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Prima del 2014-8-16

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Innuendo

(1991)
Title-track dell'ultimo lavoro del gruppo registrato quando Freddie Mercury era ancora vivo.
Alla chitarra flamenca Steve Howe degli Yes

Un'epica sinfonia rock che apre l'ultimo album dei Queen. L'album, registrato nel 1990 a Montreux, mentre si moltiplicavano le illazioni sullo stato di salute del frontman dei Queen, è stato considerato - non a torto dato che Mercury sapeva di essere prossimo alla morte - il testamento del gruppo.

Il bellissimo videoclip della canzone rielaborava immagini di repertorio (per evitare di mostrare le reali condizioni fisiche di Mercury) dei quattro componenti dei Queen secondo stili differenti: Freddie in quello di Leonardo Da Vinci, Brian May in quello vittoriano, Roger Taylor in quello di Jackson Pollock e John Deacon in quello di Pablo Picasso. Il tutto in un set che riproduce un cinema in miniatura e sullo sfondo di immagini di guerra... (continua)
One two three four
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 16/8/2014 - 23:27
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L’eterno canto dell’uomo

[2006]
Versi di Ernesto dello Jacono
Musica di Claudio Lolli, Pasquale M. Morgante e Salvatore De Siena
Nel disco di Lolli intitolato “La scoperta dell'America”

Una canzone che evoca l'alluvione del maggio 1998 che colpì Sarno e Quindici, in provincia di Salerno, causando la morte di 160 persone. L’allarme fu lanciato a tragedia avvenuta e l’alto numero di morti fu causato dall’abusivismo edilizio, con abitazioni costruite in luoghi insicuri, a forte rischio di dissesto idreogeologico, e dalla mancata manutenzione dei canali, completamente ostruiti dai detriti...
E c’è una terra dove sboccia un lamento
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 21:26

La ballata dell’invalido

Versi di Gianni D'Elia (1953-), poeta, scrittore, critico letterario e paroliere (ha scritto alcune canzoni per Claudio Lolli)

Messi in musica da Rodolfo Maltese, chitarrista e compositore, e interpretata dal compianto Francesco Di Giacomo, voce dei Banco del Mutuo Soccorso per lo spettacolo teatrale intitolato “Il pane loro - Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”, scritto e diretto nel 2000 da Stefano Mencherini, giornalista e autore televisivo che di Marisa Zoni è figlio.

“Il pane loro” voleva raccontare le storie di chi sopravvive, magari su una sedia a rotelle, dopo un incidente del lavoro; voleva mostrare la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare; voleva far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni si vivono spesso nel mondo del lavoro; voleva denunciare il silenzio che sulle vittime e sui perchè sono diventate tali...
Forse proprio per questo... (continua)
E li chiamano incidenti sul lavoro,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 20:58

Il volo

Non so quando il senese Attilio Lolini (1939-), poeta, giornalista e critico musicale, abbia scritto questa poesia e in quale raccolta sia inclusa.

Comunque, è stata messa in musica da Rodolfo Maltese, chitarrista e compositore, e interpretata dal compianto Francesco Di Giacomo, voce dei Banco del Mutuo Soccorso per lo spettacolo teatrale intitolato “Il pane loro - Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”, scritto e diretto nel 2000 da Stefano Mencherini, giornalista e autore televisivo che di Marisa Zoni è figlio.

“Il pane loro” voleva raccontare le storie di chi sopravvive, magari su una sedia a rotelle, dopo un incidente del lavoro; voleva mostrare la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare; voleva far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni si vivono spesso nel mondo del lavoro; voleva denunciare il silenzio che sulle vittime e sui perchè sono diventate... (continua)
Come sono arrivato qui
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 20:46

Il semenzaio

[1970]
Versi di Marisa Zoni (1935-2011), poetessa.
Non so in quale raccolta questa poesia sia stata originariamente inclusa, probabilmente “Per una terra isolata” del 1974. Si trova comunque in un’antologia pubblicata nel 2012.

Messa in musica da Rodolfo Maltese, chitarrista e compositore, e interpretata dal compianto Francesco Di Giacomo, voce dei Banco del Mutuo Soccorso per lo spettacolo teatrale intitolato “Il pane loro - Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”, scritto e diretto nel 2000 da Stefano Mencherini, giornalista e autore televisivo che di Marisa Zoni è figlio.

