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Muri a secco

Chanson italienne – Muri a secco – Riccardo Venturi – 2009
Texte de Riccardo Venturi
Paroles et musique du prolétariat, quand il y en aura.



Mon bisaïeul maternel, Menotti Dini, était né le jour où était mort Giuseppe Garibaldi : le 2 juin 1882. Son père était expert dans l'art de fabriquer les murs à sec pour les vignes en terrasse où on faisait le vin aleatico; et ces vignes veulent un terrain sec comme les murs, pietraie (cailloutis), et de l'air. Les meilleurs étaient sur le Seccheto, qui le nom dit déjà tout, sur le Cavoli, sur le Pomonte et le Chiessi ; et ceux encore meilleurs étaient les plus en hauteur. Il fallait prendre des sentiers raides à pic et monter jusqu'à six ou sept cents mètres.

Les enfants étaient précieux pour ce travail. Agiles, petits, avec les doigts qui s'enfilaient dans les crevasses. Quand il eut cinq ans et demi, mon aïeul dut aller travailler avec son père,... (continua)
MURS SECS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/1/2014 - 21:25

Dulce Et Decorum Est

Actually, it's "patch of ground"
28/1/2014 - 19:51

Lettre d'un soldat

[1942]
Paroles et musique: Roland Lebrun
Testo e musica: Roland Lebrun

Il quebecchese Roland Lebrun è passato alla storia come "Il soldato Lebrun" per le sue canzoni di ambito militare e bellico; negli anni della guerra, dal '42 al '45, vendette centinaia di migliaia di dischi. In realtà era un cantante country e, sui suoi oltre duecento titoli, solo 16 sono canzoni sui soldati; ma a queste rimane legato indissolubilmente il suo nome. Canzoni "contro la guerra" o "antimilitariste"? Tutt'altro. In quegli anni, le canzoni di Lebrun erano, anzi, canzoni di propaganda. Il soldato, insomma, fa il suo "dovere": va alla battaglia, attacca i "Boches" (i tedeschi), si becca le mitragliate mentre pensa alla famiglia ed è fiero che sia il suo turno di andare a crepare per la Patria. Ciononostante, le canzoni di Lebrun riflettono senz'altro quel che i soldati scrivevano e dicevano davvero alle famiglie, lasciado trasparire molto spesso l'esatto contrario. [RV]
Je t'écris ma femme adorée
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/1/2014 - 18:56
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Rachel

I grew up listening to this song. It was so powerful and still is.I was 15 when I first heard it. 18 years later when my wife and I had our first children, we had twin girls. We called one girl Rachel and the other Simone. I played this song for my Rachel as she grew up and told her about how she got her name, and about the song, the war the times that were. My daughter is now 26 and soon to be married. Rachel told me that she looked up the song and downloaded it to her collection. Whenever I hear this song it brings tears to my eyes.
28/1/2014 - 17:27

La complainte d'une mère

[1952]
Paroles et musique: Roland Lebrun
Testo e musica: Roland Lebrun

Da Du Temps des Cerises aux Feuilles Mortes. Canzone degli anni '50, post-bellica, sospesa tra due temi più che classici: il dolore di una madre per il figlio in guerra e il "senso del dovere" (con l'immancabile eroismo). [RV]
Quelle douleur pour une pauvre mère
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/1/2014 - 16:10
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Arrange and Rearrange

[1997]
Parole e musica di Pete Seeger
Nell’album “At 89” del 2008.

“A volte i grandi cambiamenti si avverano con piccoli cambiamenti. Per esempio, quando tutti quei maniaci urlano ‘Crescere, crescere, crescere!’, noi al contrario possiamo scegliere di restare piccoli, di decrescere, di mangiare di meno, di bere di meno, di consumare di meno, persino di cagare di meno… Allora forse i bambini che oggi nascono avranno la possibilità e la speranza di vivere a lungo…”
Early in the mornin’ I first see the sun,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 15:16
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And Tomorrow the Stock Exchange Be the Human Race

[1990]
Nell’album significativamente intitolato “Banking, Violence And The Inner Life Today”
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933).

