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Piero dei Fossi

Antiwar Songs Blog
È forse la prima volta in questo sito che la vera introduzione a una canzone viene affidata piuttosto al blog che alla pagina che la contiene e, in fondo, non ve n’è nessuna precisa ragione. Del resto, di fronte a Piero Ciampi, alla sua vita e alle sue canzoni è sempre bene non invocare troppe […]
Antiwar Songs Staff 2015-05-18 23:29:00

La ballata di Piero dei fossi

May 14-19, 2015
Traduzione inglese integrale di Riccardo Venturi
14-19 maggio 2015

This long ballad by the anarchist Pino Bertelli tells about Piero Ciampi, Livorno and several other things.

Dear English-speaking reader. You are not supposed to know Piero Ciampi, his life, his poems, his songs and his wine. Should any of his songs one day be translated into English, you'd probably discover and/or think he was sort of poète maudit, but this wouldn't be fully correct; there's one article on him in the Italian Wikipedia, and one -God only knows why- in Polish. But the only thing one could reasonably say is that he was Piero Ciampi, and that's all. So, before some of his songs are finally translated, perhaps you won't object to some kind of presentation. In my opinion, the following, long ballad by Pino Bertelli is Piero Ciampi's best presentation ever written in any form, much better than... (continua)
THE BALLAD OF PIERO OF THE FOSSI
(continua)
18/5/2015 - 22:58
Video!

A Maid That's Deep In Love

Manca la traduzione e propongo quella di Musica & Memoria
Un brano romantico e molto semplice, parla di una ragazza che per seguire il suo innamorato nel Nuovo Mondo si traveste da uomo e si imbarca come mozzo su una nave, ma il suo capitano si innamora di lei; a riva svela il suo segreto e il capitano le giura amore eterno e la implora di sposarlo.
UNA FANCIULLA PERDUTAMENTE INNAMORATA
(continua)
inviata da Cattia Salto 18/5/2015 - 22:48

Le défilé de l'Empire

La dedica è ad un amico appartenente alla goguette della “Lice chansonnière”, una delle più celebri di Parigi, nata nel 1831 e scioltasi nel 1967.

A dicembre del 1851, a soli due anni e mezzo dopo la Rivoluzione repubblicana del 1848 ed il relativo bagno di sangue, si era consumato il colpo di Stato di Luigi Napoleone Bonaparte il quale, dopo aver sospeso ogni diritto democratico e proceduto ad un’ondata indiscriminata di arresti, si era cucito addosso la legittimazione con il plebiscito di dicembre. A gennaio dell’anno seguente, la monarchia e la sua corte di ufficiali, magistrati, accademici, banchieri e porporati sfilavano in pompa magna, ancora una volta restaurati, tra le nebbie dell’inverno parigino, quasi una processione di morti viventi…
Bernart Bartleby 18/5/2015 - 14:33
Video!

Le Bal et la guillotine

[1849]
Versi di Gustave Leroy (1818-1860), celebre chansonier e goguettier amico di Charles Gille e con lui nella goguette parigina “des Animaux”.
Sull’“Air des faux dieux, faux timbre des Trois Couleurs”(ignoro di quale brano musicale si tratti).

Canzone che parla della repressione della “Primavera dei Popoli” in Francia, l’ennesima rivoluzione tradita. Infatti tra le forze che avevano travolto la monarchia prevalsero quelle più conservatrici, anti-popolari. Cosicchè nel giugno Parigi insorse di nuovo e la rivolta operaia fu schiacciata nel sangue dalle truppe del generale Louis Eugène Cavaignac.

Nel brano il racconto dell’esecuzione di due insorti, proprio mentre all’Eliseo il presidente – quel grande “repubblicano” di Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, poi Napoleone III imperatore - dà un grande ricevimento di gala…

Nella vignetta – impostata come una scena dalla mitologia greca – il... (continua)
C'est aujourd'hui qu'eut lieu le sacrifice,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/5/2015 - 13:48

Tuer l'ennui !

