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Bullet

(2018)
Parole e musica di David Byrne e Brian Eno
da American Utopia, il nuovo album solista di Byrne uscito a 14 anni di distanza dal precedente.

A rigore non sarebbe neanche una canzone contro la guerra. È la descrizione di una pallottola che attraversa il corpo di un uomo, uccidendolo. Niente viene detto sul perché, né chi sia la vittima: un soldato, un passante ucciso per sbaglio, un civile ucciso in una guerra, un detenuto giustiziato, né chi sia l'assassino: un terrorista, un poliziotto, un criminale, un militare, un boia, un marito tradito in cerca di vendetta?

Una sola cosa è certa. La pallottola ha attraversato organi vitali ponendo fine a una vita, ai suoi pensieri, ai suoi sentimenti, ai baci che non potrà più dare, alla pelle che nessuna donna più toccherà. Ed è questo alla fine il risultato di tutte le guerre.
The bullet went into him
(continua)
1/1/2019 - 23:28
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They Come at Night

(2015)
Scritta da Marianne Faithfull e Mark Lanegan
Pubblicata nel 2018 nell'album Negative Capability

Scritta subito dopo gli attacchi terroristici a Parigi nel novembre 2015 che hanno fatto 130 morti tra cui 90 al Bataclan durante il concerto degli Eagles of Death Metal.
Ogni 70 anni i nazisti tornano sotto qualche forma... a 70 anni dalla fine dell'occupazione tedesca ecco i nazisti islamisti dell'ISIS a seminare il terrore a Parigi.

Questo pezzo è stato presentato per la prima volta proprio al Bataclan un anno dopo la strage.
Oh now Mama, don't you hear my plea?
(continua)
1/1/2019 - 23:04

Le fusillé

[1963]
Una poesia di Jacques Prévert, nella raccolta "Histoires, et d'autres histoires" del 1963
Musica di Maurice Fanon, in un album del 1968, senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Les fleurs les jardins les jets d’eau les sourires
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 22:06

La valse à soldats

[1966]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "Martine", dal brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Nous étions cent, greli grelo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:38
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Le général

[1968]
In un album senza titolo, altrimenti conosciuto con quello de "La chambre", il brano d'apertura.
Testo trovato su WikiParoles
Quand un général se mouche
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 21:31
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Alba meccanica

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
L'alba s'inventa una ruota a Torino
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/1/2019 - 20:46
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Fernando

L'ipotesi che tragga ispirazione dalla situazione del tempo in sud america può anche essere suggerito dalla introduzione suonata dalla quena, con note del condor pasa.
Moreno Demaria 1/1/2019 - 20:32
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La ballata dell'uomo di merda

Piero Milanesi
[15 maggio 2015]

Io, invece, per “inaugurare” questo non buon 2019 qua sul sito, ho scelto questa canzoncina trovata, lo ammetto, smanettando sul Tubo nella tarda sera di capodanno. La deve avere scritta il 15 maggio 2015, quindi tre anni e mezzo fa (come si evince dallo spartito presente nel filmato), Piero Milanesi: ma notizie certe sull'autore non ne ho purtroppo trovate (un tastierista di Rozzano Milanese?). Comunque sia, l'uomo di merda descritto da Piero Milanesi nella sua ballata non si è certo fermato a tre anni e mezzo fa: tutt'altro. Ha prosperato, si è espanso, diffuso, propagato capillarmente. Lo si può, attualmente, trovare non appena si mette il naso fuori di casa. Nell'anno appena trascorso, il 2018, secondo la logica è andato al potere in questo e in altri paesi di merda, simboleggiato e rappresentato perfettamente da tutta una serie di figure rappresentate nel filmato, e... (continua)
L'uomo di merda non è un termine volgare,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/1/2019 - 20:25

Biglietto di ritorno

Secondo me questa canzone è ispirata a Construção di Chico Buarque de Hollanda...
B.B. 1/1/2019 - 11:29
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Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers

Chanson italienne – Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers – Fabrizio De André – 1962


Introduction 2009

Riccardo Venturi avait fait une version de cette chanson dans un « françois d’époque », enfin disons, une manière de grommelot amélioré ; c’est une version très amusante. Celle, ici proposée, est plus contemporaine ; j’ose l’espérer assez distrayante.

