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Erde, wir sind deine Kinder

Klaus der Geiger
Langue: allemand


Klaus der Geiger

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Nein, nein, wir woll'n nicht eure Welt
(Klaus der Geiger)


[1986]
Worte und Musik / Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Klaus der Geiger [Klaus Christian von Wrochem]

Lo stemma dei Von Wrochem.
Lo stemma dei Von Wrochem.
Klaus Christian von Wrochem è nato il 20 gennaio 1940 a Dippoldiswalde, antica cittadina in ciò che reca il chilometrico e pittoresco nome di Circondario della Svizzera Sassone e dei Monti Metalliferi Orientali, al confine tra la Germania e l'attuale Repubblica Ceca. Appartiene per nascita a una nobilissima e antica casata: i Von Wrochem sono attestati fin dal 1379, con un cavaliere di nome Wrochuo. I Von Wrochem hanno generato giuristi, consiglieri e una sfilza di militari, tra i quali alcuni generali; ma tra di loro vi sono anche parecchi musicisti e compositori. Insomma, come dire: un cursus abbastanza consueto per una famiglia nobiliare tedesca militar-musicale della Großbürgerlichkeit. Quel che non è punto consueto, invece, è il percorso del nostro Klaus Christian, che pure, agli inizi, era iniziata con severi studi di violino quand'era un giovane ventenne (aveva studiato con Max Rostal al Conservatorio di Colonia). Dopo aver suonato in diverse orchestre (tra cui quella della Westdeutsche Rundfunk di Colonia) ed aver iniziato l'attività di compositore moderno, Klaus Christian von Wrochem ottenne una borsa di studio recandosi a studiare composizione a Buffalo e San Diego, negli USA. Vi rimase due anni, sotto le “ali” della compositrice e fisarmonicista d'avanguardia Pauline Olivero; e divenne, naturalmente, un hippy a pieno titolo e la classica pecora nera della nobile famiglia (“scusate, non mi lego a questa schiera” ecc.). Tornato in Germania, rifiutò tutto il rifiutabile, si sposò e se ne andò a vivere in una comune, guadagnandosi da vivere come musicista di strada: da allora è noto semplicemente come Klaus der Geiger, vale a dire “Klaus il Violinista”. E' stato una “colonna sonora in loco” di tutte le proteste sociali in Germania, impegnato fortemente contro ogni forma di razzismo, di discriminazione, di militarismo, di fascismo, di attentato all'ambiente; in breve e in pratica, è diventato il musicista di strada più famoso di tutta la Germania, vivendo letteralmente per la strada e, in fin dei conti, riallacciandosi ad una tradizione che risale a quel Medioevo da cui la sua antica famiglia proviene. Col suo violino e la sua salopette, a ottant'anni Klaus der Geiger è ancora lì; violino, tutaccia e una musica fatta d'un miscuglio di jazz, rock, folk e musica classica. E coi testi che scrive, dei quali cominciamo qui a presentarne uno; e poiché parlavo prima di tradizione medievale, eccoci ad un vero e proprio Vogelfrei senza razza, senza frontiere e propugnatore della più assoluta libertà, che ancora va a cantare per le strade in quest'epoca in cui tutto ciò sembra sempre di più il relitto di un lontano passato. Quegli anni '60 che, probabilmente, sono lontani oramai come il Medioevo. Sed multa renascentur.

Klaus der Geiger, 2009
Klaus der Geiger, 2009


Il brano è del 1986. Ne andremo a vedere, lo prometto, diversi altri; il loro filo conduttore è la comprensione tra i popoli, l'assenza delle frontiere, il rifiuto del lavoro come principale forma di tortura (una concezione che, va ricordato, si è formata proprio nel Medioevo: i fili sono lunghi e lontani), la lotta anticapitalista e contro il neoliberismo. A tutto ciò Klaus der Geiger ha improntato la sua azione, coi suoi testi poeticamente chiari e senza tante infiorettature stilistiche. Con tutto questo, è fortunatamente impossibile ricondurre Klaus a una qualche ideologia precostituita, e costringerlo dentro qualche cassetto (riprendo queste considerazioni da Chants de lutte, sito che sto scorrendo in lungo e in largo con sentimenti di fratellanza e condivisione; anche il testo originale e la traduzione francese provengono da lì). Come avvertono i facitori francesi di quel sito, “les anars s'en réclament”, gli anarchici dicono che è dei loro; ma un anarchico, anche se realmente lo è, non è di nessuno e né tantomeno degli anarchici stessi. Dai testi di Klaus der Geiger risulta comunque una critica sociale radicale e senza compromessi, assai lontana dagli “sdilinquimenti eco-pacifisti” di cui parlano ancora gli amici di Chants de Lutte.