[giugno 1848]
Versi di Eugène Pottier in “Chants révolutionnaires”, edizione del 1887.
Musica non indicata.
La dedica è ovviamente di molto successiva alla canzone (Pottier era del 1816 mentre Zola del 1840)
A Émile ZOLA.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/5/2015 - 13:08

Le Peuple

[1848]
Versi di Eugène Pottier in “Chants révolutionnaires”, edizione del 1887.
Musica non indicata.
Quand tombait la pluie fine et qu’un manteau de glace
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/5/2015 - 12:54

Kumar Gautan: An Open Letter From Aruna Shanbaug

[2011]
Versi di Kumar Gautan, poeta indiano.

Aruna Shanbaug – che l’autore fà parlare in prima persona in questa poesia – è morta oggi nell’ospedale King Edward Memorial Hospital di Mumbai dove si trovava ricoverata da 42 anni, quarantadue anni in stato vegetativo. La sua vita si era di fatto fermata nel 1973 quando, giovane infermiera, in quello stesso ospedale, era stata aggredita, violentata e strangolata da tal Sohanlal Bhartha Walmiki, un addetto alle pulizie. Costui, prima di brutalizzarla, era riuscito a passarle una catena intorno al collo, causandole così asfissia e danno spinale.
Lo stupratore se la cavò con sette anni di galera per aggressione e rapina, nel processo nemmeno rilevarono il tentato omicidio e la violenza sessuale.
La pena per Aruna Shanbaug è stata molto più lunga.

Nel 2010 la Corte Suprema indiana ha rigettato la richiesta di consentire l’eutanasia per Aruna... (continua)
Please help me, I want to die…
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/5/2015 - 11:45
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Take Me to Church

PORTAMI IN CHIESA
(continua)
17/5/2015 - 23:41

302.0

Antiwar Songs Blog
Questa canzone è dedicata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una canzone sulla medicina e riguarda una malattia la cui classificazione secondo la Classificazione Internazionale è 302.0. Con queste ironiche parole, alla fine degli anni ’70, la Tom Robinson Band introduceva una trascinante canzone intitolata Glad to be Gay. La dedica introduttiva si riferisce al fatto […]
Antiwar Songs Staff 2015-05-17 19:55:00
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Он не вернулся из боя

Finnish version by Kaj Chydenius
Kaj Chydeniuksen suomenkielinen versio
HÄN EI PALANNUT TAISTELUSTA
(continua)
inviata da Juha Rämö 17/5/2015 - 19:06
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Ballad Of Ho Chi Minh

Interpretazione di Tomoya Takaishi, data di registrazione 9/6/1969 all'Osaka Festival Hall.
ホーチミンのバラード
(continua)
inviata da dq82 17/5/2015 - 06:49

La Pécheresse aux jolis doigts

La Pécheresse aux jolis doigts

Chanson française – La Pécheresse aux jolis doigts – Marco Valdo M.I. – 2015

ARLEQUIN AMOUREUX – 7



Opéra-récit historique en multiples épisodes, tiré du roman de Jiří Šotola « Kuře na Rožni » publié en langue allemande, sous le titre « VAGANTEN, PUPPEN UND SOLDATEN » – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1972 et particulièrement de l'édition française de « LES JAMBES C'EST FAIT POUR CAVALER », traduction de Marcel Aymonin, publiée chez Flammarion à Paris en 1979.

Je pense avoir déjà dit que notre déserteur, notre Arlequin amoureux n'avait que de brèves rencontres avec son Arlecchina, laquelle suit son théâtre ambulant. Il ne la voit que très rarement et entretemps, il y rêve. Mais pour donner un peu de consistance à ces égarements songeurs, il s'est procuré une image, un portrait de sa belle. Ce portrait est une pièce de toile peinte qu'il a découpée... (continua)
Cette pièce de toile roulée
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/5/2015 - 17:58
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Him

LUI
(continua)
inviata da Eleonora 16/5/2015 - 15:21
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Unser täglich Brot (Der Lied von der Kuhle)

[1944]
Parole e musica di Emil František Burian (1904-1959), poeta, scrittore, cantante, musicista e compositore ceco.
Testo trovato su Volkslieder Archiv
Nella raccolta intitolata “Und weil der Mensch ein Mensch ist – Lager – Lieder – Widerstand” realizzata nel 2015 dal quartetto tedesco Die Grenzgänger (Michael Zachcial, Annette Rettich, Felix Kroll e Frederic Drobnjak).

