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Author The Chieftains

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Brian Boru

(1995)
Testo di Alan Stivell con alcuni stralci di una poesia di Caitlín Maude Amhrán Grá Vietnam
Musica adattata da un tradizionale irlandese (Brian Boru's March) interpretato tra gli altri dai Clannad, The Chieftains, Loreena McKennitt

Nella canzone che dà il titolo al suo disco del 1995, Stivell utilizza la figura allo stesso tempo storica e mitica di Brian Boru per un omaggio all'unità irlandese e al sogno dell'unità tra i popoli celtici.

Il testo porta un messaggio umanista che invoca la trasmutazione dell'energia di guerra in energia di pace. Nel testo sono scelte deliberatamente le parole in bretone e in gaelico che risultano comprensibili a entrambi i popoli. Nel disco le strofe in gaelico sono cantate da Máire Breatnach. In occasione del concerto all'Olympia nel 2012 (per il quarantennale del celebre concerto del 1972) la parte in gaelico irlandese è stata interpretata da Nolwenn... (Continues)
Maraíodh Brian Boru chun beatha na hÉireann
(Continues)
Contributed by Lorenzo Masetti 2018/5/24 - 21:56
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Schooldays Over, Come on Then John

[1960]
Parole di Ewan MacColl
Musica di Ewan MacColl e Peggy Seeger
In "The Big Hewer - A Radio Ballad About Britain's Coal Miners", trasmissione radiofonica in onda nel 1960 sulla BBC Radio, prodotta da Charles Parker (1919-1980), scrittore, cantante ed attore teatrale. Il disco è del 1967, poi riedito nel 1999.

Si tratta della quarta di otto emissioni curate da MacColl e dalla Seeger tra il 1957 ed il 1964.
La coppia si avvalse della collaborazione di artisti prestigiosi, come Dave Swarbrick, A. L. Lloyd, Ian Campbell, Isla Cameron e Louis Killen.
Interpreta da molti, tra cui i Dubliners, i Chieftains, Dick Gaughan, Damien Dempsey, i Clancy Brothers,...

Pitman e collier sono entrambi sinonimi di miner, tre modi diversi che l'inglese ha per indicare il minatore del carbone...
Schooldays over, come on then John
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2018/1/29 - 21:42
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All the Pretty Little Horses (Hush-a-Bye)

Anonymous
[XIX secolo, o precedente]

Esistono molte versioni di questa celebre lullaby americana, e moltissimi gli interpreti: da Odetta a Pete Seeger, dai Chieftains a Nick Cave, da Peter, Paul and Mary a Víctor Jara... Quella qui di seguito riportata è contenuta nella raccolta “American Ballads and Folk Songs” (1934) curata da John ed Alan Lomax, padre e figlio, grandi etnomusicologi ai quali si deve in buona parte la salvaguardia del patrimonio musicale folklorico, bianco e nero, del sud degli States.

Lo stesso Alan Lomax interpreta il brano nel suo album “Texas Folk Songs”, dove è accompagnato da Guy Carawan alla chitarra e la banjo e da John Cole all'armonica.

“The slave women who worked in the fields and the house not only had to look after their own children, but those of their white mistresses as well. Thus, many Southerners remember being rocked to sleep by their "black mammies." This song,... (Continues)
Hush-a-bye, don't you cry
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2016/9/4 - 22:19
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The Green Fields of Canada (the Green Fields Of America or Amerikay)

Anonymous
As more and more Irish men and women emigrated to America, news started to flow more regularly between the two sides of the Atlantic and the temptation to leave was doubtless hard to resist: ‘So pack up your sea-stores, consider no longer, for ten dollars a week isn’t very bad pay, with no taxes or tithes to devour up your wages’. Very often, a son or a daughter in the family would be chosen to emigrate and money was gathered for the passage ticket, in the hope that it would soon be reimbursed by his or her wages in America. Later, he or she might also pay for the passage of a second member of a family, etc.
rfcb.revues.org

Sung by Cheerish the Ladies, Déanta, Planxty, Rua, Chieftains,
Farewell to the groves of shillelagh and shamrock
(Continues)
Contributed by dq82 2015/11/11 - 13:36
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The Rebel Jesus

[1991?]
Parole e musica di Jackson Browne
Interpretata per primi dai Chieftains nel loro album “The Bells Of Dublin” del 1991.
Jackson Browne l’ha incisa nella raccolta “The Next Voice You Hear: The Best of Jackson Browne” del 1997.
The streets are filled with laughter and light
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/9/18 - 11:33
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Mo Ghile Mear

Versione dei Chieftains da The Long Black Veil (1995) in collaborazione con Sting
Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
(Continues)
Contributed by donquijote82 2014/3/31 - 20:40
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Mná na hÉireann

[metà del 700 / 1969]
Versi del poeta nordirlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796).
Musica del compositore Seán Ó Riada, nativo di Cork, sud Irlanda.
Interpretata da moltissimi artisti. Le versioni più famose sono quella strumentale dei Chieftains del 1973, utilizzata da Stanley Kubrick nella colonna sonora di uno dei suoi capolavori. “Barry Lyndon” del 1975; quella di Alan Stivell del 1995; quella di Kate Bush, nella compilation intitolata “Common Ground – Voices of Modern Irish Music” del 1996.

