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Parcour La guerre du travail : émigration, immigration, exploitation, esclavage

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Il valore del lavoro vero

Il valore del lavoro vero
[2018]

Album : Fuego y corazon
Il valore del lavoro vero, il valore del lavoro vero, il vero oro del lavoro è in un futuro meno nero!
(continuer)
envoyé par Dq82 11/6/2018 - 19:05
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Büyük insanlık

Büyük insanlık
[1958]
Versi di Nâzım Hikmet
Musica di Zülfü Livaneli, nel suo album del 1979 intitolato “Atlının Türküsü”
Büyük insanlık gemide güverte yolcusu
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 11/6/2018 - 08:29

Danzica e Poznam come Detroit

Danzica e Poznam come Detroit
[anno imprecisato, forse 1971?]
Testo di Joe Fallisi, dall'archivio personale
Musica: non pervenuta

"Dicembre 1970: a Danzica, Stettino e nei grandi centri operai polacchi un possente movimento di lotta dei lavoratori scuote il paese protestando contro la politica del partito comunista al potere che ha appena concluso una serie di accordi con la Germania Occidentale per "convertire" l'economia polacca e raggiungere la competitività del MEC. Il prezzo degli accordi viene fatto pagare ai lavoratori attraverso l'intensificazione dei ritmi sui luoghi di lavoro, e un massiccio aumento dei prezzi alimentari con la decurtazione dei salari. La rivolta operaia è diretta contro la burocrazia e il capitalismo di Stato: al canto dell'Internazionale i lavoratori attaccano il quartier generale del Partito Comunista e nel corso delle manifestazioni di strada, seguite allo sciopero, la polizia spara sui... (continuer)
Danzica e Poznam come Detroit
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 10/6/2018 - 21:42
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In Harm's Way

In Harm's Way
Scritta da Amanda Palmer
Videoclip di Abel Azcona

rewind a year or so…to septemer 3rd, 2015.
remember this?

if you weren’t living out of the news cycle, you saw this.
this is aylan kurdi, a 3-year-old boy who was lying dead, face down on the shores of turkey during the crisis of 2015…and just happened to be captured by a news photographer.
but children were dying daily, hourly, minutely.

the world turned its attention to the crisis because of the photo, but the news cycle fades, and crisis didn’t go away. it persists.

when i saw the photo, like most people (i assume), my heart skipped a beat and i found myself crying.

how could all of us in this world be taking such poor care of one another?
what the fuck is happening?

i was due to give birth in two weeks.

my womb hurt.

two weeks later, i gave birth to ash in the woods of tenessee, far away from the news, far away from everything.... (continuer)
What i cannot see cannot be not untrue
(continuer)
10/6/2018 - 10:27
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Padre Nostro

Padre Nostro
2018
nuoveCanzoni

PADRE NOSTRO è una preghiera laica, scoppiata come una tempesta in mare, un grido lacerante e necessario, quando gli occhi vedono quello che non vogliono guardare, e si cerca una ragione in una logica inesistente, e per poter sopravvivere si cercano forza e ricchezza nel dolore del nostro tempo, in attesa di un rinascimento.
Dio della tempesta dio delle barche rotte
(continuer)
envoyé par Dq82 9/6/2018 - 22:27
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Mohamed

Mohamed
Adattamento di Alessio Lega di una canzone di Dario Muci

Questa canzone mi viene da Dario Muci, che considero la più bella voce (non un cantante, ma un uomo che canta) non solo del Salento. Gliel’ho sentita fare una volta, e da allora la melodia e il tema mi hanno ossessionato. Non ricordando il suo, ho scritto un mio testo che dice più o meno le stesse cose in italiano (il suo è in leccese).
L’ho fatta qualche volta nei concerti e ho visto che commuoveva il pubblico quanto me, che mi si spezza la voce ogni volta.

Oggi non riesco più a tenerla per me, e la rendo pubblica qui. È un atto d’amore per i nostri fratelli stranieri oggi in pericolo, come ieri i nostri padri. È un atto di stima per Dario. È un atto di memoria per noi che l’abbiamo persa. Spero sia un atto di speranza per tutti.
Così cacciati da queste parti
(continuer)
7/6/2018 - 19:33
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70 persone

70 persone
[1968]
Parole e musica di Enzo Jannacci
Nell’album “Vengo anch'io? No, tu no!
Con l’accompagnamento dell’orchestra di Luis Enriquez Bacalov
Testo trovato su LyricsWikia
Ho visto un mare di gente
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/6/2018 - 13:23
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O desespero da piedade

O desespero da piedade
[1969]
Parole e musica di Vinicius de Moraes
Nell’album “Em Portugal”, registrato dal vivo a Lisbona

Sulle prime ero incerto se contribuire questa splendida preghiera laica come Extra, ma alcuni suoi passaggi – sui poveri, sugli sfruttati, sulle donne,... – mi hanno convinto a proporla come CCG/AWS Docg… La versione di Enzo Jannacci – incisa addirittura prima di quella del Maestro – mi ha convinto definitivamente della bontà della mia decisione...
Meu senhor, tende piedade dos que andam de bonde
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/6/2018 - 12:51
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La mia gente

La mia gente
[1970]
Parole e musica di Enzo Jannacci
La traccia che dà il titolo all’album del 1970
Testo trovato su LyricsWikia

