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Il ballo di Aureliano

Chanson italienne – Il ballo di Aureliano – Modena City Ramblers - 1997

Dédiée à Nestor Cartolini, commandant du « TupacAmaru », groupe de guérilla guévariste du Pérou.

Alberto Cottica explique : « Un certain Fujimori, d'origine japonaise mais né au Pérou, fut élu démocratiquement Président ; un beau jour, il décide de suspendre pour une durée indéterminé les élections et réalise une espèce d'auto-coup d'état. Il est le président et il gouverne. Il gouverne un peu bien et un peu mal. M. Cartolini pense qu'il gouverne plus mal que bien, et en ne trouvant pas une manière civile et démocratique pour protester vu que M. Fujimori contrôle aussi tant de « belles affaires », il décide d'occuper l'ambassade japonaise pendant une réception où il y a les diplomates de tout le monde. On les retient sans aucune violence, en libérant un peu à la fois pendant qu'ils cherchent une négociation avec les... (continua)
LE BAL D'AURÉLIEN
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/8/2014 - 20:58

Inno a Di Vittorio (Musica e versi veritieri di Giuseppe Angione su Giuseppe Di Vittorio undicenne)

Un episodio della vita di Giuseppe Di Vittorio, custodito gelosamente dai miei nonni prima, dai miei genitori e da me poi, solo per paura delle ritorsioni da parte dei fascisti, abbiamo taciuto. Don Peppino, per gli amici doveva uscire dal carcere di Turi e non sapeva dove fermarsi a dormire. Nella città di Bari la madre la moglie e la figlia di pochi anni lo aspettavano in un albergo di via Sparano, una carrozza da Bari vola verso Turi, preleva Don Peppino e si dirige di corsa a Bari, una fermata all'albergo e poi via verso la periferia...C'è altro da raccontare.
Anna Sciacovelli 7/8/2014 - 18:38

Arawak

2007
Shalom

(C.T.D Toro – P.D’Angelo)


Gli Arawak o "Aruak" (Aruachi in italiano), conosciuti anche come Arahuacos o Aruacos (da aru, ovvero fiore di manioca), rappresentano, secondo alcuni, la famiglia linguistica dei popoli amerindi pre-colombiani con maggiori diversità linguistiche, interessando dall'area dei Caraibi fino al nord dell'Argentina.

Si tratta di una popolazione indigena delle regioni centromeridionali dell'America meridionale. I nuclei più consistenti sono le tribù stanziate in Venezuela, in Colombia e nel Brasile nord-occidentale. Gli Aruachi sono i tipici rappresentanti della cultura amazzonica.

Tra questi popoli si distinsero i Taino che si erano stanziati nelle Grandi Antille, tra cui i Lucayan alle Bahamas e i Bimini in Florida. Vi erano poi i Nepoya e i Suppoyo nell'isola di Trinidad e gli Igneri, che si pensa avessero preceduto i Caribi nelle Piccole Antille assieme... (continua)
Séme partite da lu Venezuéle,
(continua)
inviata da DonQuijote82 7/8/2014 - 18:23

Precario

2011
Welcome to the green land

(Ugo Trevale - Claudio Toni Di Toro / Ugo Trevale)
A la vite so' precarie
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/8/2014 - 18:18

Diversi

2011
Welcome to the green land

(Ugo Trevale)
Il mio nome non importa non importa a nessuno
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/8/2014 - 18:17

Welcome to the green land

2011
Welcome to the green land

(Ugo Trevale - Claudio Toni Di Toro / Ugo Trevale)
Welcome to the green land
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/8/2014 - 18:13

The Sleeper Cutters’ Camp

[1917]
Parole di Dan Sheahan, contadino poeta del Queensland australiano, finito a combattere sul fronte francese. Scrisse questi versi nel giugno del 1917 a Messines, Fiandre occidentali. La musica fu scritta molti anni dopo da Denis Kevans (1939–2005) poeta, songwriter e folk singer di Canberra.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Una canzone che in Australia divenne subito molto popolare ma che fu severamente bandita dalla commissione di censura del Commonwealth…
My sole address at present is a battle-field in France,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 15:08

Billy Hughes

[1916]
Canzone di autore anonimo rivolta contro Billy Hughes, politico laburista e all’epoca primo ministro australiano, accesso interventista e fautore della coscrizione obbligatoria per la Grande Guerra.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Billy Hughes divenne primo ministro alla fine del 1915 e, soprattutto dopo le ingenti perdite subite dall’esercito nel luglio ed agosto 1916, appoggiò risolutamente i generali che chiedevano l’estensione della coscrizione obbligatoria, fino a qual momento prevista solo per la difesa nazionale e non per guerre oltreoceano. Billy Hughes era osteggiato persino dai due terzi del suo partito ma ciò nonostante volle promuovere un referendum per estendere la coscrizione: lo perse, e fu anche espulso dal partito laburista.
That dirty traitor Billy Hughes is trying to introduce
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 14:50

To Arms!

