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Prima del 2014-1-25

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Катюша

TONGANO / TONGAN

KATIUSA
(continua)
inviata da donquijote82 25/1/2014 - 23:17
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Nim wstanie dzień

[1964]

La canzone fu scritta per la colonna sonora del film "Prawo i pięść" (La legge e il pugno). Regia: Jerzy Hoffman & Edward Skórzewski. Tratto dal romanzo di Józef Hen "Toast".
Viene eseguita da Edmund Fetting
Testo: Agnieszka Osiecka
Musica: Krzysztof Komeda

Testo pescato qui
Ze świata czterech stron,
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 25/1/2014 - 21:48

Ἀσπίδι μὲν Σαίων τις ἀγάλλεται (Fr. 5 di West)

Questo componimento, non è veramente e propriamente contro la guerra. Archiloco, suo autore, era stato soldato in diverse occasioni; come per altro questo frammento dimostra.
Diciamo che più che altro è contro la mentalità eroica che fa riferimento alla tradizione omerica.
Un detto spartano diceva "o con lo scudo o sopra lo scudo", che in parole povere significa: che uno deve andare in guerra e tornare, o andare in guerra e morire. Meglio una "morte eroica" che un ritorno da vigliacchi senza aver combattuto. La vita è in secondo piano.
Un esempio emblematico di questo concetto è riscontrabile nell'episodio dell'Iliade in cui Ettore e Andromaca si incontrano sulle mura di Ilio: lei lo supplica di non combattere, lui si dice costretto a partire, perchè ha "troppo rossore dei Teucri (Troiani), e delle Troiane lungo peplo" per scegliere di non combattere e salvarsi (e salvare di conseguenza... (continua)
Uno dei Sai adesso si sta godendo il mio scudo,
(continua)
inviata da Eleonora 25/1/2014 - 21:24
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Gracias a Monsanto

Liliana Felipe y Jesusa Rodriguez

sulle note di Gracias a la vida
(krzyś)
Gracias a Monsanto que me ha dado tanto
(continua)
inviata da adriana 25/1/2014 - 15:20
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E se ognuno fa qualcosa

[2014]

Album : L'appartenenza

Dedicata a Don Pino Puglisi

Don Giuseppe Puglisi, meglio conosciuto come padre Pino Puglisi (Palermo, 15 settembre 1937 – Palermo, 15 settembre 1993), è stato un presbitero italiano, ucciso da Cosa nostra il giorno del suo 56º compleanno a motivo del suo costante impegno evangelico e sociale.
Chi è lei che ha sfiorato il sagrato con pane e coraggio
(continua)
inviata da adriana 25/1/2014 - 13:41
Percorsi: Guerre di mafia
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Laddove crescevano i melograni

[2014]

Album : L'appartenenza
Laddove crescevano i melograni c'era un profumo di erba bagnata
(continua)
inviata da adriana 25/1/2014 - 13:24
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Valley of Kandahar

This song, which is roughly to the tune of "You Rambling Boys of Pleasure", is a lament is the style of earlier anti-war laments in the Irish tradition, such as "Bonny Light Horseman". The song tells the story of a woman who marries a young soldier. The soldier is called to war in Afghanistan, where he serves in the Kandahar valley, one of the most war-torn and violent parts of the country. There, he is killed. The wife receives the news of his death, and expresses her anguish.
Oh come and gather round me
(continua)
inviata da Emmett Doyle 25/1/2014 - 05:20
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Haiti

Album: "Funeral" (2004)

Régine Chassagne, la cantante degli Arcade Fire, è figlia di profughi haitiani che hanno dovuto lasciare il loro paese durante la terribile dittatura di François Duvalier (Papa Doc). Vedi anche Gadé maché ti péyi mouin!.
Haïti, mon pays,
(continua)
24/1/2014 - 23:59
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Disco rosso

Chanson italienne – Disco rosso – Insalata Sbagliata – 2012

D'un texte de Gianni Rodari de 1952… Un petit chef de gare avec son disque rouge réussit à arrêter le méchant Train Guerre !

Un petit chef d’œuvre de littérature enfantine... Mais petit enfant deviendra grand ; et enfant, il restera … tel qu'en lui-même. Car les racines descendent quelquefois bien loin dans la terre...., dit sentencieusement Lucien l'âne.
DISQUE ROUGE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/1/2014 - 21:37
L'aggressione fascista italiana all'Etiopia (1935/36) in un brano Calypso proveniente da Trinidad e Tobago: The Gold in Africa di Neville Marcano, detto “The Tiger” (1936). Viene qui presentato per la prima volta in Italia, dopo quasi ottant'anni passati invano, dato che si continuano a inagurare monumenti al macellaio Graziani e roba del genere.
Riccardo Venturi 24/1/2014 - 21:12

L’oro d’Africa

Antiwar Songs Blog
The Gold in Africa di Neville Marcano, detto “The Tiger” (1936) è un brano Calypso proveniente da Trinidad e Tobago che denuncia l’aggressione fascista italiana all’Etiopia (1935/36). Lo presentiamo per la prima volta in Italia, dopo quasi ottant’anni passati invano, dato che si continuano a inaugurare monumenti al macellaio Graziani. Di prim’acchito pensavo di aver […]
Antiwar Songs Staff 2014-01-24 20:38:00
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Brutal

[1991]
Langford-White-Greenhalg
Album: The Curse of the Mekons
Here comes McDrug
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/1/2014 - 17:52
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A desalambrar!

