Language   

Mury

Jacek Kaczmarski
Language: Polish

List of versions


Related Songs

Krzyk
(Jacek Kaczmarski)
Get Up, Stand Up
(Bob Marley)
L'estaca
(Lluís Llach)


[1978]
Testo / Lyrics / Paroles / Sanat: Jacek Kaczmarski
Musica / Music / Musique / Sävel: Lluís Llach, L'estaca [1968]
Album / Albumi: Przemisław Gintrowski, Jacek Kaczmarski, Zbigniew Łapiński, Mury [1981]

solidarnosc


La canzone è in stretta connessione con L'estaca. Si prega di fare riferimento alla relativa pagina.
The song is closely connected with L'estaca. Please make reference to the relevant page.


estak2


Jacek KaczmarskiNel 1978, il cantautore e musicista polacco Jacek Kaczmarski scrive una canzone di protesta destinata a diventare tra le più famose e influenti nel suo paese, oltre che la sua più famosa: è Mury (che in polacco significa “I muri”: per una volta, il polacco risulta facile). In quel particolare periodo, e data anche la sua natura, la canzone diviene in breve tempo popolarissima tra i membri e i simpatizzanti del libero sindacato Solidarność e, in pratica, il suo vero e proprio inno: un simbolo poderoso di opposizione al regime comunista polacco che viene cantato in centinaia di riunioni, assemblee, proteste, scioperi e cortei in tutta la Polonia, durante gli anni '80 del XX secolo che porteranno poi alla scomparsa dei regimi del “socialismo reale” e della stessa Unione Sovietica.

Mury di Jacek Kaczmarski è derivata da L'estaca di Lluís Llach. Scritta dieci anni prima, nel 1968, L'Estaca era già diventata un simbolo non solo dell'indipendentismo catalano e dell'opposizione al regime franchista in Spagna, ma anche, in generale, della lotta e dell'unione contro ogni forma di oppressione. Se ne contavano già alcune versioni in lingue diverse dal catalano. Pare che Jacek Kaczmarski la avesse ascoltata da alcuni dischi spagnoli presi in prestito da un amico, nel dicembre del 1978 (morto il Caudillo da oramai tre anni, alla canzone era stata tolta in Spagna ogni forma di proibizione e censura che la avevano colpita nei primi anni della sua esistenza). Sulla musica, semplicissima e trascinante, de L'Estaca, Jacek Kaczmarski scrisse in polacco un testo da un lato del tutto autonomo e relativo alla situazione del suo paese, e dall'altro ispirato comunque alle metafore di libertà dell'originale catalano.

Si sono chiesti in molti all'epoca, e molti continuano ancora a chiederselo, come una canzone assolutamente antifascista come L'Estaca, scritta sotto una dittatura pluridecennale da un autore appartenente all'estrema sinistra libertaria, possa essere stata “recepita” in Polonia per farne, in pratica, un inno anticomunista, e dei più efficaci e potenti. Ma si tratta di un “furto” soltanto apparente. L'Estaca stava già divenendo, come detto, un autentico inno contro ogni forma e ogni colore di oppressione liberticida. Cessava di essere “proprietà” di un dato autore (cosa che, del resto, lo stesso Lluís Llach ha sempre ed ampiamente riconosciuto) e diveniva invece patrimonio delle masse, che se ne appropriavano per la loro causa particolare.

E' una cosa che, per l'Estaca, si è ripetuta anche negli anni successivi, con testi adattati in varie lingue (in còrso, in arabo tunisino...) alle peculiari situazioni di altri paesi ed alle relative lotte. Mury è stato il primo esempio, e rimane comunque il più conosciuto. Per questo motivo, unico caso tra tutte le “versioni” de L'Estaca, ha una sua pagina autonoma seppure in stretto collegamento con quella che si potrebbe chiamare la “pagina-madre”. Non solo per questo motivo, ovviamente: il testo di Kaczmarski è kaczmarskiano al 100% (lo dico specialmente per chi, in questo sito, ha seguito e continua a seguire le canzoni del grande artista polacco scomparso nel 1994). Il “palo” catalano” viene sostituito dai “muri” polacchi, muri ben presenti e da abbattere, come quello di Berlino che non sarebbe durato troppo a lungo. Kaczmarski, inoltre, si dimostra decisamente più pessimista e, almeno nelle sue intenzioni originarie, il suo testo è anche decisamente critico nei confronti di certi aspetti dei movimenti sociali di massa.