[1915]
Da un celebre manifesto anti-coscrizione realizzato nel 1915 dall’IWW, gli Industrial Workers of the World, meglio conosciuti come Wobblies.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.
To Arms!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 14:14

Hiding in the Ammunition Van

Una canzone appresa dall’informatrice Maysie Tucker di Salt Ash, New South Wales.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Canzone che racconta di disertori (questi poco accorti, visto che si vanno a nascondere nel carro delle munizioni!!!)
Le sue versioni sono molteplici perché il testo fu ripreso dalle truppe australiane durante la Grande Guerra, ma l’originale risale alle guerre anglo-boere di fine 800… C’è poi un riferimento a Timbuktu e alle truppe francesi e quindi anche alla dominazione francese nel Mali.
Have I been in battle? Have I been in gaol?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 13:53

The Jester in the Trench

[1915]
Versi di Leon Maxwell Gellert (1892–1977), poeta australiano.

Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

La morte che arriva improvvisa, il colpo di un cecchino che uccide il più divertente dei propri compagni proprio nel bel mezzo di un racconto o di una barzellette… Mentre tutti intorno a lui si preparavano a ridere, ancora una volta e nonostante la guerra, ecco che la morte fa scendere il suo gelo tra gli uomini nella trincea: “… E con la sua barzelletta rimasta sulle labbra, ancora appoggiato al suo fucile, lo lasciarono lì – morto.”
Una scena che l’autore visse di sicuro direttamente, perchè Leon Gellert combattè nella campagna dei Dardanelli fin dal suo inizio (25 aprile 1915) e nel giugno del 1916 fu gravemente ferito e rimpatriato.
“That just reminds me of a yarn,” he said,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 13:27

War!

[1915]
Versi di Leon Maxwell Gellert (1892–1977), poeta australiano.

Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

La morte come sollievo alle sofferenze della guerra…
Una descrizione che credo autobiografica, perché Leon Gellert combattè nella campagna dei Dardanelli fin dal suo inizio (25 aprile 1915) e nel giugno del 1916 fu gravemente ferito e rimpatriato.
When my poor body died, - Alas!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 11:56
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Hic Jacet

[1916]
Versi di Thomas Henry “Crosscut” Wilson (1867-1925), poeta australiano che combattè volontario a Gallipoli (mentendo sulla propria età, che non avrebbe potuto arruolarsi a 47 anni).
Musica di Bob Rummery, cantante, musicista e ricercatore folklorico australiano.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Una poesia sulla pietà umana.
Nel novembre del 1916 a Thomas Wilson fu ordinato di andare a seppellire il cadavere di un soldato turco, ucciso vicino alle linee dell’ANZAC, che stava lì ormai da giorni a putrefarsi, appestando l’aria. Convinto di riuscire a fare tutto in fretta e senza vomitare, il nostro soldato scopre stretta nella mano del nemico, ridotta ormai ad una poltiglia nauseabonda,... (continua)
I buried a Turk in a darksome gorge by officer's orders one evening grey –
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 11:39

Sing Me to Sleep

[1915-16]
Scritta da tal Arthur Buchannan, che combattè a Gallipoli tra le fila dell’ANZAC.
Si tratta di una parodia di una canzoncina dallo stesso titolo molto famosa all’epoca (di Clifton Bingham ed Edwin Greene, 1902)
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Più di 11.000 soldati australiani e neozelandesi morirono nel corso della campagna dei Dardanelli, in luoghi come Suvla, Anzac Cove (Arıburnu), Lone Pine (Kanlı Sırt), Gallipoli (Gelibolu Yarımadası)…
Sing me to sleep where bullets fall,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 10:40

Friday 14th May

[1915]
Versi scritti da tal Cooper, un sergente neozelandese dell’ANZAC inviato a combattere nei Dardanelli.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui i Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

La monotonia della vita di guerra, con la morte sempre dietro l’angolo e l’attaccamento alle piccole cose, come una buona vecchia pipa portata da casa…
Same work
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 10:16

The Route March

[1915]
Parole di Henry Lawson (1867-1922), scrittore e poeta australiano.

