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Prima del 2014-12-22

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Three Songs About Lynching

[1936]
Versi di Langston Hughes, in seguito nelle raccolte “One-Way Ticket” del 1949 e “The Collected Poems of Langston Hughes” del 1994
Si tratta, nell’intenzione espressa dell’autore, di un vero e proprio “lament” articolato in tre brevi canti.
Solo il primo, “Silhouette” (che fino a ieri compariva come brano a se stante), mi consta che sia stato successivamente messo in musica per voce e pianoforte da Serge Hovey (1920-1989), compositore americano allievo di Arnold Schönberg e Hanns Eisler.

“Silhouette”
Molti dei linciaggi di cui erano vittime gli afroamericani negli USA fino a non molti decenni fa erano “motivati” da presunte violenze sessuali ai danni di donne bianche. In realtà il sistema segregazionista rendeva assolutamente impossibile ogni relazione, tanto meno affettiva o sessuale,... (continua)
Silhouette
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/12/2014 - 22:47

We don’t need no education: Il tritacarne della scuola fabbrica

Antiwar Songs Blog
Another Brick in The Wall Part II: La canzone è famosissima e insieme a quella che la precede The Happiest Days of Our Lives rappresenta forse il più incisivo attacco all’oppressione del sistema educativo mai scritto e musicato. Dopo un’infanzia segnata dall’assenza di un padre “assassinato” in guerra, anche durante l’adolescenza a Pink  – il […]
Antiwar Songs Staff 2014-12-22 22:30:00
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Son la mondina, son la sfruttata

Per è quasi una guida spirituale. È la canzone che ho insegnato ai miei figli per non dimenticare la durezza del lavoro. Conservo sempre un quadro delle mondine.
pietro soracr 22/12/2014 - 21:41
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My Name Is Emmett Till

[2010]
Parole e musica di Emmylou Harris
Nell’album intitolato “Hard Bargain”, pubblicato nel 2011

Emmett Louis "Bobo" Till (Chicago, 25 luglio 1941 – Money, 28 agosto 1955)

Aveva 14 anni Emmett Till quando fu brutalmente assassinato da due bianchi, tali Bryant e Milam, che poi furono assolti da una giuria di soli bianchi...
Aveva solo 14 anni Emmett Till, proprio come George Stinney.

Su Emmett Till si vedano anche Blues for Emmett Till, The Money Mississippi Blues, Freedom Highway e sopra tutte The Death Of Emmett Till di Bob Dylan.
I was born a black boy
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/12/2014 - 21:10
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Give Peace A Chance

...addio anche a Joe Cocker...
22/12/2014 - 21:01
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George Stinney

[2013]
Parole di Bryant P. Robbins, in arte P-Dash (1984-), rapper afroamericano originario di Manning, South Carolina
Musica di Brent Kolatalo e Bryant P. Robbins
Nell’album intitolato “Dying 4 A Living”

Detto che a chiunque ammazzi una persona per strada come un cane, istintivamente augurerei la stessa fine, razionalmente mi aspetto almeno che crepi in galera, e in particolare se l’assassino veste una divisa per « proteggere e servire », ciò premesso vorrei qui ricordare che prima delle recenti esecuzioni di poliziotti bianchi (alle cui famiglie va il mio sincero cordoglio, così come a quelle di tutti gli onesti servitori della legge morti in servizio) negli USA per quasi 200 anni la vita degli appartenenti alle classi più basse e dei negri in particolare – ultimi fra gli ultimi – è stata equiparata, per l’appunto, a quella di un cane, o poco più.
La Tuskegee University dell’Alabama... (continua)
[Hook]
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/12/2014 - 11:12
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Imagine

BULGARO / BULGARIAN

ПРЕДСТАВИ СИ
(continua)
inviata da dq82 21/12/2014 - 23:23
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Le Douanier

Le Douanier

Chanson sans musique – Le Douanier – Fernand Raynaud – 1972

illustration voir : http://canzones.over-blog.com/2014/12/le-douanier.html



Il est vrai, Lucien l'âne mon ami, que Fernand Raynaud n'est pas vraiment connu comme chanteur, mais comme tu le sais pour le texte, la musique n'est qu'un adjuvant, parfois plaisant, parfois moins, parfois soporifique, parfois anesthésique… Dans la chanson, l'essentiel, c'est ce qu'on dit. L'homme est un être parlant ; c'est ce qui le distingue de tous les autres êtres vivants… Quand je dis « parlant », je parle de la parole signifiante, bien évidemment.