“… Gli amori di Jannacci, sbocciati fra i pendolari che fanno la spola tra la periferia milanese e le fabbriche del miracolo economico, hanno tutti un triste epilogo; o se l’hanno lieto, nessuno se ne accorge, perché i «poveri cristi» fanno parte della moltitudine anonima descritta in La mia gente (1970): «La mia gente, la mia gente muore e nessuno se ne accorge»; personaggi che «li han lasciati accoppare dietro a una ciminiera». Evidente in questa canzone, e peraltro dichiarato, è il debito che Jannacci contrae con Jacques Brel...”
(dal Dizionario Biografico degli Italiani, di Stefano Pivato, Treccani, 2017)
La mia gente,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/6/2018 - 11:27
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Sta terra nun fa pi mia

Sta terra nun fa pi mia
[1928]
Parole e musica di Rosina Gioiosa Trubia, voce soprano, cantante ed autrice emigrata negli USA dalla Sicilia.
Con accompagnamento d’orchestra.
Questa sua canzone – solo 3 in tutto quelle sue note – fu pubblicata dall’americana Brunswick Records, negli USA, in Canada, Argentina e Italia.
Trovo il brano in “Cartoline dal Little Italy vol. 2”, raccolta del Fonografo Italiano, Serie IV, Vol. 2, pubblicata dalla Fonit Cetra nel 1978, curata da Ugo Gregoretti
Testo trovato su sito del Musée canadien de l’histoire
Cu dici ca l’America
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 6/6/2018 - 15:39

Sciùur padrón cun la bùrsa dedré

anonyme
Sciùur padrón cun la bùrsa dedré
Canto di filanda lombardo che ha più di un’assonanza con Sciur padrun da li beli braghi bianchi
Testo trovato sul sito del Museo della seta di Garlate
[PARL.: E la cantàvem quàant i me dàven mai i danée: pasàa i dées, pasàa i vündes, pasàa i dùdes, a muménti l’éva sià ‘l quìndes del mées éven gnamò de pagòm. Alùra cüràvem quàant el vegnéva’l padrón in filònda, cunt ul diretùur, i nàven in sö e in giö e i discuréven di sö ròp e nögn la cuminciava vüna:]
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 6/6/2018 - 14:27

Passégian per la sala

anonyme
Passégian per la sala
Canto di filanda dalla provincia di Lecco, raccolto da Oliviero Biella, chitarrista, compositore e musicologo.
Testo trovato sul sito del Museo della seta di Garlate

Il canto parla dello stretto controllo cui erano sottoposte le giovani operaie sfruttate in filanda. Padrone ed assistenti stavano sempre loro addosso e appena la produzione calava un poco, ecco che fioccavano le trattenute sulla già povera paga… I bachi da seta, una volta puliti e selezionati, venivano portati alle filande dove venivano pesati per determinare il compenso da dare alle lavoratrici… Naturalmente le operaie non avevano nessuna voce in capitolo sulla pesatura, per cui venivano facilmente ingannate...
Passégian per la sala
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 6/6/2018 - 13:04

O che canatòri l'è mai quest!

anonyme
O che canatòri l'è mai quest!
Canto di filanda raccolto a Seregno (Monza e Brianza) da M. A. Spreafico
Testo trovato sul sito del Museo della seta di Garlate
O che canatòri l'è mai quest!
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 6/6/2018 - 12:48
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Ciappa la rocca e 'l fus

anonyme
Di origine brianzola, questa canzone sull'emigrazione è diffusissima in tutta la Lombardia e cantata ancora oggi. Specie la prima strofa entra spesso a far parte dei vari "risotti” d'osteria. Questa versione di due strofe è riportata in “Canti dell'emigrazione” (1976), curato da Anton Virgilio Savona e Michele L. Straniero.
Il problema dell'emigrazione verso un paese tanto lontano e ignoto come la California è qui affrontato scherzosamente, ma la seconda strofa indica chiaramente che i contadini pensavano sl all'emigrazione come ad una necessità, ma la consideravano un episodio temporaneo: - tornarèmm con rocca e fusa, cioè torneremo a casa, alla nostra vita di sempre. E questo un motivo comune a molti canti di emigrati di tutte le regioni italiane. Sappiamo purtroppo che per molti non fu cosí: quello che trovarono nei paesi d'oltre Oceano fu spesso solo un lavoro appena sufficiente a sopravvivere.... (continuer)
Ciappa la rocca e 'l fus
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 5/6/2018 - 10:57
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E ven quel més

anonyme
E ven quel més
Un brano raccolto ad Arluno, nell’Alto Milanese, e inciso dal Nuovo Canzoniere Milanese nell’LP “Il bosco degli alberi : Storia d'Italia dall'Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari”, a cura di Gianni Bosio e Francesco Coggiola, I Dischi del Sole, 1971.
Testo trovato nel volume di Nanni Svampa "La mia morosa cara. Canti popolari milanesi e lombardi”, 1977, ultima edizione 2007.
Végna quel més
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 5/6/2018 - 09:59

O scior padrón, i cavalée van male

anonyme
O scior padrón, i cavalée van male
[1885-89?]
Canzone di protesta dei coltivatori di bachi da seta (cavalée in lombardo) della Brianza. Sembra sia nata durante il periodo delle agitazioni contadine nell'Alto Milanese (1885-1889).

Un brano inciso dal Nuovo Canzoniere Milanese nell’LP “Il bosco degli alberi : Storia d'Italia dall'Unità a oggi attraverso il giudizio delle classi popolari”, a cura di Gianni Bosio e Francesco Coggiola, I Dischi del Sole, 1971.
Testo trovato nel volume di Nanni Svampa "La mia morosa cara. Canti popolari milanesi e lombardi”, 1977, ultima edizione 2007.
O scior padrón, i cavalée van male,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 5/6/2018 - 08:57
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Ma va là tí contadin

anonyme
Ma va là tí contadin
[1962?]
Cantano Andreina Fortunati, Clara Benedusi ed Ebe Dalmaschio nel disco “Le mondine di Villa Garibaldi”, nella serie “Documenti originali del folklore musicale europeo”, Albatros, 1975.
Probabilmente in origine raccolto da Gianni Bosio nel 1962 a Roncoferraro in provincia di Mantova.