Musica di Cathie O’Sullivan (1979), cantante e compositrice australiana, virtuosa dell’arpa celtica.

Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui I Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.
Did you hear the children singing, O my brothers?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 10:01

ANZAC Cove

[1915]
Parole di Leon Gellert
Musica di Bob Rummery, cantante, musicista e ricercatore folklorico australiano.
Nel disco intitolato “The Riderless Horse - An Australian Impression of World War 1” (2004) in cui I Roweth, musicisti australiani, hanno raccolto più di 30 canzoni e poesie dal primo e dal secondo fronte durante la Grande Guerra.

Leon Gellert era nato ad Adelaide nel 1892. Fu uno dei primi australiani ad essere spedito al fronte, sui Dardanelli. Prese parte alla terribile campagna di Gallipoli (25 aprile 1915 - 9 gennaio 1916, mezzo milione di morti), fu gravemente ferito e rimpatriato.

ANZAC è l'acronimo con cui è conosciuto l'Australian and New Zealand Army Corps.
ANZAC Cove è il nome che fu dato ad una baia di Gallipoli dove il corpo di spedizione austrialiano sbarcò il 25 aprile 1915.
There’s a lonely stretch of hillocks;
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 09:43
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The Second Front Song

[1944 o 45?]
Scritta da Ewan MacColl e firmata col suo vero nome, James Henry Miller.
Il testo di MacColl è però certamente basato su di una canzone soldatesca.
La melodia è quella della popolare scozzese “Musselburgh Fair”.
Nel disco intitolato “Barrack-Room Ballads” (o “Bundook Ballads”) pubblicato per la prima volta nel 1958, con Peggy Seeger, Jimmie MacGregor e John Cole.
Testo trovato sull’immancabile Mudcat Café

Non proprio una CCG, piuttosto una canzone che descrive una delle tante miserie delle guerre…
Il “secondo fronte” è quello di casa, dove chi resta – madri, mogli, compagne e figli – è costretto a combattere a sua volta contro i razionamenti, contro le imposte di guerra, contro una vita sempre più difficile man mano che il conflitto prosegue, e anche contro la solitudine…
Non proprio una CCG ma senz’altro una canzone ben poco patriottica…
Now, my boys, if you will listen, I'll sing you a little song.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/8/2014 - 09:14
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Spóźnione pytania

Usiądź! Porozmawiać z Tobą chcę
(continua)
inviata da krzyś 7/8/2014 - 07:27
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Pasta nera

Chanson italienne – Pasta nera – Modena City Ramblers – 2013

« Rien de nouveau sur le front occidental » est un double album des Modena City Ramblers, le treizième de leur carrière.Les dix-huit les chansons contenues dans l'album ont été écrites, arrangées et produites par les Modena City Ramblers.

Face A: Niente di nuovo: Niente di nuovo sul fronte occidentale - Occupy World Street - È primavera - C'era Una Volta - La Guèra D'L Baròt - Pasta nera - Fiori d'Arancio e Baci di Caffè - La luna di Ferrara- Beppe e Tore
Face B: Sul fronte occidentale: Il Violino di Luigi - Due magliette rosse - Tarantella Tarantò - La Strage delle fonderie - Afro - Kingstown Regatta - Il giorno che il cielo cadde su Bologna - Nostra Signora dei Depistati - Briciole e spine

Entre 1945 et 1952, plus de 70.000 enfants du Sud (de l'Italie) plus mal en point, furent reçus temporairement par des familles du Centre-Nord.... (continua)
PÂTES NOIRES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/8/2014 - 21:42
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Ballada o Bieli

12.09.1987
Testo e musica di Jacek Kaczmarski
La canzone era presente sulle diverse musicassette edite clandestinamente sul finire degli anni '80, quando Kaczmarski lavorava a Monaco di Baviera per Radio Free Europe.
La prima cassetta ufficiale che la contiene è intitolata "Kosmopolak" ed è uscita nel 1991
Il testo da http://www.kaczmarski.art.pl/index.php
Są narody, które znają
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 6/8/2014 - 17:35
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El adiós del soldado

