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Никто не хотел умирать

Graždanskaja Oborona / Гражданская Оборона
Language: Russian

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[1989]
Album: Тошнота

toshnotaNessuno voleva morire
Commento di ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità! [al suo primo contributo])

I Graždanskaja Oborona sono stati tra i primi artisti russi ad esportare la cultura punk dai paesi anglosassoni. Sono una delle band punk-rock più stimate dalla critica e apprezzate dai fan. Il loro nome, "Гражданская Оборона", significa "Protezione Civile". Da notare però che la Protezione Civile Russa, molto cara ai russi, adempie a mansioni molto al di là dei compiti della Protezione Civile Italiana, e perciò è più assimilabile all'Arma dei Carabinieri, intervenendo talvolta anche in operazioni militari. Spesso il nome della band è abbreviato in "ГО", le iniziali di "Гражданская Оборона", o ad interpretazione inglese "Vai!", o anche in "ГрОб", cioé "bara", contribuendo a creare anche un alone di macabro o quantomeno di malinconico attorno alla fama della band. La band nasce nel 1984 e rimane in attività fino al 19 febbraio 2008, alla morte del fondatore e leader del gruppo, Yegor Letov, rimanendo una delle più longeve (quasi 24 anni) della Russia.

Egor Letov [1964-2008].
Egor Letov [1964-2008].
La canzone Никто не хотел умирать, ovvero "Nessuno voleva morire", narra della vana resistenza lituana all'Armata Rossa, immediatamente successiva al 1940, ma che durò anche dopo, e a lungo.
In base al Patto Molotov-Ribbentrop (o anche Hitler-Stalin, per intenderci, quello che scatenò la II Guerra Mondiale), la Lituania avrebbe dovuto rientrare sotto l'influenza tedesca; quando però la Lituania rifiutò di unirsi alla Polonia, essa venne lasciata al controllo sovietico, in cambio di una maggiore porzione del territorio polacco ai tedeschi ancora occupata dall'URSS. Così la Lituania si trovò assegnata ai russi, che invasero nel 15 giugno 1940 il paese, e instaurarono un governo provvisorio fedele a Mosca, a cui seguirono delle elezioni in cui solo il Partito Comunista poté presentare candidature. Il neo-eletto "Parlamento del Popolo" richiese l'annessione all'Unione Sovietica, richiesta felicemente accolta il 3 agosto 1940: nacque così la Repubblica Socialista Sovietica Lituana. Nel 1941 fu riconquistata dai nazisti e nel 1944 ripresa dai russi, anno in cui iniziò il suo sviluppo come Repubblica Socialista Sovietica.
Lo scenario di conflitto e miseria del paese rimase invariato finché Mikhail Gorbačëv si decise pronto alla glasnost e seguì più o meno fedelmente la politica della perestrojka, che causò tra l'altro il rapido smantellamento di quella visione idilliaca e propagandidstica della vita sovietica, che era stata per troppo tempo presentata al mondo intero e al popolo dalle fonti ufficiali, mettendo in luce gli aspetti più negativi della società, e conseguentemente minandone le fondamenta del sistema sovietico, fino a determinarne il crollo. Gli effetti della perestrojka si avvertirono anche in Lituania sin dagli anni '80, e nell'11 marzo 1990 fu il primo stato sovietico a proclamarsi indipendente, subendone per altri 3 anni la tentata repressione rossa. L'indipendenza fu ufficialmente riconosciuta nel settembre 1991, dopo il fallito colpo di stato al Cremlino.

L'intento della canzone è di mantenere vivo il ricordo della resistenza lituana e in generale di tutte le resistenze ai governi stranieri, o almeno sentiti come tali, protagoniste nei processi di creazione e proclamazione degli stati o dei governi attuali. Chiaramente pacifista.
Залеплен гневом и штукатуркой
Белесый сумрак промолчал в рукаве
Напрягся мускул, ослабли вены,
Нажали кнопку - размякли мозги.
А тем кто ни разу не видел
Закройте глаза равнодушной рукой

Ведь никто не хотел умирать
О-оо, никто стал выбирать
О-оо, никто не смог выбирать

Порочный запах засохшей рыбы,
Заиндевевший комок нищеты.
Обмылок мысли зажав в коленях,
Подвал наполнил равнодушный сквозняк.
А тем кто ни разу не верил
Позвольте забить изнутри ворота

Ведь никто не хотел умирать
Никто стал выбирать
Никто не смог выбирать

Пусто в доме который месяц,
Который месяц проливной приговор.
Без прорицаний и рассуждений
Текут эмоции в промежность судьбы
А тем кто ни разу не жил
Подарите свободу сидеть за столом

Ведь никто не хотел умирать
Никто стал выбирать
Никто не смог выбирать.

Contributed by Riccardo Venturi - 2006/1/25 - 14:18



Language: Russian (Romanized)

Trascrizione in caratteri latini fatta pervenire da ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità!
Ristrutturata secondo i criteri di trascrizione generalmente utilizzati in questo sito.
NIKTO NE XOTEL UMIRAT'

Zaleplen gnevom i štukaturkoj
Belesyj sumrak promolčal v rukave
Naprjagsja muskul, oslabli veny,
Nažali knopku - razmjakli mozgi.
A tem kto ni razu ne videl
Zakrojte glaza ravnodušnoj rukoj

Ved' nikto ne xotel umirat'
O-oo, nikto stal vybirat'
O-oo, nikto ne smog vybirat'

Poročnyj zapax zasoxšej ryby,
Zaindevevšij komok nišćety.
Obmylok mysli zažav v kolenjax,
Podval napolnil ravnodušnyj skvoznjak.
A tem kto ni razu ne veril
Pozvol'te zabit' iznutri vorota

Ved' nikto ne xotel umirat'
Nikto stal vybirat'
Nikto ne smog vybirat'

Pusto v dome kotoryj mesjac,
Kotoryj mesjac prolivnoj prigovor.
Bez proricanij i rassuždenij
Tekut əmocii v promežnost' sud'by
A tem kto ni razu ne žil
Podarite svobodu sidet' za stolom

Ved' nikto ne xotel umirat'
Nikto stal vybirat'
Nikto ne smog vybirat'.

Contributed by ΔΙΩRAMA Poco Ligio All'Ufficialità! (al suo primo contributo) - 2008/6/5 - 22:15



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