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Canto delle ragazze fucilate per rappresaglia

Lea Ferranti
Language: Italian



(1975)
Poesia di Lea Ferranti (1919-2003), poetessa marchigiana
da Spoon River Partigiano (1975)

Lea Ferranti

Mi permetto di inserire questa poesia anche se non è stata musicata, trattandosi comunque di un canto. Magari qualcuno potrà musicarlo, come hanno fatto i Marlene Kuntz con Hanno crocifisso Giovanni, anche se in questo caso credo che sarebbe più adatta una musica meno noise-rock e più folk.


Spoon River partigiano nasce da un contesto ben preciso: il trentennale della liberazione. Ci si colloca negli anni settanta ma il ricordo dei massacri e delle battaglie è ancora vivo negli occhi dei sopravvissuti e nelle voci della memoria.

Si tratta di vere e proprie epigrafi, ipogrammi dell'Antologia di Spoon River, da cui il titolo Spoon River partigiano. Sono morti che parlano di morti, in un verso che, come in un canto corale, tra elegia e sogno, tra gratitudine e pietà, tra squarci insanguinati e dolcissime evocazioni, ripercorre liricamente quel sospiro di vita / tenero e spietato che è la guerra. Intorno a immagini fortemente simboliche, quasi surreali si svolgono le vicende del partigiano Giovanni crocifisso alla porta / come un cane bastardo, o di Mario il pilota le cui ossa sono sassi bianchi di luna mentre riposano per sempre nel settembre adriatico, di Toni, Io scugnizzo di porta Capuana il cui profilo gocciola di sangue / automaticamente , o, per concludere, delle ragazze fucilate per rappresaglia.

tratto da Lea Ferranti: una vita per la poesia, una poesia per la vita di Alessio Alessandrini, da Arcipelago Itaca
Genziane sbocciano dai nostri occhi
dolcemente
per noi la luna secca nel canneto.
Quella sera tenendoci per mano
pensavamo al nostro amore
in fuga sopra un camion.
Al melo fiorito
sotto cui eravamo state baciate
e le nostre trecce sapevano di menta e di viole.
Ora
abbiamo i piedi impigliati alle radici dell’ulivo
le mani bacche di ginepro.
Vorremmo una bara tutta bianca un vestito azzurro
e sul cuore
il fiore rosso del geranio.
Cademmo
colombe prese a tradimento
precipitando veloci per un rigo di sangue
sotto l’ala.
Solo ricordo: il tempo dolcissimo dell’alba
i pioppi oltre l’orizzonte.
Poi più nulla.
Non la casa il buio delle stanze
il primo amore.
Qui cademmo ed era primavera.

Contributed by Lorenzo - 2018/4/27 - 23:50



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