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Prima del 2013-10-14

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Il nemico avanza

‎[2013]‎
Testo di Emidio Clementi
Nell’album “Aspettando i barbari”‎





‎“E’ un pezzo pieno di figure inquietanti, avanzi di galera da cui è meglio tenersi alla larga. Ho ‎sempre provato un’insana attrazione nei confronti dell’Africa postcoloniale di ‎‎Denard e di ‎‎Steiner. Dentro, da qualche parte, con una sahariana ‎arrotolata sulle maniche e la sigaretta tra le dita, si intravede anche ‎‎Goffredo Parise. A dentri stretti confessa che il ‎sangue umano ha un non so che di eccitante su di lui.” (Emidio Clementi)

Una canzone dedicata ai “colpi di coda” del colonialismo d’antan - dall’Algeria al Vietnam, dalla ‎Nigeria al Congo – e ai suoi squallidi protagonisti, “soldati di ventura” come Jean Schramme, o Bob ‎Denard, o Marc Goosens (e tra di loro c’erano anche parecchi italiani, veterani della Folgare e dei ‎Lagunari). Oggi il colonialismo viene esercitato con metodi più raffinati... (continua)
Il nemico avanza
(continua)
inviata da Bernart 14/10/2013 - 14:19

Plague

A song about an unidentified plague - the war actions of evil people. This plague is killing people and ruining lives day by day. The chorus explains how to change the way of thinking into a brand new human condition of disbelief.
People from the world, listen what I say.
(continua)
inviata da Verdley Thyme 14/10/2013 - 14:03
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Compound

‎[2013]‎
Testo di Emidio Clementi
Nell’album “Aspettando i barbari”‎



‎“Osama Bin Laden. Abbottabad. L’erba incolta e le galline. Una villetta sgangherata, simile a quelle ‎che punteggiano il litorale calabrese. Quel misto di domestico e di sinistro che avvolge la scena. I ‎materassi insanguinati a fianco delle ciabatte.” (Emidio Clementi)

Gli uccelli
(continua)
inviata da Bernart 14/10/2013 - 13:18
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Seguendo la flotta

[1960]
Testo di Alberto Arbasino
Musica di Fiorenzo Carpi
Nel disco “Laura Betti con l’orchestra di Piero Umiliani”

Una canzone dai primissimi anni 60, tempi lievi, ridanciani, di matto divertimento e di aperta sfida al pudore. Così Arbasino poteva tranquillamente scrivere e la Betti serenamente cantare della dura vita di un marinaretto gay sotto le armi, ridicolizzando le istituzioni militari.

Oltre tutto, la Taranto dei circoli degli ufficiali di marina, dell’arsenale militare e dei cantieri navali era all’epoca ancora una città “povera, certo, ma deliziosa”, come ebbe a dire un illustre suo cittadino, il giornalista Sandro Viola. Una delle città più curiose ed eleganti d’Italia “dalla vita stradale euforica, mossa e vivace, dove spira un’aria esilarante, stimolante, direi cantabile”, registrava un altro giornalista, il veneto Guido Piovene...

Ma nel 1965 entrò in funzione il mostro... (continua)
Ossigenarsi a Taranto
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 21:55
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Madre proteggi

2013
Ali di libertà

“Scrissi MADRE PROTEGGI in termini di preghiera. Non necessariamente nella direzione che può venire immediatamente collegata ad un credente quale io sono, ma come una sorta di invocazione che qualsiasi uomo potrebbe fare in ginocchio, guardando l'orizzonte ed invocando aiuto per la parte debole del mondo. Un aiuto che chiedi al Cielo, che chiedi ad una Madre che viceversa potresti chiamare Terra o anche nel modo che tu senti più vicino al senso che ha il tuo stare al mondo. Non deve esistere alcuna discriminazione al riguardo che non sia nella necessità di giustizia verso chi è ai margini. Solo gli infami, i ladri, gli assassini e i buffoni di qualunque latitudine possono non pensare che il primo compito che un essere umano deve avere non debba essere quello di allungare la propria mano verso chi ti cammina a fianco e che magari proprio dalla tua mano può ricevere la... (continua)
Madre dei cieli, sopra gli occhi miei
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/10/2013 - 19:11
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Sempre in viaggio (Lombardia)

