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Τότε και τώρα

B.D. Foxmoοr
Language: Greek (Modern)

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Tote kai tora
[2003]
Στίχοι και μουσική / Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel :
B.D. Foxmoοr

Ερμηνεία / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Diáforoi [Διάφοροι]

'Αλμπουμ / Album / Albumi: Wasted In Hiphopoly

totekaitora


Il low bap é un genere di rap lanciato in Grecia alla fine del secolo scorso da B.D. Foxmoοr , nome d’arte di Michalis Mytakidis [Μιχάλης Μυτακίδης]. I lettori che conoscono il greco moderno possono consultare il manifesto del low bap a questo link.
Riteniamo che la canzone proposta meriti una lettura attenta dato che al profano che scrive queste righe appare come un’espressione autenticamente libertaria e una chiave di lettura della Grecia contemporanea. Peraltro sembra che l’autore sia poco noto fuori dalla Grecia; non si trova granché in rete. Per non parlare della irreperibilità di una, dicesi una, traduzione di un rap della sua vasta discografia. Presumiamo che ci sia qualche nesso con le tematiche di protesta del repertorio.
Si rende quindi necessaria una degna traduzione di un grecista , interprete, e, non guasterebbe, filologo. Attributi che portano a rivolgere la richiesta a Riccardo Venturi, auspicando che l’accolga.
[Riccardo Gullotta]
Σε θυμάμαι να τραγουδάς για όσους σκέφτονται
να γράφεις για όσους αντιστέκονται
να παίζεις μουσική κι εμβατήρια
να φτύνεις αίμα στα κρατητήρια
να φωνάζεις κι από τ’ αδικο να πνίγεσαι
να πεθαίνεις, να αντέχεις, ν’ αγωνίζεσαι
να ονειρεύεσαι, να ονειρεύεσαι.
Και τώρα να σιωπάς, να πουλάς, και να δίνεσαι,
να σαπίζεις, να ξερνάς και ν’ αφήνεσαι,
να κυβερνάς, να χτυπάς, να υποκλίνεσαι,
να 'κονομάς, να ευλογάς και ν’ αμύνεσαι,
να γράφεις απλώς, να περνάει ο καιρός,
να δικάζεις σαν να `σαι θεός,
να σιωπάς, να πουλάς και να δίνεσαι,
να σαπίζεις, να ξερνάς και ν’ αφήνεσαι.
Ρε, τσάμπα πήγανε όλα, τραγούδια κι αίμα
ποτίσαν ψέμα
όλα λυγίσανε κι όλα σαπίσανε
σ’ όσα αγαπήσανε, πάνω τους φτύσανε.
Τσάμπα πήγανε όλα και παραδόθηκαν και μαντρώθηκαν,
ήπιανε όλη την εξουσία, φάγαν καλά και στηλώθηκαν.
Tώρα βρωμάει σαπίλα κι εσύ τι ξεφτίλα
ράβεις όλα τα στόματα, πατάς επάνω στα ίδια μύρια πτώματα
που εσύ πρώτος θρηνούσες, το δίκιο ζητούσες
στα μάτια των εχθρών κοιτούσες και τους τραγουδούσες.
Πάνε όσα είδες όμορφα τώρα κατάλαβες τυχαία πως βρέθηκες,
στο χρόνο δέθηκες, τα πάντα ανέχτηκες, το βούλωσες, δέχτηκες.
Πάνε όσα ονειρεύτηκες, αν τα ονειρεύτηκες.
Τώρα τα έχασες όλα αφού....
Με τη ντροπή μια νύχτα πέρασες
κι ως το πρωί, κοίτα πως γέρασες.
Μες στη σιωπή κοίτα πως κόλλησες
κι αν κάτι πεις, θα πεις πως ξόφλησες.
Ναι ρε, τα είδα όλα, πασόκους- φασίστες,
σκυμμένους αρτίστες, μπάτσους - καριερίστες.
Ναι ρε, τα είδα όλα κι ο κύκλος γυρίζει,
ψοφίμι μυρίζει κι αυτό που σου αξίζει,
το ζεις, τ’ αγοράζεις, το τρως, το ψηφίζεις,
το ακούς, το ικετεύεις, το πονάς και το βρίζεις,
το αγκαλιάζεις, το φτύνεις, στο παιδί σου το αφηνείς,
το γλεντάς, το δικάζεις, στο κελί σου το κλείνεις.
Ναι ρε, τα είδα όλα και όλα μακριά μου,
βγαίνω στους δρόμους και σκιάχτους μιλιά μου,
η ζωή, η χαρά μου, η φωτιά στη καρδιά μου,
ξαναγίναν δικά μου ενώ εσύ....
όπου κι αν πας, όλα τα έχασες
και ν’ αγαπάς, για πάντα ξέχασες.
Φως στα παλιά τα περασμένα σου,
σκοτάδι αγκαλιά τα γερασμένα σου.
Με τη ντροπή μια νύχτα πέρασες
κι ως το πρωί, κοίτα πως γέρασες.
Μες στη σιωπή κοίτα πως κόλλησες
κι αν κάτι πεις, θα πεις πως ξόφλησες.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2021/12/9 - 18:42



