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Prima del 2013-12-9

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Giorgio Gaber: I reduci

Chanson italienne – I reduci – Giorgio Gaber – 1976

En voilà encore une fois, un de ces titres de chanson qui évoque mille choses, dit Lucien l'âne en râpant d'un sabot rugueux le sol de gravillons qui s'étale jaunâtre devant lui. Les anciens combattants... depuis le temps que je cours le monde, j'en ai rencontrés de toutes les sortes et revenant de toutes sortes de guerre. Je me souviens assez bien de ceux qui revenaient de la guerre de Troie, par exemple, de la guerre des Gaules ou des guerres d'Espagne. Ceux qui s'en étaient allés avec Roland et bien entendu étaient revenus... Don Quichotte et Sancho... Ceux qui avaient fait les campagnes de Russie... Là d'ailleurs, il y en eut bien des vagues et de toutes les couleurs. Sans compter ceux qui s'en étaient allés à la croisade ou au Tonkin ou même en Chine ; ceux de Carthage ou de Rome, ceux qui avaient été dans les bataillons d'Afrique... (continua)
LES ANCIENS COMBATTANTS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/12/2013 - 23:04
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Many Young Men of Twenty

In the 1960s, a new generation of dramatists made emigration a central theme in their work. John B Keane's musical play, Many Young Men of Twenty, debuted in 1961 with its rousing chorus in the title song – "many young men of twenty said goodbye"– becoming an Irish hit for the Dubliners. The group articulated the often brutal urban experience of Irishmen abroad in songs such as McAlpine's Fusiliers and Poor Paddy on the Railway, both about Irish labourers in England.
Many young men of twenty said goodbye
(continua)
inviata da donquijote82 9/12/2013 - 22:39
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Camarade Chili

[1974]
Parole e musica di Jean-Max Brua
Orchestrazione e direzione musicale di Jean Musy.
Nell’album intitolato “Le visage de l’homme”




Il retro della copertina è una foto di David Burnett scattata durante i funerali di Pablo Neruda celebrati pochi giorni dopo il golpe militare in Cile…

Il fotografo ricorda che la folla, appena il feretro superò la porta del cimitero, cominciò ad intonare L’Internazionale a gola spiegata e a pugno chiuso, incurante dei soldati e degli agenti dei servizi che filmavano la scena… Chi fece l’orazione funebre con voce tonante fu lo scrittore Francisco Coloane (1910-2002)…
Camarades chantiers, camarades labours,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 15:15
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Les poètes aussi

[1967]
Parole di Yves Broussard.
Musica di Hélène Martin.
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”.
La Martin la incise sempre lo stesso anno in un disco con René Char che abbiamo già incontrato, “Terres mutilées”.
Pour Lorca tué à Grenade
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 13:57
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Sachez qu’on m’appelle Mary

[1968]
Parole di Michelle Senlis e Claude Delécluse
Musica di Jorge Milchberg.
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”.

Una canzone sull’ “Éirí Amach na Cásca”, l’ “Easter Rising”, l’insurrezione irlandese dell’aprile 1916 contro la dominazione britannica.
Donnez-moi des clefs pour les grilles
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 13:25

Le paradis

[1969]
Parole di Jean Monnier
Musica di Philippe-Gérard
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…”
N'allez pas croire, mes doux amis
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 13:08
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Soldier's Eyes

Album: Between The Minds (2007)
Lately I've been wondering what's been going on
(continua)
9/12/2013 - 12:42

La Gloire

[1957]
Versi di Pierre Seghers (1906-1987), poeta, editore, combattente nella Resistenza francese.
Musica di Jean-François Gaël
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…” pubblicato nel 1968

Poesia scritta da Seghers nel pieno della guerra d’Algeria…
Mon beau dragon, mon lance-flammes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 11:47
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Thoughts about Sacco and Vanzetti