Emil František Burian, che era pure un militante comunista, fu arrestato dai nazisti nel 1941 e venne internato a Theresienstadt, a Dachau e infine a Neuengamme. Questa canzone - che credo egli scrisse in tedesco perchè non mi pare ci sia traccia in Rete di un testo in ceco - fu composta proprio a Neuengamme, dove Emil František Burian era stato attivissimo nell’organizzare spettacoli clandestini di intrattenimento per gli internati (tra i quali quelli di lingua tedesca erano i più numerosi, dopo sovietici, polacchi... (continua)
Unser täglich Brot
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/5/2015 - 14:51
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Zombie

ITALIANO / ITALIAN [3]

Traduzione italiana di Cattia Salto

Ci sono già due traduzioni in italiano di Zombie, e sembrerebbe esagerato aggiungerne una terza, diciamo che la versione che propongo è quella "commentata". Aggiungo anche delle osservazioni sul VIDEO

Nel video la canzone viene “messa in scena” con la O’Riordan, tutta spruzzata di pittura dorata e con un abito lungo di taglio classicheggiante, a impersonare una divinità; presso i Greci e poi i Romani, il dio della guerra era maschile, ma non così per i Celti, che avevano una dea dal triplice volto (tanto per gradire sull’altare troneggia anche una croce di legno): è la guerra una divinità immortale e disumana.. ai suoi piedi un girotondo di amorini anche loro spruzzati d’oro e con tanto di frecce e arco. Sono i putti che scoccano le frecce e seminano la follia umana; un pensiero che mi è venuto a forza di ragionarci sopra: e se... (continua)
ZOMBIE
(continua)
inviata da Cattia Salto 16/5/2015 - 14:23
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Sunday Bloody Sunday

DOMHNACH, FUILTEACH DOMHNACH
(continua)
inviata da dq82 16/5/2015 - 10:27
Video!

Sunday Bloody Sunday

Mi sono soffermata sul significato del testo aggiungendoci delle note, propongo anche una traduzione non proprio letterale
Non riesco a credere alla notizia di oggi,
(continua)
inviata da Cattia Salto 15/5/2015 - 21:18
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Est-il bien vrai que je veille

anonimo
[1789]
Versi di anonimo rivoluzionario francese sull’aria di “Aussitôt que la lumière”, canzone del poeta seicentesco Adam Billaut.
Canzone composta in occasione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1789.

L’imponente fortezza medievale della Bastiglia a Parigi era per i rivoluzionari il simbolo stesso dell'ancien régime e, inevitabilmente, andava conquistata e abbattuta. Peccato che la sua distruzione fosse già stata decisa anni prima dalla stessa monarchia, dato che la fortezza era ormai da tempo diventata inutile e costosa. Il paradosso è che Luigi XVI, dopo aver rinviato per anni l’ordine di demolizione, si decise qualche settimana prima dell’assalto. E il 14 luglio nella Bastiglia si trovavano solo 7 prigionieri, di cui due pazzi fatti lì rinchiudere dai loro familiari.

