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Sierra Blanca Massacre

Joel Rafael
Langue: anglais


Joel Rafael

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(Joel Rafael)
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(Woody Guthrie)


La canzone è ispirata ad una poesia, scritto in spagnolo, ritrovato nel quaderno di un giovane messicano, Rosario Caldera Salazar, uno di 18 giovani messicani trovati morti di calore ed asfissia il 2 Luglio 1987 in un vagone merci sul quale tentavano di passare illegalmente il confine e che era rimasto parcheggiato nella stazione di Sierra Blanca, in Texas. Era intitolato ``El Ilegal,`` o ``The Illegal.``
``With pain I left my country,`` diceva la poesia. ``Today there is talk of the Rio Bravo which I`ll cross. . . . How beautiful is the United States. Illinois, California and Tennessee. But over in my country, a piece of the sky belongs to me. Goodbye Laredo, Welsaco and San Antonio.
Houston and Dallas are in my song.
Goodbye, El Paso.
Your friend, the illegal, has returned.``

Sierra-Blanca-Texas


La mattina del 2 Luglio 1987, 18 giovani messicani furono trovati morti di caldo e asfissia dentro un carro merci metallico sigillato nella piccola stazione texana di Sierra Blanca. Solo un altro giovane era riuscito a sopravvivere. Si trattava di 16 ragazzi che cercavano di passare illegalmente il confine, accompagnati da due trafficanti. Un terzo trafficante li aveva fatti salire sul carro a El Paso ed aveva chiuso la porta dall'estermo. Un complice a Dallas avrebbe dovuto riaprirla per farli uscire. Tuttavia il treno ebbe dei ritardi, ed invece di arrivare dopo poche ore, il treno finì per fermarsi per la notte in un binario secondario a Sierra Blanca. Presto finì l'acqua, l'aria si fece irrespirabile, l'ossigeno cominciò a mancare, la temperatura raggiunse i 50°. Nonostante gli sforzi disperati per aprirsi un varco nel pavimento di legno, morirono asfissiati e disidratati uno ad uno, eccettuato Tostado Rodriguez, di 21 anni, che riuscì a sopravvivere respirando tramite una piccola crepa sul pavimento, finché alle 7 del mattino riuscì ad attrarre l'attenzione di alcune guardie di frontiera di cui aveva avvertito i passi accanto al vagone.

Chicago Tribune

La canzone è stata pubblicata nel 2005 nell'album Woodyboye: Songs of Woody Guthrie Vol 2
Fleeing my country for a better life
I didn't even say Goodbye to my friends
not to my granparents, not to my parents
Rosario Caldera Salazar I said
Rosario Caldera Salazar I said

Alone I cried, there was no witness
only God knew my sorrow and shame
and I didn't leave you one single cent
Alone i left my country and pain
Alone i left my country and pain

These are some words from the victims found
Inside a boxcar in a small Texas town
Locked from the outside in spite of their pleas
Inside was a hundred and thirty degrees
Inside was a hundred and thirty degrees

Landed in Texas with Weslago and Huston
Dallas and San Antonio
and they all fit here, inside of this hart
Even tough her borders are so far apart
Even tough her borders are so far apart

Que bonito los Estatos Unidos
Illinois California and Tenessee
but over on the other side of the border
a piece of the skys still belongs to me
a piece of the skys still belongs to me

These are some words from the victims found
Inside a boxcar in a small Texas town
Locked from the outside in spite of their pleas
Inside was a hundred and thirty degrees
Inside was a hundred and thirty degrees

I didn'even say Goodbye to the boys
or drink to my friends like we used to do
now I am out here, way over the line
Your friend the illegal still misses you
Your friend the illegal still misses you

Goodbye to El Paso, Goodbye to Laredo
when I crossed that big river on the root of a tree
i never knew how soon I'd be yearning
For the land I love and my family
For the land I love and my family

These are some words from the victims found
Inside a boxcar in a small Texas town
Locked from the outside in spite of their pleas
Inside was a hundred and thirty degrees
Inside was a hundred and thirty degrees

envoyé par Piersante Sestini - 21/9/2017 - 00:17


"Mi dispiace mamma. Il viaggio non è riuscito, Ti amo tanto! Sto morendo perché non riesco a respirare. Mi dispiace". Queste le parole agghiaccianti che una ragazza vietnamita di 26 anni avrebbe scritto alla famiglia poco prima di morire a bordo del tir frigorifero nell'Essex. Il messaggio è stato ricevuto alle 4.28 del mattino dei mercoledì in Vietnam, le 10.28 nel Regno Unito, quattro ore prima che venisse chiamata l'ambulanza e che venissero scoperti i corpi senza vita.

La storia si ripete :-(

The Guardian: Vietnamese families seek news of missing relatives after lorry tragedy

Piersante Sestini - 25/10/2019 - 23:32




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