Même quand elle ne signifie rien…

Oui, même quand elle ne signifie rien, car signifier le rien, c'est déjà signifier quelque chose et précisément, le rien. C'est ce que disait un autre amuseur public de langue française, l’inénarrable Raymond Devos … Une fois rien, c'est rien, deux fois... (continua)
Je ne suis pas un imbécile moi,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/12/2014 - 22:08
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Imagine

BENGALESE / BENGALI

"ইম্যাজিন" ইংরেজ সঙ্গীতশিল্পী জন লেনন কতৃক সঞ্চালিত একটি গান। এটি তাঁর সঙ্গীত জীবনের সেরা বিক্রিত একক সঙ্গীত। এ গানের কথা শ্রোতাদের এমন একটি শান্তিপূর্ণ বিশ্বের কথা ভাবতে উৎসাহিত করে, যেখানে জাতি এবং ধর্মের কোনো সীমানা নেই। এবং বস্তুজগতের বিষয়াদি থেকে বিচ্ছিন্ন এক ধরণের মানবতার জীবনের ইঙ্গিত করে।

লেনন এবং ইয়োকো ওনো ফিল স্পেক্টর সহোযোগে একই নামের গান এবং অ্যালবাম প্রযোজনা করেন। মে, ১৯৭১ সালে ইংল্যান্ডে লেননের হোম স্টুডিও টাইটেনহার্স্ট পার্ক-এ রেকর্ডিং শুরু হয়েছিলো। তবে পরবর্তীতে জুলাই মাসে নিউ ইয়র্ক সিটির রেকর্ড প্ল্যান্টে চূড়ান্ত রেকর্ডিং গ্রহণ করা হয়।" - bn.wikipedia

Versione bengalese ripresa da Mukto Mona Bangla Blog. Seguita da una trascrizione.

Bengali translation reproduced from Mukto Mona Bangla Blog. Includes Romanized lyrics.
ইম্যাজিন
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 21/12/2014 - 21:24
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Same as It Ever Was (Start Today)

(2014)

Scritta come risposta alla decisione del grand jury di neanche processare l'agente di polizia responsabile della morte di Eric Garner. La canzone è destinata a fare discutere perché, pur essendo esplicita nel dire che non ci può essere pace senza giustizia e non risparmiando le critiche alla polizia (quando avevamo problemi chiamavamo la polizia / ma chi chiameremo quando la polizia è il problema?) contiene anche un appello al dialogo tra la comunità nera e le forze dell'ordine che potrebbe sembrare quantomeno ingenuo nella situazione attuale.

Vedi anche We Gotta Pray e Hands Up
Same as it ever was, but there’s gotta be a better way
(continua)
21/12/2014 - 19:06
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Le Défilé Militaire

Le Défilé Militaire

Chanson française sans paroles – Le Défilé Militaire – Fernand Raynaud – 1960 (circa)



Mon ami Lucien l'âne, as-tu déjà assisté à un défilé militaire ? C'est comme un défilé de majorettes, mais en plus habillé et en moins coloré. Finalement, c'est moins dansant.

Oh que oui, dit Lucien l'âne en riant aux éclats (d'obus). Imagine combien j'ai pu en voir depuis la plus haute Antiquité. J'y ai même été traîné de force avec un bât sur le dos qui contenait une mitrailleuse et tout le fourbi…

Et alors, qu'est-ce que tu en penses ?

Ben, qu'il n'y a rien de plus con qu'un défilé militaire… Mais, dis-moi Marco Valdo M.I., pourquoi me demandes-tu... (continua)
Description du défilé :
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/12/2014 - 23:43
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Le Grand Manitou

Le Grand Manitou

Chanson française – Le Grand Manitou – René Louis Lafforgue – 1962



Une version dérivée, une parodie, une variante de « L'Auvergnat »… Un Auvergnat revisité par René Louis Lafforgue, qui fleure bon la tolérance, les droits de l'homme, le communautarisme et une sorte de panthéisme conciliateur.

