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Sheepfarming in the Falklands

[1982]
Album: Best Before 1984 [1986]

Nel 1982 si combatteva la guerra delle Falkland/Malvinas tra Argentina e Inghilterra. Questa guerra, per alcuni aspetti si potrebbe considerare una sorta di anticipazione di futuri teatri di guerra, visto che essa fu combattuta da un paese del Terzo Mondo contro una potenza coloniale in difesa degli ultimi coriandoli di quello che, una volta, fu un impero globale. Va, però, espressa una considerazione iniziale: la guerra fu possibile perché l'Inghilterra era ormai una potenza in decadenza.

Fu una guerra strana, un conflitto tra uno Stato dell'emisfero settentrionale della Terra con uno Stato dell'emisfero meridionale. Per gli inglesi si combatteva in primavera, per gli argentini e per il teatro di operazioni belliche si era in pieno autunno, alle porte di un freddo inverno polare. E' stata, inoltre, la guerra più "meridionale" della storia e la più... (continua)
Sheep farming in the Falklands, re-arming in the fucklands
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:55

Don't Tell Me You Care

[1982]

Per ulteriori notizie sulla guerra delle Falklands/Malvine, si veda l'introduzione a Sheepfarming in the Falklands.

For further information on the Falklands war, see the introduction to Sheepfarming in the Falklands.
You shit-head slimy got it alls
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:41

Immortal Death

[1982]

Per ulteriori informazioni sulla guerra della Falklands/Malvine, si veda l'introduzione a Sheepfarming in the Falklands.

For further information on Falklands war see the introduction to Sheepfarming in the Falklands.
Our boys have returned as men, our men.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:37
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How Does it Feel?

[1982]

Per ulteriori informazioni sulla guerra della Falklands/Malvine, si veda l'introduzione a Sheepfarming in the Falklands.

For further information on Falklands war see the introduction to Sheepfarming in the Falklands.
When you woke this morning you looked so rocky-eyed,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:34
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Ribal Tribal Rebel Revel

[1980]
Cor blimey
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:29
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Bloody Revolutions

[1980]
You talk about your revolution, well, that's fine
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:27
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Nagasaki Nightmare

[1980]

Da/From questa pagina / this page

"On the 6th of August 1945, Hiroshima in Japan, gained a certain permanent place in history as the first city to be destroy by a nuclear bomb. As a result of that attack, 250 000 people alone have died. Three days later, on August the 9, Nagasaki suffered the same faith, a counting for another 60 000 deaths. We will never know how many people are now dying as a result of those attacks. It is estimated that fifty percent of the deaths in the two bombing resulted from burns. Anyone within half a mile from the blast stood little chance of survival, and those that did almost certainly would have died weeks later from radiation sickness. Long term radiation effects are equally terrifying: leukemia, genetic defects, retarded development, malignment deceases, shorten life span, death. Radioactive fallout is carried hundred of miles by the wind and is deposit into the soil by rain and snowfall. The number of deaths and tragedies as a result of nuclear bomb on the earth surface..."
They're always there high in the skies...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 17:24
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Il tenente e il soldato

anonimo
Canzone narrativa, raccolta da G. Vettori, 1974, Ronciglione, Viterbo, inf. Caterina Boldoroni.

Nessuna incisione su disco.

Fonti:

- G. Vettori - Il folk italiano. Canti e ballate popolari

- R. Leydi - Canti sociali italiani (tit. "Quanti pianti e sospiri", quattro versioni)

(Da "La musica dell'altra Italia")
Quanti pianti e sospiri o matre mia
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 16:49

Era bella come gli orienti

anonimo
Si tratta di una tipica "villotta" lombarda. Il testo è ripreso dalla "Musica dell'altra Italia"
Era bella come gli orienti
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 16:46
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Canto dei coscritti, o Partirò, partirò

Version française de Riccardo Venturi
1° agosto/ 1. août 2005
JE PARS, JE PARS
(continua)
1/8/2005 - 16:40
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Fausto Amodei: Il prezzo del mondo

[1965]
Parole e musica di Fausto Amodei
Nel 7" intitolato "Canzoni didascaliche"
Ripresa da Il Canzoniere delle Lame, è la canzone che dà il titolo al loro LP del 1975, interamente dedicato a canzoni di Amodei.