On a tous dans l’oreille la chanson du Roi Renaud et de son lugubre destin : « Le Roi Renaud de guerre s’en revint portant ses tripes dans ses mains… ». J’aime à penser que Fabrizio connaissait ce destin du pauvre Renaud ; un destin de roi. Ceci donne tout le sel à sa chanson « Charles Martel de retour de la bataille de Poitiers », car – ainsi qu’on le verra – Charles revint vainqueur en portant tout autre chose que ses tripes dans ses mains. La donzelle l’apprit à ses dépens. De première part, en étant contrainte de laisser... (continua)
CHARLES MARTEL RETOUR DE LA BATAILLE DE POITIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/1/2019 - 09:21
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Canzone scritta su un muro

[1977]
Nell'album "Disoccupate le strade dai sogni"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.

Mi sono preso una licenza, ho cambiato un "carnevale" in un "capodanno", tanto Claudio è morto lo scorso agosto e non può più protestare. E forse sarebbe stato comunque d'accordo con me...
In ogni caso, di certo non una canzone immediata, facile e bellissima, ma un magnifico testo, pieno di verità, ancora oggi.
Salve ragazzo che passi il giorno
(continua)
inviata da Bernart Bartelby 1/1/2019 - 00:49
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La memoria

Leon Gieco y Roger Waters - La Memoria 10-11-2018

adriana 31/12/2018 - 17:53

Io voglio stare bene

[1977]
Scritta da Ricky Gianco e Gianfranco Manfredi
Singolo che costituiva al sigla di apertura del programma TV "Di chi è la salute"
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Il mio male non conosco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 14:00
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Ospedale militare

[1976]
Nell'album intitolato "Alla Mia Mam..."
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
(Non sono riuscito a trascrivere all'ascolto alcuni intermezzi parlati non presenti nel testo reperito)
Ma perché il mio letto devo farlo così?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 13:43
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Giro, giro, tondo

[1976]
Parole di Gianni Sassi (non accreditato), produttore e fondatore della Cramps Records
Musica di Patrizio Fariselli e Paolo Tofani
Nell'album "Maledetti (maudits)" (dove la copertina è dello stesso Gianni Sassi)
Testo trovato nel volume "Ma non è una malattia - Canzoni e movimento giovanile", a cura di Romano Madera, Savelli editore, 1978.
Gioco, gioco
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:57

Chanson en l’honneur des pavés

[1848]
Testo trovato su Histoire de France en Chansons
Ignoro chi sia Eugène Philippe, o Philippe Eugène... certamente prese parte ai moti rivoluzionari del 1848, quelli che misero fine al regno di Louis-Philippe (periodo della cosiddetta "Monarchia di Luglio") e portarono alla brevissima stagione della Seconda Repubblica. Da notare che il re Louis-Philippe abdicò senza far spargere il sangue dei parigini, mentre la Repubblica, nel giugno dello stesso anno, non esitò a farne strage, quando i socialisti scesero in strada per protestare contro la chiusura degli opifici nazionali...

Il dagherrotipo che segue testimonia come i pavés siato stati ovunque i protagonisti di quei giorni:

D'altra parte, "Paris qui n’est Paris qu’arrachant ses pavés", scriveva Louis Aragon in Plus belle que les larmes ("Les Yeux d'Elsa ", 1942)...
A leur fermeté, rendons grâce,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/12/2018 - 11:02
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El baile del Koyyaruna

[2018]

Album : El mito de la pérgola (Pascuala Ilabaca y Fauna)