L'ADDIO DEL SOLDATO
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 6/8/2014 - 17:33
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Custer's Blues

Recorded in 1987
Published in 2001 in "Too close too Heaven"



George Armstrong Custer (New Rumley, 5 dicembre 1839 – Little Bighorn, 25 giugno 1876) è stato un generale statunitense. Fu ufficiale dell'Esercito degli Stati Uniti e comandante della cavalleria durante la guerra di secessione statunitense e le guerre indiane. Cresciuto nel Michigan e nell'Ohio, Custer venne ammesso a West Point nel 1858, dove si diplomò ultimo della sua classe. Comunque con lo scoppio della guerra civile statunitense venne chiamato a servire nell'esercito dell'Unione.

Durante la guerra civile si guadagnò una buona reputazione. Prese parte alla prima battaglia di Bull Run e la sua carriera fu aiutata dalla sua associazione con diversi importanti ufficiali e si dimostrò un efficace comandante di cavalleria. Venne infine promosso al rango temporaneo (brevetto) di maggior generale e al termine della guerra venne... (continua)
Well, you look just like General Custer
(continua)
inviata da DoNQuijote82 6/8/2014 - 15:12
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Out in the Country

[1969]
Scritta da Paul Williams e Roger Nichols.
Nell’album dei Three Dog Night intitolato “It Ain't Easy” pubblicato nel 1970.
Whenever I need to leave it all behind
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/8/2014 - 14:29
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God Bless the Grass

[1964]
Parole e musica di Malvina Reynolds.
Nel suo disco intitolato “Malvina Reynolds Sings the Truth”, pubblicato nel 1967 e poi riedito nel 2008.

La incise però prima di lei Pete Seeger, utilizzandola come titolo del suo album del 1966.

Una canzone dai significati molteplici, da quello ambientalista alla celebrazione del movimento per i diritti civili, di cui il crescere inarrestabile dell’erba è metafora… Ma soprattutto Malvina Reynolds scrisse queste strofe dopo l’assassinio del presidente John Kennedy, un trauma collettivo mai completamente rimarginato (come quello della guerra in Vietnam, di cui Kennedy fu peraltro uno degli iniziatori: “Abbiamo un problema: rendere credibile la nostra potenza. Il Vietnam è il posto giusto per dimostrarlo”, dichiarò in un’intervista nel 1961…)
God bless the grass that grows thru the crack.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/8/2014 - 11:54
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Seminole Wind

[1991]
Parole e musica di John Anderson
La canzone che dà il titolo al suo album pubblicato nel 1992.

A proposito dei Seminole della Florida e della loro eroica ma inutile resistenza si vedano anche Dade’s Massacre e Osceola's Last Words. Quest’ultima è dedicata al capo seminole Osceola, citato anche in questa canzone di John Anderson.
Ever since the days of old,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/8/2014 - 11:24
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Seasons End

[1989]
La canzone che dà il titolo al quinto album del gruppo britannico, il primo senza la voce di Fish, sostituito da Steve Hogarth.
Getting close to seasons end
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/8/2014 - 10:58
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Biko

...e gli occhi del mondo ecc ecc, a me piace pensare che PG mettendoci le cornamuse in sottofodo voglia dire CI stanno guardando, noi bianchi inglesi,principali artefici e sostenitori di quella cosa orrenda che si chiama apparteid. Fabrizio.
fabrizio 6/8/2014 - 03:22
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Il lago che combatte

Ogni tanto una buona notizia

Sì, il lago è di tutti e di tutte

Comune-info| 1 agosto 2014

Il lago della ex Snia sarà il lago di tutti e di tutte, sarà il lago di Roma. Nella notte del 31 luglio. in mezzo a mille provvedimenti approvati dal Comune di Roma per il Bilancio 2014, è passato anche un primo stanziamento per completare il parco del lago naturale ex Snia e aprire finalmente l’ingresso su via di Portonaccio. Una vittoria importante per una battaglia che dura da quasi vent’anni e che negli ultimi mesi ha coinvolto cittadini, associazioni e artisti.

