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Fuck Anita Bryant [Fuck Aneta Briant]

David Allan Coe
Language: English

List of versions


Related Songs

Penitentiary Blues
(David Allan Coe)
If That Ain't Country
(David Allan Coe)
Danger Danger
(Janis Ian)


[1978]
Lyrics, insults and music by David Allan Coe
Testo, insulti e musica di David Allan Coe
Album: Nothing Sacred

nothsakcov


Non ci sono solamente gli hacker vendicatori; anche noialtri delle CCG ci abbiamo il nostro Anonymous. Ogni tanto si fa vivo (ed è sempre il benvenuto), e lo fa quasi sempre con testi, come dire, fuori dalla righe. Così questa Fuck Anita Bryant, un pezzo del '78 di un tipino che si chiama David Allan Coe e che qui andiamo a presentare con grande letizia (non la Moratti, ci teniamo a dirlo).

Un album che si chiama “Niente è sacro”; una copertina apparentemente fatta alla bell'e meglio, e diciture del tipo “Solo per adulti” e “Consigliabile non suonarlo all'aria aperta”; pieno di errori di ortografia ("Not recomended", "Not for sale in store's"); canzoni che parlano di amplessi con la pornostar Linda Lovelace e altre cose così, compreso il "Master Bation Blues" e compresa questa canzone dove si manda affanculo Anita Bryant. Ma chi era Anita Bryant?

Anita Bryant: canzoni e succo d'arancia.
Anita Bryant: canzoni e succo d'arancia.
Una cantante. Ex miss nei concorsi di bellezza (fu eletta Miss Oklahoma e arrivò seconda a Miss America nel 1959), figlia della classica famiglia iper-religiosa americana, poi datasi alla carriera artistica che fu abbastanza di successo. Nel 1969 fu ingaggiata dalla Florida Citrus Commission per fare da testimonial in una pubblicità per un succo d'arancia (“Come to the Florida sunshine tree”). Nello stesso anno viene scelta per cantare l'inno americano al Superbowl (allora alla sua 3a edizione); gira spot pubblicitari anche per la Coca Cola, per la Kraft, per Holiday Inn, per Tupperware e, insomma, ovunque ci sia bisogno della classica bella ragazza americana tutta bibbia e famiglia. Pubblica album di musica cristiana, scrive libri di cucina (le donne in cucina!) e elargisce consigli televisivi per essere buoni genitori cristiani. Amen.

Nel 1977, nella contea di Miami-Dade, in Florida, viene approvata una legge che proibisce ogni sorta di discriminazione dovuta all'orientamento sessuale delle persone; Anita Bryant si pone alla guida della campagna per l'abrogazione della legge, sostenendo che dare diritti agli omosessuali avrebbe violato i diritti dei cittadini forniti di un minimo di decenza e moralità e che gli omosessuali sono un pericolo per la società. In poche settimane, la Bryant crea un movimento cristiano fondamentalista chiamato “Save Our Children” (“Salvate i nostri figli”), e raccoglie settantacinquemila firme per l'abrogazione della legge. La campagna ebbe successo: sostenuta da radio e tv cristiane, portò all'abrogazione della legge il 7 giugno 1977. Galvanizzata dalla vittoria, la Bryant si sposta in California per sostenere il senatore Jason Briggs e la sua legge che avrebbe permesso di licenziare gli insegnanti gay in base alla loro identità sessuale.

Contro Anita Bryant si scatenano l'intera comunità gay USA e i movimenti per i diritti civili: nel novembre del 1978, la legge del sen. Briggs viene respinta. Ed è in questa fase che deve situarsi la canzone di David Allan Coe.


Des Moines, Iowa, 23 ottobre 1977: Anita Bryant si becca una torta in faccia.