(Bernart Bartleby)
Tutto quanto ha un'etichetta
(continua)
inviata da adriana 1/8/2005 - 15:24
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Ogni tanto fa un certo piacere

[1963]
Testo di Dario Fo
Musica di Fiorenzo Carpi

Dalla commedia "Isabella tre caravelle e un cacciaballe".
Dàlli, dàlli, dàlli, dàlli, dàlli,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 15:16
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Numi voi siete spietati

anonimo
[1821]

I nomi citati nel testo sono quelli di vari oppositori dei governi reazionari e militaristi di Vittorio Amedeo III e del suo successore Carlo Emanuele IV; il medico Giuseppe Chantel e l'ufficiale Francesco Junod, impiccati nel 1794, a seguito di una congiura a Torino; il giovane avvocato Antonio "Giunio" Azari, tra gli organizzatori di un moto rivoluzionario in Piemonte che avrebbe dovuto avere il suo centro a Pallanza, impiccato nel 1796; il medico Ignazio Boyer, uno dei capi di un tentativo di rivoluzione repubblicana a Torino nel 1797, fucilato il 7 settembre; l'avvocato Secondo Arò, eletto presidente della repubblica autonoma di Asti, costituitasi nell'ambito della sollevazione generale in Piemonte che vide i "giacobini" alleati alle masse rurali esasperate dalla mancanza di grano e dal caro prezzi, fucilato il 2 agosto.

La quarta strofa fa riferimento al soprannome di "marmotte"... (continua)
Numi voi siete spietati
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 15:07

Non si sa non si deve sapere (Ora è morto e questo deve bastare)

[1972]
Testo di Dario Fo
Musica di Paolo Ciarchi

Dallo spettacolo "Pum pum, chi è? La polizia", un'altra canzone che parla dell'omicidio del commissario Calabresi.
Non si sa non si deve sapere
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 14:16
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Non creder che sia l'abito

da "Non spingete scappiamo anche noi" (1969)

Non spingete, scappiamo anche noi (1969)
Testi di Luigi Lunari - Musiche di Lino Patruno

La storia che tra poco - Io sono un generale - Io sono un generale (L'arrivo delle reclute) - Non creder che sia l'abito - Tempo di Berceuse (Qui siamo sepolti per sempre) - La Ballata del milite ignoto - Autoradiomanovre di Primavera - Era Natale - La Piccola Vedetta Lombarda - Non spingete, scappiamo anche noi - Alla mattina quando spunta il sole - Cento e cento soldatini - Ave Maria - Contadini dell'Estremo Oriente - Canzone della Libertà - Risotto Militare
Non creder che sia l’abito
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/8/2005 - 12:13
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Lettera alla mia amica

Da "Generazione Vietnam" (Il Contemporaneo).
Testo ripreso da "La musica dell'altra Italia".
In questa domenica d'aprile
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/7/2005 - 23:46

La storia di Kappler

[1977]

Testo di Gilberto Boschesi su musica tradizionale. Registrazione di Giorgio Vezzani, Gonzaga (MN) [la "Musica dell'altra Italia", da cui è tratto il testo, indica come data di registrazione il 1976, ma ciò è impossibile essendo avvenuto l'episodio della fuga del criminale nazista il 15 agosto 1977 -RV]
Sul massacro delle Fosse Ardeatine si veda anche e soprattutto Il massacro dei trecentoventi (Le Fosse Ardeatine).

La fuga di ferragosto. Herbert Kappler e i suoi complici istituzionali.

L'episodio della fuga del criminale nazista Herbert Kappler, responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine condannato per questo all'ergastolo, dall'ospedale militare del Celio (dove era arrivato l'anno prima dal carcere militare di Gaeta, essendo affetto da un cancro), il 15 agosto 1977, resta uno dei tanti "misteri d'Italia" per il quale non si è mai avuta una risposta.