Un canto di braccianti agricoli raccolto nel mantovano. Il tono è al contempo di lamento e di autoderisione del contadino "giornaliero" che non ha nemmeno il vino per consolarsi delle sue fatiche. Negli ultimi due versi ritorna la figura del padrone che passeggia con "la sua sciora", comune ad altre canzoni di protesta contadina e di risaia. "El fer", cioè il ferro, è termine usato in dialetto per falce.
(nel volume di Nanni Svampa "La mia morosa cara. Canti popolari milanesi e lombardi”, 1977, ultima edizione 2007.)
Ma va là tí contadin
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 5/6/2018 - 08:26
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Italiani nel mondo

Italiani nel mondo
[2018]
All'Italia (riedizione 2018)
Partimmo un bel giorno di sole non so più di quanti anni fa
(continuer)
envoyé par Dq82 3/6/2018 - 16:49
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Lampedusa

Lampedusa
2017
Folk Stalk

L'intro recitata è la Preghiera laica di Erri De Luca
Mare nostro che non sei nei cieli
(continuer)
envoyé par Dq82 3/6/2018 - 16:06
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The​ ​Law​ ​of​ ​the​ ​Sea

The​ ​Law​ ​of​ ​the​ ​Sea
2017
Songs of the sea
All my brothers now live in the sea
(continuer)
envoyé par Dq82 3/6/2018 - 12:26
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Mare nostro

Mare nostro
2018
Il coraggio della rivoluzione
Non lo sapevo che in Italia si potesse arrivare anche per mare
(continuer)
envoyé par Dq82 2/6/2018 - 10:50
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Siamo migranti

Siamo migranti
2018
Siamo da sempre una specie migrante
(continuer)
envoyé par Dq82 1/6/2018 - 19:58
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L'impresa

2016
E’ stata un’impresa
(continuer)
envoyé par Dq82 1/6/2018 - 17:07
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Viaggiatori senza memoria

Viaggiatori senza memoria
2015
Viaggiatori senza memoria
Ci vogliono raccontare una storia a lieto fine
(continuer)
envoyé par Dq82 1/6/2018 - 12:48
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La madre

La madre
2004
Ambrogio Sparagna

Voce di Lucilla Galeazzi
E prima di lasciarmi fammi un sorriso
(continuer)
envoyé par Dq82 31/5/2018 - 11:52
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B.H.S.

B.H.S.
[2017]
Scritta da Andrew Fearn e Jason Williamson
Nell’album intitolato “English Tapas”
Testo trovato su Genius

Era tempo che cercavo il modo di infilare nelle CCG/AWS un brano di questo “inqualificabile” duo elektro-minimalist-rap-punk di Nottingham, ma finora i miei tentativi si erano infranti un po’ sullo slang un po’ su testi certo duri, acidi, descrittivi dello squallore della società inglese vista dal basso, ma non certo canzoni contro la guerra…

Questa “B.H.S.” sta invece a pennello nel percorso della “Guerra del lavoro” perché racconta di quanto nell’estate del 2016 venne dichiarata fallita la grande catena commerciale British Home Stores, di proprietà fino al 2015 del magnate Philip Green. Costui, un imprenditore miliardario in quota al partito conservatore, comprò l’azienda – fondata negli anni 20 del secolo scorso - nel 2000 per 200 milioni di sterline e la rivendette a 1... (continuer)
It's at night when they come,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 31/5/2018 - 09:46
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Nterini

Nterini
2018
Fenfo

This song is about the heartache felt by two lovers separated by distance. My love and my confidant has gone far away and has not sent any news back to me. I love him despite everything and I miss him every day. I want to hear from my darling; otherwise I cannot sleep well at night.

Ho deciso di parlare in questo modo dell'immigrazione perché da quattro o cinque anni a questa parte vediamo l'immagine dei nostri fratelli che partono sui barconi, e la gente che non conosce l'Africa è portata a pensare che è tutta l'Africa che parte, che non c'è più nulla in Africa. Che è la miseria da cui si fugge, e che laggiù non c'è più niente.

Il caso della schiavitù in Libia è stato il culmine, mi ha molto ferita! Mentre io che sono sul palco, sono pronta ad alzare il pugno per dire che la gioventù africana è pronta a trovare una via d'uscita, che c'è una nuova Africa che arriva. Credo... (continuer)
N’kanou tara yôrô djan na
(continuer)
envoyé par Dq82 26/5/2018 - 09:23
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Crazyman Dance

Crazyman Dance
[1992]
B-side del CD singolo "Too Funky"

Testo, musica, arrangiamento e produzione di George Michael

Forse una delle canzoni di George Michael meno conosciute di sempre in quanto pubblicata come mera B-side del CD singolo "Too Funky" (1992), episodio discografico - ogni ricavo dalle sue vendite andò in beneficenza alla lotta contro l'AIDS - isolato e non legato a un album di inediti nonché ultima uscita per la madre-matrigna Sony Music, con la quale di lì a poco l'artista britannico avrebbe ingaggiato (e perduto) una lunga e aspra battaglia legale. Solo nell'ottobre 2017, a poco meno di un anno dalla morte di Michael, è stata data nuovamente al pubblico la possibilità di possedere "Crazyman Dance" su disco (o in alternativa - per la primissima volta - in digitale), essendo stata inserita nel CD3 della riedizione box set di "Listen Without Prejudice".
In effetti si tratta di un brano... (continuer)
Well I'm still here
(continuer)
envoyé par Alberta Beccaro - Venezia 23/5/2018 - 02:06
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Les communistes