“L’unica cosa sulla terra per cui vale la pena di morire è… il profitto!”
Praticamente L'Internationale ironicamente rovesciata.
Un album che è un bilancio dei lunghi anni del “thatcherismo” (1979-1990) e del suo funesto lascito. Un lavoro in ogni caso attualissimo, considerato che è già passato quasi un quarto di secolo dalla sua uscita e La Guerre de Cent mille ans che i ricchi fanno ai poveri dura tuttora, sempre più cruenta…
Arise, the wealthy of the earth
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 13:45
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I'm on the Side of Mankind as Much as the Next Man

[1990]
Nell’album significativamente intitolato “Banking, Violence And The Inner Life Today”
In copertina un dipinto intitolato “Die Arbeitsmänner” (“I lavoratori”) dell’artista costruttivista tedesco Franz Wilhelm Seiwert (1894-1933), forse scelto dai McCarthy per il suo radicalismo oppure perché, morendo molto giovane nell’anno dell’avvento di Hitler al potere, ebbe così modo di scampare al nazismo e alla seconda guerra mondiale…

“Io sto dalla parte del genere umano, come chiunque, ma viene per tutti il momento di chiedersi se non valga invece la pena invece stare dalla parte del denaro… D’altra parte, mi piacerebbe valorizzare la vita umana ma se non c’è un margine di profitto chi me lo fa fare?...”

Un album che è un bilancio dei lunghi anni del “thatcherismo” (1979-1990) e del suo funesto lascito. Un lavoro in ogni caso attualissimo, considerato che la La Guerre de Cent mille ans che i ricchi fanno ai poveri dura tuttora ed, anzi, è sempre più cruenta…
Long live free enterprise!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/1/2014 - 13:27
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Trayvon

2013 Spies are reading my blog

Canzoni dedicate a Trayvon Martin:
Trayvon Jasiri X
Justice! Godswill
We Are Trayvon Plies
Trayvon Martin Tribute Papoose
Super Life Chaka Khan
Hoodiez Willie D
I wonder why Rick Ross
The Ballad of Trayvon Martin Will Hoge
Justice (if You're 17) Wyclef Jean
No More Innocent People Dying Kamal Imani
Trayvon David Rovics
Sandra's Smile Blood Orange
Call It What It Is Ben Harper
Angel Down Lady Gaga


Trayvon Martin era un ragazzo afroamericano di 17 anni.‎



Il 26 febbraio scorso, mentre passeggiava verso le 19 in una strada di Sanford, Florida, era stato ‎segnalato alla polizia come sospetto da George Zimmerman, un membro di un gruppo di vigilantes ‎della zona chiamato Neighborhood Watch. Zimmerman aveva ritenuto di segnalare la presenza di ‎Martin perché questi si muoveva in modo, a suo dire, sospetto e perché aveva il cappuccio della ‎felpa... (continua)
A boy went to visit his father out of town 
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 12:08
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Where Have all the Flowers Gone

La muerte no acaba nada

La raccolta delle "Canzoni contro la guerra", quella originale del gennaio e febbraio 2003, era iniziata da cinque minuti e lui già c'era, Pete. Dopo la prima canzone, il Disertore, subito lui. "Where have all the flowers gone" è la canzone numero 2 di tutto il sito. Non si poteva neppure pensare di cominciare a fare una cosa del genere senza Pete Seeger; e così è stato, tutti i giorni. Ogni volta che si apriva il sito, almeno un accenno del suo banjo c'era sempre; e continuerà ad esserci. "La muerte no acaba nada", anche se da oggi, seriamente, siamo tutti un po' più soli.
Riccardo Venturi 28/1/2014 - 11:36
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John Brown

John Brown (Torrington, 9 maggio 1800 – Charles Town, 2 dicembre 1859) è stato un attivista statunitense, simbolo della causa antischiavista cui si dedicò anche mediante la lotta armata e per cui pagò con la vita. Egli fu infatti impiccato in seguito al fallito assalto all'arsenale federale di Harper's Ferry con le cui armi voleva dare il via ad una rivolta grazie al sostegno degli schiavi nelle contee occidentali dello Stato della Virginia.
La canzone John Brown's Body, di cui esiste anche una versione italiana, fece di lui un eroico martire della causa nordista. Essa perciò, adottata come canzone di battaglia dell'Unione durante la Guerra Civile Americana, divenne popolare.
Owen Brown was an abolitionist
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 11:29
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Israeli Geography

