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Avant le 2005-9-3

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Roses

Roses
from A Crash Course in Roses (1998)

Words and music by Catie Curtis
Am I the kind of brother who would leave you
(continuer)
3/9/2005 - 21:32
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Done With Bonaparte

Done With Bonaparte
da "Golden Heart" (1996), il primo album solista dopo lo scioglimento dei Dire Straits
Interpretata anche insieme a Emmylou Harris
We've paid in hell since Moscow burned
(continuer)
3/9/2005 - 21:26
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Pokój i krew

Pokój i krew
[1987]
Dall'album "Kolaboracja I"

"Pace e sangue". Tutti la vogliono, la "pace", ma....
Moja ojczyzna walczy o pokój
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 3/9/2005 - 19:38
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XXI Wiek

XXI Wiek
[1987]
Dall'album "Underground"

Nel 1987, i Dezerter così descrivono il XXI secolo che sarebbe iniziato soltanto 13 anni dopo. Ora che siamo nel XXI secolo oramai già da quattro anni, possiamo confermare che avevano pienamente ragione.
XXI wiek
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 3/9/2005 - 19:30
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Wasn't that a time

Wasn't that a time
[1950?]
Scritta da Lee Hayes (1914-1981)
Musica de The Weavers
Testo trovato sul blog francese Folk & Politique e controllato all’ascolto.

Il brano si trova in “The Weavers On Tour” del 1957 ma divenne famoso nel 1955 quando Pete Seeger si offrì di cantarlo di fronte alla HCUA, la commissione d’inchiesta sulle attività antiamericane, presso la quale era stato convocato, come tanti altri artisti, per via della sua precedente appartenenza al Partito comunista e per le sue idee. Pete Seeger venne poi condannato ad un anno di reclusione (pena in seguito annullata dalla Corte Suprema) e tra i capi d’imputazione c’era proprio aver più volte interpretata una canzone come “Wasn’t That a Time”.

Che poi è più che altro una canzone patriottica, ma non del patriottismo becero ed utilitarista dei “fascisti” di ogni luogo... Si parte infatti con la celebrazione di due momenti fondanti la storia... (continuer)
Our fathers bled at Valley Forge
(continuer)
envoyé par anonimo & Bartleby 3/9/2005 - 19:27
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Urodziłem się 20 lat po wojnie

Urodziłem się 20 lat po wojnie
[1987]
Dall'album "Underground out of Poland"

Essere nati vent'anni dopo la guerra e capire che niente è cambiato, che la pace e la libertà promesse sono state solo un inganno.
Cieszyli się ludzie, że wojna skończona
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 3/9/2005 - 19:27
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Messieurs les militaires

Messieurs les militaires
Paroles et musique: Michel Bühler.
Arrangement: Michel Devy.
Production: L'Escargot - Gilles Bleiveis.
1976
Quand vous ferez la guerre, ne comptez pas sur moi
(continuer)
envoyé par adriana 2/9/2005 - 12:03
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Ceux qui disent NON

Un autre monde est possible
(continuer)
envoyé par adriana 2/9/2005 - 10:59

Saltarella a cannonate

Saltarella a cannonate
(D. Sepe, var. su trad.)
Dall'album "Nia Maro", 2004; il titolo significa "Il nostro mare", o meglio "Mare nostrum" in esperanto.
Nell'album è unita nelle "Saltarelle" iniziali a Brancaleone alle Crociate [Pirulè]
Lu surdate che va a la guerra
(continuer)
envoyé par laverdure 2/9/2005 - 10:33

La marche du NON

La marche du NON
[avril 2003]
Paroles et musique d'Annie Nobel
Testo e musica di Annie Nobel


Testo ripreso da Révoltes.free.fr
Non, il ne suffit plus
(continuer)
envoyé par adriana 2/9/2005 - 07:55
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Ku przyszłości

Ku przyszłości
[1987]
Dall'album "Underground"
Kochani nasi bracia
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 02:23
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Stál voják na dešti