wyrwijNonostante le sue conclusioni pessimistiche e critiche (e la coscienza di Kaczmarski di stare compiendo un “furto” parziale ai danni di un altro artista...), Mury non ebbe bisogno di molto tempo per diventare, come detto, l' “inno” ufficioso di Solidarność; il suo ritornello (Wyrwij murom zęby krat... “Strappa dai muri le sbarre delle grate”) divenne anzi il segnale di Radio Solidarność clandestina. Qui inizia il percorso di Mury come canzone non solo autonoma, ma addirittura (con un procedimento comunque niente affatto raro) come vera e propria canzone popolare; ad esempio, l'ultima parte della canzone, quella più pessimista, comincia ad essere tralasciata sia nel canto che nella riproduzione. Come dire: anche il testo di Kaczmarski cessava di essere sua “proprietà”, una cosa che sulle prime non gli fu peraltro molto gradita perché “tradiva” lo spirito profondo del suo testo. Ciononostante, la canzone rimane il suo testo più popolare.

Nel 1987, dopo lunghi anni di severa repressione da parte del regime comunista polacco, il consenso ed il supporto popolare nei confronti di Solidarność erano andati scemando, provocando una grande delusione in Kaczmarski (almeno fino alla “Tavola Rotonda” del 1989 che sancì il riconoscimento del sindacato e, de facto, la fine del regime comunista polacco). Kaczmarski scrisse quindi Mury '87, sulla stessa melodia, canzone che voleva essere l' “antonimo” di Mury: invece di sperare e cantare, la gente dovrebbe ricominciare ad agire. Ma non sostituì mai la Mury “storica”.

muryLa prima comparsa di Mury in un album risale al 1981, nel Live Record eponimo (Mury) formato da registrazioni del “trio” Przemisław Gintrowski – Jacek Kaczmarski – Zbigniew Łapiński negli anni tra il 1978 e il 1980. Nel dicembre del 1981, con l' “autoinvasione” della Polonia effettuata dal generale Wojciech Jaruzelski, la canzone fu, ovviamente, proibita in modo ufficiale e lo rimase per lunghi anni (continuando, altrettanto ovviamente, a circolare come simbolo e forma di Resistenza). Jacek Kaczmarski la ha incisa svariate volte durante il suo esilio (a cominciare dal concerto tenuto a Chicago nel 1983). Va da sé che è stata interpretata ripetutamente da praticamente ogni artista polacco: la lista, oltre che lunghissima, rischierebbe comunque di non essere esauriente.

Da ricordare che, fin dal 1985, il gruppo musicale studentesco Zespół Reprezentacyjny, proponeva una versione polacca de L'estaca fedele all'originale catalano, ma ciononostante intitolata Mur (manteneva, cioè, il “muro da abbattere” kaczmarskiano). Il 26 agosto 2005, in occasione del 25° anniversario della formazione di Solidarność, è stata eseguita da Jean-Michel Jarre assieme al coro dell'Università di Danzica e all'Orchestra Filarmonica Baltica Polacca, durante il concerto di commemorazione intitolato Przestrzeń Wolności (“Spazio di Libertà”):