Moi, d'expérience millénaire, dit Lucien l'âne en souriant de tout son piano, j'aurais fortement tendance à me méfier de ce chèvre-choutisme, sauf évidemment si cette prière au grand manitou se lit et se dit au second degré. Ce dont je ne suis pas certain.

Allons, allons, Lucien l'âne mon ami, ne va pas ignorer l'humour de notre ami René Louis Lafforgue, ainsi que le titre l'indique. Certes, cette canzone... (continua)
(Parlé)
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/12/2014 - 19:27
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Monte Pasubio

Penso che quello che hai scritto sia definibile solo con una parola che io stesso mi vergogno a scrivere. Questa E' una canzone nata nel periodo della ritirata (anzi, susseguirsi di disfatte per colpa di quel SOMARO di Cadorna), e non poteva essere cantata in presenza degli Ufficiali... Vedi tu!!!!
Nipote di reduce Alpino 20/12/2014 - 08:38
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Framed

Cheech & Chong
I was sitting in the coffee shop
(continua)
20/12/2014 - 05:02
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Sai dove

dall'album "Rojo" (2011)

Certamente sorprende che, al giorno d'oggi, ad incazzarsi debba essere un ultracinquantenne. Un tizio fuori dalle righe, un anarchico, uno tizio che, avendo scritto numerose e memorabili pagine della storia della musica alternativa italiana, potrebbe anche mettersi il cuore in pace e godersi i meritati e considerevoli onori e guadagni. Invece no, e per fortuna.
Ha ancora la forza (per alludere a un gran bel pezzo di un'altra anima da sempre in trincea, Francesco Guccini) e la voglia di schierarsi e parteggiare, di puntare il dito e attaccare e denunciare Giorgio Canali, mai stanco, mai pago, mai domo. Invece di mollare il colpo e tirare il fiato, continua a camminare in direzione 'ostinata e contraria'. Rojo altro non è che un grido di lotta, una scarica adrenalinica guerrigliera in punta di plettro, una battaglia radicale combattuta in piedi, a testa alta e sulle... (continua)
Spreca tutto il tempo che vuoi il rosario fra le dita
(continua)
inviata da Alessandro Carènzan 20/12/2014 - 02:42
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Demande de réparation pour dommages de guerre

Album: "Tout reste à dire" (1996)

Canzone bilingue, tratta da una idea di Dahn Ben Amotz.
una “canzone” che non so perché mi ha emozionato e non poco.
Per la sua drammatica semplicità penso.
Un padre
(continua)
inviata da Guerrino Di Vietri 19/12/2014 - 21:50
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Tyrolienne haineuse

Tyrolienne haineuse

Chanson française - Tyrolienne haineuse – Pierre Dac – 1956
Paroles : Pierre Dac – 1956

(1956) (Extrait de "Drôles de chansons") Musique: Calabrese - Paroles: P.Dac 



Voilà une chanson que d'une certaine manière, on pourrait définir comme un chanson de notre région et même, « la » chanson. On pourrait même, si tant est qu'on en ait jamais l'envie, en faire un hymne national. Cette chanson, c'est bien cette Tyrolienne haineuse…

Que je sache, nous ne sommes pas au Tyrol et nous en sommes bien loin. De mon pas d'âne, il me faudrait des jours pour y arriver et tu me racontes qu'une tyrolienne pourrait être une chanson de notre région, au point d'en faire un hymne national. Quelle est donc cette aberration ?

Mais, Lucien l'âne mon ami, je ne me permettrais pas pareille ineptie et je m'en vais de mon pas d'homme te montrer en quoi cette chanson nous concerne tant et... (continua)
Lorsque sans parti pris
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/12/2014 - 14:33
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La garde de nuit à l'Yser

[1914?]
Parole di Ernest Genval (nato Thiers, 1884-1945), chansonnier, poeta e cineasta belga. Ferito in combattimento durante le prime fasi della Grande Guerra, si impegnò poi nella propaganda di guerra e negli spettacoli per le truppe al fronte. Dopo l’occupazione nazista nel 1940 Genval entrò nella Resistenza. Arrestato dalla Gestapo nel 1942, morì nel campo di concentramento di Dachau nel 1945.
Musica di Lucien Boyer (1876-1942), poeta, chansonnier, goguettier e compositore francese.
Nel repertorio di Damia (1889-1978), che però credo la incise solo nel 1933, all’apice della sua celebrità.