Era il giorno di Ferragosto... (continua)
...la più veloce ballata del mondo, scritta questa notte verso le due, cantata questa sera sul palcoscenico. Questo è un record dei records. Sarà indimenticabile per voi e per noi...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/7/2005 - 22:23
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Era una notte che pioveva (La sentinella)

anonimo
[ca. 1916]

Interpretato dal Duo di Piadena (incisione in "Maledetta la guerra e i ministri") e da Massimo Bubola
Testo ripreso da "La musica dell'altra Italia".

Da "Quel lungo treno" (2005)
Il "lungo treno" che dà il titolo all'ultimo album di Massimo Bubola sembrerebbe rimandare ad uno dei tòpos più comuni del folk e del blues americano; si tratta invece di un titolo tutto italiano, tratto da un canto degli alpini.

"Quel lungo treno" è un album dedicato alla Prima Guerra Mondiale, nel novantesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nel conflitto, un album concept, come si diceva negli anni '70. Bubola riprende canti della tradizione popolare veneta: alcuni famosi (Era una notte che pioveva e Monte Canino) e altri meno noti: Il Disertore (o "Ero povero ma disertore"), Ponte de Priula e Adio Ronco, riarrangiati in chiave country o addirittura tex-mex.
Nel libretto, molto curato,... (continua)
Era una notte che pioveva
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/7/2005 - 22:02
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Quarant'anni

da "Riportando tutto a casa" (1994)

Dedicata alla "prima" Repubblica. Purtroppo i "quarant'anni" sembrano non finire mai, neanche nella "seconda".
Questo testo suscitò molte polemiche in alcuni Centri Sociali dove si sosteneva che di stragi rosse non ne sono mai avvenute. Possiamo anche condividere, ma "accanirsi" su un vocabolo di un testo ci è sembrato eccessivo. Agli storici l'ardua sentenza. Il riferimento è sicuramente alle Brigate Rosse che, anche se non hanno mai colpito nel modo più vile, hanno lottato, per ragioni forse allora anche condivisibili, usando però il metodo più sbagliato e vigliacco.

"Campionamento" musicale dello strumentale tra i cantati: "Mo Chuachag Laghach", tradizionale scozzese nell'interpretazione di Silly Wizard.
(da La Grande Famiglia)
Ho quarant'anni qualche acciacco troppe guerre sulle spalle
(continua)
31/7/2005 - 21:31
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Fermiamo le centrali nucleari

[1979]
Parole e musica di Paola Nicolazzi

Testo ripreso da "La musica dell'altra Italia", mai inciso su disco.
Fermiamo le centrali nucleari
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/7/2005 - 15:06

Giustizia di classe

[1972]
Sull'aria degli "Stornelli pisani"

"Queste strofette sono state scritte da Leoncarlo Settimelli per il Canzoniere internazionale che mise in scena uno spettacolo di canti anarchici in concomitanza con l’inizio del processo per la strage di Milano alle Assise di Roma (febbraio 1972). La musica è quella degli Stornelli pisani.

Per la strage di piazza Fontana e la morte di Pinelli si vedano Piazza Fontana (Luna Rossa) e La ballata del Pinelli.

(Adriana)
La nostra giustizia è giustizia di classe
(continua)
inviata da Adriana 31/7/2005 - 10:10
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Agosto

English Version by Riccardo Venturi
30 luglio / July, 30, 2005
AUGUST
(continua)
30/7/2005 - 18:57

Povero Calabresi

[1973]
Testo di Sandro Portelli
Sull'aria di "Povero Matteotti"

E' il 17 maggio 1972, oltre due anni e mezzo dopo i fatti di piazza Fontana e la morte di Giuseppe Pinelli. Sono le 9.15 del mattino, a Milano, in via Luigi Cherubini. Il commissario Luigi Calabresi esce di casa per recarsi al lavoro. Infila le chiavi nella sua fiat 500 blu (targata MI A69411). Da una fiat 125 blu scende una persona che i testimoni descrivono come "alta, bionda e distinta"; si avvicina al commissario e lo ammazza con due revolverate alla nuca. I media parlano ovviamente di "barbaro omicidio" (la morte di Pinelli, invece, è come è noto stata assai "civile").

