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Prima del 2016-10-25

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Omissis

2016
Stato d'eccezione

Omissis: parti di testo, parole o frasi di atti o documenti che sono state tralasciate o sottaciute in quanto ritenute non necessarie, o molto più spesso 'da secretare' per motivi di sicurezza militare o di convenienza politica. Per decenni e decenni gli 'omissis' hanno coperto nomi e responsabilità di mandanti, esecutori e complici delle stragi compiute durante il periodo della storia italiana che viene ricordato come come 'Strategia della Tensione'. A più riprese, ma anche recentemente, si è ricorso all'uso strumentale e politicamente propagandistico di annunci di 'desecretamento' di fonti che invece ancora ai giorni nostri sono chiuse e non lasciano fluire la verità sui misteri di quegli anni. Ciò che risulta lampante è la permanente mancanza di volontà politica di voler definitivamente fare chiarezza su quelle stragi di Stato e sui depistaggi conseguenti la cui... (continua)
Omissis…Omissis…Omissis!
(continua)
inviata da Dq82 25/10/2016 - 23:16

Let Us Have Peace

(1965)
Pubblicata su Broadside #82 luglio 1967

Slow, hymn-like
When all mankind forgets
(continua)
25/10/2016 - 23:14

War Blues

Ronnie Petersen
Well I'm thinkin' about the war
(continua)
25/10/2016 - 22:05

The Same Old Song

(1966)
da Broadside #78
My country, right or wrong, boys
(continua)
25/10/2016 - 21:51

Kriege wird es immer geben

[1947?]
Versi di Joachim Hackethal (1924-2003), attore e cabarettista tedesco
Musica degli Amnestierten
Trovo il testo sul bel lavoro di Christian Hörburger intitolato “Nihilisten - Pazifisten – Nestbeschmutzer. Gesichtete Zeit im Spiegel des Kabaretts”, 1993.

“Die Amnestierten, gli Amnistiati, fu un gruppo di Kabarett itinerante creato nel 1947 da alcuni studenti in filologia dell’Università di Kiel (Schleswig-Holstein, vicino al Mar Baltico) e capeggiato da Joachim Hackethal.
Gli Amnistiati cominciarono a esibirsi nella mensa universitaria dove avevano improvvisato un palcoscenico; cominciarono con le parodie di scrittori come Hermann Hesse e Thomas Mann.
Gli Amnistiati scorrazzavano per la tutta la Germania su un malconcio autobus rosso, si esibivano dove potevano, non conoscevano compromessi né tabù di sorta e distruggevano senza pietà “gli eterni valori tedeschi”: attaccavano... (continua)
Kriege wird es immer geben
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/10/2016 - 21:51

Amnestierten-Song

[1947]
Versi di Joachim Hackethal (1924-2003), attore e cabarettista tedesco
Musica degli Amnestierten
Trovo il testo sul bel lavoro di Christian Hörburger intitolato “Nihilisten - Pazifisten – Nestbeschmutzer. Gesichtete Zeit im Spiegel des Kabaretts”, 1993.
Il brano si può ascoltare nella corposa (in 7 CD!) raccolta “Kabarett 1946 – 1969” edita dalla tedesca Polyphon.

“Die Amnestierten, gli Amnistiati, fu un gruppo di Kabarett itinerante creato nel 1947 da alcuni studenti in filologia dell’Università di Kiel (Schleswig-Holstein, vicino al Mar Baltico) e capeggiato da Joachim Hackethal.
Gli Amnistiati cominciarono a esibirsi nella mensa universitaria dove avevano improvvisato un palcoscenico; cominciarono con le parodie di scrittori come Hermann Hesse e Thomas Mann.
Gli Amnistiati scorrazzavano per la tutta la Germania su un malconcio autobus rosso, si esibivano dove potevano, non... (continua)
Unbelastet,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/10/2016 - 21:19
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Corbari