Les communistes
[1974]
Parole e musica di Maurice Fanon, che di Pia Colombo fu brevemente marito e amico per tutta la vita.
Singolo del 1974.
Testo trovato su Paroles-Musique
Ils sont de notre temps, conçus sous les outrages
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 22/5/2018 - 16:19
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Le Poisson dans mon assiette

Le Poisson dans mon assiette
Paroles et musique : Jann Halexander

Le franco-gabonais Jann Halexander chante pour la première fois cette chanson le 26 juin 2016 au théâtre Nout, en région parisienne. Absente sur disque, elle est devenue, malgré son aspect 'anecdotique', un classique des tours de chant de l'artiste, qu évoque avec ironie et désespoir les milliers de migrants morts dans les eaux de la méditerranée. La question de l'exil faisant partie des thématiques du chanteur.
Il y a un poisson dans mon assiette
(continuer)
envoyé par Bruno 20/5/2018 - 14:29
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I Hate Wogs

I Hate Wogs
[1980]
Parole e musica di Eric Bogle
Nell’album “Now I'm Easy”

Wogs è un termine spregiativo rivolto a chi non ha la pelle bianca ma, evidentemente, il protagonista di questo brano lo utilizza per tutti gli immigrati di qualunque colore e provenienza, europei compresi, dimenticando bellamente di non essere certo pure lui un aborigeno (sporchi wogs pure essi, peraltro...)!
I'm a dicky-dye Australian guy and me name is Billy Schmidt.
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 18/5/2018 - 11:53
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Ibrahim

Ibrahim
[2002]
Parole e musica di Eric Bogle
Nell’album “The Colour Of Dreams”
Hey Ibrahim, tell me what do you think of Australia?
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 18/5/2018 - 11:22
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Ninna nanna in fondo al mare

Ninna nanna in fondo al mare
(2018)
Testo di Nini Giacomelli
Sonetto "in una lingua inventata" di Alessio Lega
Musica di Alessio Lega, Rocco Marchi e Francesco Magnelli

Canta Ginevra Di Marco
Cori Alessio Lega
Accompagnano l'Orchestra Multietnica di Arezzo, Francesco Magnelli, Andrea Salvadori.
Videoclip di Riccardo Pittaluga

Interpretata anche da Ascanio Celestini



Nini Giacomelli aveva scritto un’intensa filastrocca ispirata ai bimbi migranti morti in mare, illustrata con molto gusto per un libro. Mi ha chiesto di metterla in musica.

Ora, musicare un brano è sempre un terno a lotto, per di più se su un tema del genere: c’è il rischio di banalizzare o di essere didascalici e sentimentali. Quando è necessario dare peso alle parole per fortuna la musica popolare ci indica la via: una Ninna Nanna è un canto intimo, né allegro né triste, né maggiore né minore, ma pendola fra i due modi. Sentivo inoltre bisogno... (continuer)
Dorme la barca in fondo al mare
(continuer)
14/5/2018 - 21:52
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Mercy

Mercy
(2018)

La canzone che rappresenta la Francia all'Eurovision 2018. Racconta la storia vera di Mercy, una bambina nata da una donna africana salvata nel mezzo del Mediterraneo dall'equipaggio della nave Aquarius della ONG SOS Méditerranée. Il nome della bimba significa "Misericordia" in inglese ma in francese suona come "merci", grazie.
Je suis née ce matin
(continuer)
12/5/2018 - 00:21
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Miniera

Miniera
2014
D@e Coro
feat. Elio
Miniera tue ses una galera
(continuer)
envoyé par Dq82 9/5/2018 - 18:41

The Caller

The Caller
[metà 800]
Parole e musica di Edward "Ned" Corvan (1827-1865), cantautore e musicista di Newcastle Upon Tyne (ma originario di Liverpool)

Ned Corvan scrisse canzoni sulla vita della classe operaia del Tyne e molto spesso offrì le proprie performance per sostenere gli scioperi di pescatori e minatori… Morì a poco più che 30 anni, stroncato dalla tubercolosi, una delle tante malattie che affliggono i poveri…

Il Caller (Caaller, in geordie, dialetto del nord est inglese) era un dipendente della compagnia mineraria che aveva il compito di andare a svegliare uno ad uno i lavoratori prima dell’inizio del turno, ciascuno a seconda del proprio compito, in modo che la “macchina” fosse sempre puntualmente in piena funzione… Inutile dire che la sveglia non avveniva con cappuccino e brioche, ma ad urla e colpi alle porte nel cuore della notte…

Il cantautore Jez Lowe, nel suo disco “The Old Durham Road” del 1983, ha dedicato anche lui una canzone al caller, figura non certo amata dai minatori. S’intitola infatti “Cursed Be The Caller”…
Why sweet slumber now disturbing,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 8/5/2018 - 14:48
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The Pitmen Poets

The Pitmen Poets
[2014]
Parole e musica di Jez Lowe
Nell’album “The Ballad Beyond”
Testo trovato sul sito dell’autore
We sing our bairns to sleep with songs that workers made,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/5/2018 - 12:43
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Austerity Alphabet

Austerity Alphabet
[2014]
Parole e musica di Jez Lowe
Nell’album “The Ballad Beyond”
Testo trovato sul sito dell’autore
A for austerity, B for the bankers, with their bonuses, smugness and sneers,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/5/2018 - 12:34
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Ten Young Women and One Young Man