Netanyahu is in a tizzy, his eyes are filled with hate
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 11:19
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Breivik

They say he acted alone for a Europe white and free
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 10:57
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Holy Land 5

They grew up among the bombs of the occupation
(continua)
inviata da donquijote82 28/1/2014 - 10:38
Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l'archivio vivente della musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone e della cultura di guidare la storia verso fini più umani e giusti.

Ha deciso che avrebbe avuto il coraggio e l'audacia di essere la voce della gente.

E lo ha fatto, fino a ieri, quando ci ha lasciati, dopo 94 lunghi anni. Grazie Pete.
Lorenzo Masetti 28/1/2014 - 10:13

Grazie, Pete

Antiwar Songs Blog
Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l’archivio vivente della musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone e della cultura di guidare la storia verso fini più umani e giusti. Ha deciso che avrebbe avuto […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-28 09:58:00
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ציגײַנערליד

28 gennaio 2014
Riccardo Venturi fordította 2014 január 28-án



Che dire dell'Ungheria di oggi? Con il governo parafascista di Viktor Orbán e le bande di estrema destra che scorrazzano, per i gitani ungheresi la situazione si è fatta di nuovo precaria. Nuove leggi "per la sicurezza" (ovviamente) equiparano i gitani, che in Ungheria sono parte del tessuto sociale e addirittura organizzati in un partito (il MCOP, Partito Nazionale dei Gitani Ungheresi), a dei criminali. Tanto da costringere i gitani a scendere in piazza con striscioni che dicono tout court "I gitani ungheresi vogliono vivere qua":

oppure a manifestare davanti alla sede del partito di estrema destra "Jobbik" con felpe con la scritta: "Sono un rom, non un criminale":

Ogni altro commento è superfluo.
CIGÁNYDAL
(continua)
28/1/2014 - 00:59
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Red Rifles

(1981)

from Metro Youth's recording session on a four-track machine at their local rehearsal studio in 1981 ("Brutalised" that appeared on "Bullshit Detector Two" 2xLP compilation came from the same session)

Lyrics from anarchoscene
Street fighter
(continua)
27/1/2014 - 23:03
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Anti-War

Album: "Just An Error" (1986)
Don't want to die a hero.
(continua)
27/1/2014 - 22:56
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God Bless the USA

2013
Into A Prism
God bless all the Indians living in their reservations
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 18:48
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Inno delle Nazioni

[1862]
Musica di Giuseppe Verdi
Testo di Arrigo Boito
Music by Giuseppe Verdi
Lyrics by Arrigo Boito



L'Inno delle Nazioni
it.wikipedia


L'Inno Delle Nazioni è una cantata profana composta da Giuseppe Verdi su testo di Arrigo Boito per l'Esposizione universale del 1862 e presentata in anteprima il 24 maggio 1862 presso la Royal Opera House di Londra.

Per l'Esposizione Universale del 1862, a Londra, furono incaricati di comporre musica di festa per l'occasione, i compositori di quattro paesi: Germania (Giacomo Meyerbeer), Francia (Daniel-François-Esprit Auber), Gran Bretagna (William Sterndale Bennett) e l'Italia, recentemente unificata. Prima di dare l'incarico a Verdi, che aveva appena terminato la composizione della sua opera La forza del destino, si cercò la disponibilità di Gioachino Rossini che rifiutò l'offerta.