Language: Italian

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Englanninkielinen käännös:
Riccardo Venturi, 10-12-2021 21:08

Non è la prima volta che traduco un brano rap, dal greco o da qualche altra lingua, ma devo confessare che, come traduttore di rap e derivati, sono veramente improbabile. Dopo un po', sinceramente, mi viene il latte ai ginocchi, e faccio una fatica del diavolo. So che è un mio limite, e lo riconosco. Però non potevo dire di no ad una richiesta (paranghelià ?!?!) di Riccardo Gullotta, e quindi mi ci sono gettato in mezzo al malutiempo di questi giorni, uscendo solo per andare a comprare, sotto una fitta nevicata, il necessario per fare il “sugo finto” alla vecchia livornese, ma con un innesto siciliano (dopo il tex-mex, il liv-sic). Ora dirò comunque che cosa è apparso da questo testo. Scrive Riccardo Gullotta: “[...] appare come un'espressione autenticamente libertaria e una chiave di lettura della Grecia contemporanea”. Il testo sembra essere una sorta di invettiva, colma sia di rimpianto che di rabbia, rivolta a qualcuno che, come si suol dire, ha voltato la gabbana dopo un passato di impegno e di lotta. Un caso, insomma, oltremodo frequente non soltanto in Grecia. Ignoro se l'autore del testo si rivolga ad una persona specifica, forse un artista o musicista, oppure, più genericamente, a una cosiddetta “generazione”; ma, forse, quest'ultima è solo una mia elucubrazione e come tale dev'essere presa. Per un imbarazzante momento mi è pure venuto in mente che il rapper stesse parlando di Mikis Theodorakis, che a un certo punto se ne era andato a braccetto (e al governo) con la destra; imbarazzante, ma forse non scarterei l'ipotesi a priori. Comunque, in qualche pagina che sono andato a vedere, spesso di dubbia collocazione (ultranazionalista, ad esempio), alcuni brani di questo testo sono utilizzati per dare addosso a Alexis Tsipras e a Syriza, ma si tratta evidentemente di usi posteriori dato che il testo è di quasi vent'anni fa. Come ogni bravo testo rap che si rispetti, anche questo è infarcito di espressioni popolari e gergali che ho provato a rendere alla bell'e meglio e, non di rado, “ad sensum” (qualcuno potrebbe anche ragionevolmente dire “ad cazzum”, in questo caso). [RV]
Allora e ora