Ten Young Women and One Young Man
[1986]
Parole e musica di Ewan MacColl
In “White Wind, Black Tide”, raccolta dedicata alla lotta anti-apartheid in Sudafrica.
Testo trovato su Union Songs

MacColl compose questo brano in onore di Mary Manning e altri lavoratori della catena commerciale Dunnes Stores di Dublino che nel 1984, attenendesi ad una risoluzione adottata dal loro sindacato, si rifiutarono di vendere prodotti provenienti dal Sudafrica razzista. I lavoratori vennero immediatamente licenziati ma entrarono in sciopero, durante il quale ricevettero la solidarietà dell’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu che proprio quell’anno fu insignito del Premio Nobel per la Pace… Il boicottaggio e lo sciopero alla fine ebbero successo: nel 1987 l’Irlanda bandì l’importazione di prodotti sudafricani.
Pause a while my friends and listen to what I'm going to tell to you
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 7/5/2018 - 08:16
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Blast Against Blackguards (or Some Cautionary Verses Against the Vile Villains Who Would Take Freedom From Its Rightful Owners)

Blast Against Blackguards (<Em>or</Em> Some Cautionary Verses Against the Vile Villains Who Would Take Freedom From Its Rightful Owners)
[1978]
Parole e musica di Ewan MacColl
Nell’album “Hot Blast”, con Peggy Seeger

Canzone senz’altro un po’ prolissa (d’altra parte il buon MacColl era già oltre i sessanta…) ma efficace nel descrivere in modo ironico ed amaro il sistema “liberale” britannico, che nel 1978 (l’anno del cosiddetto “Inverno dello Scontento”, con un governo laburista in piena crisi) volgeva ormai verso il conservatorismo thatcheriano e la sua macelleria sociale...
We have always treasured freedom in this country
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 3/5/2018 - 12:50
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Primo maggio

Primo maggio
2000
Otto Ohm (Ghost track)

2011
OTTO OHM - Live In Studio
Luridi
(continuer)
envoyé par Dq82 1/5/2018 - 16:26
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The Dodger Song

The Dodger Song
[1880s / 1941]
Una canzone popolare risalente ad una qualche campagna elettorale post Guerra Civile.
Gli Almanac Singers la ripresero nel 1941, nell’album “Sod-Buster Ballads”
Testo trovato su questo sito tedesco dedicato a Woody Guthrie
Oh, the candidate's a dodger, yes, a well-known dodger,
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/4/2018 - 11:47
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We Poor Labouring Men

We Poor Labouring Men
[fine 800 / inizio 900]
Una ballata tradizionale che Ewan MacColl apprese nei primi anni 60 da una traveller, una zingara inglese di nome Queen Caroline Hughes
Negli album “The Manchester Angel” (1966) e “Traveller's Songs from England and Scotland” (1977), con Peggy Seeger
Interpretata anche da Steeleye Span e altri artisti inglesi
Testo trovato su Mainly Norfolk: English Folk and Other Good Music
Now some do say the weaver's best but I would not say so
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/4/2018 - 11:25
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Ghafoor’s Bus

Ghafoor’s Bus
2017
Strangers

In “Ghafoor’s Bus” facciamo la conoscenza di Ghafoor Hussain, il nonno partito da Stockton con un bus, acquistato a sue spese e riconvertito in una cucina da campo, con cui ha portato cibo ai migranti e richiedenti asilo di Dunkerque.
blogfoolk.com



Ghafoor’s Bus celebrates the inspirational humanitarian work of Teesside grandad Ghafoor Hussain who spent thousands of pounds of his own money buying a bus and converting it into a travelling kitchen to feed refugees and immigrants across Europe. In refugee camps in Dunkirk he was serving 3,000 hot meals and 10,000 cups of tea a day.
theyounguns.co.uk
Well the mist was lifting from Rosbury Tops, and the moors were cold and green
(continuer)
envoyé par Dq82 13/4/2018 - 15:40
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Natalia

Natalia
[1979]
Parole e musica di Enzo Jannacci
Nell'album "Foto ricordo", edito dall'etichetta indipendente Ultima Spiaggia, fondata qualche anno prima da Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi.

Stasera bellissima puntata su Enzo Jannacci su Ettore, il programma di Radio2 magistralmente condotto da Michele Dalai (grazie Michele!)... Così mi è tornata in mente questa incredibile canzone dell'indimenticabile Jannacci, mirabile cantautore, musicista e medico cardiologo...
Natalia
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 8/4/2018 - 21:10
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Migranti

Migranti
[2018]

Brano inedito scritto da Francesco Guccini, musicato da Juan Carlos “Flaco” Biondini interpretato da Enzo Iacchetti nel corso dello spettacolo "Libera Nos Domine".
Andavamo che non era ancor giorno
(continuer)
envoyé par CCG/AWS Staff 7/4/2018 - 11:39

Persano

1979

La canzone narra di una rivolta a Persano (SA) nel 1979.