Stál voják na dešti
Testo di Jiří Šotola
Musica di Jaromír Nohavica

Crediamo che questa canzone, su testo del poeta Jiří Sotola e musicata sull'aria di una canzone popolare, sia autenticamente uno dei momenti più alti dell'arte del grande Jarek Nohavica. Un soldato di guardia da solo, nella notte, sotto la pioggia, che sceglie forse la forma estrema di ribellione, di diserzione, di dire "Non ci sto": uccidersi. Portarsi l'arma alla bocca in un "bacio raggelante" e spararsi. Questo dall'autore della versione cèca de Le déserteur. Nessuno può sapere cosa, in quel momento, sia passato nella testa del soldato, in quella notte di solitudine; quali pensieri, quali angosce, quali rabbie. Certo è che questa canzone ci ricorda tanti, troppi episodi del genere accaduti realmente. Perché può succedere che una persona in preda a mille problemi, di qualsiasi natura, o semplicemente al male di vivere, sia contemporaneamente... (continuer)
Stál voják na dešti a bylo to už k ránu,
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 01:30
Parcours: Déserteurs
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Sarajevo

Sarajevo
[1996]
Testo e musica di Jaromír (Jarek) Nohavica
Lyrics and music by Jaromír (Jarek) Nohavica
Album: Divné století

Visita il SITO ITALIANO DI JAROMÍR NOHAVICA!: Discografia- Biografia- Testi – Traduzioni – Novità. A cura di Alessandro. Consigliato da CCG! Recommended by AWS!

Přes haličské pláně vane vítr zlý,
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 01:26
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Rakety

Rakety
Testo e musica di Jaromír Nohavica

Visita il SITO ITALIANO DI JAROMÍR NOHAVICA!: Discografia- Biografia- Testi – Traduzioni – Novità. A cura di Alessandro. Consigliato da CCG! Recommended by AWS!

Hodláš-li, lásko, přijít za mnou až zítra,
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 01:04
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Když mě brali za vojáka

Když mě brali za vojáka
[1990]
Musica di Jaromír (Jarek) Nohavica
Music by Jaromír (Jarek) Nohavica
Poesia di Fráňa Šrámek [1906]
Album: V tom roce pitomém

Testo ripreso da questa pagina

Fráňa Šrámek è stato un importante poeta ceco, nato il 19 gennaio 1877 a Sobotka e morto il 1° luglio 1952 a Praga. Per un breve periodo della sua vita aderì all'anarchismo, proprio in seguito alla sua esperienza di servizio militare nelle caserme asburgiche. Durante la 1a guerra mondiale combatté sui fronti italiano e rumeno.

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Když mě brali za vojáka, stříhali mě dohola,
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 00:42
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Danse Macabre

Danse Macabre
[1996]
Testo e musica di Jaromír (Jarek) Nohavica
Lyrics and music by Jaromír (Jarek) Nohavica
Album: Divné století

Malgrado il primo verso che ricorda Auschwitz, o Canzone del bambino nel vento, è una canzone sull'abitudine alla guerra, sul "farci il callo", sull' "amore che è odio e sull'odio che è amore". Lo scenario sono le guerre balcaniche, ma potrebbe essere lo scenario di tutte le guerre. La canzone è espressamente dedicata dall'autore a [[|Leonard Cohen]].

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věnováno Leonardu Cohenovi
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 2/9/2005 - 00:35

Les enfants du silence

Les enfants du silence
Les enfants du silence, ceux qu’on accuse dès la naissance
(continuer)
envoyé par adriana 1/9/2005 - 17:28
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Rojo sobre negro

Rojo sobre negro
(1967)
Album: Aleluya n.1
Rojo sobre negro,
(continuer)
envoyé par adriana 1/9/2005 - 12:51

Monsieur le président

Monsieur le président
Una canzone che, dal titolo, riporta direttamente a Le déserteur...
Monsieur le président
(continuer)
envoyé par adriana 1/9/2005 - 10:23
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Lu mari ntra li recchi

Lu mari ntra li recchi
Grazie a Maria Rosaria Coppola dei Cantacunti che ci ha fatto avere le parole e la traduzione italiana di questa canzone tratta da "Il martirio di Otranto", dov'è raccontata la sanguinosa presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480.

I soldati spagnoli presidiari invece di difendere Otranto preferirono fuggire: non era loro quella terra, non erano loro quelle case, non erano loro quelle donne e quei bambini.

A difendere la città restano gli Otrantini.
Pescatori, gente di mare che mai aveva usato un'arma, unita combatte: per il Regno, per il proprio paese, per la Fede in Dio.
E quando il Regno li abbandona alla loro sorte, Dio li dimentica e il paese è distrutto dal fuoco e dalle palle di cannone, quando ormai tutto è perduto...
combatte ancora.