Da Holnapután Anarchista újság. "Az Uruguayban született Daniel Viglietti dalát Bársony Júlia fordította."
TÖRD A KERÍTÉST
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/1/2014 - 17:08
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Sole di notte

(2013)

AK 47:
Renato N (Voce), Michele F (chitarra e voce), Michele M (basso e percussioni), Riccardo R (anima e cori), Fabio G (elettronica, anima e cori), Alessio P (elettronica, effetti)

con loro Serhat A (saz e violino) Marco D (percussioni), Marta M (sax soprano)

Siamo tornati a scrivere dopo molti anni di silenzio e con la stessa intenzione che ci mosse a scrivere per denunciare la profonda ingiustizia del caso di Silvia Baraldini, detenuta all'epoca negli Stati Uniti, in regime di strettissima sorveglianza con un immane carico di pressione fisica e psicologica (leggi tortura e accanimento) e lo abbiamo fatto su un tema che è stato affrontato in mille modi, ma che -- nonostante le mille giuste e antiche battaglie - è rimasto "incombente" su tutti noi senza possibilità di scampo: Genova 2001. Non ci dilunghiamo sulle analisi perché mille e mille volte tutti quanti noi abbiamo parlato... (continua)
Genova era fuori dalla zona rossa e a venti anni a piazza Alimonda
(continua)
inviata da DQ82, adriana 24/1/2014 - 15:21
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La muralla

Da Holnapután Anarchista újság. "Szövegét Nicolas Guillen kubai származású munkásmozgalmi költő írta az 1958-ban, zenéjét Victor Manuel és Ana Belén szerezte. Vas János fordítása."
A FAL
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/1/2014 - 15:00
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Uno uguale a me

Chanson italienne – Uno uguale a me – Mario Pogliotti – 1961

Paroles et musique de Mario Pogliotti

Chanson sur l'aliénation par le travail…
UN PAREIL À MOI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/1/2014 - 14:14
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Cuando me acuerdo de mi país

24 gennaio 2014


Si vedano le Note del traduttore.

Pur non presentando le difficoltà a prima vista insormontabili de El equipaje del destierro, questa canzone è, come detto, una sorta di sua “prima fase”, o di “prova generale”, all'inizio dell'esilio; si comincia quindi a vedere bene, pur in una struttura metrica radicalmente diversa, il procedimento linguistico di Patricio Manns, che mira a spingere all'eccesso le possibilità della propria lingua senza omettere certamente, e non di rado, di valicare la soglia della sovversione della sintassi. Che è pur sempre una sovversione rivoluzionaria, dato che va a intaccare una delle principali convenzioni umane: il linguaggio. Roland Barthes soleva dire che la lingua è “fascista”, in quanto fascismo non è impedire di dire, ma obbligare a dire; questi obblighi vengono fatti fuori da Patricio Manns, ad esempio quando “gli nevica la tempia” o “si... (continua)
QUANDO RAMMENTO IL MIO PAESE
(continua)
24/1/2014 - 01:43
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E semm partii

E PARTIMOS
(continua)
inviata da Diego Campos Santos 23/1/2014 - 16:50
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No Lies

[1971]
Parole e musica di Mark Farner
Nell’album intitolato “E Pluribus Funk”

In questo paese non abbiamo bisogno di capi, di leader che ci dicano cos’è giusto e cos’è sbagliato… Basta con le menzogne!
In questo paese abbiamo solo bisogno d’amore, abbiamo bisogno l’uno dell’altro per vivere in pace ed armonia, solo così saremo più forti... Basta con le cazzate!