Esta canción está dedicada a tantas personas que abandonan su lugar natal, su familia para buscar un trabajo. Esta poesía quiere recordarles que pueden abandonar un territorio geográfico, pero su origen, su mito, estará con ellos donde ellos estén.
En el video, el Kkoyaruna (minero en lengua quechua), es acompañado por un carnaval en el camino hacia la mina, los enmascarados danzantes y músicos, le recordamos que a través del rito del Carnaval puede depurar la degradación del trabajo y conectarse con su raíz. La grabación cuenta con queridos amigos invitados; Freddy Torrealba (charango), Alex Johnson (quena) y Francisca Vilches (trombón). El video fue grabado junto a la comparsa ̈La Gritona ̈ en el Aeródromo de Olmué , bajo la antigua mina del Cerro la Campana. Realización : Pablo Miranda Dinamarca
Dalla pagina youtube dell'artista
Mi mino-minoría
(continua)
inviata da adriana 31/12/2018 - 09:48
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Auprès de ma blonde (ou Le Prisonnier de Hollande)

anonimo
[fine 600]
Una canzone che risale al periodo immediatamente successivo a quello delle cosiddette "Guerre d'Olanda" (1672-78), combattute tra la Francia di Luigi XIV di Borbone – il Re Sole – ed un'alleanza variegata, composta da Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Spagna e Province Unite dei Paesi Bassi. Durante quel conflitto molti soldati e marinai francesi caddero prigionieri e restarono per diversi anni come ostaggi nelle mani della coalizione avversaria.
Tradizionalmente il testo viene attribuito a tal André Joubert du Collet, nativo dell'isola di Noirmoutiers, in Vandea, occupata dagli "olandesi" del 1674. André Joubert sarebbe stato sequestrato e imprigionato ad Amsterdam per alcuni anni, e durante quel soggiorno forzato avrebbe composto la canzone. Tuttavia l'attribuzione è molto dubbia per cui ho preferito lasciarla ad Anonimo.

Questa canzone è ancora oggi molto celebre nei paesi... (continua)
Dans les jardins d'mon père
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/12/2018 - 20:49
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Pushed

Historians have barely begun to document the terrible effects on Aboriginal people of the European invasion of Australia since 1788. One problem is that the European approach to evidence relies heavily on written documents. Indigenous memory on the other hand is found in oral narratives. This song tells the story of a massacre in the Central Tablelands of New South Wales and of the conflict over what counts as evidence. It is time we abandoned our patronising attitudes and acknowledged the validity of Indigenous epistemology.
Pushed!
(continua)
inviata da Tony Smith 29/12/2018 - 22:20
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Ho visto un re

Paolo Ciarchi racconta la genesi di "Ho visto un re".

Salvo Lo Galbo 29/12/2018 - 22:14
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Francine

[1940]
Scritta da Albert Willemetz, grande autore di operette e cabaret, e Casimir Oberfeld, celebre compositore degli “Années folles”, morto nel 1945 nel campo di sterminio di Auschwitz.
Willemetz e Oberfeld furono anche gli autori di Paris sera toujours Paris

Interpretata da Fernandel contro la voce francese della propaganda nazista, quel Paul Ferdonnet (1901-1945), giornalista e militante di estrema destra, che in Germania trasmetteva per "Radio-Stuttgart", propagandando il "service du travail obligatoire". Ferdonnet fu poi processato e giustiziato per collaborazionismo alla fine della guerra.
La canzone si trova in antologie come "Histoire de France en chansons, 1900-1949" e "Fernandel ‎– Félicie Aussi"
Méfie toi ma Francine
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2018 - 21:10
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Senza domande

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Delle antiche canzoni, non rimane che il suono.
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 18:08
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Breviario partigiano

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Breviario partigiano
(continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:55
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Il nemico