Si tratta di un crocevia nella strategia della tensione, ovvero nella guerra dichiarata dallo stato italiano ai suoi stessi cittadini ed alla democrazia. Una terribile concatenazione di fatti lega infatti l'esecuzione di Luigi Calabresi alla morte di... (continua)
Povero Calabresi, che brutta fine hai fatto!
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 17:30

Quella sera cascava Pinelli

[1972]
Testo e musica di Dario Fo
dallo spettacolo "Pum pum, chi è? La polizia"

Sarebbe impossibile escludere dalle tante canzoni di autore e popolari dedicate alla morte di Pinelli un autore che resta popolare nel suo più grande profondo: Dario Fo. Nel 1972, nello spettacolo "Pum pum, chi è? La polizia", Fo inserisce il testo composito (cantato e recitato) intitolato "Quella sera cascava Pinelli": un dialogo i cui personaggi sono una "voce", un "coro" e il commissario Calabresi.
Coro:
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 17:21
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L'Internationale

Ricordiamo che sulla stessa aria dell' "Internazionale" è stato, negli anni'70, composto un anonimo canto sulla morte di Giuseppe Pinelli (per la morte di Pinelli si rimanda anche a La ballata del Pinelli).
Riccardo Venturi 30/7/2005 - 17:14

L'Internazionale di Pinelli

anonimo
[1970]
sull'aria dell'Internazionale

Sulla morte di Giuseppe Pinelli è stato composto un testo anonimo (ulteriore segno del rapidissimo ingresso della vicenda nel patrimonio popolare) addirittura sull'aria dell'Internazionale. Risale probabilmente
anch'esso al 1970 ed è riportato da F.Schirone e S.Catanuto nel loro saggio sul canto anarchico italiano. Dal testo si può osservare facilmente quanto le minacce al commissario Calabresi "girassero" fin da subito.
Pinelli è stato assassinato
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 17:12
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Povero Pinelli

[1970]
Testo di Luisa Ronchini
Ultima strofa aggiunta da Giovanna Marini
Sull'aria di "Povero Matteotti"

Nel 1970 Luisa Ronchini scrive per il "Canzoniere Popolare Veneto" "Povero Pinelli", da cantarsi sull'aria di "Povero Matteotti". E' possibile quindi osservare che già pochi mesi dopo l'accaduto, la morte dell'anarchico già è entrata a far parte del patrimonio popolre di tutte le regioni italiane. Se ne accorge immediatamente Giovanna Marini, che aggiunge al testo della Ronchini un'ultima strofa (indicata tra parentesi). La canzone viene ripresa anche dal "Nuovo Canzoniere Milanese", con alcune lievi varianti testuali.

La canzone è stata incisa a più riprese, sia dal Canzoniere Popolare Veneto (45 giri dei Dischi del Sole, LR 45/16), sia dal Nuovo Canzoniere Milanese nel "Bosco degli Alberi". (Notizie riprese da "La musica dell'Altra Italia").
Povero Pinelli
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 17:06
Nell'ambito della nuova sezione sulle stragi di stato in Italia dal 1969 al 1993 vi invitiamo a leggere la pagina, totalmente ristrutturata ed attribuita a Autori Vari, su La ballata del Pinelli.
Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:57

La Strage di Milano (Ballata per la morte di Pinelli)

Nel 1970, Silvano Secchiari, di Carrara, sempre sull'aria de Il feroce monarchico Bava o Inno del sangue, compone "La strage di Milano", detta anche "Ballata per la morte di Pinelli". L'aria è quindi la medesima della ballata più famosa, ma il testo è del tutto differente; non è stata purtroppo mai incisa da nessuno. Il testo è ripreso da "La musica dell'Altra Italia".
O signori vi narro la storia
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:52
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La canzone del Pinelli

Negli ultimissimi giorni del dicembre 1969, un cantastorie toscano che gira per le campagne lucchesi e pisane presentandosi con il nome di "Gildo", compone una "Canzone del Pinelli" che reca quindi un titolo simile alla più famosa ballata. Si prega di leggere attentamente l'ultima strofa di questa ballata, contenente una domanda che attende una risposta da trentasei anni.