Data la sua “popolarizzazione” piuttosto rapida in Polonia, Mury viene percepita generalmente come una canzone esclusivamente polacca e legata alla Polonia. Non è raro il caso in cui si crede polacca, e composta da Kaczmarski stesso, anche la melodia; l'origine catalana della canzone è spesso sconosciuta. Nella pagina de L'estaca abbiamo visto che non si tratta dell'unico caso (tipico quello di Catena, la versione còrsa dei Chjami Aghjalesi). Mury, inoltre, ha a sua volta dato luogo a versioni adattate alle lotte in altri paesi: è il caso, ad esempio, della versione bielorussa cantata durante le manifestazioni di protesta contro il dittatore Lukašenko. [RV]
On natchniony i młody był,
ich nie policzyłby nikt
on im dodawał pieśnią sił,
śpiewał że blisko już świt.
Świec tysiące palili mu,
znad głów podnosił się dym,
Śpiewał, że czas by runął mur...
Oni śpiewali wraz z nim:

Wyrwij murom zęby krat!
Zerwij kajdany, połam bat!
A mury runą, runą, runą
i pogrzebią stary świat!
Wyrwij murom zęby krat!
Zerwij kajdany, połam bat!
A mury runą, runą, runą
i pogrzebią stary świat!

Wkrótce na pamięć znali pieśń
i sama melodia bez słów
niosła ze sobą starą treść,
dreszcze na wskroś serc i głów.
Śpiewali więc, klaskali w rytm,
jak wystrzał poklask ich brzmiał,
i ciążył łańcuch, zwlekał świt...
On wciąż śpiewał i grał:

Wyrwij murom zęby krat!
Zerwij kajdany, połam bat!
A mury runą, runą, runą
i pogrzebią stary świat!
Wyrwij murom zęby krat!
Zerwij kajdany, połam bat!
A mury runą, runą, runą
i pogrzebią stary świat!

Aż zobaczyli ilu ich,
poczuli siłę i czas,
i z pieśnią, że już blisko świt
szli ulicami miast.
Zwalali pomniki i rwali bruk -
Ten z nami! Ten przeciw nam!
Kto sam ten nasz najgorszy wróg!
A śpiewak także był sam.

Patrzył na równy tłumów marsz,
Milczał wsłuchany w kroków huk,
A mury rosły, rosły, rosły
Łańcuch kołysał się u nóg...
Patrzy na równy tłumów marsz,
Milczy wsłuchany w kroków huk,
A mury rosną, rosną, rosną
Łańcuch kołysze się u nóg...

2013/11/30 - 15:20




Language: Polish

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Krzysztof Wrona, 8-12-2013
Revisione / Revision: Riccardo Venturi, 24-9-2022

Zbigniew Łapiński, Jacek Kaczmarski e Przemisław Gintrowski sulla copertina dell'album Mury w Muzeum Raju, nella celebre posa che fa il verso ai padri nobili del comunismo:
Zbigniew Łapiński, Jacek Kaczmarski e Przemisław Gintrowski sulla copertina dell'album Mury w Muzeum Raju, nella celebre posa che fa il verso ai padri nobili del comunismo:


marxengels
I muri

Lui era giovane ed ispirato,
Nessuno riuscirebbe a contarli.
Lui con la canzone dava loro forza,
Cantava che l’alba era già vicina.
Gli accendevano migliaia di candele,
Si alzava il fumo sopra le loro teste,
Cantava che era ora che il muro crollasse
E loro cantavano insieme a lui:

Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!
Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!

La canzone l'hanno presto imparata a memoria
E anche la musica da sola, senza le parole,
Portava con sé l’antico richiamo,
Brividi attraversavano i cuori e le menti.
Cantavano allora, battevano il ritmo con le mani
Il loro battimano echeggiava come le cannonate,
La catena era pesante, l’aurora indugiava...
E lui continuava a cantare e suonare:

Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!
Strappa le inferriate dai muri!
Rompi le catene, spezza la frusta!
Ed i muri cadranno, cadranno, cadranno
E seppelliranno il vecchio mondo!

Finché capivano di essere in tanti
Percepivano la forza e il momento,
E marciavano per le strade delle città
Cantando che l'alba è vicina.
Abbattevano monumenti e svellevano il selciato,
- Questo qua è con noi! Quello là è contro di noi!
Chi è solo, è il nostro peggior nemico!
Ed anche il poeta era solo.

