Renart le goupil ? Ici, il chante lui aussi « Trinquons aux Gueux ! » et nous renvoie ainsi tous à l’ancien Roman du Renart, qui n’est rien d’autre qu’une grande chanson, écrite vers le XIIᵉ siècle. Je vois à ton air éwaré que tu te demandes ce que vient faire ici ce propos à propos du Roman de Renart, alors qu’on est censé raconter une histoire qui se passe environ 400 ans plus tard. Je le vois et je m’empresse de te répondre en te... (Continues)
Trinquons aux Gueux !, chante Chantecler.
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2018/8/17 - 14:13
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Respect

Addio alla più grande voce femminile del soul. Aretha Franklin è morta oggi a 76 anni
CCG Staff 2018/8/16 - 16:29
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Bella Ciao

Anonymous
a me sembra che in tutte le versioni manchi un pezzo che io conosco come seconda strofa, prima di "o partigiano, portami via..." che è "ho detto bella io vado via, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao. Ho detto bella, io vado via, vado a fare il partigian" che è un anello mancante alla narrazione.
marina 2018/8/16 - 15:22
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Worn Out American Dream

2009
Buffalo Return to the Plains
I see no refuge for the weary
(Continues)
Contributed by Dq82 2018/8/16 - 15:18
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Ivano Fossati, Fabrizio De André, Francesco De Gregori: Questi posti davanti al mare

[1988]
Testo e musica di Ivano Fossati
Lyrics and music: Ivano Fossati
Paroles et musique: Ivano Fossati
Interpretazione / Performed by / Interprétée par: Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Ivano Fossati
Album: La pianta del tè (Ivano Fossati)

Come, credo, milioni di persone, ho ripensato a quante decine di volte sarò passato sul “Ponte Morandi” a Genova, per un motivo o per un altro, per andare o per tornare, da solo o con qualcuno, guidando un automezzo o facendo il passeggero, per oltrepassare la città o per scendervi giù. Di una volta in particolare mi ricordo, però; una delle prime, tanti anni fa, entrando in Genova. Per il traffico, o per non so che cosa, il ponte tremava in modo del tutto percettibile. Il “Ponte Morandi” è crollato, portandosi via la vita di 39 persone, su una via dedicata a Walter Fillak, che da Gappista e partigiano aveva scelto come nome di battaglia... (Continues)
Ivano Fossati:
(Continues)
Contributed by L'Anonimo Toscano del XXI secolo 2018/8/16 - 09:47
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Love Me Two Times

Io la seconda e pure la terza, la quarta e la quinta volta non le chiedo, le pretendo. E' il minimo sindacale, che diamine!

Dio perdona, io no!
Sylvester Stallone 2018/8/15 - 21:37
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Contessa

Pietrangeli chi? Quello poi passato a libro paga di Silvio?
ted 2018/8/15 - 16:46
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Anghelos

Poesia sublime...intrada in cui virus! Piero unico!!
2018/8/15 - 15:01




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