[2012]

Album : Caminante
Quando stavo nelle Puglie la facevo la bella vita
(continua)
inviata da adriana 13/10/2013 - 19:09
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Sleepwalk With Me

2013
Album: Ultramarine

The video, directed and animated by Fabricio Lima, tells the true story of two World War Two soldiers who were in love during their North African Campaign in 1943. The story was originally told by soldier Brian Keith in a 1961 published letter titled “Letter to a G.I.” The letter, addressed to his former lover, described the affair and what it meant to him, and revealed that the other soldier had died in combat. The video highlights parts of the letter in a beautiful, abstract way. And the pairing with Young Galaxy’s song works wonderfully together.
Can you hear me knockin'
(continua)
inviata da DoNQUijote82 13/10/2013 - 18:06
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Fiche cu le mendule

[2013]

Album : Muddhriche

mamma, sai che ti dico? io vado volontario
vai a rischio della vita sì, ma lì mangiano a orario
...
i soldati stanno partendo, salgono sul treno
sono tutti giovani cantano vinceremo
i signori si affacciano dal balcone
al sicuro canticchiano quella stessa canzone
...
i soldati stanno tornando, scendono dal treno
ma di quelli che son partiti sono molti di meno
quelli che sono tornati sono già alla stazione
quelli più sfortunati hanno sbagliato vagone
e comunque sia andato quest'ultimo conflitto
il soldato è normale che ritorna sconfitto
vai a dirglielo tu ora che la patria deve difendere
per una manciata di fiche e un pugno di mandorle
Suntu l'anni 40 e nc'è picca te fare
(continua)
inviata da Antonio P 13/10/2013 - 17:19
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El monte y el río

Con l'occasione segnalo che un'errore ed un'inversione negli ultimi versi. Quelli corretti sono i seguenti:

Oh tú, la que yo amo,
pequeña, grano rojo
de trigo,
será dura la lucha,
la vida será dura,
pero vendrás conmigo
IL MONTE ED IL FIUME
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 17:13
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Neno orfo con cabalos ao fondo

NIÑOS HUÉRFANOS CON CABALLOS AL FONDO
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 16:42
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Preguntas

Versi di José Manuel Caballero Bonald (1928-), scrittore e poeta spagnolo.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Ya se han puesto en camino
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 15:20
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Llévame antes el Dios de la guerra

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Llévame antes el Dios de la guerra,
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 15:08
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Trigo y agua

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Interpretata nel disco insieme ad Amparo Sánchez degli Amparanoia
Hay una lluvia de manos
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 14:29
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Llevo el dolor del mundo por sombrero

Versi di Dolors Alberola (1952-), poetessa spagnola.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Hoy llevo la tristeza entre los dedos
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 14:24
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Canción para los refugiados

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Es de noche
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 13:57
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Que a todas las balas se les haga de noche

Parole e musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Dame un abrazo, hermano, si tú ya no matas.
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 13:54
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Paz

Versi di Federico Mayor Zaragoza (Barcellona, 1934-), alto funzionario internazionale spagnolo, per molti anni direttore dell’UNESCO.
Musica di Paco Damas, dall’album intitolato “Que a todas las balas se les haga de noche” pubblicato nel 2012.
Plantaremos olivos
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 13:48
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The Last Train to Clarksville

La versione de I Camaleonti, singolo del 1966 poi incluso nell’album “Portami tante rose” del 1967.
LA LIBERTA’
(continua)
inviata da Bernart 13/10/2013 - 11:06
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Wielkie koło

[1983]
Testo: Elżbieta Mielczarek
Musica: Ruciński / Kreutz
Dall'album "Blues Koncert"
All'armonica Jan Skrzek + swing vocal