Guardava la marcia uniforme delle folle,
Taceva ascoltando il rombo dei passi,
Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano
La catena oscillava alle caviglie...
Guardava la marcia uniforme delle folle,
Taceva ascoltando il rombo dei passi,
Ed i muri crescevano, crescevano, crescevano
La catena oscillava alle caviglie...

Contributed by Krzysiek Wrona - 2013/12/8 - 00:52




Language: English

Versione inglese / English version / Version anglaise / Englanninkielinen versio:
Washington Squares
The Washington Squares, 1987
Folk Riot, Session II 1985-1987

Walls

He was a young and fiery man,
In darkness we followed along
His song it gave us the strength to fight,
As we prayed for the coming of dawn.
We all lit candles and bowed our heads,
Sang out together in hand
Singing the walls of this prison must tumble,
They must return into sand.

These prison walls that hold us still
These whips and chains that break our will
The walls must tumble, tumble, tumble,
We must bury this old world!
These prison walls that hold us still
These whips and chains that break our will
The walls must tumble, tumble, tumble
We must bury this old world.

So soon the song burned within us,
A wordless tune alone
The message of a brand new dawn,
We shook from heart to soul.
And so we played and sang and clapped,
Our hands like shots did applaud
The chain weighed down, the dawn held back,
Yet still we played along.

These prison walls that hold us still
These whips and chains that break our will
The walls must tumble, tumble, tumble,
We must bury this old world!
These prison walls that hold us still
These whips and chains that break our will
The walls must tumble, tumble, tumble
We must bury this old world.

Now brothers and sisters we knew we’d grown strong
By the marching of thousands of feet,
And we all sang a song to the coming of dawn
As we stood in the dark city street.
Shouting this one’s with us and this one’s against,
We toppled the statues of stone,
But the singer was strong and he raised up his song,
Even though he sang out alone:

The even marching of the crowd,
The young and honest men brought down
The walls are rising, rising, rising
Chains are swaying on the ground.
The even marching of the crowd,
The young and honest men brought down
The walls are rising, rising, rising
Chains are swaying on the ground.

2017/12/11 - 22:55




Language: English

Traduzione inglese da en.wikipedia
English translation from en.wikipedia
WALLS

He had youth and vision, they were a legion
He aided them with the song, singing of a nearing dawn.
They lit a thousand candles for him, smoke over their heads,
He sang that it was time for the wall to fall,
They sang together with him:

Pull the bars from the walls!
Loose the chains, break the whip!
And the walls will fall, fall fall!
And will bury the old world!

Soon they knew the song and melody by heart
Carried the old words, shivers of heart and heads.
So they sung, they clapped to the rhythm, sounding like gunshots,
And the chain was a burden, delayed was the dawn…
And he still sung and played:

Pull the bars from the walls!
Loose the chains, break the whip!
And the walls will fall, fall fall!
And will bury the old world!

And they saw their numbers, they felt the strength and the moment,
And with the song that the dawn is near, they marched into the streets;,
They destroyed the monuments and cried out — He is with us! He is against us!
Who's alone he is our worst enemy!
And the singer was also alone.

He looked at the steadily marching crowds,
In silence he listened to the thunder of their steps,
And the walls grew, grew, grew
The chain still bouncing at their feet…

He looks at the steadily marching crowds,
In silence he listens to the thunder of their steps,
And the walls grow, grow, grow
The chain still bouncing at their feet…

2013/11/30 - 15:22




Language: Belarusian

Belarusian version of the song "Mury" of Kaczmarski.
Lyrics by Andrej Chadanovič (http://khadanovich.livejournal.com/).

МУРЫ

Ён быў натхнёны і малады,
Іх незьлічона было.
Ён на плошчы вёў гарады
Зь песьняй, што блізка сьвятло.
І запальвалі сьвечкі яму,
Плыў па-над плошчаю дым.
Ён сьпяваў: зруйнуем турму!
Яны сьпявалі за ім:

Разбуры турмы муры!
Прагнеш свабоды – то бяры!
Мур хутка рухне, рухне, рухне –
І пахавае сьвет стары!
Разбуры турмы муры!
Прагнеш свабоды – то бяры!
Мур хутка рухне, рухне, рухне –
І пахавае сьвет стары!