Ciò nonostante, nell’inutile difesa della fortezza trovarono la morte il suo governatore, il marchese Bernard-René... (continua)
Est-il bien vrai que je veille
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/5/2015 - 10:11
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Us of Hate

2013
Generation Kennedy No More
No phones in Tokyo for callin' London,
(continua)
inviata da dq82 15/5/2015 - 10:08
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Peace to the World


Morto B.B.King, leggenda del Blues

Il musicista si è spento nella sua casa di Las Vegas per le conseguenze del diabete che pativa da anni. A settembre avrebbe compiuto 90 anni. Autore di hit internazionali, ha influenzato generazioni di chitarristi, a cominciare da Eric Clapton

'Lucille' piange silenziosamente : il re del blues, il leggendario B.B.King, è morto nella notte nella sua casa di Las Vegas. La notizia è stata ufficializzata dai suoi legali. Il musicista aveva 89 anni. Malato di diabete, anche di recente era stato ricoverato in ospedale a Los Angeles. Nella sua lunghissima carriera ha inciso 50 album in studio e girato il mondo in tour che lo hanno portato più volte anche in Italia. Alcuni suoi brani, come The thrill is gone, sono diventati del successi planetari. Gli U2 lo avevano voluto accanto sul palco per l'incisione della sua When love comes to town. Con la sua Gibson,... (continua)
dq82 15/5/2015 - 09:48
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Den okände soldaten

TUNTEMATON SOTILAS
(continua)
inviata da Juha Rämö 15/5/2015 - 08:41
Video!

Dziś do ciebie przyjść nie mogę

Finnish version by Paul Holm
Suomennos Paul Holm

Audio link to the song performed by Matti Salminen: https://www.youtube.com/watch?v=F0dUCJ7DQrU
PARTISAANIVALSSI
(continua)
inviata da Juha Rämö 15/5/2015 - 08:39

Papier à cul

Versi di François Henri Jolivet (1875-1955), operaio, poeta, chansonnier, goguettier de La Muse Rouge, pacifista e libertario parigino.
Sull’aria di “Envolez-vous mes billet doux” di Jane Evrard
Ignoro l’anno di composizione di questa divertente canzone. Jolivet raccolse le sue creazioni nel volume “Chansons sociales et satiriques” edito l’anno seguente la sua scomparsa.
Testo trovato sul sito de Les éditions Touchalon
Lorsque vous faites défaut dans mes poches
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/5/2015 - 08:37
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Skibbereen

La prima pubblicazione della canzone si ritrova nel The Irish Singer’s Own Book (Noonan, Boston, 1880) e la paternità è stata attribuita a Patrick Carpenter nativo di Skibbereen. Ci sono un certo numero di differenti versioni di questo canto tradizionale, tuttavia sostanzialmente simili. In particolare nella versione di Sinéad O'Connor e The Chieftains in Long Journey Home (1998 Mini-serie per la Televisione) si tralasciano la V e la VI strofa che rispettivamente ricordano la ribellione del 48 e la promessa di una nuova rivolta.
ulteriori osservazioni http://terreceltiche.altervista.org/sk...

Alla traduzione riportata aggiungo solo alcune osservazioni

1)Isola di Erin:"L'Irlanda viene chiamata Erin in gaelico: questa parola significa "terra di Ériu", l'antica dea-terra della verde isola. [...] Maga senza pari, viveva sopra una collina al centro dell'isola. Man mano che invecchiava la collina... (continua)
Cattia Salto 15/5/2015 - 01:35
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Quaranta soldati, quaranta sorelle

Chanson italienne – Quaranta soldati, quaranta sorelle – Piero Ciampi – 1971
Texte : Piero Ciampi
Musique : Gianni Marchetti
QUARANTE SOLDATS, QUARANTE SOEURS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/5/2015 - 21:53
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Boolavogue

Il testo della canzone riesce a riassumere la rivolta di Wexford in poche strofe dense di storia, accompagnate da una vecchia melodia irlandese, una slow air dal nome “Calad n-Eocaill” o anche “Eochaill” (“Youghal Harbour“). Boolavogue è un brano diventato subito popolare ed è quasi un inno per la contea di Wexford, ieri come oggi è cantata dalla gente irlandese anche se negli arrangiamenti più recenti si tende a tagliare la V e la VI strofa/

ulteriori considerazioni in
Terre celtiche
I
(continua)
inviata da Cattia Salto 14/5/2015 - 21:38
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C'è un re