La canzone non è forse prettamente legata all'argomento antiguerresco (per modo di dire), ma già il titolo è tutto un programma. Si può tradurre come "La grande ruota" e non esiste la cosa più schiacciante della grande ruota del nostro destino comune, nel quale da secoli e in maniera permanente (a quanto pare) è iscritta la guerra, con tutte le sue conseguenze. Ci si riuscirà mai ad uscirne???
Azzarderei una tesi a riguardo. Non c'è la civiltà dove persiste la violenza. E con questa, vorrei condividere con tutti questo "solare" componimento :)
Kiedy masz już poza sobą
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 12/10/2013 - 00:58

Coffee To The People

Antiwar Songs Blog
Intervallo, aspettando la CCG numero 20000 sorseggiando un caffè equo e solidale, direttamente da Coffee To The People, Upper Haight, San Francisco, CA.
Antiwar Songs Staff 2013-10-11 21:04:00

Dolly

Dolly

Canzone française – Dolly – Marco Valdo M.I. – 2013
Histoires d'Allemagne 96
An de Grass 97

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Petite illustration : (Louis Armstrong - Hello Dolly Live )



Comme toutes les précédentes, cette Histoire d'Allemagne rapporte le récit en chanson d'un narrateur ; ici, il s'agit d'un amoureux, d'un étrange personnage amoureux de Dolly la clone, dont je te rappelle qu'elle fut conçue par deux savants écossais, qui à cette époque déjà lointaine, s'étaient pris d'un délire biogénétique. Je te cite la nouvelle telle qu'elle m'est revenue : « Deux scientifiques écossais annoncent publiquement qu'ils ont réussi, le 5 juillet 1996, à donner naissance au premier... (continua)
Hello Dolly
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2013 - 19:47
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Colore di pioggia e di ferro

Versi del grande poeta dalla raccolta “La vita non è sogno” pubblicata nel 1949.‎
Musica dei Weltschmerz di Anthony Duman, progetto ‎italiano di musica dark-wave (forse…)‎
Dal disco intitolato “Capitale de la douleur” del 2001.‎

Dicevi: morte, silenzio, solitudine;
(continua)
inviata da Bernart 11/10/2013 - 14:37
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Ora che sale il giorno

Versi del grande poeta, dalla raccolta “Ed è subito sera. Poesie” del 1942.‎
Musica di Domenico Modugno, da un singolo del 1962.‎




Canzone dedicata alla terra natale di Sicilia che il poeta – come tanti altri suoi conterranei - dovette ‎presto lasciare per cercar miglior fortuna… ‎
Finita è la notte e la luna
(continua)
inviata da Bernart 11/10/2013 - 14:13

No More Sorrow

Vesrione italiana da linkinpark.it
Niente più dolore
(continua)
inviata da DQ82 11/10/2013 - 10:41
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Hands Held High

MANI IN ALTO
(continua)
inviata da dq82 10/10/2013 - 17:38

Refusez !

Refusez !

Chanson française – Refusez ! – Marco Valdo M.I. – 2013

Mon cher ami Lucien l'âne, j'apprends que maintenant en Italie, il y a des jeunes qui désertent les cours de religion catholique...

Il était temps, dit Lucien l'âne en riant de toutes ses dents. On est quand même au vingt et unième siècle. Depuis le temps que ça dure cette comédie religieuse, je te jure vraiment qu'il est temps que ça cesse... Si l'humanité veut advenir et ensuite, survivre, il faut que les gens deviennent un peu moins crédules et un peu plus sensés et ne se laissent plus embobiner par des racontars fols.

Donc, je te disais qu'en Italie, je veux dire, même en Italie, un des pays les plus crédules du monde et des plus infestés par la religion – dans son cas, catholique, les jeunes commencent à se rebeller et à refuser en masse de se soumettre à ses diktats. J'apprends cela au travers d'un article de la revue... (continua)
Monsieur le Directeur
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/10/2013 - 19:34
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Катюша

Abney Park's version




La versione inglese (cantabile) degli Abney Park dall'album The Circus at the End of the World, uscito il 7 settembre 2013.

