Language   

Language: Persian

List of versions


Related Songs

Imagine
(John Lennon)
وقتی ک‎...
(Shahin Najafi / شاهین‎ ‎نجفی‎ )


Tasavvor kon
(2011)
Siavash-Ghomayshi


Sulla falsa riga di Imagine, una canzone contro la guerra del cantante iraniano Siavash Ghomayshi
تصور کن اگه حتی تصور کردنش سخته!
جهانی که هر انسانی تو اون خوشبخته خوشبخته!
جهانی که تو اون پول و نژاد و قدرت ارزش نیست!
جواب هم‌صدایی‌ها پلیس ضد شورش نیست!
نه بمب هسته‌ای داره، نه بمب‌افکن نه خمپاره!
دیگه هیچ بچه‌ای پاشو روی مین جا نمی‌زاره!
همه آزاده آزادن، همه بی‌درد بی‌دردن!
تو روزنامه نمی‌خونی، نهنگا خودکشی کردن!

جهانی را تصور کن، بدون نفرت و باروت!
بدون ظلم خود کامه بدون وحشت و طاغوت!
جهانی را تصور کن، پر از لبخند و آزادی!
لبالب از گل و بوسه، پر از تکرار آبادی!

تصور کن اگه حتی تصور کردنش جرمه!
اگه با بردن اسمش گلو پر میشه از سرمه!
تصور کن جهانی را که توش زندان یه افسانه‌س!
تمام جنگای دنیا، شدن مشمول آتش‌بس!
کسی آقای عالم نیست، برابر با هم‌اند مردم!
دیگه سهم هر انسانِ تن هر دونه‌ی گندم!
بدون مرزو محدوده، وطن یعنی همه دنیا!
تصور کن تو می‌تونی بشی تعبیر این رویا!
[1] Transcription / رونویسی / Trascrizione

TASAVOR KON

tasavor kon hataa age tasavor kardanesh sakhte
jahaani ke har ensaani too oon khoshbakhte khoshbakhte
jahaani ke too oon pool o nezhaad o ghodrat arzesh nist
javaabe hamsedaayeehaa polise zede shooresh nist
na bombe hasteyee daare na bombafkan na khompaare
dige hich bache'yee paasho ro min jaa nemizaare
hame aazaade aazaadan, hame bidarde bidardan
too rooznaame nemikhooni nahangaa khodkoshi kardan

jahaani raa tasavor kon bedoone nefrat o baaroot
bedoone zolme khodkaame bedoone vahshat o taaghoot
jahaani raa tasavor kon por az labkhand o aazaadi
labaalab az gol o boose por az tekraare aabaadi

tasavor kon hataa age tasavor kardanesh jorme
age baa bordane esmesh galoo por mishe as sorme
tasavor kon jahaani raa ke toosh zendaan ye afsaanas
tamaame jangaaye donyaa shodan shomoole aatash bas
kasi aaghaaye aalam nist, baraabar baa haman mardom
dige sahme har ensane, tane har dooneye gandom
bedoone marz o mahdoode, vatan ya'ni hame donyaa
tasavor kon to mitooni beshi ta'bire in royaa.

2017/9/7 - 21:12




Language: English

English translation by Ronak
from lyricstranslate
IMAGINE

Imagine, even if it's hard to,
Imagine a world where every human being is happy in,
A world where money, race or strength are not a privilege
A world where the answer of asking for freedom is not the police
There are no atomic bombs, no bombers nor mortar bombs
Not a single child leaves their feet besides a bomb,
Everyone's free, everone's painless
There won't be an article about the whales who killed themselves in the newspaper

Imagine a world with no hatred, nor gunpowder
With no selfish people, no fear, nor terror
Imagine a world, with everyone smiling
Full of flowers and kisses
repeating the name of freedom,

Imagine, even if its a crime to imagine,
Imagine a world with no prison,
Every single war in the world is finished,
No one is the boss of the world, all the people are the same
Each grain of wheat is divided equally between everyone,
With no limits, every where in the world is your "motherland"
Imagine that YOU can make this dream happen...