“Il pane loro” voleva raccontare le storie di chi sopravvive, magari su una sedia a rotelle, dopo un incidente del lavoro; voleva mostrare la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare; voleva far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni si vivono spesso nel mondo del lavoro; voleva... (continua)
Questi uomini che commerciano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 20:34

Il grembiule

[2000]
Versi di Alda Merini
Nella raccolta intitolata “Antenate bestie da manicomio” pubblicata nel 2008.

Messa in musica da Rodolfo Maltese, chitarrista e compositore, e interpretata dal compianto Francesco Di Giacomo, voce dei Banco del Mutuo Soccorso per lo spettacolo teatrale intitolato “Il pane loro - Storie da una Repubblica fondata sul lavoro”, scritto e diretto nel 2000 da Stefano Mencherini, giornalista e autore televisivo.

“Il pane loro” voleva raccontare le storie di chi sopravvive, magari su una sedia a rotelle, dopo un incidente del lavoro; voleva mostrare la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare; voleva far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni si vivono spesso nel mondo del lavoro; voleva denunciare il silenzio che sulle vittime e sui perchè sono diventate tali...
Forse proprio per questo “Il pane loro” è rimasto un testo teatrale piuttosto... (continua)
Oddio il mio grembiule
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 20:12
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I muri del ventuno

Nella primavera del 1921 il senatore Giovanni Agnelli, che aveva fatto un sacco di soldi con le commesse di guerra, annunciò che la FIAT era in crisi e che 1.500 operai sarebbero stati licenziati, gli altri obbligati ad un orario e ad una paga ridotti. Siccome gli operai osarono protestare, il 6 aprile la proprietà rispose con la serrata degli stabilimenti. Ma c’erano già i fascisti a dar manforte ai padroni: il 22 aprile a Torino Antonio Gramsci, direttore del settimanale socialista “L’Ordine Nuovo” viene aggredito per strada da una squadraccia... il 27 aprile le fabbriche vengono occupate e proclamato lo sciopero generale...
Con le elezioni di maggio il primo drappello di fascisti fa il suo ingresso in Parlamento...
Bernart Bartleby 16/8/2014 - 16:21
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Non era più lui

[1975]
Nell’album intitolato “Anidride Solforosa
Versi del poeta Roberto Roversi (1923-2012), scritti appositamente per Lucio Dalla.
Musica di Lucio Dalla.
Non era più lui
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 15:35
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A una fermata del tram

[1973]
Nell’album intitolato “Il giorno aveva cinque teste”
Versi del poeta Roberto Roversi (1923-2012), scritti appositamente per Lucio Dalla.
Musica di Lucio Dalla.

La vita fluisce tranquillamente, le stagioni si susseguono, le giornate, con il lavoro, l’amore, le cose di sempre, di tutti... Finchè una mattina i tram non passano più, e una mano di ferro ci tocca sulla spalla... Splendido apologo sulla dittatura che mi ha subito ricordato (solo nel tema, che la poesia di Roversi è insuperabile) La presa del potere di Giorgio Gaber...
Ascolti?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 15:27
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Notte di neve, riposa la Coduri

anonimo
la Divisione Garibaldina Coduri, fu una formazione partigiana che fu attiva nel Tigullio fin dai giorni successivi all'armistizio del 8 Settembre 1943.
Per le popolazioni del Tigullio e del suo immediato entroterra, la Resistenza si identifica soprattutto con la "Coduri", coraggiosa e intraprendente Brigata, poi divenuta Divisione partigiana che operò nel Levante ligure. E nelle fila della quale militarono principalmente giovani nati in quelle contrade contadine e in quelle borgate marinare.
La divisione prende il nome dal caduto Giuseppe Coduri "Scioa"
Il comandante della Divisione fu Eraldo Fico "Virgola".
Notte di neve, riposa la Coduri
(continua)
inviata da adriana 16/8/2014 - 15:22
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La bambina (L'inverno è neve, l'estate è sole)

[1973]
Nell’album intitolato “Il giorno aveva cinque teste”
Versi del poeta Roberto Roversi (1923-2012), scritti appositamente per Lucio Dalla.
Musica di Lucio Dalla.