1977
House on the hill/Thoughts about Sacco and Vanzetti

Lyrics and Musica: Deborah Kooperman
Voice: Daniela Arveda

La canzone fino ad oggi era presentata solo in italiano, così come tradotta sulla copertina del disco. Oggi (27/12/2018) viene sbobinata all'ascolto, ovviamente con l'aiuto della versione italiana.
You must be proud when you say
(continua)
inviata da DoNQuijote82 9/12/2013 - 11:27
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The House on the Hill

Versione italiana dei Mocogno Rovers da La repubblica del folk - 1998
(originariamente postata come canzone a parte per irreperibilità del testo originale di Deborah Kooperman)
C'era una casa, lassù sulla collina
(continua)
inviata da DoNQuijote82 9/12/2013 - 11:24
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Morbihan

[1963]
Versi di Guillevic, poeta nato a Carnac, Morbihan, nel 1907 e morto a Parigi nel 1997.
Nella raccolta intitolata “Sphère”
Musica di Jean-François Gaël
Nell’album “La guerre, la gloire, le paradis…” pubblicato nel 1968

Credo che in questa poesia Guillevic si riferisse a quanto subìto dalla gente bretone a partire dalla metà dell’800: la crisi economica e l’emigrazione di massa; la depressione delle campagne flagellate dalla miseria, dalle carenze alimentari, dalla mancanza d’igiene, dalle malattie endemiche; l’alto tributo di sangue pagato nella guerra del 1870 e poi nelle due guerre mondiali…
Sul Morbihan si vedano anche, per esempio, le canzoni Complainte de Marion du Faouët e An hini a garan
Sul tema si veda anche Crubelz di Gilles Servat.
Di Guillevic è già presente sul sito Les charniers
Ce qui fu fait à ceux des miens
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/12/2013 - 11:13
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Icarus Generation

My name is Frank Cable and this is my song.

This song is a message to all dictators and oppressors within this world. It is a plea for these people to remember that they were once a child, a plea that the search for fame and power only leads to blindness and pain for millions, a plea to realize that there legacy can only be preserved by spreading love, not war across the countries that they rule.

Ultimately peace will prevail, but this song is a plea for compassion addressed to these rulers in Syria, North Korea and the USA.

Blessings,

Frank Cable

Icarus Generation Frank Cable Copyright 2008
Looking for love
(continua)
inviata da Frank Cable 9/12/2013 - 05:26
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Tallest Tree

My name is Frank Cable and I am the creator of this song.

The song was originally written with respect to the ongoing crisis in the Middle East, but applies to conflict in any part of our world. The song is about compassion, tolerance and the request of the victim to the oppressor to look past their weapons of power in hope of understanding that love is the only answer in this world.

I hope that you post this song. I will be back to submit others. Thanks to everyone within your organization for creating such a noble place for artists and listeners to keep the message alive.

This song will now and always be dedicated to Nelson Mandela.

Namaste,

Frank Cable
"Orionstar"

Massachusetts, USA

Tallest tree- Copyright 2011, Frank Cable
Brother, brother don't you know?
(continua)
inviata da Frank Cable 9/12/2013 - 04:58
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Cheshire Cat Cry

(2013)
Album: "Take Me To The Land Of Hell"

Dall'album che segna il ritorno dell'ottantenne vedova Lennon con la riformata Plastic Ono Band, in cui ora suona anche il figlio Sean Lennon, con la partecipazione di alcuni ospiti tra cui Lenny Kravitz in questa traccia disturbata e disturbante.

Dal vivo la canzone è stata eseguita con i Flaming Lips. Sicuramente bisogna riconoscere che Yoko Ono sa urlare oggi come quarant'anni fa... cantare non ha mai saputo. D'altronde la canzone si chiama appunto il "grido (o il pianto) dello Stregatto" (o Ghignagatto se vogliamo usare una traduzione meno disneyana) con riferimento ad "Alice nel paese delle Meraviglie". E' una canzone apertamente contro la guerra che contiene fra l'altro una divertente parodia della dichiarazione d'indipendenza (con un effetto simile a Self Evident di Ani DiFranco): "Noi, il popolo sacrificabile degli Stati Uniti riteniamo che questi sogni siano autolesionistici".

