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Prima del 2005-6-6

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Day After Tomorrow

DOPODOMANI
(continua)
6/6/2005 - 23:17
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Ayúdame Valentina

English Version by Riccardo Venturi
6 giugno / 6th June, 2005
HELP ME VALENTINA
(continua)
6/6/2005 - 22:46
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La Represión

6 giugno 2005
LA REPRESSIONE
(continua)
6/6/2005 - 21:45

L'amour et la guerre

6 giugno 2005
L'AMORE E LA GUERRA
(continua)
6/6/2005 - 21:05
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Versi per la libertà

[2001]
Poesia di Paolo Messina (1923-2011)
[da "Versi per la libertà", inedito]
Titolo originale in siciliano: "Virsi pi la libirtà"
Musica di Pippo Pollina
Inserita per la prima volta nell'album "Camminando" [2002]
Poi in "Bar Casablanca" [2005] (alla pagina linkata si può ascoltare un frammento in mp3).

Secondo altre fonti, la poesia di Paolo Messina è del 1955 e dovrebbe essere stata pubblicata nel 1985 dalle Officine Grafiche del Mediterraneo in una raccolta intitolata “Rosa fresca aulentissima”.
Ammanitati lu ventu
(continua)
inviata da adriana 6/6/2005 - 16:08
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Nebo, plavo je

Dalla pagina delle canzoni contro la guerra della ex Jugoslavia
http://www.yurope.com/people/danko/xyu-aw.html
Tog sam jutra ustao,
(continua)
6/6/2005 - 11:58
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Tin Omen

[1989]
Album: Rabies

This song compare the Kent shootings (see Ohio by CSN&Y) to the 1989 Tiananmen Square Massacre.

Questa canzone paragona la sparatoria alla Kent University (vedi anche Ohio di CSN&Y) al massacro di piazza Tien An Men
every truncheon hit misguided the people's army divided united stance amped
(continua)
5/6/2005 - 23:13

Worlds Apart

Ignorance and innocence go together
(continua)
5/6/2005 - 22:54
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When The Bomb Drops

When the bomb drops I'll be a bank holiday
(continua)
5/6/2005 - 22:51
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From The Cradle To The Grave

Well they took you from your mother's womb and put you in a school
(continua)
5/6/2005 - 22:42

Who's Gonna Fight in the Third World War?

Album: Demolition War e.p.
Release Date: 1981 December
The government talk about conscription
(continua)
5/6/2005 - 22:38
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Sleepless

And I often sigh
(continua)
5/6/2005 - 22:19
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L'uomo che non dorme mai

dall'allbum "Che cosa te ne fai di un titolo" (2005)

"L'uomo che non dorme mai è un elogio alla sensibilità. Ritengo che ci siano delle differenze, a volte mi chiedo se l'essere umano è uno solo o ci sono diverse -non diciamo razze che è brutto - però ci sono diversi stampi totalmente diversi. Ci sono persone che distruggono tantissime cose in un secondo e non hanno il benché minimo problema, ci sono persone che passano la vita per salvare un pezzettino di qualcosa e che soffrono per tutto quello che non funziona. Faccio fatica a considerarle come parti appartenenti alla stessa specie. E quindi, sì, la definirei un elogio alla sensibilità, che forse è quella che ci sta salvando."
(intervista a Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore, da Bielle)
L'uomo che non dorme mai
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 5/6/2005 - 21:56
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Jebem ti rat

Jebem ti rat ti jebem
(continua)
5/6/2005 - 18:41
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Ratnik paorskog srca

[1982]
Testo e musica di Đorđe Balašević
Lyrics and music by Đorđe Balašević
Album: Pub

Non che, prima del primo macello mondiale, i contadini non fossero state le principali vittime delle guerre, sia con i giovani mandati a morire, sia con la devastazione totale delle campagne (con le conseguenti carestie, pestilenze ecc.); ma, con la “grande guerra”, le masse contadine europee vengono inviate per la prima volta in blocco al massacro. In certi paesi europei, come la Jugoslavia, la distruzione del mondo rurale si è avuta anche con la successiva guerra mondiale, cui ci riporta questa canzone di Đorđe Balašević. Una canzone che, non a caso, presenta dei grossi punti di contatto con Mio nonno partì per l'Ortigara, e non soltanto per l'identica età del protagonista (19 anni). Fatte le debite differenze, sono due canzoni sorelle. [CCG/AWS Staff]

Kada se Braca devetneste vrn'o,
(continua)
5/6/2005 - 18:22
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Nella chiesa di Bellusco

dall'allbum "Che cosa te ne fai di un titolo" (2005)

"Probabilmente sull'onda del dopo-Sputi, volevo scrivere una canzone che parlasse della Resistenza. Perché tutte le suggestioni che Marco [ Paolini ] dava alla gente durante lo spettacolo, ovviamente le ha date in primis anche a me. Quindi mi sono letto Rigoni-Stern e Meneghello e ho riscoperto il fascino di quel periodo, che poi riguarda anche le mie radici, le mie cose di famiglia.

Però non mi andava né di inventare qualcosa né di commentare una vicenda importante. Così ho scelto di parlare di un fatto minore ma reale, tra l'altro accaduto in un paese vicinissimo a dove sono nato e cresciuto, quindi che riesco anche ad immaginarmi nei particolari e nelle reazioni delle persone.