Credo che la canzone descriva con gli occhi di una bimba la battaglia di Volterra del luglio 1944, combattuta tra gli americani della 5° armata e le retroguardie tedesche che coprivano la ritirata di Kesserling.
Una colomba segnata di sangue
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 15:16
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Grippaggio

[1973]
Nell’album intitolato “Il giorno aveva cinque teste”
Versi del poeta Roberto Roversi (1923-2012), scritti appositamente per Lucio Dalla.
Musica di Lucio Dalla.

In un’atmosfera ferragostana, proprio come oggi, basta essere lasciati a piedi dall’auto e dover abbandonare l’autostrada, basta scartare un attimo dal nostro quieto vivere per accorgersi della desolazione che c’è tutt’intorno, inquietante e minacciosa...

L’immagine suscitata da Roversi mi ha fatto venire in mente un campo nomadi.
O un campo profughi.
Il giorno di domani
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 15:02
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Passato, presente

[1973]
Nell’album intitolato “Il giorno aveva cinque teste”
Versi del poeta Roberto Roversi (1923-2012), scritti appositamente per Lucio Dalla.
Musica di Lucio Dalla.

“La libertà è difficile e fa soffrire...”: semplicemente bellissima.
Roversi riesce con solo qualche verso a raccontare la strage di Melissa del 1949, sulla quale rimando alle introduzioni a Melissa, Melissa e Fragalà di Melissa.
Il passato
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 14:43

Nel tempo che regnava il re Pipino

anonimo
Canto popolare laziale raccolto sul territorio di Gallicano negli anni 20 da Giorgio Nataletti (1907-1972), musicista, compositore, fondatore dell'Istituto per le ricerche etnografiche dell'Accademia di Santa Cecilia, nel secondo dopoguerra collaboratore della BBC e di Alan Lomax.
Nei “Canti della campagna romana” (1930), raccolti e armonizzati da Nataletti insieme ad un giovane Goffredo Petrassi.

Un espediente frequente nella canzone popolare, quello di descrivere il mondo alla rovescia, in qualche modo per sfuggire alla miseria e alla sofferenza di quello reale...
Nel tempo che regnava il re Pipino
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/8/2014 - 14:21
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Beatles: A Day In The Life

Non si è "fatto saltare le cervella"(con una pistola)...Era solo "sotto effetto" e non ha visto il semaforo!!
Michael 16/8/2014 - 13:38

ANONIMO / ANONYMOUS: דאָס געטאָ פֿון עזה

HENK ZANOLI, "GIUSTO FRA LE NAZIONI", RESTITUISCE LA MEDAGLIA: "L'OFFENSIVA SU GAZA E' UNA VERGOGNA"

Clamoroso gesto di Henk Zanoli, olandese di 91 anni, che nel 1943 salvò la vita a un bambino ebreo. Sei familiari dell'uomo sono morti negli ultimi attacchi di Israele sulla Striscia. E lui dice basta: "Sarebbe un insulto alla memoria di mia madre"

Henk Zanoli è olandese, ha 91 anni e, almeno fino a qualche giorno fa, era un "Giusto tra le Nazioni". Cioè un non-ebreo che, durante l'Olocausto, ha salvato la vita di un ebreo, in questo caso un bambino. Il piccolo si chiamava Elhanan Pinto, era nato nel 1932 ed è sopravvissuto all'orrore della Shoah grazie a Zanoli. Il quale, insieme alla madre Johana, l'ha tenuto al riparo dalla furia nazista nella sua casa di Eemnes, vicino a Utrecht, dal 1943 al 1945, anno in cui gli Alleati liberarono i Paesi Bassi. Sia Johana che Henk rischiarono la vita... (continua)
CCG/AWS Staff 16/8/2014 - 13:30
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Ne ébresszetek fel

16 agosto 2014
NON SVEGLIATEVI
(continua)
16/8/2014 - 13:13
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The Backlash Blues


Da: Veleno di piombo sul muro - Le canzoni del Black Power, 1a ed. Bari, Laterza, 1969. A cura di Alessandro Portelli (p. 231)
BACKLASH BLUES
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 16/8/2014 - 12:26
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La guerra di Piero

Bernart Bartleby 16/8/2014 - 11:16

La battaglia di San Lorenzo

anonimo
VIOLENZE AL CONGRESSO DEL PNF

da Il Corriere della Sera del 9 novembre 1921.