YOKO ONO – Vocals
Lenny Kravitz – Drums, Clavinet
Sean Ono Lennon – Bass, Electric Guitar, Synth
I’m rolling in your dreams
(continua)
8/12/2013 - 23:03
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Give Peace A Chance


Intervista a Pete Seeger sull'uso di "Give Peace A Chance" durante la marcia contro la guerra nel Vietnam al Washington Monument, il 15 novembre 1969:

da Democracy Now

JON WIENER: Well, you know, Lennon wanted to — basically, Lennon is a musician, a songwriter, a performer. He wanted to write a song for the movement, and he did. It was "Give Peace a Chance." It did become the anthem of the anti-war movement. Half a million people sang "Give Peace a Chance" in a demonstration at the Washington Monument in the fall of 1969. Do we have time to listen to my interview with Pete Seeger, talking about what it was like that day?

PETE SEEGER: Well, in November 1969, I guess I faced the biggest audience I had ever faced in my entire life. Hundreds of thousands, how many, I don’t know, but it stretches as far as the eye can see, up the hillside and over the hill, past the Washington Monument.... (continua)
8/12/2013 - 21:10
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Luoghi comuni (Una cantata irrisolta)

Dal blog Otra iglesia es imposible - Museo de poesía antigua y contemporánea, Buenos Aires, Primavera 2013. A dire il vero, la mia "famosa" identificazione coi Luoghi Comuni di Wilcock ha rischiato di avere, a suo tempo, anche una versione castigliana; ma, naturalmente, mi sono arenato per le evidenti difficoltà dell'impresa, del tutto al di là delle mie possibilità. Particolarmente contento sono, quindi, di aver trovato almeno tre strofe del poemetto tradotte da un argentino. Ai tempi in cui, ragazzo, iniziava la mia avventura in compagnia di Juan Rodolfo Wilcock, avrei pagato oro per trovare quel che oggi si trova in rete con un semplice "clic"; ma non c'era praticamente nulla. Nel bisunto volumetto Adelphi delle "Poesie" (che si apre proprio con "Luoghi Comuni") conservo gelosamente, ancora, il ritaglio di un vecchio articolo di "Repubblica" dedicato a Wilcock. Oggi, assieme alla traduzione... (continua)
3. [Alma y cuerpo]

(continua)
inviata da Riccardo Venturi 8/12/2013 - 19:38

Power To The People

Antiwar Songs Blog
Siamo andati in America varie volte con i Beatles e Brian Epstein cercava sempre di fare in modo che non dicessimo niente a proposito del Vietnam. Ad un certo punto io e George Harrison gli abbiamo detto. “Ascolta, la prossima volta che ce lo chiedono diciamo che non ci piace quella guerra e che dovrebbero […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-08 17:56:00
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The Traitor's Kiss

2010

Partly inspired by the tragic story of Karen Woo and her nine colleagues who were bringing medical care to the poorest communities of the ravaged nation of Afghanistan which they had grown to love when they were ambushed and killed by gunmen. The song is a bitter reaction to how such a beautiful, gifted and selfless person could be murdered so mindlessly .

'It is such a powerful and emotional piece and not easily forgotten once heard. It seems to have some relevance to the conflicting relationships in Afghanistan at the moment.....'

Lynn Woo
Let me tell you what I’ve learned
(continua)
inviata da DonQuiojte82 8/12/2013 - 09:55
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Il Natale del naufrago

[2011]
Album : Acqua di Natale
Ehi ministro, che vuoi cacciarmi da dove sono venuto per alleviare il dolore.
(continua)
inviata da adriana 8/12/2013 - 08:19
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Mury

07.12.2013
I MURI
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 8/12/2013 - 00:52
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Giuda nella neve

[2013]
Album : Mat e famat

Canzone ispirata ad un fatto vero, l'eccidio da parte dei nazifascisti a Pontechianale accaduto il 28 marzo 1944, dove vennero uccisi 9 partigiani.
Una madre si presentò all'accampamento, forse per ammazzare chi gli aveva ucciso il figlio. Glielo impedirono, ma il prigioniero, colpevole spia si suicidò.