Ведалі словы на памяць – і сьпеў
Несьлі па вуліцах так,
Што кроў кіпела і гнеў кіпеў,
І сэрцы стукалі ў такт.
Білі ў сто тысяч далоняў – і рытм
Ворагаў біў напавал.
Ішлі на муры ва ўсім сьвеце старым…
А ён усё граў і сьпяваў.

Разбуры турмы муры!
Прагнеш свабоды – то бяры!
Мур хутка рухне, рухне, рухне –
І пахавае сьвет стары!
Разбуры турмы муры!
Прагнеш свабоды – то бяры!
Мур хутка рухне, рухне, рухне –
І пахавае сьвет стары!

Так паўстаў шматтысячны рух,
Воінаў цэлая раць,
Можна помнікі зносіць і брук
На камяні разьбіраць.
Кожны адчуў – прыйшоў яго час
Сілы аддаць барацьбе:
Хто ня з намі – той супраць нас!..
Сьпявак быў сам па сабе.

Глядзеў, як шчыльныя рады
Зь ягонай песьняю ідуць,
А песьня глухне, глухне, глухне…
А муры растуць, растуць…
Глядзеў, як шчыльныя рады
Зь ягонай песьняю ідуць,
А песьня глухне, глухне, глухне…
А муры растуць, растуць…

Contributed by Jauhien Piatlicki - 2013/11/30 - 15:25




Language: Catalan

Traduzione catalana da wikipedia
MURS

Ell era jove i inspirat, ells eren legió
Els va ajudar amb la força de la cançó, cantant gairebé fins a l'alba
Van encendre milers d'espelmes per ell, que fumejaren sobre els seus caps,
Va cantar llavors a la caiguda del mur,
Ells van cantar ensems amb ell:

Estireu de les barres dels murs!
Trenqueu les cadenes, trenqueu el fuet!
I els murs cauran, cauran, cauran!
I enterraran el vell món!

Ben aviat se sabien la cançó i la melodia de memòria
Portava velles paraules, calfreds de cor i cap.
Així cantaven, van aplaudir en ritme, sonava com trets,,
I la cadena era una càrrega, l'alba es retardava…
I ell encara cantava i tocava:

Estireu de les barres dels murs!
Trenqueu les cadenes, trenqueu el fuet!
I els murs cauran, cauran, cauran!
I enterraran el vell món!

Van veure el seu nombre, van sentir la força i el moment
I amb la cançó, i amb l'alba a prop, caminaven pels carrers
Van destruir els monuments i van cridar - Ell és amb nosaltres ! Ell està contra nosaltres !
Qui es troba sol és el vostre pitjor enemic!
I el cantant també estava sol.

Estireu de les barres dels murs!
Trenqueu les cadenes, trenqueu el fuet!
I els murs cauran, cauran, cauran!
I enterraran el vell món

Va contemplar com caminava la multitud,
Es va quedar en silenci escoltant el so dels passos
I els murs creixen, creixen, creixen
La cadena es va obrir als seus peus ...

2017/12/11 - 22:32


Nel decimo anniversario della morte di Jacek Kaczmarski, Polskie Radio (Radio Polacca) propone un nuovo servizio dedicato ai cantautori: "Pieśni Niepokornych". È un po' difficile tradurre questo nome, ma penso che "Canti Provocanti" oppure "Canti dei Disubbidienti" possono rendere l'idea.

http://piesniniepokornych.polskieradio.pl/

Krzysiek Wrona - 2014/4/10 - 00:19


Habakuk plays Mury (Get Up, Stand Up version)

Krzysiek - 2016/5/1 - 21:40




Krzysiek - 2017/7/17 - 18:19


Bolków 2018 : Nasta Niakrasava

k - 2018/8/1 - 01:01



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org