Riceviamo nuove informazioni sulla ballata direttamente dal suo autore, che specifica inoltre come il titolo corretto sia "La canzone del Pinelli" e non "Ballata del Pinelli".

"Il testo di questa canzone che ha una sua melodia appropriata, composta da me, è stato scritto in collaborazione con Ilario Da Costa, detto Lari, abitante a S. Maria del Giudice Lucca e mio compaesano, mio amico e coautore di tante altre canzoni di questo genere. il brano è depositato alla Siae con il mio nome, perché Lari non era all'epoca e... (continua)
Questa è una storia che tutti
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:48

Inno a Pinelli

[1969]
Sull'aria de "A las Barricadas!"


Per maggiori notizie si veda La ballata del Pinelli.


Negli ultimissimi giorni di dicembre del 1969, l'anarchico Ugo Fortini, di Signa (Firenze), scrive sull'aria del canto della guerra civile spagnola "A las Barricadas!" un "Inno a
Pinelli" (il testo è ripreso da F.Schirone e S.Catanuto, op.cit.).
Senza un grido all'anarchico Pinelli
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:44
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Lamento per la morte di Giuseppe Pinelli

[febbraio 1970]
Testo e Musica di Franco Trincale

L'episodio della morte di Giuseppe Pinelli nelle canzoni non si limita certamente alla celebre La ballata del Pinelli. Diverse altre canzoni sono state composte su di essa; ed a quell'episodio viene comunque in altre ancora accennato.

Franco Trincale, nel febbraio del 1970, pochi mesi dopo l' "accidentale morte dell'anarchico", compone, in dialetto catanese, un "Lamento per la morte di Giuseppe Pinelli" inciso poi in tre album ("Le ballate di Franco Trincale", "Canzoni in piazza" e "Siamo uguali alla catena").

Il testo è ripreso da "La musica dell'Altra Italia".
E persiru la testa
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:37

E a te, Pietro Valpreda

anonimo
[sicuramente del 1972]
Sull'aria di Battan le sette e mezzo


Per maggiori notizie sulla strage di Piazza Fontana e sull'arresto di Pietro Valpreda si vedano le introduzioni, rispettivamente, a La ballata del Pinelli e a Valpreda è innocente di Franco Trincale.

In occasione del primo processo-farsa a Pietro Valpreda (febbraio 1972), sull'aria del canto di carcere Battan le sette e mezzo (raccolto anni prima da Caterina Bueno in provincia di Grosseto.
Batton le sette e mezza la mattina
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 16:26
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Incerimonia: La ballata del sognatore

Sono l'autore del brano, ringrazio la persona che ha segnalato LA BALLATA DEL SOGNATORE a questo magnifico sito, e sono onorato di essere parte della famiglia degli ostinati per la pace, il mio rigraziamento va anche a tutti coloro che credono in un futuro diverso,in una pace possibile, e invito tutti a conoscere meglio il popolo dei pellerossa che da quando è iniziato il loro declino culturale grazie alla violenta arroganza dell'uomo bianco non hanno mai smesso di lottare.
Voglio citare una frase che è alla base della loro lotta e si rifà al nostro brano musicale,

PUOI UCCIDERE L'UOMO MA NON IL SUO SOGNO,
IL SOGNO è INDISTRUTTIBILE,
ECCO PERCHE' COLTIVIAMO IL NOSTRO SOGNO
PERCHE' SOLO QUANDO IL SOGNO MUORE FINISCE UN GRANDE POPOLO.
CANEBIANCO - InCerimonia 30/7/2005 - 12:52
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Il Pescatore