"Le camicie nere affluite a Roma per prestare servizio d’ordine al raduno nazionale fascista si scontrano ripetutamente con avversari politici e con cittadini. La prima vittima è il macchinista ferroviere Guglielmo Farsetti, freddato allo scalo San Lorenzo; per ritorsione gli antifascisti sparano contro il corteo che sfila per il quartiere San Lorenzo, uccidendo il quarantottenne milanese Franco Baldini, fondatore della squadra d’azione Aldo Sette. L’indomani gli squadristi si scatenano e massacrano i muratori Rosario Pugliesi e Alfredo Monaldini, il fornaciaio Zeno Morabici (quindicenne) e il falegname Camillo Magrini; cade inoltre l’operaio Romolo Barbieri (ucciso da un militare accorso in difesa di un fascista aggredito dalla folla). Il Comitato di difesa proletaria dichiara l’astensione del lavoro, mentre gli... (continua)
Bernart Bartleby 16/8/2014 - 11:10
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Give Ireland Back To The Irish

RESTITUITE L'IRLANDA AGLI IRLANDESI
(continua)
15/8/2014 - 23:41
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Noi de borgata

[1973]
Parole e musica di Armandino Liberti, poeta proletario di Pietralata.
Registrazione di Alessandro Portelli.
Poi nel volume “Il borgo e la borgata. I ragazzi di don Bosco e l'altra Roma del dopoguerra”, una ricerca del Circolo Gianni Bosio a cura dello stesso Portelli, Donzelli editore.

“Io ho vissuto sulla strada, da cinque anni io ho vissuto sempre in mezzo alla strada. Tutto quello che so, tutto quello che posso fa', tutto quello che esce da me, me l'ha insegnato la strada.” Armandino Liberti, ne “I giorni cantati”, pubblicazione del Circolo Gianni Bosio, numero 2 - gennaio 1974
So' fanello e so' de Pietralata
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/8/2014 - 23:03
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Alla Lungara

[1989?]
Scritta da Lanfranco Giansanti, importante autore di canzoni romane.
Nell’album di Alvaro Amici (1936-2003) intitolato “Sospiri de Roma”
Anche nel repertorio della BandaJorona, che l’hanno interpretata nel loro cd “Romana” del 2004.

Via della Lungara è il nome della strada dove si trova il carcere di Regina Coeli a Roma

Aveva 30 anni l’ultimo detenuto morto poche ore fa [siamo a metà febbraio del 2012] nel carcere di via della Lungara. Era in attesa di giudizio, nella IV sezione, quella dei tossicodipendenti. Le cause sono ancora da accertare, ma è già il secondo decesso in meno di un mese.
Questa struttura non è più in grado di garantire condizioni di vita accettabili ai detenuti e a quanti la frequentano quotidianamente: lo sanno tutti, ma nessuno fa niente. Il ministero della Giustizia tace.
E il sindacato autonomo di polizia penitenziaria da tempo va dicendo che è ora di... (continua)
Dentro a ste mura indove er carcinaccio
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/8/2014 - 21:23
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Welcome Back Khadr

[2011]
Nell’EP intitolato “Does Not Equal”.

Ho trovato la canzone su FREE Omar Khadr NOW, il sito canadese della campagna per la liberazione di Omar Khadr.

Le foto ritraggono un ragazzino giovanissimo, appena quattordicenne, ed un adulto tra i 25 e i 30 anni. Sono della stessa persona, Omar Ahmed Khadr, nato in Canada nel 1986 da un egiziano e una palestinese lì immigrati. La famiglia si trasferì poi a Peshawar, in Pakistan. Nel 1995 il padre di Omar fu arrestato con l’accusa di aver contribuito a finanziare l’attentato all’ambasciata egiziana a Islamabad. Passò un anno prima che venisse rilasciato per l’assoluta mancanza di prove a suo carico. Nel 1996 la famiglia si trasferì nuovamente, questa volta a Jalalabad, in Afghanistan, dove il padre aveva trovato impiego presso una ONG. Ma dopo l’11 settembre 2001 e l’inizio della “War On Terror” di Bush, a causa dei continui bombardamenti americani... (continua)
When they created a monster
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/8/2014 - 10:30
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100 bodů