“Con gioia prendiamo atto che il primo impegno formale da parte del Comune di Roma per salvare il lago è stato preso – scrivono su facebook quelli del Forum del Parco delle energie lago ex Snia – Con il voto di questa notte l’assemblea capitolina ha stanziato i primi 500.000 euro per la realizzazione del parco. Ora seguiremo tutti i... (continua)
DonQuijote82 6/8/2014 - 00:05
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È primavera

Chanson italienne – È primavera – Modena City Ramblers – 2013

Avant de parler de la chanson elle-même, avais-tu remarqué, Lucien l'âne mon ami, que l'album d'où elle est tirée porte un titre (Niente di nuovo sul fronte occidentale : Rien de nouveau sur le front occidental) qui semble inspiré du titre d'un roman d'un des personnages-clés de nos Histoires d'Allemagne, l'écrivain Erich Maria Remarque Boue, bombe, bruit et brouillard qui écrivit « À l'Ouest, rien de nouveau »... Je dis ça, car cette Guerre-là commençait il y a tout juste cent ans... Maintenant, la chanson s'intitule « È primavera », que j'ai traduit par « C'est le printemps »... Elle parle du Printemps arabe... Le printemps arabe ? Selon Wiki, en langue française, l'origine du terme « printemps arabe » renverrait aux épisodes relativement comparables que connut l’Europe en 1848. On sait ce qui s'en suivit...

En effet, le... (continua)
C'EST LE PRINTEMPS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 5/8/2014 - 21:33
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La mia lettera

2014
Minoranza rumorosa
Non mi avrai mai nell'eternità,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 5/8/2014 - 21:22
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Il mondo in tasca

Se dice sempre culo perche debe essere usciti da li e no davanti
Abdul 5/8/2014 - 20:37
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Comunque Dada

2014
Museica


Dada e il Cabaret Voltaire
di Domenico Letizia
L’arte dada è l’arte dell’anti-arte.

A Zurigo, nella neutrale Svizzera, nell’ambiente intellettuale cosmopolita e illuminato formato da coloro che vi avevano trovato riparo dai sanguinosi orrori della Grande Guerra, nasce l’idea di dada. Sul significato della parola dada, i dadaisti ne hanno dette tante, in assenza di vere certezze risulta comunque chiaro il valore di non senso che la parola esprime. All’inizio “Dada” è anche l’idea di una rivista. Ne progetta il tutto, lo scrittore e uomo di teatro tedesco, Hugo Ball, nella pagina di una pubblicazione di carattere artistico e letterario apparsa nel maggio 1913, con il nome di “Cabaret Voltaire”. “Il piccolo fascicolo che pubblichiamo oggi è frutto della nostra iniziativa e della collaborazione dei nostri amici in Francia, in Italia e in Russia. Esso deve indicare l’attività... (continua)
Le quattro di notte,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 5/8/2014 - 19:41
Percorsi: Disertori
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Rejoice in the Sun

[1971]
Parole di Diane Lampert (1924-2013), songwriter newyorkese
Musica del compositore Peter Schickele
Nella colonna sonora del film fantascientifico a tema ambientalista intitolato “Silent Running” (uscito in Italia con un solito orribile titolo, “2002, la seconda odissea”) diretto nel 1972 da Douglas Trumbull

“[…] Nelle immagini iniziali si è immersi in una natura dalle forme e dai colori splendidi. La sensazione di essere in un luogo della Terra dove la vita è rimasta indisturbata, è perfetta. Ma non è così: la Terra ha subito un processo di urbanizzazione totale che ha annientato ogni traccia degli ecosistemi naturali. Perfino delle aree protette, dei grandi parchi di un tempo non resta nulla, e gli ultimi brandelli di essi sono stati esiliati in grandi cupole trasparenti agganciate ad astronavi che orbitano nelle zone esterne del sistema solare.

È a bordo di una di queste astronavi... (continua)
Heels of children running wild in the sun
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 16:39
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We Can Run

[1989]
Scritta da Brent Mydland (1952-1990) tastierista del gruppo, in collaborazione con il solito John Perry Barlow, autore di gran parte dei testi dei Dead.
Nell’album intitolato “Built to Last”, il tredicesimo per la band e anche l’ultimo, proprio a causa dell’improvvisa morte di Mydland poco tempo dopo.
We don't own this place, though we act as if we did,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 16:03
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Cuyahoga

[1986]
Scritta da Bill Berry, Peter Buck, Mike Mills e Michael Stipe.
Nell’album intitolato “Lifes Rich Pageant”