È uno dei testi che mi ha stressato di più la vita, perché era difficile riuscire a non uscire dalla storia vera e propria. Oddio, c'è qualche ricamo, ma... (continua)
Nella chiesa di Bellusco ci arrivarono i tedeschi
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 5/6/2005 - 15:47
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Neću protiv druga svog

(con alcune integrazioni di Riccardo Venturi riprese dalla versione tedesca di Franz Hohler)
NON FARÒ NIENTE CONTRO IL MIO SIMILE
(continua)
5/6/2005 - 15:16
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

Un semplice ricordo personale. Nel 1944 mi trovavo sulla linea gotica ed ero sfollato in una casa vicino a un cannone tedesco. I tedeschi cantavano frequentemente "Lili Marleen". Con grande nostro stupore, con l'avanzare dell'Ottava Armata sentimmo i soldati inglesi che la cantavano anche loro, con la stessa frequenza.
Ferruccio Alessandri 5/6/2005 - 11:09
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Ballata del piccolo An

Deutsche Fassung von Riccardo Venturi
Marina di Campo, Isola d'Elba / Insel Elba
4 giugno / 4. Juni 2005
BALLADE VOM KLEINEN AN
(continua)
4/6/2005 - 20:31
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La triste danza

sul G8 di Genova da Il deposito
Freddo che mi entra fin dentro alle ossa,
(continua)
inviata da adriana 4/6/2005 - 17:01
Percorsi: Genova - G8
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La strada del marmo

Il testo è ripreso da Il deposito. Come si evince da questa pagina di Resistenza Toscana, la canzone parla dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema.
Ritornò al mattino, il cielo grigio su di sé,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/6/2005 - 10:53
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Ballata del piccolo An

Version française de Riccardo Venturi
Marina di Campo, Isola d'Elba / Ile d'Elbe
4 giugno / 4 juin 2005
BALLADE DU PETIT AN
(continua)
4/6/2005 - 10:46
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Rooster

splendida!Questa è una canzone completa,tutte le volte che la ascolto mi commuovo!
HardRockMachine FABIUS 4/6/2005 - 00:24

Lullaby zwischen den Kriegen

2/3 giugno 2005
Marina di Campo (Isola d'Elba)
NINNA NANNA FRA LE GUERRE
(continua)
3/6/2005 - 19:15
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Il suo nome: bandito

[2004]
Testo di Carolus L. Cergoly, Canti clandestini
Album: Partigiani! (2004)
Musica di Mauro Punteri
Arrangiamenti di Valter Sivilotti

Testo tratto dai “Canti clandestini” di Carolus L. Cergoly, poeta e scrittore triestino (vedi anche Fuma el camin) e musicato da Mauro Punteri degli Zuf de Žur, autore di tutte le musiche originali dell’album "Partigiani!" nel quale reinterpretano anche Se il cielo fosse bianco di carta di Ivan Della Mea e il canto dei partigiani sloveni Na juriš! (nelle pagine relative alle due canzoni c'è anche il link al sito da dove si possono scaricare gli mp3).

Carolus L. Cergoly (pseudonimo di Carlo Luigi Cergoly Serini (Zriny), 1908-1987) fu uno scrittore e poeta triestino. Nelle sue poesie si ritrovano spesso i temi della Resistenza, la persecuzione degli ebrei, le barbarie nazifasciste. Scrive queste poesie perché, come si può leggere nella prefazione del... (continua)
Al comando portà
(continua)
inviata da Virginia Niri 3/6/2005 - 15:29
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זאָג ניט קײנמאָל

Quando Hirsh Glik scrisse questa canzone aveva appena 16 anni. Rimase molto impressionato dalle notizie della rivolta nel ghetto di Varsavia, giunte a Vilnius proprio quando 15 partigiani ebrei, suoi amici, persero la vita nel primo scontro con i nazisti.
Virginia Niri 3/6/2005 - 15:21
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Se il cielo fosse bianco di carta

LA LETTERA DI CHAIM - ITALIANO

Miei cari genitori,

se il cielo fosse carta e tutti i mari del mondo inchiostro, non potrei descrivervi le mie sofferenze e tutto ciò che vedo intorno a me. Il campo si trova in una radura. Sin dal mattino ci cacciano al lavoro nella foresta. I miei piedi sanguinano perché ci hanno portato via le scarpe. Tutto il giorno lavoriamo quasi senza mangiare e la notte dormiamo sulla terra - ci hanno portato via anche i nostri mantelli.

Ogni notte soldati ubriachi vengono a picchiarci con bastoni di legno, e il mio corpo è nero di lividi come un pezzo di legno bruciacchiato. Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia. L’altro giorno due ragazzi sono scappati, allora ci hanno messo in fila e ogni quinto della fila veniva fucilato. Io non ero il quinto, ma so che non uscirò vivo di qui.

Dico addio a tutti e piango.

Chaìm.
Virginia Niri 3/6/2005 - 15:15
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Ero povero ma disertore

anonimo
ERO UN POVERO DISERTORE
(continua)
inviata da Cris Carampa (cris119@operamail.com) 3/6/2005 - 14:33
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Luna

veramente un bel testo. sempre contro l'imperialismo e la guerra
sandro renaldi 3/6/2005 - 14:16
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Le dormeur du val

è stupenda
ciuccio 3/6/2005 - 11:35
Quasi ultimata la versione italiana delle canzoni di Franz-Josef Degenhardt. Una versione inglese sarà presto disponibile.
Riccardo Venturi 3/6/2005 - 10:18

Diesmal Grenada

2 giugno 2005
Marina di Campo (Isola d'Elba)
STAVOLTA GRENADA
(continua)
2/6/2005 - 21:48
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Il caduto

EL CAIDO
(continua)
2/6/2005 - 11:56
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Il matto

EL PIRADO
(continua)
2/6/2005 - 11:53
"Alla parata militare / sputò negli occhi a un innocente / e quando lui chiese perché / lui gli risposte questo è niente...". Con questi versi di Fabrizio de André vogliamo "festeggiare" il 2 giugno e la sua stupida e inutile manifestazione di militarismo da operetta. (LM & RV)
Riccardo Venturi 2/6/2005 - 11:53




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