(Collaborazione e supervisione di Rosemarie Lagana)
tratta dal sito ufficiale di Roberto Ferri

Roberto Ferri, bolognese. nasce artisticamente quando entra a far parte della scuderia di mina la pdu per la quale incide quattro 45 giri. Incide per l'Ariston "Se per caso un giorno la follia" , un album sulla "diversità" che è diventato un cult per i collezionisti. Scrive canzoni per altri artisti tra cui Dori Ghezzi, Iva Zanicchi, Giorgia, Toto Cutugno, Cristiano de André.
Nel 1983 vince come autore il Festival di Sanremo con "Sarà quel che sarà", cantata da Tiziana Rivale. Da allora, quasi ogni anno, una sua canzone partecipa al festival per l’interpretazione di Dori Ghezzi, Giorgia Fiorio, New Trolls, Charlye…
Roberto Ferri segue corsi di teatro, pantomima, varietà, commedia dell'arte diretti da Antonio Fava, allievo di Jacques Lecoq.
Nasce in quel periodo una profonda amicizia con Fabrizio... (continua)
LE PÊCHEUR
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 01:27
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Fight Da Faida

[1992]
Dall'album "Verba Manent"
Padre contro figlio
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/7/2005 - 00:09
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Torinorossa

[2000]
Album: "I fogli volanti"
Batteva forte il cuore nel cuore della mia città
(continua)
inviata da adriana 29/7/2005 - 13:48
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Partono gli emigranti

[1972]
Testo e musica di Alfredo Bandelli
Interpretata in origine dal Canzoniere del Proletariato e da Pino Masi
Dall'album "Fabbrica Galera Piazza"
Non piangere oi bella se devo partire
(continua)
inviata da adriana 28/7/2005 - 10:37
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Chico Mendes

Deutsche Fassung von Riccardo Venturi
27 luglio 2005
CHICO MENDES
(continua)
27/7/2005 - 23:54
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Compagni Fratelli Cervi

anonimo
Le parole di questo canto furono composte dai partigiani del Distaccamento "Fratelli Cervi", operante nel reggiano, costituito fra il maggio e il giugno 1944 e comandato dal partigiano Sintoni, appartenente alla 144a brigata garibaldina "Antonio Gramsci".
Molto nota in provincia di Reggio Emilia, fa parte delle numerose canzoni che hanno adottato la melodia, il più delle volte conservando anche nel testo più di una traccia del modello da cui discendono, quello della vecchia canzone irredentista Dalmazia (cantata prima dagli Arditi e poi dai dannunziani)

(Note tratte da "Pietà l'è morta" - Canti della Resistenza in Italia a cura di Cesare Bermani e Istituto Ernesto De Martino, edito da L'Unità)

Le canzoni e poesie sui fratelli Cervi:
La pianura dei sette fratelli (Gang)
Per i morti di Reggio Emilia (Fausto Amodei) (Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi, come fu quello dei... (continua)
Metti la giubba di battaglia,
(continua)
27/7/2005 - 22:17
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Famiglia Cristiana

2002
da "L'altra faccia dell'impero"
Solo un'ora a settimana signori e generali
(continua)
27/7/2005 - 21:46
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Noi

(G. Bertelli - I. M. Zoppi)
Dal sito ufficiale di Isa http://www.nonsoloisa.it/





"Isa, cantautrice torinese dai natali sanremesi, è un caso raro di donna che firma sia i testi sia le musiche delle sue canzoni, a cui offre una vocalità intensa e dall’ampia tavolozza di colori.

La musica evoca atmosfere acustiche, che si muovono dal folk al jazz, dove la sua chitarra è tratto distintivo.

Dopo una ricca attività live, anche in Francia, Isa arriva all’esordio discografico con “Disoriente” prodotto da Valter Colle per la Nota Music "

Ricordiamo qui volentieri anche il sodalizio artistico e umano di Isa con Alessio Lega.
Noi che sui moli per cent'anni
(continua)
inviata da adriana 26/7/2005 - 14:28




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