Il Cuyahoga River (da un parola di un qualche idioma nativo che vuol dire “tortuoso”) è il fiume sulle cui sponde venne edificata Cleveland, nell’Ohio. Abbiamo già trovato un riferimento al Cuyahoga nella canzone My City Was Gone dei Pretenders, e non a caso: nella prima metà del 900, ma fin verso la fine dei 60, il “Fiume Tortuoso”, che un tempo era stato la vita stessa per le popolazioni native della regione, venne a tal punto inquinato che sulla superficie dell’acqua avvenivano esplosioni e roghi causati dalla concentrazione spaventosa di idrocarburi ed altri componenti chimici altamente infiammabili…

L’ennesimo grande incendio, avvenuto nel 1969, portò al varo del provvedimento legislativo noto come “Clean Water Act” e alla costituzione dell’agenzia federale Environment... (continua)
Let's put our heads together and start a new country up
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 15:27
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Monkey Gone to Heaven

[1989]
Scritta da Black Francis (Frank Black)
Nell’album intitolato “Doolittle”

Inquinamento, riduzione della fascia d’ozono, riscaldamento globale: questi i temi affrontati in questa “Monkey Gone to Heaven”, insieme a richiami alla religione e alla numerologia ebraica…
La scoperta dell’assottigliamento della fascia d’ozono, che ci protegge dalle radiazioni solari letali, data appena pochi anni prima dell’uscita di “Doolittle”. Proprio nel 1989 il fenomeno del buco d’ozono già conclamato nella porzione di stratosfera che sovrasta l’Antartide venne osservato in formazione anche sul Polo Nord…
There was a guy
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 14:58
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(Nothing but) Flowers

[1987]
Scritta da David Byrne, Chris Frantz, Jerry Harrison e Tina Weymouth.
Nell’album intitolato “Naked” (1988), l’album finale per la famosa band di New York.

Ricollegandomi a Down to Earth di Peter Gabriel e ad Apeman dei The Kinks – cui oltre tutto la copertina del disco dei Talking Heads in qualche modo rimanda – mi sa tanto che se l’umanità non si darà presto una regolata non sarà poi mica tanto facile vivere in una “decrescita” che l’uomo non avrà scelto ma che gli sarà imposta dalle circostanze, e che per ciò stesso potrebbe essere niente affatto felice…
Here we stand
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 13:58
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Apeman

[1970]
Scritta da Ray Davies
Nell’album intitolato “Lola versus Powerman and the Moneygoround, Part One”
I think I'm sophisticated 'cause I'm living my life
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 13:42
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Down to Earth

[2008]
Parole di Peter Gabriel.
Musica di Peter Gabriel e Thomas Newman.
Con l’accompagnamento del Soweto Gospel Choir.
Dalla colonna sonor del film d’animazione “WALL-E”, diretto da Andrew Stanton e prodotto dalla Walt Diney e dalla Pixar.

In mezzo a tante canzoni “distopiche” sul destino della Terra, eccone finalmente una che lascia trasparire un po’ di ottimismo, a patto che noi bipedi la smettiamo di incasinare il nostro mondo, ridefinendo una volta per tutte le priorità per la vita (e non solo la sopravvivenza) futura.
Did you think that your feet had been bound
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 13:29
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My City Was Gone

[1982]
Scritta da Chrissie Hynde.
Singolo B-side di “Back On The Chain Gang”, poi nell’album intitolato “Learning to Crawl” del 1983.

Una canzone su Akron, Ohio, la città natale che Chrissie Hynde lasciò nel 1973 per cercare miglior fortuna in Gran Bretagna. Non fu facile, ma nel 1978 ecco i Pretenders ed il successo. Ritornata a casa parecchi anni dopo, Chrissie Hynde la trovò di molto peggiorata (e dire che Akron è sempre stata la “Rubber Capital of the World” e quindi l’aria non doveva essere un gran che nemmeno quando la Hynde era giovinetta), ridotta ad un tappeto di parcheggi e di centri commerciali, con la loro “muzak” inascoltabile: “Everything's just huge masses of granite blocks, and everything's outsized. It might look good on a drawing, but it doesn't seem to apply to human life.”
I went back to Ohio
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 13:08
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Hungry Planet

[1970]
Scritta da Skip Battin, Kim Fowley e Roger McGuinn.
Nel nono album dei The Byrds, registrato un po’ dal vivo e un po’ in studio nei primi mesi del 1970 e noto con il titolo di “Untitled”
I'm a hungry planet, I had a youthful face
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/8/2014 - 11:47




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