Per la Bryant è l'inizio della fine. Il suo attivismo politico ha una ripercussione negativa sulla sua carriera: nel 1979 scade il contratto con la Florida Citrus Commission, e non le viene rinnovato a causa delle controversie e di tutta la pubblicità negativa generata dalle sue prese di posizione (il succo d'arancia pubblicizzato dalla Bryant era stato sottoposto a boicottaggio). La sua carriera musicale subisce un arresto e, dulcis in fundo, la brava casalinga tutta famiglia che elargiva consigli ai genitori cristiani vede andare a rotoli il suo stesso matrimonio con Bob Green, che aveva sposato nel 1960 e dal quale aveva avuto quattro figli. Si risposa e tenta di risollevare la sua carriera, ma oramai non c'è più nulla da fare; nel 2001 va pure in rovina economica e dichiara fallimento. Attualmente vive a Edmond, in Oklahoma, e dice di occuparsi di opere di carità.

La canzone di David Allan Coe, si diceva, appartiene proprio al periodo di massima esposizione mediatica di Anita Bryant. Sul linguaggio che tiene, chi conosce David Allan Coe non avrà di che stupirsi neppure un pochino; chi non lo conosce, si prepari invece a vedere una traduzione “sui generis” perché se si accetta un testo come questo, lo si deve anche rendere così com'è. E anche a rendersi conto dell'uso probabilmente satirico e derogatorio dell'ortografia scorretta: la canzone è oramai comunemente chiamata Fuck Anita Bryant, ma propriamemente sull'album è Fuck Aneta Briant, come quando si scrive "masheen" per "machine" e "tonite" per "tonight".

nothsakfuk


Davanti a una canzone come questa, che non è “politically correct”, tutte le reazioni sono possibili; compresa quella, ovviamente, di non capirci nulla. Tipico il caso del giornalista e critico Neil Strauss, che descrisse tutto il materiale contenuto in Nothing Sacred, e particolarmente in questa canzone, come "tra le canzoni più razziste, misogine, omofobiche e oscene incise da un cantante pop”. Si può anche non capire nulla, ma Mr Strauss, in questo caso, ci ha capito veramente la metà di uno che non capisce una sega. David Allan Coe gli rispose da par suo: “Chi dice che le mie canzoni sono razziste è pieno di merda”. Chiaro, anzi inequivocabile. L'intera comunità gay americana considera Fuck Anita Bryant come un caposaldo. [RV]

Nothing Sacred
From Polar! Magazine

Quite possibly one of the favorite gems in my extensive archive of bawdy, offensive records, David Allan Coe’s Nothing Sacred offers ten tracks of the sickest country music recorded in the later part of the 20th Century. Singing freely about slutty women, mountains of cocaine, and sticking a middle finger to moral crusaders everywhere, this is the perfect album to spin when you feel the squeeze of the religious right and political correctness on your nuts.

Opening with the title track, ‘Nothing Sacred’, Coe and his band mix a classic country blues groove with a heavy dose of psychedelic rock ‘n’ roll feedback. The lyrics are a satire of the establishment ranting against the hippies and freaks, mixed with a tale of a man who catches his wife with another man. He laments the loss of morality, meanwhile his wife goes to church to tell the preacher what she did, instead the preacher screws her right there in the church. The feedback takes over the last part of the song as the preacher rants against immorality, with the chorus ringing out;

David Allan Coe.
David Allan Coe.


Ain’t there nothing sacred no more, lord, ain’t there nothing sacred no more?
What the hell’s happening, Jesus Christ?
Ain’t there nothing sacred no more?

‘Pussy Whipped Again’ puts a humorous spin on relationships in country music, with a solid slow bar dancing rhythm behind our man’s lament about how he’s tried to just be friends with the ladies he comes across, but he finds their temptations too strong and he ends up in a series of bad relationships, one after another. As he sings,

Blame it on the whiskey and gin,
Oh Lord, pussy whipped again -

David Allan Coe, Nothing Sacred, review

He ups the sexual ante with the fourth track ‘Linda Lovelace’, an extremely vulgar slice of bragging where our man goes down the list of the women he’s screwed, amongst them the Queen of England, of whom he says,

Why the Queen of England –
gave me the keys to the whole damn Country of France,
And it only took me 15 minutes to get into her pants -