Cover dei Folkstone da "Il confine" 2012

dq82 14/5/2015 - 18:01
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Le drapeau de l'Humanité

[1981]
Parole di Claude Lemesle
Sulla melodia di “It's Five O'Clock”, grande successo degli Aphrodite's Child della fine dei 60, un brano composto da Richard Julian Francis e Evangelos Papathanassiou, in arte Vangelis.
Nell’album di Milva intitolato “Moi, je n'ai pas peur” del 1981
C'est, de clocher en clocher,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 16:33
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Avant le départ

Il testo della canzone non è dei Tichot (e forse nemmeno la musica). Si tratta infatti di una poesia scritta da Eugène Bizeau all'inizio della Grande Guerra...
(fonte: “Eugène Bizeau et Gaston Couté, deux poètes paysans anarchistes à la fin du 19ème siècle”, a cura di Michel Di-Nocera)
Bernart Bartleby 14/5/2015 - 15:31

Premier Mai

[1911]
Versi di Gaston Couté (composti poche settimane prima della sua prematura scomparsa) sull’aria de Le temps des cerises di Jean-Baptiste Clément.
C'est le Premier Mai. Debout, camarades !
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 15:07
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La Paysanne

“La Paysanne” è anche chiamata “Marseillaise anarchiste”, e infatti Gérard Pierron la adattò sull’aria della “Marseillaise” di Rouget de l'Isle (1792).
Bernart Bartleby 14/5/2015 - 14:52
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Révision

A proposito di questa splendida canzone sulla visita militare, traggo questo aneddoto dal volumetto “Eugène Bizeau et Gaston Couté, deux poètes paysans anarchistes à la fin du 19ème siècle”, a cura di Michel Di-Nocera:

“[Couté] Il continue de se produire dans des cabarets où il provoque régulièrement quelques scandales… Lors d’un spectacle, à l’écoute du poème «Révision» - poème qu’aimait particulièrement Eugène Bizeau et qu’il fera mettre en musique par un ami compositeur [forse proprio Marc Ogeret, ndr] - un capitaine, alors se lève et s’insurge «Je rougis des paroles que vous prononcez contre l’armée !», ce à quoi Gaston Couté répond : «Le rouge va très bien aux militaires !». Au-delà de l’anecdote, cette situation n’arrangera pas les relations de Couté avec l’armée, qui par trois fois lui fait passer le Conseil de révision, duquel il ressort toujours réformé.”
Bernart Bartleby 14/5/2015 - 14:19

Le Christ en bois

[1899]
Parole di Gaston Couté
Poesia messa in musica da Bernard Lavilliers ai suoi esordi, nel 1967-68. Poi nella sua raccolta “Premiers pas” pubblicata nel 1981.

Il Cristo adorato nelle chiese non è il vero Cristo ma soltanto un manichino, di legno, insensibile, finto, uno spaventapasseri che i ricchi mettono a protezione dei beni da loro accumulati a discapito dei poveri… Chiaro, no?!?
Bon guieu! la sale commune!... A ce souèr,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 13:51
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Ma Marseillaise à moi

Il brano è del 1970...
Bernart Bartleby 14/5/2015 - 13:00

La chanson du chanvre

Dall’autobiografia “Mémoires de Louise Michel, écrits par elle-même”, capitolo XV, pubblicata nel 1886

“[…] Les douleurs des paysans sont plus sombres encore que les nôtres ; sans cesse penchés sur la terre marâtre, ils n’en tirent que le superflu du maître, et moins que nous ils ont les consolations de la pensée.
À toi, paysan, cette chanson de colère ; qu’elle germe dans tes sillons ; c’est un souvenir de notre temps de lutte:”
Le printemps rit dans les branches vertes,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 12:58

Commune, espoir du monde

[1937?]
Versi di Eugène Bizeau
Musica di G. Isabelli
Testo trovato nel volumetto “Eugène Bizeau et Gaston Couté, deux poètes paysans anarchistes à la fin du 19ème siècle”, a cura di Michel Di-Nocera.

