Ocho de diciembre del ochenta y dos.
Alerta roja en Washington.
Un pacifista amenaza
con volar a pedazos
el obelisco que hay en esa ciudad.
La tele enfoca al kamikaze
¡Antinuclear!.
Un militante de azul,
con su viejo camión,
el mundo no le quiso escuchar.
La sociedad que le mata,
el fusil que dispara
y el viejo Norman no se pudo salvar.
Le convirtieron en un mártir
¡Antinuclear!.
El camión tenía pintado en grandes letras
Soy un voluntario de la paz.
Desactivar todas las armas de la Tierra
Esa es mi primera prioridad.
En directo y por televisión
la gente se pudo asombrar.
La policía que no encuentra
ningún explosivo
y Norman Mayer no volvió a respirar.
He decidido ser un hombre
¡Antinuclear!.
He caminado por senderos desolados
con los voluntarios de la paz
harto de ver el mar azul asesinado
he tenido ganas de llorar.
Una madrugada nuclear.
Un cielo de color marrón.
La radiación que te mata.
El aire que espanta.
Un voluntario que nos quiso avisar
He decidido ser un hombre
¡Antinuclear!.
He caminado por senderos desolados
con los voluntarios de la paz
harto de ver el mar azul asesinado
he tenido ganas de gritar.
Alerta roja en Washington.
Un pacifista amenaza
con volar a pedazos
el obelisco que hay en esa ciudad.
La tele enfoca al kamikaze
¡Antinuclear!.
Un militante de azul,
con su viejo camión,
el mundo no le quiso escuchar.
La sociedad que le mata,
el fusil que dispara
y el viejo Norman no se pudo salvar.
Le convirtieron en un mártir
¡Antinuclear!.
El camión tenía pintado en grandes letras
Soy un voluntario de la paz.
Desactivar todas las armas de la Tierra
Esa es mi primera prioridad.
En directo y por televisión
la gente se pudo asombrar.
La policía que no encuentra
ningún explosivo
y Norman Mayer no volvió a respirar.
He decidido ser un hombre
¡Antinuclear!.
He caminado por senderos desolados
con los voluntarios de la paz
harto de ver el mar azul asesinado
he tenido ganas de llorar.
Una madrugada nuclear.
Un cielo de color marrón.
La radiación que te mata.
El aire que espanta.
Un voluntario que nos quiso avisar
He decidido ser un hombre
¡Antinuclear!.
He caminado por senderos desolados
con los voluntarios de la paz
harto de ver el mar azul asesinado
he tenido ganas de gritar.
envoyé par Bernart - 10/9/2013 - 16:03
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Scritta da Thomas Hempel
Arrangiamento di B. Lipps, M. Van Baaren, M. Ríos, Ramoncín, T. Gómez.
Nell’album di Miguel Ríos intitolato “El rock de una noche de verano”
La mattina dell’8 dicembre 1982. Norman Mayer, 67 anni, cittadino statunitense, militante pacifista impegnato nella cosiddetta “White House Peace Vigil”, un presidio permanente contro le armi nucleari avviato a Washington nel 1981 (e che dura tutt’oggi), parcheggiò sotto l’obelisco simbolo della città un furgone con su scritto: “#1 PRIORITY: BAN NUCLEAR WEAPONS”.
Il nostro indossava un casco da motociclista, una tuta da sci di un bel blu brillante e teneva in mano un telecomando… Diceva che il furgone era imbottito di tritolo e che lo avrebbe fatto saltare se il Governo americano non avesse subito avviato una pubblica discussione sulla minaccia nucleare.
La polizia negoziò per alcune ore con il determinato vecchietto ma quando questi decise di mettere in moto il furgone verso una nuova destinazione in città, gli agenti fecero fuoco crivellandolo di colpi.
Nella presunta auto-bomba non fu trovato nemmeno un petardo…
da “Pace e guerra”, n.4, del 16 dicembre 1982
È andato all'Obelisco con un camioncino perfettamente vuoto. Ha detto agli agenti che il camioncino era pieno di tritolo e che avrebbe fatto saltare tutto se non ci si cominciava a porre seriamente il problema di come evitare lo sterminio atomico. Chiedeva perciò che venisse dato ai gruppi pacifisti tempo gratis per discutere sul disarmo nella privatissima e costosissima televisione americana. Gli hanno sparato un proiettile nel cervello. Non hanno avuto abbastanza fantasia da immaginare, i poliziotti americani, che un uomo che da venti anni lottava per la pace e la non violenza potesse essere alieno dal far saltare in aria alcunché. Quando ha tentato di mettere in moto il camioncino, dopo una lunga giornata di stallo nella quale lo avevano tenuto sotto tiro mentre i servizi di informazione lo identificavano, gli hanno sparato.
Se ben pensate al significato della sua morte, forse non è morto invano. Intanto, ha ottenuto certo un po' di spazio televisivo per il tema della pace a un costo molto alto. Ma, soprattutto, ha mostrato nella pratica quanto idiota e pericolosa sia la teoria della deterrenza... Giacché Norman non è morto perché era disarmato. E morto perché gli avversari lo credevano armato e in grado di nuocere. Forse la sua morte ha suggerito a qualche persona di buon senso che il problema non è far paura all'avversario: l'unica soluzione per coloro cui ripugna che sia distrutta metà dell’umanità, non importa quale, è il disarmo.”