Nel 1861 l'Italia era stata unificata per la maggior parte del... (continua)
CORO DI POPOLO
(continua)
inviata da Ahmed il Lavavetri 27/1/2014 - 18:11
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Comets of Kandahar

2013
Everything Can Change
The Twin Towers came down in 2001
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 16:48
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Bonobo Song

2013
Into A Prism

Con il medesimo argomento si veda Bonobo power
There are lots of different monkeys on this lovely planet Earth
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 15:58
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ציגײַנערליד

27 gennaio 2014
Tradusă în Româneşte de Riccardo Venturi
27 ianuarie 2014

Per essere più sicuro della traduzione ho “provato” praticamente ogni parola e ogni frase su Google; la traduzione dovrebbe essere ragionevolmente corretta. Poi, chiaro, c'è sempre una Nicoleta in agguato... Perché una traduzione proprio in rumeno? Perché dalla Romania, storicamente, proviene la maggior parte dei Rom europei. E perché, non dobbiamo aver certo paura di dirlo, proprio dai rumeni i Rom hanno subito un razzismo sistematico e storico (senza contare le decine di migliaia di ebrei rumeni deportati e sterminati con la piena collaborazione dei fascisti locali). Si immagini quindi che effetto debba fare loro quando, esercitando il nostro italico razzismo idiota nei confronti dei rumeni immigrati, li chiamiamo spesso “zingari”, confondendo “romeno” e “rom”. La stupidità e l'ignoranza non hanno mai fine, e nemmeno frontiere. [RV]
CÂNTECUL ŢIGANILOR
(continua)
27/1/2014 - 14:26
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זאָג ניט קײנמאָל

L'interpretazione di Rocco Rosignoli per la Giornata della Memoria 2014.
Rocco Rosignoli's performance of the song on the 2014 Day of Memory



Il testo originale della canzone in yiddish è preceduto da un "testo concentrato" in italiano, recitato dall'autore. Grazie a Rocco per averci permesso di riprodurre questo testo e la canzone in preascolto.

The original Yiddish lyrics of the song are preceded by a short overview in Italian, recited by the author. Thanks to Rocco for allowing us to reproduce the lyrics and pre-download of the song [CCG/AWS Staff]

"Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, dedicata alle vittime della Shoah. Non voglio scrivere troppo: si spendono ogni anno troppe parole, spesso retoriche, a riguardo di questa ricorrenza. Delle celebrazioni a cui ho tante volte assistito, dei documentari, dei film sulla Shoah, mi è sempre rimasto poco. Un senso di pietosa commozione... (continua)
Non dire mai che questo viaggio è l'ultimo,
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 27/1/2014 - 13:43
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Barack Obama

2013
Into A Prism
His first name is the last name of an Israeli Prime Minister
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:41
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Ballad of Saed Bannoura

Saed Bannoura (b. 1973) is a Palestinian journalist working for the Bethlehem-based IMEMC (www.imemc.org). Saed currently lives in the United States. He is confined to a wheelchair since 1991 after being shot repeatedly by an Israeli death squad, who had infiltrated a demonstration in Bethlehem. In his own words:

When the man noticed that I had realized their true identify he pulled a small automatic gun from under his shirt, and I ran away knowing that even if I surrendered to him then, I would have been immediately assassinated, as had happened to so many Palestinian martyrs before me.The man ran after me, along with the other undercover death squad members, until I came to an area were he was standing above me on a hill, just five meters away from me. When he shouted at me again, I began to turn, and I could see his eyes, or at least, what was visible of them from under his mask. It was... (continua)
Saed Bannoura is a friend of mine
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:35
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Supper's Ready

Ho 47 anni e sono cresciuto a suon di brit-pop, new wave e post- punk. Abbandonati i furori ideologici dell'adolescenza (appartenevo ad una minoranza che ascoltava Clash, U2, Big Country, Alarm, Dire Straits ecc. contrapposta alla maggioranza del funky - dance a manetta)mi sono rivolto al passato con curiosità. Prima l'hard-rock e solo adesso il prog mi hanno aperto un mondo. Quando avevo 15 anni i Genesis producevano pop insulso ed io per tali li conoscevo e li ignoravo; mi piaceva invece, e molto, Peter Gabriel e la sua world music. Non sapevo affatto che, insieme, avessero scritto pagine immaginifiche, spaziali, a loro modo eterne. Supper's ready strugge e diverte, inquieta e addolcisce, ti fa pensare al firmamento ed ai suoi segreti. Ora ho una playlist solo dei Genesis gabrielliani sul telefono, che mi fa da colonna sonora quando sudo in palestra. E la fatica, con il mellotron di Tony, non si avverte affatto.
Paky66 27/1/2014 - 12:35
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Aurora Massacre