2016
Stato d'eccezione

Operaio e attore in tempo di pace, Sirio Corbari divenne dopo l'8 settembre 1943 comandante di una unità partigiana indipendente, La Banda Corbari, che imperversò nella zona dell'Appennino tra Ravenna e Forlì, distinguendosi non solo nel compiere azioni militari di notevole ardimento, ma anche nella tendenza a porre l'avversario in situazioni ridicole, sfruttando l'elemento della derisione e della beffa quale arma propagandistica della propria lotta. Corbari non era particolarmente amato né dal CLN, che Iui stesso considerava vittima delle "beghe da politicanti", né dal PCI, che lo definiva spregiativamente "comunista romantico". Amato e sostenuto dalle popolazioni che vivevano nella sua zona di azione, Corbari divenne presto una sorta di mito che si alimentava continuamente di nuovi aneddoti e racconti. Caduto vittima di un tradimento, Corbari rimase ferito in uno... (continua)
Corbari è partigiano, è anche comandante
(continua)
inviata da Dq82 25/10/2016 - 12:59

Citizen of Wallonia ! Et ric et rac !

Citizen of Wallonia ! Et ric et rac !

Filastroque wallonne à l’usage des riches et des puissants d’Europe et du Nouveau Monde.
Marco Valdo M.I. – 2016



Lucien l’âne mon ami, tu te souviens sans doute de cette récente version française d’une chanson de Dario Fo, intitulée « Peuple qui de toujours » (Popolo che da sempre) et du commentaire où je faisais allusion à la petite ritournelle de révolte wallonne : « Et ric et rac ». Eh bien, aujourd’hui, je vais en faire une chanson pour saluer la résistance qui se dessine face aux impératifs des grands d’Europe et du Nouveau Monde par le biais du refus d’accepter le fait accompli du CETA.

« Et ric et rac ! », c’est formidable, Marco Valdo M.I., car je l’aime bien cette ritournelle. Et puis, c’est bien mieux et moins langoureux que « Ma Cabane au Canada », qui comme tout le monde sait « est blottie au fond des bois, on y voit des écureuils sur... (continua)
Citizen of Wallonia !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 25/10/2016 - 12:28
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Memoria con divisa

2016
Stato d'eccezione

Risposta a Cristicchi e all'operazione di propaganda avviata con lo spettacolo Magazzino 18.

Dopo un ventennio di martellante e grossolano "revisionismo", la memoria storica degli italiani assume un carattere autoassolutorio grottesco; così oggi, per esempio, i più sanno - com'è giusto che sia - cosa sono le foibe e l'esodo degli italiani dall'Istria, ma ignorano che nell'Aprile 1941 l'Italia alleata della Germania nazista invase la Jugoslavia, annettendosi con le armi interi territori e attuando una criminale bonifica etnica con la deportazione di interi villaggi. Per non parlare delle nostre avventure coloniali, culminate con la guerra d'Etiopia e "l'impiego di gas di qualunque specie e su qualunque scala" (parole del Duce). Ha scritto Angelo Del Boca: "Gli italiani, però, si differenziano nettamente dagli altri popoli per il continuo ricorso a uno strumento autoconsolatorio,... (continua)
Mistificatore della storia
(continua)
inviata da Dq82 25/10/2016 - 12:14

Leg weg das Strickzeug, liebe Olga

anonimo
[fine 1944]
Parole e musica di autore anonimo.
Trovo il testo sul bel lavoro di Christian Hörburger intitolato “Nihilisten - Pazifisten – Nestbeschmutzer. Gesichtete Zeit im Spiegel des Kabaretts”, 1993.

