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I cinquantatré giorni

Giulio Stocchi e Gaetano Liguori
Langue: italien




Cinquantatre giorni
tanto ci volle
perché con l'inganno
Tall el Zaatar
bruciando ardesse
Cinquantatre giorni
e ogni giorno
fuoco
e ogni giorno
fame
e ogni giorno
bombe
e ogni giorno
traditori
con carri armati
e con dollari
Cinquantatre giorni
e dietro alle croci
come una cagna impazzita
a urli
ogni giorno
la morte
a pezzi
a schegge
a frantumi
a tronconi
ogni giorno
la morte
contro un muro
d'occhi
contro un giro
di speranze
contro un cerchio
di mani e fucili
contro tutto un popolo
in piedi
ogni giorno
e per
cinquantatre giorni
come
una cagna
impazzita
a urli
tornò ogni giorno
la morte
prima che con l'inganno
Tall el Zaatar
bruciando ardesse
Con l'inganno
valorosi di Ashrafieh
massacratori di bambini
sciacalli delle macerie
tigri per sventrare le donne
con l'inganno
e dai loro palazzi
agitando trattati
Gemayel di numeri e banche
Chamoun il patriota
che difende bordelli
e notturno il prete Khassis
di medioevo e coltelli
mentre nell'angolo più sudicio
della vergogna
il due volte traditore
Assad
conta e riconta
il suo prezzo
con l'inganno
quel dodici
dodici
dodici
dodici agosto
che ancora ci duole sul cuore
fascisti in branco
di muso insanguinato
che si dicono cristiani
con l'inganno
entrarono
e agitando trattati
in Tall el Zaatar
tristi macellai
in nome dell'occidente civile
per rompere
squartare
saccheggiare
bruciare
sgozzare
finché
di qua e di là
la loro pace
fra le rovine
andò lungamente beccando
l'occhio sbarrato dei morti



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