Più che grandissimi
k 15/8/2014 - 04:00

‘Na frasi famusa / U duci

Versi di Giuseppe “Peppe” Schiera (1898-1943), detto “Muddichedda” per la sua minuscola statura, palermitano, poeta di strada.
Negli anni 60 le filastrocche di Giuseppe Schiera vennero riprese dall’attore, cabarettista e cantastorie Giorgio Li Bassi (1945-2010), che si esibiva in applauditi spettacoli presso il locale de “I Travaglini” a Palermo.

Ho pensato di mettere arbitrariamente insieme queste due brevi filastrocche di Peppe Schiera, visto che sono incentrate sullo stesso tema, la derisione del fascismo. Gli costarono alcuni giorni di gattabuia, come frequentemente toccò nel ventennio a lui che zitto non ci stava proprio...

Chi era Giuseppe Schiera?
Così ne fa il “ritrattu” - con una filastrocca, giustappunto - Giovanni Mannino, autore de “Gemmi sicani. Grande Antologia di Poeti dialettali siciliani, dal Medioevo ai contemporanei”, da cui traggo anche i versi di Schiera che propongo:

Di... (continua)
Prima si salutava; bonasira e bongiornu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 20:32
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Don't Sleep at the Palestine Hotel

This should be the third verse
Aladdin and his magic lamp
(continua)
inviata da Paul Henry Dallaire 14/8/2014 - 20:08

La pignata

Versi di Giuseppe “Peppe” Schiera (1898-1943), detto “Muddichedda” per la sua minuscola statura, palermitano, poeta di strada.
Portentosa e suprema storia della Sicilia in quattro stringatissime strofe…
Testo trovato su ForzaPalermo (ma forse la trascrizione non è precisissima…)

Negli anni 60 le poesie di Giuseppe Schiera vennero riprese e cantate dal comico e cabarettista Giorgio Li Bassi, che si esibiva in applauditi spettacoli presso il locale de “I Travaglini” a Palermo.

Chi era Giuseppe Schiera? Sostanzialmente uno sbandato, un vagabondo, uno stravagante che visse nella Palermo della prima metà del secolo scorso, un uomo quasi incolto, un illetterato figlio del popolo, che di fame visse e con essa convisse, “senza arte né parte“, si potrebbe dire.
Egli invece un’arte professò, ed era quella di improvvisare rime.
Si dice che Giuseppe Schiera fosse nato a Palermo nella borgata di... (continua)
Al tempo dei briganti,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 15:11

Bollettino di guerra (‘Na curazzata)

[1940?]
Versi di Giuseppe “Peppe” Schiera (1898-1943), detto “Muddichedda” per la sua minuscola statura, palermitano, poeta di strada.
Composti forse in occasione dell’attacco inglese al porto di Taranto nel novembre del 1940.
Negli anni 60 le poesie di Giuseppe Schiera vennero riprese e cantate dal comico e cabarettista Giorgio Li Bassi, che si esibiva in applauditi spettacoli presso il locale de “I Travaglini” a Palermo.

Chi era Giuseppe Schiera? Sostanzialmente uno sbandato, un vagabondo, uno stravagante che visse nella Palermo della prima metà del secolo scorso, un uomo quasi incolto, un illetterato figlio del popolo, che di fame visse e con essa convisse, “senza arte né parte“, si potrebbe dire.
Egli invece un’arte professò, ed era quella di improvvisare rime.
Si dice che Giuseppe Schiera fosse nato a Palermo nella borgata di Tommaso Natale nel 1898. Figlio di un bracciante, Ciccio... (continua)
‘Na curazzata
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 14:58
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Il disertore

Chanson italienne - Il disertore – Kalashnikov – 2014

Salut à toi, Lucien l'âne mon ami, voici une nouvelle chanson des Kalashnikov. Nouvelle... on ne peut dire mieux, vu qu'elle est de cette année. C'est un peu comme une nouvelle récolte.