2015
Breviario Partigiano 1945-2015

Testo: Massimo Zamboni
Musica: Massimo Zamboni, Francesco magnelli, Giorgio Canali, Gianni Maroccolo
Ma io ho visto i morti sconosciuti, i morti repubblichini. Sono questi che mi hanno svegliato. Se un ignoto, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta e si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche vinto il nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l’ha sparso. Guardare certe morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui; non ci si sente capitati sul posto per caso. Si ha l’impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà Ci si sente umiliati perché si capisce – si tocca con gli occhi – che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiam... (continua)
inviata da Dq82 29/12/2018 - 17:38
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Anaciclosi

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Sara Benvenuti: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore

Anaciclosi, con Sara Benvenuti, rientra in ranghi molto placati a livello sonoro, con la chitarra classica che detta i ritmi e il flauto che aggiunge qualche nota più acuta.
negli alberghi di lusso
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 17:14
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L'anarchia

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Marco Rovelli: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore
Nei campi quando il sangue
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 16:57
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Classe borghese

2018
La febbre incendiaria

Liberamente tratto dal romanzo "La Storia" di Elsa Morante
Marco Cantini: voce e chitarra acustica
Nicola Pecci: voce
Francesco "Fry" Moneti (Modena City Ramblers): violino
Riccardo Galardini: chitarre elettrica e acustica
Lorenzo Forti: basso elettrico
Fabrizio Morganti: batteria
Lele Fontana: hammond
Gianfilippo Boni: piano
Claudio Giovagnoli: sax tenore

Classe Borghese (con Nicola Pecci) torna a toni drammatici, con un inizio tranquillo a livello di suoni e un climax drammatico inevitabile. Il personaggio centrale, così come nella precedente Classe operaia, è Davide Segre.
Davide ha un ricordo:
(continua)
inviata da DQ82 29/12/2018 - 16:39

Marche des Maquisards

[1944]
Parole di Jean Piemme
Musica di Louis Beirens
Con la seguente dedica: "Hommage de reconnaissance à tous ceux qui ont contribué à la Libération"
La fine dell'ultima strofa ha una variante in onore dei partigiani belgi.
Quand les all’mands sont arrivés
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2018 - 14:30
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Starman

[1972]
Scritta da David Bowie e inclusa all'ultimo momento nell'album "The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars"

"C’è un uomo delle stelle che sta aspettando in cielo
Ci ha detto di non rovinare tutto
Perché sa che ne vale la pena"
Hey now, now
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/12/2018 - 20:57
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Requiem for a Private War

[2018]
Scritta da Annie Lennox e H. Scott Salinas per la colonna sonora di "A Private War", un film diretto da Matthew Heineman e dedicato alla figura di Marie Colvin, giornalista statunitense, per anni corrispondente di guerra per The Sunday Times, che il 22 febbraio 2012 in Siria, nel corso dell'assedio di Homs, fu uccisa insieme al giovane fotoreporter francese Rémi Ochlik. Il governo di Damasco cercò di accreditare la tesi dell'esplosione di un IED dei combattenti antigovernativi ma tutte le testimonianze e le inchieste successive hanno dimostrato che il media center dove si trovavano le due vittime fu deliberatamente preso di mira dall'artiglieria dell'esercito di Assad...

Marie Colvin aveva 56 anni e portava sul corpo e nell'anima le ferite di molti conflitti di cui era stata testimone fin dalla metà degli anni 80...
Why do these cold stars burn bright, all these cold stars? (cold stars)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/12/2018 - 20:14
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Promemoria

poesia tratta dal volume: Il secondo libro delle filastrocche, edito da Einaudi nel 1985. E' una raccolta preparata dall'editore, scegliendo tra brani apparsi su riviste o ancora inediti.
Franz 28/12/2018 - 18:33
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Presente

2005
Presente

Si tratta di una raccolta contenente alcuni pezzi della sua carriera solista più un paio di inediti, tra i quali la title-track. Una dichiarazione d’amore nei confronti dei principali punti di riferimento artistici del cantante dei Litfiba, quasi un pantheon nel quale trovano spazio scrittori come Primo Levi o John Fante, rivoluzionari del calibro del Sub Comandante Marcos e musicisti quali Kurt Cobain e Chuck Berry. A colorare il tutto il ricordo di Andrea Pazienza, presente anche lui.
Si affolla strana gente
(continua)
inviata da DQ82 28/12/2018 - 15:45
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Strano paese