2017/9/7 - 21:16


Alcuni dettagli della canzone:

Tasavor kon
[ 2005 ]

متن ترانه / Testo / Lyrics / Paroles / Sanat:
Yaghma Golrouee [ یغما گلرویی ]

موسیقی / Musica / Music / Musique / Sävel:
Siavash Ghomayshi

آواز خوانده شده توسط / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Siavash Ghomayshi

آلبوم / Album:
Roozhaye Bikhatereh [ روزهای بی خاطره ]

Riccardo Gullotta - 2020/12/27 - 10:27


Iran contemporaneo

Dopo la crisi diplomatica degli ostaggi del 1979-1981 gli Stati Uniti imposero delle sanzioni che vietavano l’esportazione di armi e tecnologia militare all’Iran, bollato come stato terrorista. A tali sanzioni si aggiunsero delle misure nel campo finanziario. Il principale risultato fu quello di dare un’ulteriore spinta a Saddam Hussein ad invadere l’Iran dato che l’embargo delle forniture militari poneva l’Iran in difficoltà insormontabili. Se l’Iran riuscì a tenere duro fu grazie alle forniture militari israeliane.
L’amministrazione Clinton nel 1995 varò ulteriori misure sanzionatorie, sotto il nome di Iran Sanction Act (ISA) , iniziando dagli investimenti sino al campo petrolifero ed energetico. L’imposizione delle sanzioni ebbe il beneplacito del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la risoluzione 1696 del 2006, che aggiunse una serie di limitazioni per scoraggiare sia il programma nucleare iraniano sia quello missilistico. Nel 2010 anche l’Unione europea aderì alla risoluzione e rafforzò le sanzioni nel campo finanziario e bancario.
Con il Comprehensive Iran Sanctions del 2010 l’amministrazione Obama procedette ad un inasprimento delle sanzioni, tra queste il divieto di importazione di prodotti iraniani tra i quali pistacchio, caviale e tappeti.
Il giro di vite definitivo nel 2012 fu dato con l’esclusione del sistema bancario iraniano dal circuito internazionale Swift, cioè il blocco di tutte le transazioni finanziarie a livello globale.
Con gli accordi a 5 sul nucleare iraniano (JCPOA) del 2015 le sanzioni secondarie furono rimosse, non quelle primarie nei settori strategici. La successiva amministrazione Trump si è ritirata unilateralmente dagli accordi. La maggior parte di paesi hanno cessato gli scambi commerciali e finanziari con l’Iran per timore di rappresaglie statunitensi.
Il 18 ottobre 2020 l’accordo citato è formalmente decaduto per decorrenza dei termini. Teoricamente sarebbe stata la fine dell’embargo sugli armamenti e ricambi. La UE però mantiene ancora l’embargo in attesa degli sviluppi su un possibile ripristino del JCPOA in relazione all’avvicendamento dell’amministrazione USA.

Le forniture militari sono essenziali all’Iran onde evitare di soccombere dato che i paesi limitrofi, Arabia Saudita, Emirati, Israele e Turchia stanno investendo cifre enormi in campo militare. Sembra che la corsa agli armamenti nel Medio Oriente prosegua ad un ritmo esponenziale, non per esigenze di difesa ma per assestare un colpo epocale al ribilanciamento geo-strategico dell’area. Il permanere dei focolai in Siria e della instabilità in Libano vanno letti in questa chiave, non si possono addebitare semplicisticamente o ipocritamente a vocazioni iraniane al bellicismo. Altrimenti detto: l’area è una mega-polveriera in espansione, a cui hanno contribuito in tanti, proprio tanti con responsabilità e interessi diversi. Se gli attori internazionali non riusciranno a depotenziare le polveri nessun paese nel teatro mediorientale potrà astenersi dall’incrementare gli investimenti nel militare con l’esito di penalizzare il tenore di vita e lo sviluppo della società civile. Nella migliore delle ipotesi si profila un’instabilità cronica con guerre di frontiera, a bassa intensità, torme di civili sfollati e in pericolo di vita.
La pandemia ha dato il colpo di grazia, l’Iran sembra avvicinarsi al collasso. Le restrizioni estese anche ai beni umanitari, ai farmaci e sanitari sono state messe da parte da UK, Germania e Francia che hanno inviato aiuti umanitari.


Iran in alcune cifre

I dati si riferiscono al 2019, tra parentesi i dati del 2017

Popolazione: 84 milioni (81)
Tasso di crescita del PIL a prezzi costanti: -12 (+3,8)
Indice dei prezzi al consumo (variazioni %): 28,8 (8)
Tasso di disoccupazione (%): 20,3 (12,1)
Debito Pubblico (% sul PIL): 23,3 (13,6)
Export totale (mld €): 15,3 (24,9)
Import totale (mld €): 22,9 (23,8)
Spese militari (% PIL): 2,3 (confronto: Saudi A. 8; Israele 5,3; Pakistan 4; Russia 3,9; Usa 3,5; Turchia 2,7)
Spese militari ( mld $): 12,6 (confronto: Usa 732; Russia 65; Saudi A. 62; Italia 26,8; Israele 20,5; Turchia 20,4)