Et tu l'as déjà traduite ? Si ça continue, Marco Valdo M.I. mon ami, tu traduiras les canzones avant même qu'on les publie, et... Non, ça tu ne le feras pas, car c'est vraiment impossible, tu les traduiras avant même que les auteurs ne les aient conçues...

Allons, allons, Lucien l'âne mon mai, ne me charrie pas comme ça, j'ai autre chose à te dire à propos de cette chanson.

Je l'espère bien, dit Lucien l'âne en battant des oreilles tant il rit.

Comme tu le sais, la chanson inaugurale de ce site, la numéro 1 fut – la chose est historique – un chanson de Boris Vian, intitulée : « Le Déserteur » ; e fut la première chanson, mais aussi, le premier déserteur.... (continua)
JE SUIS LE DÉSERTEUR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/8/2014 - 14:49

Ora è ‘mpiraturi

[1936]
Versi di Giuseppe “Peppe” Schiera (1898-1943), detto “Muddichedda” per la sua minuscola statura, palermitano, poeta di strada.
Furono da lui scritti in occasione della proclamazione di Vittorio Emanuele III ad Imperatore d’Etiopia…
Negli anni 60 le poesie di Giuseppe Schiera vennero riprese e cantate dal comico e cabarettista Giorgio Li Bassi, che si esibiva in applauditi spettacoli presso il locale de “I Travaglini” a Palermo.

Chi era Giuseppe Schiera? Sostanzialmente uno sbandato, un vagabondo, uno stravagante che visse nella Palermo della prima metà del secolo scorso, un uomo quasi incolto, un illetterato figlio del popolo, che di fame visse e con essa convisse, “senza arte né parte“, si potrebbe dire.
Egli invece un’arte professò, ed era quella di improvvisare rime.
Si dice che Giuseppe Schiera fosse nato a Palermo nella borgata di Tommaso Natale nel 1898. Figlio di un bracciante,... (continua)
Quannu u re era re
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 14:44
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Sussidiario di un vecchio bambino

Musica e testo di Luca Bussoletti

Liberamente ispirata a “Io ho visto” di Pier Vittorio Buffa
E’ soltanto un tramonto bellissimo,
(continua)
inviata da adriana 14/8/2014 - 13:14

Ricordare Avola

[1969]
Una canzone composta sul palco del cabaret palermitano “I Travaglini”, nato nel 1966.
Testo trovato nel’articolo di Sebastiano Burgaretta intitolato “I fatti di Avola nei canti di protesta”, pubblicato sulla rivista “Avolesi nel mondo” (Anno 6 n. 3 - Dicembre 2005)
Con Sicilia a lutto di Franco Trincale, una delle prime canzoni sull’eccidio di Avola del 2 dicembre 1968.
Un testo bellissimo, a mio parere…

Ad Avola, nel siracusano, il 2 dicembre 1968 la polizia sparò ad altezza uomo su di una folla di contadini che protestavano contro lo sfruttamento ed il caporalato… Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia rimasero uccisi e altre 48 persone ferite…
Quella gente allora chiedeva a gran voce quei diritti che sarebbero stati di lì a poco almeno in parte sanciti nello Statuto dei Lavoratori del 1970, lo stesso che oggi il Renzie vuole liquidare e riscrivere di sana pianta considerandolo solo un residuo ideologico (come la Costituzione, del resto)…
Guarda la terra
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 12:07

Requiem per un nemico ignoto

Antiwar Songs Blog
Requiem per un nemico ignoto, una poesia, ed una delle più tremendamente belle, di Gesualdo Bufalino. Finché non compì sessantuno anni, il riservato, appartato e coltissimo professore di Comiso in Sicilia, nulla s’era saputo di lui; su insistenza d’alcuni amici, tra i quali Leonardo Sciascia, pubblicò Diceria dell’untore e si ritrovò catapultato da un giorno […]
Antiwar Songs Staff 2014-08-14 10:39:00

Hai sempre qualcosa d'importante da fare

[196?]
Scritta da Leoncarlo Settimelli e Marco Ligini, all’epoca del Canzoniere dell’Armadio, poi Canzoniere Internazionale.
nel disco intitolato "Ogni giorno in piazza" pubblicato nel 1968.
Io non ti ho visto mai eppure ti conosco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 10:30
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La Rivoluzione