2014
Strano Paese

Il Paz amava dire d’essere nato a San Menaio, e di vivere tra Bologna e l’America. Al suo Gargano ha lasciato una struggente poesia, che la generosità di sua madre Giuliana Di Cretico, e l’estro di Umberto Sangiovanni e della Daunia Orchestra hanno trasformato in una canzone disperatamente attuale che racconta la Montagna del Sole nelle sue contraddizioni e nelle sue speranze e che speriamo diventi simbolo dell’orgoglio e della dignità del Gargano che non vuole arrendersi, un inno di futuro e di solidarietà.
A cantarla sono tanti grandi attori che hanno prestato gratuitamente la loro voce e le loro espressioni al progetto Il Mio Gargano. L’idea lanciata dall’impareggiabile Mario De Vivo e da Luigi Damiani, amico personale di Andrea Pazienza, è stata immediatamente raccolta da Nerì Marcorè e Paolo Sassanelli.
Protagonisti del progetto sono l’ensamble musicale della... (continua)
Sull’ asfalto delle tue autostrade
(continua)
inviata da Dq82 28/12/2018 - 15:34
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Frieden Und Freiheit

[2015]
Album : The Other Side

Franz Jacob (August 9, 1906 – September 18, 1944) was a German Resistance fighter against the National Socialists and a Communist politician.
Franz Jacob was a man, grandfather of a friend of yours
(continua)
inviata da DQ82 28/12/2018 - 14:29
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They All Sang the Internationale

[2015]

Album : The Other Side

Katharina Hochmuth Jacob (March 6, 1907 – August 23, 1989) was a teacher and member of the German Resistance movement against National Socialism. She was married to Franz Jacob, a German Resistance fighter who was executed by the Nazis.
Katharina Jacob, long before she took that name
(continua)
inviata da Dq82 28/12/2018 - 14:24
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Denmark 1943

[2015]
Album : The Other Side
When we heard the news that we were to be arrested
(continua)
inviata da Dq82 28/12/2018 - 14:14
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Altalena

Natale 2018

Solo un passaggio del brano 'Altalena': cantato dagli alunni dell'Istituto Trento 6, le elementari della Vela, ha spopolato sui social. Suona come una replica alle parole della consigliera provinciale leghista Katia Rossato - mamma di un alunno della scuola - secondo la quale "i bambini dei migranti si appropriano dei giochi del parco". Cantata alla festa natalizia della scuola, è stata scritta e composta dal maestro di musica e inglese Alessio Zeni. "I bambini conoscono i loro diritti e ne sono testimonianza - scrive in una nota la dirigente scolastica Paola Pasqualin - Spesso siamo noi adulti a scordarli, dimenticando anche i doveri che ogni diritto richiama".
Portami su, portami giù
(continua)
inviata da Dq82 28/12/2018 - 13:19
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Que te vomite dios

[2018]

Tango punk libertario compuesto para festejar los 5 años de la muerte del genocida JR. Videla

El video lo realizó la gente de Tango Crítico que es una agrupación de tango que milita en el ex centro clandestino de detención y tortura El Olimpo, donde fue filmado parte de este video. El resto tiene escenas grabadas en el teatro Brown de la Boca.
Jorge Rafael Videla, genocida miserable
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 11:48
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Las putas de San Julián