But his biggest accomplishment was getting Linda Lovelace (star of the film Deep Throat) to gag on his junk. As far as he’s concerned, it’s the gold standard for sexual accomplishments;

And don’t talk about being no full-time lover,
cause mister, that’s my bag,
I’m the only motherfucker in the damn world,
that can make Linda Lovelace gag -

The highlight of this extremely vulgar album is no doubt the fifth track, ‘Fuck Anita Bryant’, a direct stab at the moral crusader who first organized the Religious Right against the gay community. This song was almost my pick for our History Month Music series; it may be the first humorous pro-gay song in the annals of American music. Coe’s shows his support with a blunt,

Hey, Fuck Anita Bryant,
Who the Hell is she?

Before moving onto;

Wash your clothes,
clean your cell,
help you drain your hose,
give you smokes,
laugh at jokes,
sew up all your clothes,
rub your feet,
beat your meat.
Heaven only knows,
What I’d do without those homosexuals -

Sure, it’s tasteless, offensive, and would probably cause more than one pretty boy to scream in outrage, but to hell with it. It’s a tongue-in-cheek song and it took quite a pair to write a song on our side back in 1978.


But Anita ain’t the only target in Coe’s musical firing line; Jimmy Buffet gets his ass handed to him in the aptly named ‘Jimmy Buffet’. Mocking the popularization of the Buffet sound, while the man himself doesn’t live as a beach bum anymore, Coe slings his vulgar venom expertly;

Now Jimmy’s moved to Malibu with all those other stars.
He’s not down at in Duval Street hangin’ out in bars.
All them God damned tourists, got to be a bore.
Jimmy Buffet doesn’t live here anymore -

Taking a break from extreme sexual decadence, Coe sings of his love for the devil’s dandruff in ‘Rails’. Telling his friends to lay out some white powder and don’t mind the craziness that occurs,

So, lay me down some rails boys,
don’t put me in jail boys,
and if I make a little noise,
just leave me alone -

Throughout the song he blames the coke for his hard right political statements, his violence, the works. But in the end, he says blow is too much fun to give up, even for all the pain its caused. This song is sort of like a twisted re-write of such anti-cocaine folk songs such as ‘Take a Whiff On Me’ and ‘Cocaine Blues’.

The album ends with one last round of grotesque intimacy, this one directed at every man’s favorite solitary vice, a funky rock ‘n’ roll groove called ‘Masturbation Blues’. While the lyrics describing a woman pleasuring herself are nothing compared to the rest of the album, Coe gets one more bout of shock and awe with the male half of the song,

He picks up the dirty picture, with his dick hard in his hand,
with a stroke you see him moving, with the music of the band,
against the wall you see him jerking, as the cum spills on the floor,
as he swells in the mirror, he won’t do this anymore,
he’s not worried bout me watchin, it’s too late now to refute,
nightly fever you can’t refuse, masturbation blues -

Now this is not an album for the easily offended, as you can no doubt tell from the song titles and lyric samples, but it’s still a very funny album. Because it’s not serious, Coe is being completely tongue-in-cheek and sarcastic here. This album tears down barriers in language and content that still stand thirty-five years after its release. Coe had to self-release this LP and I would imagine that an artist today who made such a transgressive comedy album would likewise have to self-release, no label out there today would touch a record like this.

The bottom line, if you can dig the films of John Waters or the literature of William S. Burroughs, give this album a try. It’s base and extremely vulgar, but there’s a certain brilliance in creating a record that could still be so offensive over thirty years after its first release.
Hey, fuck Anita Bryant
Who the Hell is she
Telling all those faggots
That they can't be free
Throw that bitch in prison
Then maybe she'll see
Just how much those goddamned homosexuals mean to me

Because they...
Wash your clothes
Clean your cell
Help you drain your hose
Give you smokes
Laugh at your jokes
Sew up all your clothes
Rub your feet
Beat your meat
Heaven only knows
What I'd do without all those homosexuals

They all
Read and write
Fuck all night
Clean your fingernails
Help you dress
Play you chess
Lay you down some rails
Be your wife
Take your life
In a jealous rage
Who says we don't need them homosexuals