Un’ irish rebel song nella quale il poeta immagina l’Irlanda, e l’Ulster in particolare, come una donna bella e generosa, angariata, depredata e violentata dal dominatore inglese (“fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin”, “un uomo malvagio che non parla nemmeno l’inglese”, con riferimento ai re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover e con l’inglese pare se la cavassero molto male)... (Continues)
Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/26 - 09:42
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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March to Battle (Across the Rio Grande)

Album: "San Patricio" (2010)

Per quanto riguarda la musica popolare, dal 1996 anno di uscita di quel meraviglioso disco che porta il nome di “Buena vista social club” niente è stato pubblicato di così bello e guarda caso anche in quel disco c’era la presenza di Ry Cooder. In realtà non è un caso, nessuno meglio di lui sa raccogliere le radici storico musicali di un popolo. In questo disco il risultato è doppio visto che il suo collaboratore Paddy Moloney (leader dei Chieftains) è altresì un musicista sempre alla ricerca di perle sonore appartenenti al suo popolo d’Irlanda. Due mondi quindi, quello di Ry Cooder e una musica di base messicana e quello dei Chieftains con le loro ballate irlandesi, uniti per raccontare una storia che porta il nome di San Patricio, una guerra avvenuta nel 1846 tra messicani e americani alla quale parteciparono molti irlandesi.
Il disco, che i due musicisti... (Continues)
We are the San Patricios
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2011/10/5 - 11:13
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No Irish Need Apply

[1862]
Scritta da John F. Poole.

Parecchie sono le versioni di questa canzone e, se l’originale è quello di tal John F. Poole portato al successo dal famoso attore ed ed entertainer Tony Pastor (1837-1908), la sua versione più famosa e conosciuta è quella di Pete Seeger presente in “American History in Ballad and Song, Vol.1” edito dalla Folkways Records nel 1960.



Canzone molto popolare nella comunità degli immigrati irlandesi negli States e risalente alla grande ondata migratoria successiva alla Grande Fame del 1845-1852.
Il trattamento riservato dagli americani a quella massa di straccioni sporchi, affamati e malati proveniente dall’Europa all’inizio non fu certo dei più teneri… basti ricordare la scena dell’accoglienza degli irlandesi da parte dei “Nativi” di Bill "The Butcher" Cutting nel bel film di Martin Scorsese “Gangs of New York”… E sicuramente allora comparvero molti cartelli... (Continues)
I'm a decent boy just landed
(Continues)
Contributed by Bartleby 2010/10/21 - 14:08
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Skibbereen

[1850 ca]
Album “Rifles of the I.R.A.” (1969).
Canzone attribuita a tal Patrick Carpenter, poeta e nativo di An Sciobairín (Skibbereen), città nella contea di Cork in Irlanda.

Un figlio chiede al padre, immigrato in America dall’Irlanda, di spiegargli perché ha abbandonato la sua bella terra natale. La carestia, la fame, l’affitto e le tasse imposte dai padroni inglesi, le loro angherie e violenze, la morte per stenti della moglie, tutto questo ha spinto quell’uomo prima alla resistenza contro i landlords e i loro scherani e poi all’emigrazione. Ma il figlio tornerà in Irlanda per riprendere la lotta contro gli inglesi che li affamarono, uccisero, scacciarono…



Nel cimitero di Skibbereen ci sono circa 10.000 tombe dove riposano gli abitanti che tra il 1845 e il 1852 morirono di fame nel corso della “Gorta Mór”, la “Grande Fame”.

Se la carestia fu causata da un parassita infestante che... (Continues)
O, father dear I often hear you speak of Erin's Isle
(Continues)
Contributed by Bartleby 2010/10/21 - 11:27
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All Fall Down

Dall'album "U-Vox" del 1986. Il brano fu registrato insieme al celeberrimo gruppo folk irlandese dei Chieftains.
When I was a boy there's a dream that I had
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/7/2 - 00:57
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Paddy's Lament (By the hush)

(Traditional ca. 1870)

"This songs tells the story of an Irish immigrant to the US in the 19th century," Sinead says of Paddy's Lament. "In flight from hunger, he finds himself conscripted under General Lincoln in the American Civil War. General Thomas Francis Meagher, from Waterford, was organiser and commander of the Irish Brigade in the Union Army. I first heard the song 12 years ago when I was living in LA during the Gulf War. "It is the best anti-war song ever made, in my humble opinion," Sinead continues. "The ghost of the man speaking through the song is so present that I feel I could reach out and touch him."
(from Sinead O'Connor's Official Site)

*

Altri interpreti: Mary Black & The Chieftains, Linda Thompson, The Orphan Brigade

Nella canzone “Paddy’s lamentation” un soldato irlandese che ha combattuto per Lincoln si ritrova senza una gamba e senza la pensione d’invalidità... (Continues)
Well it's by the hush, me boys, and sure that's to hold your noise
(Continues)
2005/9/17 - 21:19
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The Foggy Dew

Anonymous
[ca. 1916/17]
Tradizionale irlandese
[Il testo è forse del poeta e cantore di strada C.Charles O'Neil]

Si tratta di uno dei più noti canti tradizionali ispirati alla rivoluzione irlandese del 1916, culminata nella "Bloody Easter" (pasqua di sangue; si veda anche Before Ireland Can Go Free).
La canzone è stata interpretata ed incisa, con vari arrangiamenti, praticamente da tutti i più grandi nomi della musica irlandese e di area celtica, da Alan Stivell, di cui ha sempre rappresentato un brano fisso nei concerti fin dagli anni'70, fino all'ultima versione dello storico gruppo dei Chieftains, assieme a Sinead O'Connor, nell'album "The Wide World Over" (2002).



The Foggy Dew (in italiano "La nebbia del mattino") è una ballata irlandese, che descrive la Sollevazione di Pasqua del 1916 con lo scopo di incoraggiare gli irlandesi a combattere per la causa irlandese, piuttosto che per gli... (Continues)
As down the glen one Easter morn
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2005/5/26 - 11:33
Song Itineraries: Conflicts in Ireland




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