Ho solo una cosa da aggiungere: basta con le balle!
Oh ... I got one thing to tell ya'
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2014 - 15:05
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Save the Land

[1971]
Parole e musica di Mark Farner
Nell’album intitolato “E Pluribus Funk”

Un appello ai miei fratelli, alle mie sorelle, tutti insieme per sconfiggere questa paura che ci attanaglia: diamoci una mossa, salviamo questa terra!
Look out for the land rush
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2014 - 14:56
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I Want Freedom

[1971]
Parole e musica di Mark Farner
Nell’album intitolato “Survival”
La canzone vera e propria è preceduta nell’incisione da un lungo dialogo tra Don Brewer e Mel Schacher dei Grand Funk che sembrano non intendersi sull’attacco del pezzo… Io ho preferito ometterlo perché, almeno dal punto di vista testuale, lo trovavo privo di interesse…

Quando ero bambino credevo di essere libero ma più tardi ho scoperto che la libertà che mi hanno dato non era vera, era una menzogna… Ora non ho più nessuna libertà, nemmeno quella di piangere, di esprimere come mi sento senza la mia libertà… Voglio libertà, voglio la libertà che mi avevano promesso per poter vivere in questo paese, la voglio, non posso vivere senza…
Just let me take it, my mind can't make it without ...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2014 - 14:40
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I'm Your Captain (Closer to Home)

[1970]
Parole e musica di Mark Farner
Singolo poi incluso nell’album “Closer To Home”

Un brano epico, il più lungo (10 minuti) mai realizzato dalla band di Flint, Michigan.
Detto che il racconto è quello di un capitano privato del proprio vascello, forse in seguito ad un ammutinamento, le sue interpretazioni sono state molteplici ed il suo autore, Mark Farner, non ne ha mai avallata una in particolare: l’Odissea, o un trip lisergico andato male, o un tributo a Walt Whitman e alla sua "O Captain! My Captain!" dedicata a Lincoln…
Ma quella più accreditata ha a che fare con la guerra in Vietnam: nel suo “Battle Notes: Music of the Vietnam War” lo scrittore Lee Andresen afferma che il Capitano fosse il presidente Nixon, ritratto nel momento in cui stava perdendo il consenso della nazione al proseguimento della guerra. Mi sembra francamente un’interpretazione un po’ forzata… Meglio forse... (continua)
Everybody, listen to me
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2014 - 14:07
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Creepin'

[1973]
Parole e musica di Mark Farner
Nell’album intitolato "We're An American Band” (dove il gruppo abbandonò il nome originario semplificandolo in Grand Funk).

Ehi, aprite bene le orecchie! C’è qualcosa che dobbiamo temere, ed è qui, ed è ora, ed è evidente: sono gli uomini che si arricchiscono depredando e stuprando il paese… Non riesco a capire perché non li acciuffiamo subito… Non dobbiamo più stare in loro balìa, apriamo gli occhi, smettiamola di dormire, apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi, prima che il loro domani si insinui insidioso strisciando fra di noi come un serpente velenoso…
Hey, everybody won't you lend me your ear
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/1/2014 - 13:03
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Le Chameau

Le Chameau

Chanson enfantine de langue française
Interprétations :
Les Quatre Barbus – 1956
Quatre Barbus (1956) :
Les petits chanteurs de l'Ile de France (1966) 

Ah, « Le Chameau »... Voilà bien un quadrupède utile...

Attention, dit Lucien l'âne, quadrupède et de plus, c'est un ongulé et de surcroît, tout comme son compère le dromadaire, il est très costaud et certains sont très rapides à la course et peuvent courir jusqu’à 65 km/h en pointe. Ce sont de lointains cousins...

Ah, l'esprit de famille... Ne fais pas la grimace, Lucien l'âne mon ami. C'était juste une petite plaisanterie. Mais notre « Chameau » d'aujourd'hui est une chanson, sans doute anonyme, qui fut sauvée des eaux par les colonies de vacances, les soirées dans les auberges de jeunesse et les Quatres Barbus qui en 1956, en firent une version qui fit les bonnes heures de leurs tours de France... Mais ce n'est pas... (continua)
Perdu dans le désert immense
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 23/1/2014 - 11:21
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Δέκα παλικάρια

La mia traduzione, al secondo verso, di "κονάκι" con "ritrovo", mi accorgo che può essere fuorviante, e far pensare che i bravi ragazzi si ritrovino a cantare in un locale intitolato all'eroe dell'Indipendenza. Senza escludere che ce ne sia uno, preciso che "Konaki" indica una residenza provvisoria (un'abitazione, o una tenda) che, nel caso di un generale in campagna, meglio si tradurrebbe con "alloggiamento". Ho quasi finito di leggere le "Ricordanze" di Makryannis, dove il termine ricorre frequentissimo nel senso che ho indicato. Karaiskakis, che comandava sul campo le sfortunate operazioni del 1827 intese a liberare dall'assedio turco i combattenti asserragliati sull' Acropoli, aveva l'alloggiamento nel villaggio di Keratsini, oggi quartiere della conurbazione Pireo-Atene, e fu ucciso da una fucilata mentre vi ritornava dopo un'ispezione allo schieramento, alla cui ala destra c'era lo stesso Makriyannis.
Gian Piero Testa 23/1/2014 - 00:01




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