I tell you
Some are big
Some are small
Some are in between
Some are yellow-belly queers
And some of them are mean
Some are killers
Some are thiefs
Some are singers too
In fact Anita Bryant
Some act just like you

So fuck Anita Bryant
Who the Hell is she
Telling all them faggots
That they can't be free
Throw that bitch in prison
Then maybe she'll see
Just how much them goddamned faggots mean to me

Because they...
Wash your clothes
Clean your cell
Help you drain your hose
Give you smokes
Laugh at jokes
Sew up all your clothes
Rub your feet
Beat your meat
Heaven only knows
What I would do without those homosexuals

They all
Read and write
Fuck all night
Clean your fingernails
Help you dress
Play you chess
lay you down some rails
Be your wife
Take your life
In a jealous rage
Who says we don't need them homosexuals

I tell you
Some are big
Some are small
Some are in-between
Some are yellow-belly queers
And some of them are mean
Some are killers
Some are thiefs
Some are singers too
In fact Anita Bryant
Some act just like you

Contributed by Anonymous - 2014/9/24 - 05:07



Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
24 settembre 2014

"Anita Bryant succhia le arance", oppure "A.B. fa i pompini alle arance", oppure ancora "A.B, fa schifo" (le arance qui sono superflue).
"Anita Bryant succhia le arance", oppure "A.B. fa i pompini alle arance", oppure ancora "A.B, fa schifo" (le arance qui sono superflue).
VAFFANCULO ANITA BRYANT

Ehi, vaffanculo Anita Bryant
ma chi cazzo è questa qui
che dice a tutti 'sti froci
che non possono essere liberi
cacciate 'sta troia in galera
così forse stavolta lo vede
quanto sono importanti per me 'sti dannati gay

Perché loro...
ti fanno il bucato
ti puliscono la cella
ti aiutano a pulirti il culo
ti danno da fumare
ridono alle tue battute
ti rammendano i vestiti
ti carezzano i piedi
ti sbattono
e dio solo sa
che farei senza tutti 'sti gay

Tutti loro
leggono e scrivano
scopano tutta la notte
ti puliscono le unghie
ti aiutano a vestirti
giocano con te a scacchi
ti preparano qualche pista
sono tua moglie
ti prendono la vita
con furibonda gelosia
chi è che dice che non ne abbiamo bisogno di 'sti gay?...

Ti dirò
qualcuno è grande
qualcuno è piccolo
qualcuno è coraggioso
qualcuno è un finocchio vigliacco
e qualcuno è un tipo banale
qualcuno è un assassino
qualcuno è un ladro
e qualcuno pure un cantante
beh in fin dei conti, Anita Bryant,
qualcuno fa proprio come te

E dunque, vaffanculo Anita Bryant
ma chi cazzo è questa qui
che dice a tutti 'sti froci
che non possono essere liberi
cacciate 'sta troia in galera
così forse stavolta lo vede
quanto sono importanti per me 'sti dannati gay

Perché loro...
ti fanno il bucato
ti puliscono la cella
ti aiutano a pulirti il culo
ti danno da fumare
ridono alle tue battute
ti rammendano i vestiti
ti carezzano i piedi
ti sbattono
e dio solo sa
che farei senza tutti 'sti gay

Tutti loro
leggono e scrivano
scopano tutta la notte
ti puliscono le unghie
ti aiutano a vestirti
giocano con te a scacchi
ti preparano qualche pista
sono tua moglie
ti prendono la vita
con furibonda gelosia
chi è che dice che non ne abbiamo bisogno di 'sti gay?...

Ti dirò
qualcuno è grande
qualcuno è piccolo
qualcuno è coraggioso
qualcuno è un finocchio vigliacco
e qualcuno è un tipo banale
qualcuno è un assassino
qualcuno è un ladro
e qualcuno pure un cantante
beh in fin dei conti, Anita Bryant,
qualcuno fa proprio come te

2014/9/24 - 19:57



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