The singable version by Abney Park, from the cd The Circus at the End of the World, released on September 7, 2013.
KATYUSHA
(continua)
inviata da dq82 9/10/2013 - 14:52
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Picasso colombe

Nella raccolta di poesie di Blas de Otero intitolata ‎‎“En castellano”, pubblicata nel 1960, ce n’è una di forte sapore surrealista dall’oscuro titolo di ‎‎“Caniguer”.‎
Ma se si pensa che “Caniguer” non è che l’anagramma dell’allora impronunciabile nome della città ‎basca di Guernica, allora tutto si spiega: la poesia è una descrizione in versi della famosa tela ‎dipinta da Pablo Picasso nelle settimane immediatamente successive al bombardamento nazifascista ‎del 26 aprile 1937. I versi di Otero cercano di restituire le stesse visioni surreali, le stesse astrazioni ‎figurative del quadro attraverso il ricorso all’eliminazione della punteggiatura e la ripetizione della ‎simbologia usata dal pittore – il grido, la rabbia, il toro, il bambino – con l’intento di suscitare nel ‎lettore le stesse emozioni violente che chiunque sia sia trovato di fronte a quel quadro ha ‎sicuramente provato (mi... (continua)
Bernart 9/10/2013 - 09:17
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Il tragico naufragio del vapore Sirio

anonimo
Migrantes - Il naufragio del Sirio

8/10/2013 - 23:38
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Me llamarán

‎[1955]‎
Dalla poesia di Blas de Otero (1916-1979) intitolata ‎‎“Me llamarán, nos llamarán a todos”, contenuta nella raccolta intitolata “Pido la paz y la palabra” del 1955, che in ‎Spagna fu pubblicata per la prima volta nel 1975, mentre Francisco Franco ed il suo tristo regime ‎stavano finalmente morendo...‎

Nella sua versione (incisa nel disco “La poesia española de ahora y de siempre” del 1968) Paco ‎Ibañez omette la citazione iniziale e i versi finali, riferiti entrambi al ‎‎Don Chisciotte di Cervantes.‎



‎“Sancho Pueblo” è uno degli affettuosi appellativi dati al personaggio di Sancho Panza dal poeta ‎‎Gabriel Celaya ‎‎in una sua famosa poesia.‎
... porque la mayor locura que puede
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 15:32
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Police Beat

‎[1982]‎
Un brano originariamente scritto dalla band SSD (Society System Decontrol) e incluso nel loro ‎disco intitolato “The Kids Will Have Their Say”‎
Ripreso più tardi dai più famosi concittadini, i bostoniani Mighty Mighty Bosstones nel loro disco ‎intitolato “Don't Know How to Party” del 1993.‎

Police pick me out of the crowd,
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 14:51
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Women’s Prison

‎[2004]‎
Parole e musica di Loretta Lynn, dal suo ultimo album intitolato “Van Lear Rose”, prodotto da Jack ‎White dei White Stripes

I'm in a women’s prison
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 13:35
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Judge Dread

‎[1967]‎
Parole e musica di Prince Buster, nome d’arte del musicista giamaicano Cecil Bustamente ‎Campbell.‎
Nell’album intitolato “Judge Dread Rock Steady”‎.
Testo trovato su Passagen



Parodia del tipo di giustizia riservata ai “ragazzi di strada”, ai “rude boys”, la controcultura ‎giovanile sviluppatisi in Giamaica all’inizio degli anni 60 che, con i suoi generi ska, rocksteady e ‎reggae, ha tanto influenzato e modificato il panorama musicale inglese e mondiale, fino ai giorni ‎nostri.‎
‎(You're rough, you're tough, you're rough, you're tough)
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 13:14




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