2013
Everything Can Change

Il 20 luglio 2012 James Holmes, ex dottorando di neuroscienze ventiquattrenne, ha aperto il fuoco durante la proiezione della prima del film Il cavaliere oscuro - Il ritorno in un cinema di Aurora, in Colorado negli Stati Uniti d'America. L'attacco ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 58
The survivors will hug and tell their stories
(continua)
inviata da donquijote82 27/1/2014 - 12:25
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28 Marzo 1980

Grazie Edoardo Morello x questa tua bellissima canzone,enri
enrico 27/1/2014 - 10:21
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ציגײַנערליד

Μετέφρασε στα Ελληνικά ο Ρικάρντος Βεντούρης
27 Ιανουάριου 2014
Traduzione greca di Riccardo Venturi
27 gennaio 2014

Con la presente traduzione greca inizia il "tris balcanico" di traduzioni di questa canzone assai significativa (greco, rumeno, ungherese). E' il mio personale contributo alla "Giornata della memoria" 2014. [RV]
ΤΡΑΓΟΥΔΙ ΤΣΙΓΓΑΝΩΝ
(continua)
27/1/2014 - 09:39

La memoria ogni giorno dell’anno

Antiwar Songs Blog
Questo sito, la memoria la fa ogni giorno dell’anno e non ha bisogno di “giornate” istituzionali. Soprattutto non la fa a senso unico, come chi trasforma (tipo “Repubblica”) il 27 gennaio nella “Giornata per la propaganda israeliana”. Siamo e restiamo ben lontani da tutto questo. Il 27 gennaio, se “giornata” dev’essere, lo è per gli […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-27 09:02:00
Questo sito, la memoria la fa ogni giorno dell'anno e non ha bisogno di “giornate” istituzionali. Soprattutto non la fa a senso unico, come chi trasforma (tipo “Repubblica”) il 27 gennaio nella “Giornata per la propaganda israeliana”. Siamo e restiamo ben lontani da tutto questo. Il 27 gennaio, se “giornata” dev'essere, lo è per gli Ebrei come per i Rom, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e per chi non credeva in nessun dio, per i semplici antinazisti (anarchici, comunisti, democratici) che sono periti a decine di migliaia non solo nei lager. Troppo “deificata”, 'sta memoria; anche per gli assassini, “Dio era con loro”.

Per questo 27 gennaio, è necessario dare spazio a persone come Rocco Rosignoli (l'autore di Oesterheld), che il 30 gennaio farà uscire in Rete un intero album, “La bella che guarda il mare”, registrato dal vivo per l'ANPI. Oggi, Rocco propone un preascolto della sua interpretazione di Zog nit keynmol (qui il testo), che è un inno partigiano e di Resistenza, e non di propaganda sionista. Invitando magari a riascoltare e rileggere anche lo Tsigaynerlid, la “Canzone degli zingari” scritta in yiddish da Dovid Beyglman: una testimonianza, semisconosciuta, di solidarietà tra le vittime del nazismo. Il quale non è solo “follia”, ma una cosa politicamente ben precisa, e ancora ben presente.
Riccardo Venturi 27/1/2014 - 07:43
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Millenovantanove

Beh, io sono d'accordo con entrambi coloro che hanno commentato. Conoscendo, benché soltanto per aver letto o sentito dire, la cultura, le conoscenze letterarie e storiche, la sensibilità di Roberto Vecchioni verso certe tematiche, specialmente l'amore ed il dolore, non mi meraviglio affatto che abbia creato una canzone stupenda su un amore "antico", omosessuale se vogliamo, ma comunque affascinante, doloroso e poetico al massimo grado inquadrandolo in un periodo storico di conquista e di intolleranza verso gli infedeli... Una storia ed un amore senz'altro "plausibili" e facilmente immaginabili, seguendo lo svolgimento della trama della canzone... Che è stupenda, come pochi saprebbero scrivere, oltre a Vecchioni, che pur non essendo omosessuale sa rispettare le persone e cogliere gli aspetti più significativi della vita, del dolore, dell'amore, del sogno.....
Bruno Sommariva 26/1/2014 - 18:11
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Niente da festeggiare