[2014]

Album : La rivoluzione
Ogni volta che ti sentiranno urlare
(continua)
inviata da adriana 14/8/2014 - 10:18
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Fuori dal controllo

"Lassù sul monte Amiata
è morto Gesù Cristo
da vero socialista
ucciso dai carabinieri"

Frammento di canzone popolare amiatina.
Bernart Bartleby 14/8/2014 - 10:09
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Ci siam spezzati le mani

[1966]
Parole e musica di Leoncarlo Settimelli.
Lato B di un singolo pubblicato nel 1968 dalla Moon Records (CEDI). Sul lato A, “Ballata per Ho-Chi-Minh” (che non è la versione italiana de Ballad Of Ho Chi Minh di Ewan MacColl)
Interpretata da un’oscura cantante, tal Martina Benetti, sulla quale non ho nessuna informazione.
Sul lato B di un suo singolo del 1968. Sul lato A, “Un cielo senza stelle”.
Testo trovato su Il Deposito
Guardate quelle sue mani
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/8/2014 - 09:20
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A Place to Rest

13 agosto 2014
UN POSTO PER RIPOSARE
(continua)
14/8/2014 - 00:39
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Romantic Death

(2005)

Il video di "Romantic Death" mostra immagini di ragazzi e ragazze, ripresi da una videocamera 8mm. Si vedono solo il viso e le spalle degli attori. L'idea è ripresa dal sito "Beautiful Agony". Con la colonna sonora della canzone, i vari personaggi si masturbano, li vediamo arrivare al climax, e finalmente rilassarsi. Molti dei partecipanti raggiungono l'orgasmo mentre risuonano le parole più forti della canzone: “So much blood collected in this short time connected / Making little kiddy zombies”.

Una canzone anti-war / pro-sex nello spirito di Masturbate for peace.
Close your eyes
(continua)
13/8/2014 - 22:15
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Fuochi tra le sbarre

[1993]
Dall’EP intitolato “0516490872”, la matricola di Silvia Baraldini allora prigioniera negli USA

Un brano che, con Radio Manisco/0516490872, è uno dei più belli degli AK47 e forse dell’intera scena rap italiana di sempre...
Una canzone nata nei raduni fuori a San Vittore e Rebibbia tra 1991 e 1992, in solidarietà ai detenuti, “per dare voce agli invisibili dietro le sbarre, in un mondo dove tacciono gli avvocati, tacciono i giudici, tacciono gli addetti ai lavori, tace la stampa, tacciono i garantisti e i democratici. Un saluto a pugno chiuso ai Compagni in carcere, alle migliaia di proletari, di immigrati, di malati di AIDS che affollano le patrie galere, e a tutti quelli che hanno scelto di non tacere” (AK47)

Il testo è tratto dalla copertina interna del disco, che fortunatamente possiedo...
Al fondo, il seguente saluto:

Mai olio ma sabbia nell’ingranaggio del Vostro potere!
Devotamente Vostri MAI
AK47!
Sto per parlarti di una notte
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/8/2014 - 21:52
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March On

da "Something for Everybody" (2010)
March on
(continua)
13/8/2014 - 21:46
Video!

The Men Behind The Wire

Mi pare che la foto del gruppo non ritragga Paddy McGuigan e i suoi Barleycorn, bensì la band dei Wolfhound (in primo piano Danny Burns).
La foto corretta dei Barleycorn è la seguente, con Paddy McGuigan primo a sinistra.

(Bernart Bartleby)

Sostituita l'immagine, magari rimettiamola in qualche canzone dei Wolfhound...
13/8/2014 - 16:09
Confinata negli “Extra” stava Requiem per un nemico ignoto, la meravigliosa poesia di Gesualdo Bufalino scritta per un nemico tedesco durante una fuga, o una degenza, o tutte e due le cose. Vi è stata tolta oggi che, proprio grazie a questo sito, ha trovato una musica. L'ha scritta e interpretata Marco Rovelli, e ve la presentiamo qui per la prima volta anche con un video ripreso pochi giorni fa a Fosdinovo da due amministratori del sito.
Riccardo Venturi 13/8/2014 - 15:41




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