Si tratta di versi stampati su fogli volanti che comparvero a Berlino alla fine del 1944, quando ormai la Germania era sull’orlo della capitolazione ed Hitler chiamava a raccolta il “Volkssturm”, letteralmente “Assalto popolare”, una milizia di vecchi e ragazzini e anche invalidi e donne, armati con qualche fucile e Panzerfaust, che avrebbe dovuto opporsi alle armate sovietiche ed alleate in inarrestabile avanzata…
Leg weg das Strickzeug, liebe Olga,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/10/2016 - 08:51

Truce Carol

(1966)

Parole e musica di Mike Kellin
da Broadside #77

Un appello dal Vietnam per una tregua di Natale, come nella prima guerra mondiale che duri però non trenta giorni ma almeno trent'anni.
The news is out tonight we're gonna stop the fight,
(continua)
24/10/2016 - 23:22

Found in a Pocket

(1966)
Parole e musica di Will McLean
Pubblicato su Broadside #77 dicembre 1966
Dear Mom and Dad, please don't be sad
(continua)
24/10/2016 - 22:26

Talking Ole Miss

Gene Greenblath
Broadside #16, november 1962

"A Louisiana legislator has predicted that Negro stUdent James Mere-dith will be killed if he remains at the University of Mississippi. State Rep. Wellborn Jack of Shreveport told a White Citizens Council rally, .that he had met persons in Mississippi who will kill Meredith as soon as there is a chance. Meredith himself shrugged off the warning~ "Negroes have been getting threats as long as there have been Negroes in Mississippi and one more. doesn't make any difference" he said. N.Y. POST, Tuesday, November 13, 1962....

Il 29 settembre 1962, James Howard Meredith dichiarò la sua intenzione di iscriversi all'Università del Mississippi e il giorno seguente divenne il primo studente afro-americano ad essere iscritto presso tale istituto.[1] Il suo ingresso era già stato ostacolato dal governatore segregazionista Ross Barnett, sebbene precedentemente si era pronunciato... (continua)
Well, if you wanna go to college down in Mississippi,
(continua)
inviata da Dq82 24/10/2016 - 21:45
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Recoged esta voz

[1937]
Versi del grande poeta e drammaturgo spagnolo, nella raccolta “Viento del pueblo. Poesía en la guerra” pubblicata a Valencia dal Socorro Rojo Internacional nel 1937, nel pieno della guerra civile.
Su YouTube trovo un paio di versioni (parziali) musicate di questa poesia. La principale è quella del cantautore e chitarrista Rubén Suárez.
I

(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/10/2016 - 08:27
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El pueblo unido jamás será vencido

Here's an audio link to El pueblo unido jamás será vencido performed live at a solidarity concert in Helsinki in January 1974 by Quilapayún together with the Finnish song group Agit Prop:



And here's a story behind the song:

At the time of the Chilean coup d'etat in the fall of 1973, Quilapayún were in Finland. Soon after the incidents of the first nine-eleven, a solidarity concert was arranged at the Old Student House in Helsinki. The concert started with one of the members of Quilapayún announcing from the stage that they had just become refugees having heard that there was no return for them to Chile.

Another Chile solidarity concert was then arranged in January 1974 at the Helsinki Exhibition Hall with Quilapayún together with Agit Prop performing in front of a full house including our then President Mr. Kekkonen. That was my first time ever to hear El pueblo unido jamás será vencido... (continua)
Juha Rämö 23/10/2016 - 22:58
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Si me matan, bueno (Ante la vida, sereno)‎

Nel 1967 questa poesia di Miguel Hernández‎ fu messa in musica da Sergio Liberovici nel suo album "Ogni giorno, tutti i giorni", edito da I Dischi del Sole. Il titolo del brano è "Ante la vida".
Bernart Bartleby 23/10/2016 - 21:30

Lullaby

(1966)
Parole di Aaron Kramer
Musica di Waldemar Hille
Pubblicata su Broadside 75 ottobre 1966
Hush-a by baby no sense in weeping
(continua)
23/10/2016 - 21:21