A chiedere lo sgombero sbrigativo fu l’allora comandante del presidio militare di Persano che trovò ascolto nei vertici della magistratura salernitana che chiamò il battaglione dei carabinieri «Lametia». C’era da fermare sul nascere una trattativa che proprio in quei giorni stava inclinando su di un piano pericoloso di “scambio” di altri territori a favore del ministero della Difesa che si stava orientando a lasciare Persano. A spingere in questa direzione erano i vertici di quella regione Campania che poi furono ammazzati dalle Brigate Rosse: Amato e Delcogliano. Lo scandalo erano 1600 ettari, tra i più fertili della piana del Sele ma usati solo dai militari per le esercitazioni e venduti a prezzi di favore ad alcuni “amici” per il foraggio, il pascolo delle greggi ed il taglio dei boschi. Alla testa dei contadini di Persano... (continuer)
A Persano ‘o Sele jé Serre
(continuer)
envoyé par Dq82 6/4/2018 - 12:07
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La ballata dell'emigrante

La ballata dell'emigrante
1977
Io pezzente contadino

La prima emigrazione italiana su vasta scala fu quella degli anni del "Secondo Impero",in seguito allo sviluppo del sistema capitalistico e della grande industria,negli stessi anni nei quali fu realizzata l'unità d'Italia:un vero e proprio esodo verso i paesi del nord Europa e transoceanici.Il grande flusso migratorio che dissanguò il Mezzogiorno d'Italia di milioni di lavoratori,oltre che di intelligenze e di capacità tecniche,fu un dramma non soltanto umano,ma anche politico,voluto da un' "intelligentia" politica conservatrice e classista.La nuova politica giolittiana di neutralizzazione del movimento operaio settentrionale e di inserimento delle forze di opposizione nella ragnatela del sistema,comportò una netta e funzionale discriminazione ai danni delle masse popolari del Sud,i cui moti di classe furono barbaramente repressi.I ceti popolari furono programmaticamente... (continuer)
Lasciaie la mamma la sore e lu frate
(continuer)
envoyé par Dq82 6/4/2018 - 11:00
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‘O padrone mio è 'nu lione

‘O padrone mio è 'nu lione
1977
Io pezzente contadino
Tèng’’o patrone mie hé nu lione
(continuer)
envoyé par Dq82 6/4/2018 - 10:20
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Arbetarmarsch

Arbetarmarsch
[2012]
Testo e musica: Kristian Svensson
Lyrics and music: Kristian Svensson
Text och musik: Kristian Svensson
Paroles et musique: Kristian Svensson

"Ambitionen med denna nyskrivna marsch (2012) är att den skall vara ett komplement till klassiker som Internationalen, med mer modern problemformulering i texten, men lika lätt att sjunga med i som grupp och marschera till. Temat för verserna är att trycka på vad olika underordnade grupper i samhället har gemensamt och inte låta sig spelas ut mot varandra." - Kristian Svensson

" L'ambizione di questa marcia appena scritta (2012) è quella di essere un complemento ai classici come l'Internazionale, con una formulazione più moderna dei problemi nel testo ma ugualmente facile da cantare insieme in gruppo, e da poterci manifestare. La tematica del testo è mettere in evidenza ciò che i diversi gruppi subordinati nella società hanno in comune, e non farsi mettere gli uni contro gli altri per abbatterci. “ - Kristian Svensson
Låt dem aldrig ställa oss
(continuer)
envoyé par Riccardo Venturi 5/4/2018 - 10:07
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Cantu luxis

Cantu luxis
(2018)
dall'album Làntias
Testo di Gabriella Ledda
Musica di Marcello Peghin
con Gabriele Mirabassi

Noi dovremmo vergognarci per quello che succede nel nostro mare. In Italia come in Sardegna o in Sicilia continuano gli sbarchi e noi ci facciamo il bagno senza sapere cosa sta galleggiano sotto di noi. Quando guardiamo queste persone che arrivano da noi, lo facciamo come se tutto questo succedesse sulla luna e non ci riguardasse più di tante. Poi senti, leggi e vedi le polemiche della gente, l’intolleranza. Io non dico che quello che sta accadendo non crei dei problemi, ma al contrario capisco come il mondo spinga da sotto, proprio come spingevamo noi quando siamo emigrati negli Stati Uniti o in Germania. La gente va dove pensa di stare un po’ meglio e noi guardiamo come spettatori. Ci siamo seduti e guardiamo. Recentemente facevo una riflessione su come negli anni Ottanta e Novanta ci... (continuer)
Cantu luxis cantu boxis
(continuer)
4/4/2018 - 22:42
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Tresette con il morto

Tresette con il morto
2010
Agit-prop
Terzo suono di sirena
(continuer)
envoyé par Dq82 3/4/2018 - 16:51
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Forse un giorno vincerà!

Forse un giorno vincerà!
[1997]
Album: L'altra faccia della riviera
Da padre in figlio viene tramandata
(continuer)
envoyé par Dq82 3/4/2018 - 16:47
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Nuie e ll'acqua

Nuie e ll'acqua
[2007]

Album : Festa Farina e Forca
Nuie e ll'acqua simm una cosa
(continuer)
envoyé par adriana 31/3/2018 - 11:06
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Bonny Woodhall

Bonny Woodhall
Una canzone tradizionale scozzese arrangiata da Andy Irvine e Paul Brady nel loro disco del 1976
Testo trovato su MySongBook.de

Minatore e soldato, sempre in pericolo, sempre in guerra...
Down by yon green bushes near Calder's clear stream
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 30/3/2018 - 11:55
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Song of the Leaders

Song of the Leaders
[tra 60 e 70]
Una canzone scritta da Brian Pearson, che credo fosse uno dei membri de The Critics Group
Nell’abum di Roy Bailey intititolato “Hard Times”

Un brano dedicato a John Ball e Wat Tyler ed alla rivolta contadina da essi guidata nella Canterbury del 1381. John Wraw, Geoffrey Lister, William Grindecobbe e Jack Straw furono altri protagonisti di quella rivolta, tutti catturati e malamente giustiziati dopo l’uccisione a tradimento di Wat Tyler.

