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(Il grande poeta russo) Majakovskij e la scoperta dell'America

Claudio Lolli
Language: Italian



In una parte dello schermo vedi
dei pacifici nativi cacciare,
sono nudi, e come i nostri bambini.
E non si vergognano di camminare
perché il senso del peccato, del “non si può fare”
lo devono ancora imparare.
E poi, è così che si è scoperta l'America,
il paradiso dei divertimenti,
una terra lontana e lunatica,
lei ci fa tutti contenti.

Dall'altra parte dello schermo vedi
delle navi nazionali e corsare,
le vele e il vento che le fa gonfiare,
con un terrore che promette la guerra,
segno invariabile dell'estinzione,
la tua vita è una mano di terra,
la tua morte il cannone.
Con quello sfratto occidentale,
l'economia del capitale,
quella vertigine indifferente
tra il bene ed il male.

E se poi stappi quello schermo, vedi
camere digitali giapponesi,
foto incrociate sulla tua memoria.
E il grande poeta russo Majakovskij
strappare la gioia ai giorni futuri,
perché aveva già lui scoperto l'America
con i suoi occhi duri.

Ed il profetico amico Esenin,
morire oggi non è difficile,
è mille volte più difficile
vivere, vivere, vivere male,
con quello sfratto occidentale,
l'economia del capitale,
quella vertigine indifferente
tra il bene ed il male,
e poi, è così che si è scoperta l'America,
il paradiso dei divertimenti,
una terra lontana e lunatica,
che ci fa tutti contenti.

Ma se sai trattare anche il cielo, vedi
oltre le nubi colorate in rosso
pianure immense del dolore
che ti vive addosso,
in cui cammini sopravvissuto
tra dei bagliori sempre più scuri
o strappando bacche al terreno,
la gioia ai giorni futuri.

Perché questo è il frutto dell'America,
quel paradiso dei divertimenti
in cui sono soltanto i poeti russi
a morire di stenti.
Per queste lacrime dell'occidente
che si accontentano della vendetta,
Dio, che la gioia dei giorni futuri
non abbia fretta.

majakk


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