[2014]
Album : Tangos libertarios

LAS PUTAS DE SAN JULIAN -Breve relato histórico de Osvaldo Bayer

Cuando terminaron los fusilamientos de los peones rurales patagónicos, en 1922, el teniente coronel Varela les dio permiso a asus soldados para concurrir a los prostíbulos. Pero el 17 de febrero de ese año ocurrió un hecho sorprendente. Los únicos seres que reaccionaron contra los fusilamientos de las peonadas fueron las cinco prostitutas del prostíbulo "La Catalana", que se negaron a atender a los soldados, al grito de "asesinos, basuras, con asesinos no nos acostamos". Los soldados quisieron entrar a toda fuerza con las bayonetas, pero las prostitutas se defendieron con palos y escobas. Los soldados fueron vencidos y se retiraron. Las mujeres fueron llevadas presas y expulsadas de San Julián.
"Las putas de San Julián”
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 10:50
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Gaucho Facon Grande

[2014]
Album : Tangos libertarios

EL GAUCHO FACÓN. Breve relato histórico de Osvaldo Bayer

"Facón Grande" fue un gaucho entrerriano que en las huelgas patagónicas de los años 1922-22 salió en defensa de las peonadas
huelguistas. El derrotó en Jaramillo a las tropas del 10 de Caballería, fue atraído por el teniente coronel Varela para firmar la paz y cuando el gaucho se presentó, fue traicionado y fusilado. Pasó a ser le héroe de la gente humilde patagónica y tiene un monumento en Santa Cruz.
Así no se mata un criollo
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 10:37
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Vengador

[2014]
Album : Tangos libertarios

Letra: Osvaldo Bayer - Malena D´Alessio
Música:P.Bernaba

El anarquista alemán Kurt Gustav Wilckens fue el vengador de los peones rurales fusilados por el teniente coronel Varela y su regimiento 10 de Caballería en la Patagonia. Wilckens sostuvo que cuando no hay justicia en un país su pueblo puede hacerse justicia por su propia mano. Y así lo esperará en Palermo, el 27 de enero de 1923, a la salida de la casa del militar y primero le arrojará una bomba y luego le descargará su arma de fuego, de manera que el militar murió en el acto. Luego, Wilckens será asesinado en la cárcel. Y los anarquistas siempre lo titularon "Héroe del pueblo".


Si veda anche Patagonia de fuego. Cantata
Vengador, mataste al matador de ilusiones
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 10:25
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Chau Falcón, gracias Simón

[2014]
Album : Tangos libertarios

Letra Osvaldo Bayer -César De Carli
Música Pablo Bernaba

Chau Falcón, gracias Simón…prólogo de Osvaldo Bayer

El 1 de mayo de 1909 se realizaba una de las manifestaciones obreras más grandes de la historia argentina. Setenta mil obreros marcharon hacia el Congreso para recordar a los mártires de Chicago. El coronel Falcón, jefe de policía, ordenó reprimirlos cuando llegaron a la Plaza Lorea. A balazo limpio y la caballería a sablazos. Fue un crimen horrendo, nunca se sabrá el número de muertos. Meses después, el joven anarquista Simón Radowitzky lo hizo saltar por el aire a Falcón con una bomba. Murió poco después. Simón pasó veinte años en el penal de Ushuaia. Lo liberaron los obreros con la amenaza de una huelga total. Yrigoyen le dio la libertad pero lo expulsó al Uruguay.
Ramón Falcón,
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 10:16

Manoabierta

[2014]
Album : Tangos libertarios

Letra:Raúl Castro “Tinta Brava” y Osvaldo Bayer
Música: P. Bernaba

Anarquistas Expropiadores . Breve prólogo de Osvaldo Bayer

"Mano Abierta" se denominaban los anarquistas expropiadores, es decir, anarquistas que asaltaban y robaban a bancos, empresas y familias ricas para repartir ese dinero entre los pobres, o para editar libros con esa ideología o revistas. Actuaron en la década del veinte del siglo pasado. Algunos de ellos fueron muertos por la policía y otros pasaron largos años presos en la cárcel de Ushuaia. Los más notables fueron Miguel Arcángel Roscigna y Severino Di Giovanni
Gino Gatti, Roscigna y el flaco Morán
(continua)
inviata da adriana 28/12/2018 - 10:01




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