John of Gaunt, duca di Lancaster, era il governatore del Kent, esattore delle tasse per il re Riccardo II, e fu in responsabile della rivolta per aver imposto al popolo imposte inique, balzelli vergognosi e per la violenza dei suoi esattori. I ribelli gli distrussero la casa ma non lo poterono uccidere, come fecero con molti altri, perché l’affamatore era in quel momento assente. Il Lord Mayor che uccise Wat Tyler a tradimento mentre si apprestava a parlamentare con il re si chiamava Sir William Walworth, all’epoca “sindaco” di Londra.
The men of Kent have met today to put oppression down
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 29/3/2018 - 13:28
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UomoNero

UomoNero
(2017)
dal nuovo album "Recidiva" di Mara Redeghieri, la ex cantante degli Üstmamò
In Recidiva+ interpretata con Luca Carboni

In UomoNero il tema dell'immigrazione è sviluppato in una cantilena elettronica con il ritmo delle antiche filastrocche giocando con gli innumerevoli connotati negativi della parola "nero" e sui contrasti tra il punto di vista di chi sbarca sulle nostre coste e quello degli autoctoni, brava gente onesta che "non ha bisogno di niente".

foto: Yakouba, Mali, di Luisa Menazzi Moretti
Ecco che arriva l’uomo nero
(continuer)
27/3/2018 - 22:41
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Red Flag Day

Red Flag Day
Testo di Bono
Musica degli U2
dall'album "Songs of Experience" (2017)

Dedicata ai rifugiati siriani che fuggono attraverso il Mediterraneo dalla guerra che flagella il loro paese. La "bandiera rossa" del titolo si riferisce al segnale di pericolo issato sulle spiagge in caso di condizioni proibitive del mare. Mettersi in mare in un giorno in di allarme rosso significa mettere a rischio la propria vita.
I am made of all that I’m afraid of
(continuer)
27/3/2018 - 21:45
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L’omicidio di Abd El Salam

L’omicidio di Abd El Salam
2018
Hombre Lobo session

“L’omicidio di Abd El Salam”, parla infatti di un lavoratore ucciso l’anno scorso in modo tremendo sul posto di lavoro, dai crumiri e dai padroni, di come il capitale chieda sempre le sue vittime sacrificali.

Si veda Abd el-Salam di Alessio Lega
Chi l'ha ucciso? Tu l'hai ucciso
(continuer)
envoyé par Dq82 26/3/2018 - 18:23
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Dundee lassie

Dundee lassie
Canzone scritta da Mary Brooksbank nel suo libro “Sidlaw Breezes” (1966), la raccolta di poesie e canzoni sulla dura vita delle lavoratrici nei filatoi di Dundee, Scozia.
Nei filatoi di Dundee degli anni 40 – ai tempi della gioventù di Mary, si lavorava per 10 ore di fila.

“The life of the women workers of Dundee right up to the thirties was … a living hell of hard work and poverty. It was a common sight to see women, after a long ten-hour-day in the mill, running to the stream wash-houses with the family washing. They worked up to the last few days before having their bairns. Often they would call in at the calenders from their work and carry home bundles of sacks to sew. These were paid for at the rate of 5 pence for 25, 6 pence for a coarser type of sack. Infant and maternal mortality in Dundee was the highest in the country.” (testimonianza di Mary Brooksbank).
Terre celtiche
Ah’m a Dundee lassie
(continuer)
envoyé par Cattia Salto 26/3/2018 - 15:17
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Bound for Botany Bay

anonyme
Bound for Botany Bay
Ballata popolare sul trasporto dei detenuti “Bound for Botany Bay”, conosciuta semplicemente come “Botany Bay” è entrata nella tradizione popolare australiana pur essendo stata scritta nel 1885 a Londra come parte di una commedia musicale dal titolo ‘Little Jack Shepherd’, rappresentata l’anno successivo anche a Melbourne. In realtà i trasporti dei detenuti nelle colonie penali del Nuovo Galles del Sud erano stati interrotti nel 1820 e quelli per la Tasmania nel 1856, ma la ballata riprende la letteratura inglese dei broadsides precedenti in cui la vaga destinazione era conosciuta come Botany Bay.

Più in generale si rileva una inversione di tendenza culturale a partire dal 1840 che riflette una visione più aderente al nuovo clima dell’illuminismo: le punizioni sommarie e brutali vengono considerate incivili e inumane, mentre prima per reati di entità minore, come piccoli furti, spergiuro,... (continuer)
Farewell to old England for ever,
(continuer)
envoyé par Cattia Salto 26/3/2018 - 10:46
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The Shore of Botany Bay

anonyme
The Shore of Botany Bay
La produzione di ballate ottocentesche che hanno come tema la deportazione in Australia è ricorrente per tutto il secolo.
Botany Bay, Moreton Bay, Van Diemen’s Land, Port Phillis, Port Arthur, Macquarie Harbour, e Norfolk Island sono tristi nomi che ricorrono nelle ballate sulle deportazioni in cui si mescolarono realtà a fantasia tese a formare l’opinione e le aspettative dell’uomo comune su quelle terre.