Ti ricordo cantare per chi pensa,
scrivere per chi si oppone,
suonare musica e canzoni nei cortei,
sputare sangue in celle di galera,
gridare e essere soffocato dall'ingiustizia,
morire, resistere, combattere,
sognare, sognare,
E ora tacere, vendere e darti,
marcire, vomitare, lasciarti andare,
dirigere, colpire, inchinarti,
fare soldi, lodare e difenderti,
star lì a scrivere così per passare il tempo,
giudicare come tu fossi un dio,
tacere, vendere e darti,
marcire, vomitare, lasciarti andare.
Eh, tutto è passato invano, canzoni e sangue
hanno abbeverato la menzogna,
tutto si è piegato, tutto è andato alla malora,
hanno sputato addosso a tutto ciò che amavano.
Tutto è passato invano, si sono arresi e sono stati ingabbiati,
si son bevuti ogni cosa, hanno pappato bene, si sono ingozzati.
Ora puzza di marcio, e tu anche un po' di fetenzìa
cuci tutte le bocche, calpesti le solite migliaia di cadaveri,
tu che prima ti lamentavi e cercavi la giustizia,
tu che guardavi i nemici negli occhi, e cantavi di loro.
Passan le cose che vedevi belle, ora forse hai capito come ti ci sei ritrovato,
col tempo ti hanno legato, hai sopportato ogni cosa, ti sei arrangiato, lo hai accettato,
passano le cose che hai sognato, sempre che le hai sognate,
ora hai perso ogni cosa, da quando...
hai passato una notte insieme alla vergogna
fino al mattino, guarda come sei invecchiato.
E mentre stai zitto, guarda come ti sei impelagato
e se dirai qualcosa, dirai che hai già pagato.
Beh, certo, ho visto di tutto, socialisti fascisti,
artisti a buco ponzoni, sbirri carrieristi.
Beh, certo, ho visto di tutto, e la ruota gira,
puzza di carogna anche ciò per cui hai avuto dei meriti,
lo vivi, lo compri, lo mangi, lo voti,
lo senti, lo implori, ne soffri, lo maledici,
lo abbracci, gli sputi addosso, lo lasci a tuo figlio,
ne godi, lo processi, lo rinchiudi nella tua cella.
Beh, certo, ho visto di tutto, e tutto mi è lontano,
esco per le strade e al diavolo quel che dico...
la mia vita, la mia felicità, il fuoco che ho nel cuore
sono ridiventati miei, mentre tu...
ovunque tu vada, hai perso ogni cosa
anche se la ami, la hai persa per sempre.
Risplendono le tue vecchie cose passate,
sono avvolte dal buio le tue cose invecchiate.
Hai passato una notte insieme alla vergogna
fino al mattino, guarda come sei invecchiato.
E mentre stai zitto, guarda come ti sei impelagato
e se dirai qualcosa, dirai che hai già pagato.

2021/12/10 - 21:09


@Riccardo Venturi
Ζήτω η μετάφραση! La mia era una ζήτηση più che una “παραγγελιά !”, quindi ευχαριστώ πολύ ️per la tua disponibilità più che apprezzata a leggerla come παραγγελιά.
La tua è l’unica traduzione disponibile in rete. Nell’ interpretarla hai colto nel segno, dal video associato alla canzone ne viene una conferma. Quanto alla persona Theodorakis io non posso che sospendere il giudizio. Scagli la prima pietra chi è esente da contraddizioni e smarrimenti. La sua opera rimane indelebile. Peraltro mi sembra che Foxmoor ce l’abbia soprattutto con l’andazzo generale in Grecia. Ha portato allo stremo quel disincanto che colse già tanti, assetati di libertà, nel dopoguerra che continuarono a nutrire un barlume di aspettative per un trentennio. Adesso la protesta non riesce ad uscire da sé stessa, allora era sogno, anche se affievolito, di progettualità.
Peccato che i soliti deliranti in autocontemplazione necrotica abbiano tentato di appropriarsi della canzone fingendo di ignorare che circolava a Exarhia e che σκοτάδι αγκαλιά τα γερασμένα / sono avvolte dal buio le cose invecchiate.
Salutoni!

Riccardo Gullotta - 2021/12/11 - 16:16



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