E' un bel brano con l’arpa di Vincenzo Zitello che ci riporta le vibrazioni dei ruscelli di montagna.
Partigiani e guerra su in montagna
(continua)
inviata da donquijote82 7/12/2013 - 23:55
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Let's Get Started

Album: Hey World (2013)

Music: Caroline Chevin / Philipp Schweidler
Lyrics: Caroline Chevin / Sékou Neblett
Bad news
(continua)
7/12/2013 - 23:29
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Quando

[2013]
Album : Mat e famat

E’ un brano dal carattere quasi biblico, con immagini apocalittiche ma con una richiesta precisa: “Non piangete la pietra, sorridete nel vento”. La vita è sempre più forte della morte. La speranza travolge la disperazione.
Quando il mio corpo non avrà più un sorriso
(continua)
inviata da donquijote82 7/12/2013 - 23:07
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Vecchio lupo

[2013]
Album : Mat e famat

Il lupo ritorna padrone della scena. Le donne che corrono con i lupi devono faticare per volare, il lupo prende il volo grazie al sorriso di un bambino e il suo naturale battere il tempo con allegria.
Corre un vecchio lupo che non sa più dormire
(continua)
inviata da donquijote82 7/12/2013 - 22:38
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Asimbonanga (Mandela)

bella molto bella
alessandro.montebaik 7/12/2013 - 19:23

Non abbiamo visto Mandela

Antiwar Songs Blog
Non lo abbiamo visto Non abbiamo visto Mandela Nel posto in cui è Nel posto in cui viene tenuto Oh, il mare è freddo e il cielo è grigio Guarda attraverso l’isola la Baia Siamo tutti isole finché non verrà il giorno In cui attraverseremo l’acqua bruciante Un gabbiano vola sul mare L’infrangersi del silenzio […]
Antiwar Songs Staff 2013-12-07 19:01:00
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I mostri che abbiamo dentro

Chanson italienne – I mostri che abbiamo dentro – Giorgio Gaber – 2002
LES MONSTRES DU DEDANS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/12/2013 - 18:57
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Piazza Giuliani

2013
Album :7
Questa è una vecchia storia che adesso è anche la mia
(continua)
inviata da DonQuijote82 7/12/2013 - 14:41
Percorsi: Genova - G8
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La guerra di Tore (burning fire)

2013
7
Tore ha scelto di andare
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/12/2013 - 14:19
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Libera

2013
7
Dimmi cos'è che non ci unisce, che ci divide
(continua)
inviata da DonQuijote82 7/12/2013 - 14:05
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Lumumba, héros national

Si veda anche L’arbre Lumumba
(l)Bakakangi ngai , bandeko
(continua)
inviata da adriana 7/12/2013 - 11:17
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Thank You Madiba (TYM)

And I don't know how to say
(continua)
inviata da adriana 7/12/2013 - 10:56
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Nelson Mandela, Sus Dos Amores

[1988]

Album :Proposiciones
Nelson Mandela,
(continua)
inviata da adriana 7/12/2013 - 09:22
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Venger la vie

[1972]
Parole di Eugène Guillevic
Musica di Rongier Max
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Tout ce qu'on fait contre moi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 23:00
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Le camp du drap d'or

[1972]
Parole di Serge Rezvani
Musica di Swingle Ward
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
En Iran, il y a des assassins
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 22:50

Mon bon plaisir

[1972]
Parole di Pierre Grosz
Musica di Alain Goldstein
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Achetez à la journée, à la semaine, au mois, à l'année
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 22:20
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La chanson d'Irlande

[1972]
Parole di Maurice Fanon
Musica di Jean-Paul Roseau
Nell’album intitolato «Francesca Solleville chante la violence et l'espoir»
Je me souviens de cette Irlande
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 22:13
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Numance

[1964]
Parole di Luc Bérimont
Musica di Lise Médini
Nell’album intitolato Nuit et brouillard