Pezzo dedicato a Leonard Peltier
Ahi America se avessi rifiutato
(continua)
inviata da adriana 26/1/2014 - 11:53
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Avvertimento

1997
Da qui

Non so a cosa faccia riferimento questa canzone, ma per dirla alla Troisi: la poesia è di chi gli serve, non di chi la scrive.
E visto il gesto ignobile che è stato attuato contro la comunità ebraica a Roma, a noi questa canzone ci serve. Per dire chiaro e tondo che questo sito ripudia in toto e con sommo disprezzo ogni fascismo, nazismo e ogni sorta di revisionismo. Che poi il negazionismo della Shoah è una contraddizione in termini, "gli ebrei non sono stati sterminati, ma se lo fossero stati, sarebbe stato giusto".
E vorrei aggiungere che la condanna e la memoria senza se e senza ma della Shoah, non ci impedisce di avere uno sguardo e una posizione critica nei confronti della politica colonialista e razzista dello stato di Israele, che niente ha da invidiare all'apartheid... tanto per essere chiari
Qualcuno ha lasciato una testa di maiale
(continua)
inviata da donquijote82 26/1/2014 - 10:46

Liberazione

[2010]

Album :Incrocio

Musica: Jean-Marie Benjamin
Parole: Silvia Squadrone

Dal 1998, padre Benjamin ha pubblicato diversi libri sull'Iraq e realizzato film documentari per sensibilizzare l'opinione pubblica al problema della contaminazione radioattiva provocata dalle armi all'uranio impoverito e agli effetti dell'embargo e della guerra sulla popolazione irachena. Oggi, questo album CD con 10 brani: una denuncia dell'ingiustizia, dell'ipocrisia e della feroce barbarie dei super-potenti.

Il ricavato delle royalties maturate con le vendite del CD “Incrocio” e download dei brani via Paycode saranno devolute all’associazione umanitaria svizzera “Basmat Al-Qarib”, associazione che lavora in Iraq a sostegno delle donne e delle famiglie e per l’apertura di un panificio con distribuzione gratuita del pane a Baghdad e villaggi circostanti.
La grande vergogna dell’umanità
(continua)
26/1/2014 - 08:52

Democrazia export

[2010]

Album :Incrocio

Dal 1998, padre Benjamin ha pubblicato diversi libri sull'Iraq e realizzato film documentari per sensibilizzare l'opinione pubblica al problema della contaminazione radioattiva provocata dalle armi all'uranio impoverito e agli effetti dell'embargo e della guerra sulla popolazione irachena. Oggi, questo album CD con 10 brani: una denuncia dell'ingiustizia, dell'ipocrisia e della feroce barbarie dei super-potenti.

Il ricavato delle royalties maturate con le vendite del CD “Incrocio” e download dei brani via Paycode saranno devolute all’associazione umanitaria svizzera “Basmat Al-Qarib”, associazione che lavora in Iraq a sostegno delle donne e delle famiglie e per l’apertura di un panificio con distribuzione gratuita del pane a Baghdad e villaggi circostanti.
Ci hanno detto che le bombe
(continua)
26/1/2014 - 08:41
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Czas ołowiu

così era...il tempo di piombo
Krzysiek Wrona 26/1/2014 - 05:17
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Uno uguale a me

domanda è...dove ch'è diverso ?
krzyś 26/1/2014 - 04:48

Muri a secco

Dedicato a Lucien Lane, Marco Valdo e a tutti gli asini del sito
Dédié à Lucien Lane, à Marco Valdo et à tous les ânes de ce site

Mi è capitato, in questo sito, di raccontare a volte delle storie della mia famiglia, oppure sentite raccontare da mia madre e da mia zia. Gli asini ci sono non di rado.

Poche sere fa, a mia madre è venuta la voglia di cavar fuori qualche vecchia fotografia da un cassetto; ed è venuta fuori anche quella che si vede sopra.