E' il canto di un irlandese emigrato in Australia come cercatore d'oro. Della canzone esistono molte varianti testuali ma tutte ci dicono che Paddy è un muratore irlandese stanco del suo lavoro ai Docks, che trova un passaggio su di una nave diretta verso l'Australia per andare a cercare l'oro.
Questa versione testuale è stata raccolta dal poeta e cantore australiano Harold Percival Croydon "Duke" Tritton (1886-1965) che ha sentito la ballata cantata per le strade di Sydney all'inizio del 900, il IV verso è aggiunto di suo pugno
tratto da Terre celtiche
I'm on my way down to the quay where the good ship Nell doth lay
(continuer)
envoyé par Cattia Salto 26/3/2018 - 10:22
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Arrivano dal mare

Arrivano dal mare
2018
Storie vere di una nave fantasma
In fondo al tramonto
(continuer)
envoyé par Dq82 25/3/2018 - 10:21
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Stelle marine

Stelle marine
2017
Album: Terra

Dentro ci sono gli insulti e le preghiere, dei canti allegri e struggenti, gli interessi dell’Eni, il cielo dipinto di blu metallizzato, chi si salva camminando sulle acque del Mediterraneo, la sabbia del Sahara che a volte ritroviamo sul parabrezza della macchina dopo che ha piovuto. La 90 che è la circolare esterna, l’autobus che prendevo appena arrivato a Milano sette otto anni fa sentendomi molto solo e molto contento di essere lì.
Vasco Brondi
In questa notte
(continuer)
22/3/2018 - 23:35
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Migranti

Migranti
2013
Eppur bisogna andare

(talk) Arequipa, Perù. a pochi minuti dal centro elegante e fastoso, sorgono le baraccopoli dei tanti migranti peruviani venuti dalle regioni del nord per cercare opportunità nella benestante "Ciudad Blanca" e spesso costretti ad una vita di stenti.

Viaggio d'emigrazione. Speranze e necessità di sopravvivenza. Migrazione come rottura di confini: tra stati nazionali, tra "barbari" e "civilizzati", tra la dignità lavorativa e le nuove forme di schiavitù.
Ma è proprio la sera che se alzi lo sguardo intravedi lontano l'altra Arequipa. Quella della polvere. Sconfinata e imprecisa quanto definita e raccolta è quella del sillar.
(continuer)
envoyé par Dq82 22/3/2018 - 11:39
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Black Velvet Band

Black Velvet Band
[19° secolo]
Una ballata irlandese ottocentesca che Ewan MacColl imparò da Harry Cox negli anni 50
Poi nei suoi album "Bad Lads and Hard Cases - British Ballads of Crime and Criminals" (1957) e "Chorus From the Gallows" (1960), con Peggy Seeger

Una canzone tradizionale esistente in molteplici versioni, di cui la più famosa è forse quella dei Dubliners, risalente al 1967.

Il testo della versione di MacColl – insieme a molte altre – l'ho trovato sull'incommensurabile Mudcat Café

Una canzone che mi ha fatto venire subito in mente la scena dell'incontro tra Amsterdam (Leonardo DiCaprio) e la borseggiatrice Jenny (Cameron Diaz) in "Gangs of New York" di Martin Scorsese (2002), un film in cui, non a caso, la nascita di New York – e dell'America moderna - è descritta come una guerra feroce fra i Nativi, protestanti, e i Conigli Morti, cattolici, immigrati irlandesi.
In a neat little town they call Belfast
(continuer)
envoyé par Bernart Bartleby 20/3/2018 - 21:45
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Immigrants (We Get the Job Done)

Immigrants (We Get the Job Done)
2016
The Hamilton Mixtape
(K'naan, Snow Tha Product, Riz MC & Residente) 
You know, and it gets into this whole issue of border security
(continuer)
envoyé par Dq82 19/3/2018 - 10:44
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U - Soli

U - Soli
[2018]

Album :Inequilibrio



"U-Soli" tratta di un tema quanto mai attuale, e nasce da una riflessione semplice, istintiva, forse banale, fatta dai Punkreas "genitori" che portano a scuola i loro figli tutti i giorno. Vivono nella provincia milanese e i migliori amici dei loro bambini sono di tutte le nazionalità: bambini e ragazzi che frequentano le stesse scuole, fanno gli stessi sport, guardano gli stessi programmi, leggono gli stessi fumetti e fanno la stessa raccolta di figurine.

L'idea del video, è semplicemente quella di mostrare i volti di questi bambini a chi non ha la fortuna di poterli osservare da vicino, ogni giorno, tutti insieme. Alcuni dei protagonisti del video sono, infatti, proprio i figli dei membri della band, i loro amici, i loro compagni di classe. Gli altri sono ragazzi cresciuti all'interno di realtà splendide e meravigliose, dove le parole d'ordine sono accoglienza... (continuer)
Io sono pakistano ma son nato qui a Milano
(continuer)
envoyé par adriana 18/3/2018 - 10:06
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Mari nostru

Mari nostru
Testo di Francesco Giuffrida
Musica di Giada Salerno detta "Ciatuzza"

Interpretata nel 2018 dai Domo Emigrantes in Aquai

Di questa canzone la primissima incisione è quella di una compilation pubblicata per il ventesimo del Premio Giovanna Daffini e uscita nel 2016. Si ispira a un fatto vero accaduto a dei pescatori di Mazzara del Vallo nel lontano 2004.

Mazzara del Vallo, 7/8/2004.

Terzo colloquio: terzo peschereccio scelto a caso. Sempre con lo stesso meccanismo siamo arrivati alla violenta e disumana domanda. Questa volta più che il solito racconto abbiamo notato i sentimenti che trasparivano dalle parole del nostro marinaio:

“Sì, è capitato l’anno scorso di ‘prendere’ un ragazzo nordafricano di 20 anni circa, rimasto impigliato nelle reti; si vedeva che era morto da poco perché usciva sangue dal naso".

Come vi siete comportati e come si e’ sentito l’equipaggio in quel momento?... (continuer)
E vinni ddu mumentu dâ jurnata
(continuer)
envoyé par Dq82 15/3/2018 - 09:51
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Rêwî

Rêwî
2018
Aquai

(Stefano Torre, Ashti Abdo)
Rêwî me ez rêwî
(continuer)
envoyé par Dq82 15/3/2018 - 09:37




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