Time-O

(1973)
Album: Honor Thy Womanself 1973
Parole e musica di Carolyn McDade

Pubblicata su Broadside 126
It's time-o, time-o, time-o, time that we are changing;
(continua)
23/10/2016 - 19:13
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Everybody Wants Freedom

anonimo
Testo trovato sul Broadside #8, giugno 1962
Learned from Len Holt of Norfolk, Virginia
Tune: Amen

You just go on and on improvising as you go, and getting in lots of rich harmony. This song is an example of how in the integration movement in the Southern states new words are always being put to old tunes, at meetings, on picket lines and in jail. Like this ones most of the tunes-are old church hymns.

pubblicato nel 1965
Freedom Songs: Selma, Alabama

On February 18th, 1965, Jimmie Lee Jackson was fatally shot by an Alabama state trooper during a peaceful protest. The shooting inspired a march from Selma to Montgomery on March 7th. As the six hundred protesters reached the Edmund Pettus Bridge to cross the Alabama River, state troopers and local police blocked their path and ordered them to turn around. When the protesters refused, officers shot tear gas and beat some of the protesters... (continua)
Everybody wants freedom
(continua)
inviata da dq82 23/10/2016 - 18:49

Your Dirty Little Wars (The Ballad of Frederic Cheydleur)

Marti Rogers
(1967)

Parole e musica di Marti Rogers
Pubblicato su Broadside #117 del 1972

Frederic Cheydleur era un volontario appartenente all'International Voluntary Services, un'associazione di ispirazione cristiano-pacifista (ma aperta a tutti) che mandava volontari in progetti di sviluppo nei paesi del Terzo Mondo.

Frederic era quacchero e pacifista. Fu mandato in Laos dove fu ucciso nel 1967 a soli ventinove anni, probabilmente perché scambiato per una spia dell'esercito americano.
I'll tell you of a man named Fred
(continua)
23/10/2016 - 18:41
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Andorra

VAL SHENSON sends along these additional verses for "Andorra", which appeared in BROADSIDE # 5:
(from Broadside # 6, maggio 1962)
One day a councilman rose to say, "I think we're behind the times,
(continua)
inviata da dq82 23/10/2016 - 18:28

The Ballad of Jerry Norman Duffy

(1972)

Da Broadside #117 gennaio/febbraio 1972
Jerry Norman Duffy was just twenty years old
(continua)
23/10/2016 - 18:22
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El pueblo no olvidará

KANSA EI UNOHDA
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/10/2016 - 15:59
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E qualcuno poi disse

Terapia o tortura?
(estratto da La fabbrica della cura mentale – elèuthera 2013)
di Piero Cipriano

[...]
Il rapporto tra torturato e torturatore non è, talvolta, molto diverso dal rapporto che lega il ricoverato in SPDC con lo psichiatra che lo lega al letto.
Trascriverò, in corsivo, alcune considerazioni di Françoise Sironi, una delle maggiori esperte al mondo in tema di tortura, tratte dal suo libro, Persecutori e vittime. Proverò a riformulare le sue stesse affermazioni, adattandole al mondo dell’assistenza psichiatrica.
Come si può curare chi è stato vittima di torture? Io la riformulo: come si può pensare di curare chi ha subìto un ricovero psichiatrico, magari coatto, dove è stato immobilizzato, legato, sedato, addormentato con una terapia del sonno? Come può la psichiatria curare una vittima della psichiatria? Come può lo psichiatra curare ciò che lui stesso ha prodotto?
La... (continua)
daniela -k.d.- 23/10/2016 - 14:04

Only Time Will Tell

Bobby Donaghey
(1971)
da Broadside #114
Three men went searchin'
(continua)
23/10/2016 - 12:02
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The Ballad of Mark Clark and Fred Hampton

(1970)
Album: "Bob Gibson"
Written by Bob Gibson & Marion Fisher

Pubblicato su Broadside #108

Dedicata a Fred Hampton, leader delle Black Panthers, e alla sua guardia del corpo Mark Clark, uccisi a tradimento nel sonno da agenti dell'FBI a Chicago il 4 dicembre 1969. Vedere anche No More e Citazione da George L. Jackson.
It was black as night at 5 AM that cold December morning
(continua)
23/10/2016 - 11:15
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Blowin' in the Wind