PS. Di Klaus der Geiger, in questo particolare momento, mi piace ricordare un episodio. Nel 2000, vale a dire vent'anni fa, lui si era già accorto del dittatore bielorusso Lukašenko; tant'è vero che, proprio in quell'anno, girò la Bielorussia con altri musicisti di strada -tra i quali Tom Fronza, sonatore di didgeridoo e italiano di nascita- con una formazione chiamata Rukiwerch. Alla fine, durante il tour, i Rukiwerch si sistemarono sotto il palazzo presidenziale di Lukašenko scandendo ritmicamente lo slogan “Lukašenko surgelato, Lukašenko surgelato” e finendo, naturalmente, arrestati ed espulsi. [RV]
Erde, wir sind deine Kinder
Und alle Menschen sind dein Fleisch und Blut
Ob arm, ob alt, ob schwarz, weiß, gelb, rot
Menschen gibt es, die wollen nur haben
Und Menschen gibt es, die wollen sein
Frei sein, wie ein Vogel
Und sinnvoll wie ein Samen

Vögel fliegen über Wolken
Und über Grenzen
Samen fliegen mit dem Wind
Mutter Erde lässt sie sein und werden
Wo und wie sie sind

Aber Grenzen, das sind tiefe Gräben
Von Menschen, von wenigen Menschen
Immer und immer wieder erdacht
Und damit kontrollieren sie alles Leben
Damit sie es haben in ihrer Macht

Und sie drücken ihren Stempel
In deinen Kopf und in deinen Pass
Und erklär’n zum Verbrechen
Wenn du diesen Stempel nicht hast

Menschen, Brüder und Schwestern
Sind wir nicht mehr Mutter Erdes Kind?
Wollen frei sein, wie ein Vogel über Wolken
Und über Grenzen
Und sinnvoll wie ein Samen im Wind?

Erde, wir sind deine Kinder
Und alle Menschen sind dein Fleisch und Blut
Ob arm, ob alt, ob schwarz, weiß, gelb, rot.

envoyé par Riccardo Venturi - 24/8/2020 - 09:41




Langue: italien

Traduzione italiana / Italienische Übersetzung /Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Venturi, 24-8-2020 09:43
Terra, noi siamo tuoi figli

Terra, noi siamo tuoi figli
E tutti gli esseri umani sono la tua carne e il tuo sangue
Che siano poveri, vecchi, neri, bianchi, gialli, rossi
Ci sono persone che vogliono soltanto avere
E persone che vogliono essere,
Essere libere come un uccello
E sensibili come un seme

Gli uccelli volano al di sopra delle nuvole
E sopra le frontiere
I semi volano con il vento
Madre Terra li lascia essere e divenire
Dove e come sono

Ma le frontiere sono tombe profonde
Scavate da poche, da poche persone,
Create e sempre ricreate
Perché controllino tutta la vita,
Perché l'abbiano sempre in loro potere

E stampano il loro timbro
Nella tua testa e nel tuo passaporto
E dichiarano che è un reato
Se quel timbro tu non ce l'hai

Fratelli e sorelle, esseri umani,
Non siamo più figli di Madre Terra?
Non vogliamo essere liberi, come un uccello al di sopra delle nubi
E sopra le frontiere,
E sensibili come un seme nel vento?

Terra, noi siamo tuoi figli
E tutti gli esseri umani sono la tua carne e il tuo sangue
Che siano poveri, vecchi, neri, bianchi, gialli, rossi.

24/8/2020 - 09:43




Langue: français

Traduction française / Französische Übersetzung / Traduzione francese / Ranskankielinen käännös:
Chants de Lutte
Terre, nous sommes tes enfants

Terre, nous sommes tes enfants
Et tous les êtres humains sont ta chair et ton sang
Qu’ils soient pauvres, vieux, noirs, blancs, jaunes ou rouges
Il y a des gens qui veulent seulement avoir
Et il y a des gens qui veulent être
Etre libre, comme un oiseau
Et sensible comme une graine

Les oiseaux volent au-dessus des nuages
Et au-delà des frontières
Les graines volent avec le vent
La Terre Mère les laisse être et aller
Où et comme ils sont

Mais les frontières, ce sont des tombes profondes
Par des personnes, quelques personnes
Conçues encore et toujours
Afin de contrôler toute la vie
Pour qu’ils l’aient en leur pouvoir

Et ils pressent leur cachet
Dans ta tête et dans ton passeport
Et prétendent un crime
De n’avoir pas ce tampon

Frères et sœurs humains
Ne sommes-nous plus l’enfant de la Terre Mère
Ne voulons-nous pas être libres, comme un oiseau au-dessus des nuages
Et au-delà des frontières
Et sensible comme une graine dans le vent ?

Terre, nous sommes tes enfants
Et tous les êtres humains sont ta chair et ton sang
Qu’ils soient pauvres, vieux, noirs, blancs, jaunes ou rouges

envoyé par Riccardo Venturi - 24/8/2020 - 09:46




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