Non proprio una CCG (oltretutto l’autore era un patriota a tutto tondo) ma una descrizione potente e terribile della guerra di trincea nelle Fiandre, scritta probabilmente durante - o comunque con riferimento alla - battaglia dell’Yser combattuta all’inizio della Grande Guerra, nell’ottobre-novembre del 1914, quando l’attacco tedesco fu fermato solo grazie all’apertura delle chiuse marine di Nieuwpoort e alla procurata inondazione.
Un rien de lumière
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 11:14

L’Anticléricale

Marius Réty
[1865?]
Parole di Marius Réty (?)
Ignoro su quale aria la canzone fosse cantata.
Dagli archivi della Fédération Nationale de la Libre Pensée.
Contre les erreurs séculaires,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 09:25

La révolte

[1890]
Parole e musica di Xavier Privas, nome d’arte di Antoine Paul Taravel (1863-1927), chansonnier, poeta, goguettier e compositore francese.
La prima incisione dovrebbe essere del 1906.

Una canzone scritta col pensiero ed il cuore alla Comune di Parigi del 1871.
Quand, tel l’ouragan soudain déchaîné,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/12/2014 - 09:06
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Pass It on Down

Alabama
We live in the land of plenty
(continua)
19/12/2014 - 02:53

Jeunesse

Jeunesse

Chanson française – Jeunesse – René Louis Lafforgue – 1966
Paroles de Paul Vaillant-Couturier
Musique d'Arthur Honegger - 1937

1936, chansons de 1936… C'est ancien et c'est un genre qu'il vaudrait mieux définir comme Chansons du Front Populaire. Car des chansons françaises à cette époque-là, il y en avait beaucoup et de bonnes (Tout va très bien, Madame la marquise date de 1935 et Je Chante ou Y a de la Joie ! de 1937, toutes bien plus explosives que cette solennelle sonnerie.) et pour l'essentiel, elles seront très éloignées du « style » de celle-ci, qui reflète parfaitement la conception culturelle issue d'une mentalité de parti – en l'occurrence, le PCF – le parti communiste français : volontariste, patriotarde, magnifiant le travail… En un mot : pompiérisme.

Il y a là, en effet, un petit côté scout… Cette manière de circonvenir les enfants, de'embrigader la jeunesse…... (continua)
Nous sommes la jeunesse ardente
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/12/2014 - 16:14
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Première comparution de Louis Capet devant la Convention

[1792]
Versi di Ladré, soldato della Rivoluzione e cantore di strada, l’autore del ben più famoso Ah ça ira!
Sull’aria della “chanson à boire” intitolata “Quand la mer Rouge apparût”, la cui melodia – asua volta – era basata sul canto natalizio "Allons Bergers partons tous".

Dicembre 1792. Luigi XVI compare per la prima volta davanti alla Convention nationale. Fino a quel momento i Girondini avevano resistito alle pressioni dei Montagnardi per mettere a processo il re, ma alla fine di novembre nella residenza delle Tuileries fu scoperto un archivio nascosto (il cosiddetto “Armoire de fer) dove era custodita tutta la corrispondenza e i documenti segreti del sovrano dai quali appariva non solo il doppio gioco di parecchi ministri ma anche il vasto disegno di corruzione messo in piedi da Luigi XVI. Giudicato colpevole da una larga maggioranza ma condannato a morte solo per un voto, il re fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793.
Vous savez que je fus roi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/12/2014 - 11:32
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Summer in Paradise

Way back when well our master plan
(continua)
18/12/2014 - 05:36
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Topaz

New cities by the sea
(continua)
18/12/2014 - 05:08
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Kiss Mother Nature Goodbye

The oil tankers poisoned the oceans
(continua)
18/12/2014 - 04:45
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La colpa è del Diavolo

[1974]
Scritta dal Collettivo Víctor Jara:
Chiara Riondino
David Riondino
Gaia Gualtieri
Massimo Fagioli
Daniele Trambusti
Silvano Panichi
Via, via, estremisti, capelloni, zozzi!
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 18/12/2014 - 00:43
Percorsi: Il Diavolo

La romance du Maquis

anonimo
[Tra il 1942 ed il 1944]
Canzone di anonimo autore francese, renitente al lavoro obbligatorio in Germania ed entrato nella Resistenza.
Sull’aria de “Romance de Paris”, canzone interpretata da Charles Trénet nel film omonimo diretto da Jean Boyer nel 1941.

Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.
On les appelle les réfractaires,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/12/2014 - 16:06
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La Religion

La Religion

Chanson française – La Religion – Jacques Debronckart – 1967



Lucien l'âne mon ami, voici une bien intéressante chanson. Une chanson athée, c'est déjà quelque chose, mais une chanson contre la religion, contre toute religion, contre les religions, les religieux, c'est encore plus rare. Car elle va au-delà de l'anticléricalisme, elle va au-delà des déismes en tous genres ; c'est la religion comme telle qui est visée. La religion comme rassemblement sous une bannière ; en fait, cette chanson ne serait pas nécessairement athée ; en ce sens, elle rejoint Épicure pour qui les Dieux pouvaient bien exister vu qu'ils n'avaient aucun lien quelconque avec l'humanité et que dès lors les dieux ne souciaient pas de ce que peuvent bien faire les humains et les humains n'auraient aucune raison de se soucier des dieux, de tous les dieux ou d'un dieu singulier. Mais elle peut tout aussi bien... (continua)
[Parlé]
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/12/2014 - 16:06

Chant des Réfractaires

anonimo
[1942?]
Canzone di autore anonimo, sull’aria di “Au devant de la vie” (1935), canzone del Front Populaire scritta da Jeanne Perret prendendo a prestito una composizione di Dmitrij Šostakovič di qualche anno prima.
Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.

I “réfractaires au STO” durante l’occupazione tedesca della Francia erano i francesi che rifiutavano di essere inviati in Germania a lavorare per il Terzo Reich, così come disponeva la legge sul lavoro obbligatorio varata dal governo collaborazionista di Vichy. Siccome poi i renitenti – considerati “ennemis intérieurs” al pari di partigiani, dissidenti, prigionieri politici evasi ed ebrei – venivano braccati dalle Brigades Spéciales del regime, giocoforza erano costretti alla clandestinità e quasi sempre entravano nelle formazioni della... (continua)
Pour travailler en Allemagne
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/12/2014 - 14:22

Dakota Sunset

New York City, 8 P.M.
(continua)
inviata da Beavis 17/12/2014 - 03:53
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Gli angeli di Novi Sad

Realizzato insieme all’Orchestra Pergolesi diretta dal Maestro Stefano Campolucci, si intitola “Gli Angeli di Novi Sad” ed è senza dubbio uno dei momenti più struggenti del nuovo album “Sangue e Cenere” in uscita a febbraio 2015, a distanza di 14 anni dal precedente album di inediti in studio.

“E’ una canzone che punta dritto e mira all’ultimo inferno di Novi Sad. Alla guerra contro la Jugoslavia, ai bombardamenti sul Kosovo, al capro espiatorio del popolo serbo, all’abbattimento dei Ponti come strategia militare e soprattutto culturale…” (Marino Severini)

La possibilità di ascoltare e scaricare gratuitamente la traccia su questo sito e tramite il nostro canale SoundCloud vuole essere un primo riconoscimento ai tanti sostenitori che hanno contribuito alla realizzazione definitiva del nuovo album attraverso la piattaforma di auto finanziamento BeCrowdy.

Realizzato tra gli Stati Uniti e... (continua)
16/12/2014 - 22:19

Les camouflés

[1944?]
Parole di tal Jean Seauve, forse un giovane renitente al lavoro obbligatorio e poi partigiano nei Francs-Tireurs et Partisans Français operanti nel Vercors.
Sull’aria della popolare “Le Maître à Bord”, di Jean Rodor e Roger Dumas, 1937.
Testo trovato su “Chants des maquisards et réfractaires”, raccolta edita dall’Association Nationale des Francs-tireurs et Partisans Français.
Nous sommes des centaines
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/12/2014 - 22:11




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