Una nota apparsa su Broadside 108 che propone un'interessante interpretazione dei versi di questa celeberrima canzone:

Many people have sung Bob Dylan's BLOWIN' IN THE WIND without realizing it is an attack on the flag. The title fits a quote from Emerson where he wondered about the things men will do just because of "an old rag of bunting blowing in the wind." "The answer, my friend..."
23/10/2016 - 11:02
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Luang Prabang

23 ottobre 2016, 10:26
LUANG PRABANG
(continua)
23/10/2016 - 10:26

The Big Mistake at Songmy

Duke Rank
Pubblicata su Broadside #105 febbraio/marzo 1970

Sul massacro di My Lay si veda Everybody's Got A Right To Live di Pete Seeger

This broadside ballad was composed as a song for St. Cecilia's Day, Nov. 22,1969.
It can be sung to several traditional ballad melodies.
Duke Rank
"The big mistake at Songmy," the young Lieutenant said,
(continua)
22/10/2016 - 23:27
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Gia tài của mẹ

pubblicato su Broadside #99, Giugno 1969
A MOTHER'S GIFT
(continua)
22/10/2016 - 22:04

Song of the Sixties

Andrew Wilde
(1968)
Pubblicata su Broadside #98 maggio 1969

Non ho trovato nessuna informazione sull'autore di questa "canzone degli anni '60". Nonostante la propaganda riportasse che le "perdite sono limitate", nel maggio 1969 già 35000 soldati erano morti in Vietnam, di cui 10000 dall'inizio dei colloqui di pace nel maggio 1968.
Mrs. Brown, Mrs Brown
(continua)
22/10/2016 - 21:38
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Masters Of War

FINLANDESE / FINNISH - Juha Rämö

Traduzione / Translation / Traduction / Suomennos: Juha Rämö

My heartiest congratulations to Mr. Zimmerman for the Nobel Prize. This song is one of the many by him that undoubtedly justifies the decision of the Swedish Academy.
SODAN TAKAPIRUT
(continua)
inviata da Juha Rämö 22/10/2016 - 16:58
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Die Stasi-Ballade

Versione greca di Θάνος Μικρούτσικος/Thanos Mikroutsikos, Μαρία Δημητριάδη/Maria Dimitriadi: Nâzim Hikmet, Wolf Biermann ‎– Πολιτικά Τραγούδια (1975)


ΜΠΑΛΆΝΤΑ ΓΙΑ ΤΟΥΣ ΑΣΦΑΛΊΤΕΣ
(continua)
22/10/2016 - 11:58
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Inno a Oberdan

anonimo
Dallo spettacolo "Passeranno gli anni dei nostri tormenti"
Giromini-Rosignoli-Pelosi
daniela -k.d.- 22/10/2016 - 11:04
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Brigante se more

Ho letto con interesse la discussione e penso che questa bella canzone rispecchi i sentimenti e la coscienza dei "briganti", ma allo stesso tempo, proprio perché non è una canzone dell'epoca non si può sapere se i due versi incriminati sarebbero stati accettati dalle comunità dei combattenti. Manipolare i versi di una canzone spacciandoli per originali è sempre un operazione scorretta dal punto di vista letterario e artistico, ma ciò non significa che dal punto di vista storico ciò non abbia un senso. La canzone di Bennato e D'Angiò resta una interpretazione dei fatti ben documentata, ma comunque influenzata da ideologie e giudizi che non appartengono all'epoca narrata, ma agli anni settanta in cui era difficilissimo immedesimarsi nel tipo di fede cristiana, non proprio bigotta, e di fedeltà, neanch'essa bigotta, ai Borboni. Resta interessante comunque la posizione immaginata del brigante... (continua)
Gianlu 22/10/2016 - 10:30




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