Combatte per un sogno, un sogno semplice di pescatori: una vita serena fatta di partenze e ritorni; nell'immensità del mare o nella piccola case, tra gli schizzi salati o nelle calde braccia delle mogli. Una vita in PACE attendendo la fine.
(dalle note del disco)
Cumbattera, cumbattera
(continuer)
31/8/2005 - 20:14
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La guerra dei mutandoni

La guerra dei mutandoni
Testo di Gabriele Baldoni
Musica di Raniero Gaspari

Pensare di far parte di un elenco che contiene nomi di tale portata sembra quasi irriverente, ma anche il mondo dei bambini deve essere abituato ad considerare la guerra una follia terrificante, quindi...

È ovvio che, trattandosi di una canzone per un pubblico di piccolissimi, ha un testo fatto di parole apparentemente semplici e "giocose". I concetti però sono chiarissimi.
1-La guerra non è nè bella nè eroica: è sempre una tragedia.
2-Spesso è fatta per motivi stupidi che sevono gli interessi di pochi.
3-Chi la vuole non la combatte di persona, manda gli altri al macello.
Guidobaldo dei Baldoni,
(continuer)
envoyé par Gabriele Baldoni 31/8/2005 - 16:53
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La mauvaise herbe

La mauvaise herbe
[1954]
Testo e musica di Georges Brassens
Paroles et musique de Georges Brassens

Per un'analisi completa (in francese) si veda Analyse Brassens.

L'jour de gloire est arrivé è un chiaro riferimento a un verso della Marsigliese, chiaramente disapprovata nella canzone.
Le jour de gloire est arrivé: Clin d'oeil à l'hymne national français, la Marseillaise, que les vers suivants désapprouvent.

"La mauvaise herbe", à sa naissance, ne connut pas un gros succès. On ne comprend le pourquoi. C'est une guerre totale, avouée et déclarée contre une société déshumanisée. qui écrase l'individu sous l'HLM et revêt sa pensée d'un uniforme couleur muraille et grisaille.
"Les hommes sont faits, nous dit-on - Pour vivre en bande, comm' les moutons - Moi, j'vis seul, et c'est pas demain - Que je suivrai leur droit chemin." Les "braves gens" ne semblèrent pas apprécier cette façon de parler d'eux. Brassens... (continuer)
Quand l'jour de gloire est arrivé
(continuer)
envoyé par Mariano Acanfora 31/8/2005 - 16:00
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Ninna Nanna

Ninna Nanna
Grazie a Maria Rosaria Coppola dei Cantacunti che ci ha fatto avere le parole e la traduzione italiana di questa bellissima Ninna Nanna tratta da "Il martirio di Otranto", dov'è raccontata la sanguinosa presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480.

Anche prima della caduta della città, le campagne di Otranto ed il borgo sono saccheggiati e la popolazione giovane e sana viene deportata in Turchia.

Forse tra quei bimbi deportati c'è il vecchio rematore che nel suo sogno meridiano ancora ricorda il canto disperato di sua madre che, sola per le strade insaguinate, ricerca la sua "pecorella".
(dalle note del disco)
Tinìa tre anni, tre anni tinìa
(continuer)
envoyé par Lorenzo Masetti 31/8/2005 - 10:16
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Another Brick In The Wall Part I

Another Brick In The Wall Part I
Dall'album / From the album "The Wall" (1979)

Il primo mattone nel muro che Pink costruisce è il primo evento tragico che segna la sua vita: il padre che parte per la guerra lasciando solo un ricordo.
The first brick in the wall is the first bad experience in Pink's life: the father who goes to war "leaving just a memory".


THE WALL

L'idea di base dell'album e la maggior parte delle canzoni sono di Waters. Nell'album è raccontata la vita di un anti-eroe chiamato Pink (Floyd) che è martellato e maltrattato dalla società fin dai primissimi giorni della sua vita: avendo perso il padre (ucciso ad Anzio durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio come il padre di Roger Waters), viene soffocato da una madre iperprotettiva e oppresso a scuola da insegnanti dispotici che cercano di plasmare lui e gli altri allievi in modo da renderli "normali", "adatti" e "utili" alla societa. Pink si rifugia... (continuer)
Daddy's flown across the ocean
(continuer)
29/8/2005 - 21:24




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