Eugène Bizeau, poeta e cantautore anarchico, è morto ultracentenario nel 1989 (a chi dice che l’anarchia fa male!). Pur essendo nato nel 1883, molti anni dopo le vicende della Comune di Parigi, nella sua poetica quell’esperienza seminale risuonò sempre viva come non mai…
Aux premiers jours d’un printemps sombre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 12:44

Nos chansons

[1906-07]
Versi di Eugène Bizeau
Musica di G. Isabelli

Canzone-manifesto de La Muse Rouge, la “goguette” rivoluzionaria di cui Bizeau fece parte insieme, tra gli altri, a Gaston Couté, Aristide Bruant, Charles d'Avray, Clovis Poirier, Léo Noël, François Henri Jolivet.
Nos chansons à nous sont des chansons graves
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 11:48
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La Badoglieide

LA RENZEIDE
testo di Margot Galante Garrone
(Trascrizione di Michele Stratta)
LA RENZIEIDE
(continua)
inviata da Michele Stratta 14/5/2015 - 11:04

Ne tire pas sur nous (Marche démocratique et sociale)

[prima del 1914]
Versi di Gaston Montéhus
Musica di Raoul Chantegrelet

Non sono riuscito a trovare la data esatta in cui Montéhus compose questa canzone antimilitarista, così ho dato l’indicazione “prima del 1914”, anno a partire dal quale anche il grande provocatore anarchico si fece travolgere dai venti di guerra e divenne, purtroppo, un devoto cantore bellicista, ricevendo alla fine addirittura la Croce di Guerra per il servigio reso, pur senza aver mai messo piede al fronte…
Si le clairon sonne l’alarme,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 10:55

Les Bazars

[1904]
Parole e musica di Gaston Montéhus
Testo trovato in “La chanson française et son histoire”, a cura di Dietmar Rieger, 1988.

Nota dell’autore: “Le censeur a refusé cette chanson en 1904.”, così come aveva fatto due anni prima con Ce que fait la guerre.
E qui il provocatore anarchico Monthéus se la prende con - nell’ordine – il parlamento, i ricchi, la chiesa, il governo e l’esercito… E da notare che, come nel 1902, anche nel 1904 il governo era quello radicale, di sinistra, di Émile Combes, che proprio quell’anno osava rompere le relazioni diplomatiche col Vaticano rifiutando la nomina dei vescovi francesi senza avallo del governo.
Mais quel est donc ce monument
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 10:30
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Ave Maria

Semifinale-Italia’s Got Talent 2015
Mi sembra che al mondo muoia più gente
(continua)
inviata da dq82 14/5/2015 - 10:10

Ce que fait la guerre

[1902]
Parole e musica di Gaston Montéhus
Testo trovato in “La chanson française et son histoire”, a cura di Dietmar Rieger, 1988.

Nota dell’autore: “Le censeur a refuse la chanson (26 juillet 1902) en critiquant surtout les strophes 2, 3 et 7 â 10.”
Evidentemente il provocatore anarchico Montéhus era troppo anche per il governo del “Bloc des gauches” che proprio quell’anno aveva vinto le elezioni legislative in Francia…
Provati a toccare l’Esercito e la Chiesa e avrai contro anche i più “sinistri”!
Eh, oui voilà ce que fait la guerre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/5/2015 - 09:35
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With God On Our Side

JUMALA PUOLELLAMME
(continua)
inviata da Juha Rämö 14/5/2015 - 09:08
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Farewell Angelina

ANGELINA
(continua)
inviata da Juha Rämö 14/5/2015 - 09:05

L’U.A.

[1920s]
Parole e musica di Charles D’Avray

L’U.A. è l’Union Anarchiste, ça va sans dire
Les bois, les prés, les monts, la plaine,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/5/2015 - 16:10




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