Bolle

L’Iran è stata omaggiata dalle varie amministrazioni statunitensi di una serie di epiteti con ricadute notevoli. Nel 1994 l’Iran condivise l’etichetta di Rogue State / Stato canaglia con Corea del Nord, Cuba , Libia , Iraq, Jugoslavia, Sudan, Afganistan. Per essere insigniti della qualifica da parte del Consigliere della Sicurezza statunitense dell’amministrazione Clinton bastava uno dei seguenti requisiti: intento di procurarsi armi di distruzione di massa, dare supporto al terrorismo, incorrere nella violazione dei diritti umani.
Nel 2000 il Segretario di Stato Albright stabilì che Iran, Libia e Corea del Nord avevano migliorato il punteggio della buona condotta. Furono promossi a States of concern / Stati sotto osservazione, ma per poco. Con infatti si ritornò a Rogue State sotto l’amministrazione Bush che nel 2002 coniò il termine Axis of Evil / Asse del male. La definizione aveva un chiaro intento, quello di fare leva sul simbolismo religioso per mobilitare consensi.
Nel 2005 il Segretario di Stato Condoleezza Rice usò l’espressione Outposts of tyranny / avamposti della tirannia per bollare i paesi che costituivano, a suo dire, un pericolo per gli Stati Uniti: Corea del Nord, Iran, Cuba, Bielorussia, Zimbabwe e Myanmar.
Nel 2006 fu la volta del ministro della difesa israeliano Mofaz a coniare l’espressione Axis of terror / Asse del terrore riferendosi all’Iran e alla Siria. La diplomazia israeliana lanciò quindi l’espressione Axis of terror and hate / Asse del terrore e dell’odio all’assemblea delle Nazioni Unite contestualmente all’invasione del Libano, luglio 2006. Una coincidenza.

Chi scrive non vuole passare sotto silenzio il fatto che in Iran vige la pena di morte. Le esecuzioni sono frequenti, si parla di 300-400 casi all’anno. Anche il fatto che le autorità iraniane non forniscono cifre rende ancora più esecrabile la loro condotta. In Iran, come in altri paesi orientali, i diritti umani sono calpestati e non si vede ancora una luce all’orizzonte. E aggiungiamo che le teocrazie in quanto discriminatorie per definizione non possono convincere proponendosi come vettori di emancipazione e di eguaglianza.
Purtroppo la strumentalizzazione intrapresa da certi settori in Occidente che parlano di diritti umani mentre mirano alle risorse e alle politiche energetiche non contribuisce al progresso civile di una popolazione numerosa e disagiata. Così come gli assassini mirati ed i sabotaggi di infrastrutture civili, sempre più frequenti, non fanno che sostenere le fazioni più oltranziste e fanatiche in quella che è stata per secoli una culla di civiltà espropriata ai suoi abitanti molto tempo prima che arrivassero per reazione i teocrati.

La canzone proposta è di un iraniano. Come lui ce ne sono tanti altri che vorrebbero "immaginare", andare oltre la legge del taglione, dell’asservimento a codici nemici del tempo e della coscienza. La canzone vorrebbe richiamare l’attenzione sul fatto che distinguere tra istituzioni e cittadini, tra regime e popolo, tra dirigenti e masse è necessario e doveroso sempre, per l’Iran ancora di più alla luce delle vicende drammatiche occorse dal dopoguerra (Mossadeq etc.). E poi non dimentichiamo i padroni del vapore: nella loro lingua si scrive “diritti umani” ma si legge “petrolio”.
Chi affama un popolo sino a minarne la sopravvivenza e l’esistenza, allo scopo non dichiarato di ottenere che rovesci i suoi governanti, merita la simmetria dell’appellativo citato : canaglia.

Riccardo Gullotta - 2020/12/27 - 10:41




Language: Italian

Traduzione italiana / ترجمه ایتالیایی / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Riccardo Gullotta

PROVA A PENSARE

Prova a pensare, per quanto difficile sia,
Prova a pensare un mondo in cui ogni essere umano è felice,
Un mondo in cui il denaro, la razza o la forza non sono un privilegio
Un mondo in cui la risposta alla domanda di libertà non è la polizia
Niente bombe atomiche, né bombardieri né bombe di cannone
Non un solo bambino con i piedi tranciati vicino ad una bomba,
Tutti liberi, tutti senza sofferenze
Non un articolo sul giornale sulle balene suicide

Prova a pensare un mondo senza odio, né polvere da sparo
niente persone egoiste, niente paura né terrore
Prova a pensare un mondo in cui tutti sorridono
Pieno di fiori e baci
il nome della libertà sulle labbra,

Prova a pensare, anche se l’immaginazione è un crimine,
Prova a pensare un mondo senza prigioni,
Ciascuna guerra finita nel mondo,
Nessuno a capo del mondo, tutte le persone uguali
Ogni chicco di grano diviso equamente tra tutti,
Niente barriere, qualunque posto nel mondo è la tua "patria"
Prova a pensare che sia TU capace di realizzare questo sogno ...

2020/12/27 - 12:22



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org