Isola d'Elba, anno 1948. In piena estate su un sentiero ripidissimo da qualche parte sopra una spiaggia deserta. Bisogna tutti coprirsi la testa, il sole non è uno scherzetto in quelle pietraie.

Da sinistra: mia nonna, Maria, nata il 19 aprile 1911 a Marina di Campo. Accanto a lei una bambina che neanche mia madre si ricorda chi sia. La bimba è a capo scoperto.

Poi mia zia Clara, nata il 14 agosto 1927 a Marina di Campo. Accanto a lei, altissima,... (continua)
Riccardo Venturi 26/1/2014 - 02:26
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זאָג ניט קײנמאָל

Ad un certe età, tutti cominciamo ad assomigliare un Ebreo Errante...è così che va la vita

Esule in sé
krzyś 26/1/2014 - 02:14
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Na bi strena men

Jovica Jović a proposito del termine "Porrajmos"

E così Jovica Jović, Marco Rovelli e il gruppo misto napoletano-rom " 'O Rom", stavolta, sono sbarcati a Firenze. È successo ieri sera, 25 gennaio 2014, alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia. San Bartolo, oltre ad essere a poche centinaia di metri da casa mia, è un posto del tutto particolare: un paese della campagna Quattrocentesca rimasto praticamente intatto in mezzo ai casermoni della periferia fiorentina.

Durante la presentazione che ha preceduto il concerto (e la cena preparata dalle donne rom e sinti del quartiere), Jovica Jović ha aperto un'interessante questione sul termine "Porrajmos", generalmente usato per designare lo sterminio delle etnie romà da parte dei nazisti.

Tale termine è stato, come si sa, proposto e sostenuto per primo da uno dei principali studiosi rom: Ian Hancock. Inglese di nascita (è nato a Londra nel... (continua)
Riccardo Venturi 26/1/2014 - 02:00
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Sole di notte

uno che è passato le 24 ore alla Regina, Grazie de core
26/1/2014 - 01:23
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Juzutnuku

Ja chcę zaginać czas
(continua)
inviata da krzyś 26/1/2014 - 01:15
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Words of Fire, Deeds of Blood

Crazy Horse Memorial
Krzysiek Wrona 25/1/2014 - 23:47
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Катюша

TONGANO / TONGAN

KATIUSA
(continua)
inviata da donquijote82 25/1/2014 - 23:17
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Nim wstanie dzień

[1964]

La canzone fu scritta per la colonna sonora del film "Prawo i pięść" (La legge e il pugno). Regia: Jerzy Hoffman & Edward Skórzewski. Tratto dal romanzo di Józef Hen "Toast".
Viene eseguita da Edmund Fetting
Testo: Agnieszka Osiecka
Musica: Krzysztof Komeda

Testo pescato qui
Ze świata czterech stron,
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 25/1/2014 - 21:48

Ἀσπίδι μὲν Σαίων τις ἀγάλλεται (Fr. 5 di West)

Questo componimento, non è veramente e propriamente contro la guerra. Archiloco, suo autore, era stato soldato in diverse occasioni; come per altro questo frammento dimostra.
Diciamo che più che altro è contro la mentalità eroica che fa riferimento alla tradizione omerica.
Un detto spartano diceva "o con lo scudo o sopra lo scudo", che in parole povere significa: che uno deve andare in guerra e tornare, o andare in guerra e morire. Meglio una "morte eroica" che un ritorno da vigliacchi senza aver combattuto. La vita è in secondo piano.
Un esempio emblematico di questo concetto è riscontrabile nell'episodio dell'Iliade in cui Ettore e Andromaca si incontrano sulle mura di Ilio: lei lo supplica di non combattere, lui si dice costretto a partire, perchè ha "troppo rossore dei Teucri (Troiani), e delle Troiane lungo peplo" per scegliere di non combattere e salvarsi (e salvare di conseguenza... (continua)
Uno dei Sai adesso si sta godendo il mio scudo,
(continua)
inviata da Eleonora 25/1/2014 - 21:24




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