Quando ho trovato il testo di questa canzone ho subito pensato che si riferisse alla guerra civile spagnola e che Numance fosse il nome di una delle tante città completamente distrutte nel corso di quel conflitto fratricida…

Scopro invece che è il nome di un’antico insediamento celtibero degli Arevaci situato nei pressi di Garray, nell’attuale provincia di Soria, in Castiglia e León. Fondato nel IV° secolo a.C., resistette prima ad ogni tentativo di conquista da parte dei cartaginesi, poi nel II° secolo divenne il baluardo della resistenza iberica contro i Romani. Per vent’anni gli Arevaci tennero testa alle armate imperiali ma nel 134-133 Scipione Emiliano, il distruttore di Cartagine, cinse d’assedio la cittadella celtibera sul Cerro de la Muela e, limitandosi a tagliare ogni via di approvvigionamento,... (continua)
Quand je suis entrée dans Numance
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 15:24
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Mandela

[1988]

Album : Freedom

Musica di Carlos Santana
Music by Carlos Santana
instrumental
inviata da adriana 6/12/2013 - 14:29

José de Catalogne

[1961]
Parole di Pierre Louki
Musica di Marc Heyral
In un EP pubblicato nel 1961.

Canzone dedicata ad un profugo della guerra di Spagna…
Quando cadde la Catalogna, nel gennaio/febbraio del 1939, si produsse un esodo impressionante: quasi 400.000 spagnoli si rifugiarono in Francia, spesso accolti – come abbiamo visto, per esempio, nella canzone Argelès-sur-Mer di Antonio Resines - in campi di concentramento dove le condizioni di vita erano proibitive…
Dans ton pays, y en a qui ont voulu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 13:47
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Bring Back Nelson Mandela (Bring Him Home)

1987
Bring back Nelson Mandela, 
(continua)
inviata da donquijote82 6/12/2013 - 13:26
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Bonne justice

Interpretata anche da Francesca Solleville nell'EP intitolato "Francesca Solleville chante Paul Éluard", con musica di Jean-François Gaël, pubblicato nel 1969.
Bernart Bartleby 6/12/2013 - 13:19
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46664

Mandela was imprisoned on Robben Island in 1964, and was the 466th prisoner to arrive that year. The prison administration's scheme of numbering prisoners was to follow the sequence number of the prisoner (466 in his case), with the last two digits of the year (64). The number was imposed on him by the prison for over 25 years, until his release in 1990. "Prisoner 46664" continues to be used as a reverential title for him. Shortly before Joe Strummer's death, he and U2's Bono co-wrote the song 46664 for Mandela as part of the campaign against AIDS in Africa.

Scritto poco prima della morte di Joe è un (bellissimo) brano reggae firmato Joe Strummer, Bono, Dave Stewart, ma eseguito da Bono, The Edge, David A. Stewart, Abdel Wright e Youssou N'Dour. Purtroppo Joe non ce la fece a partecipare....
It's a long walk, long walk to freedom
(continua)
inviata da donquijote82 6/12/2013 - 13:09
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Gesù Bambino

È bellissima
T 6/12/2013 - 12:48
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Mandela Day

IL GIORNO DI MANDELA
(continua)
6/12/2013 - 12:30
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Dal nido

Da Flel 2010

Dedicata a Fabrizio De Andrè
Quando si aprirà di nuovo quella porta
(continua)
inviata da donquijote82 6/12/2013 - 12:02
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Je te passe le poing

[2009]
Parole di Rémo Gary
Musique di François Forestier
Nell’album intitolato “Je déménage”

“Dai, ti passo la mano, è quella che sente e che dona, è la mano sinistra, è quella buona… ti passo il pugno chiuso…”

Testamento artistico e politico della Solleville, classe 1932… Eppure deve essersi ancora sentita piena di energie perché solo l’anno scorso è uscita con un nuovo album, “La Promesse à Nonna”…
Allez, je te passe la main
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 11:29
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Luoghi comuni (Una cantata irrisolta)

Grazie a te Krzysiek, e di cuore. Faccio presente che questa "cosa" ha trent'anni suonati, e che in questi trent'anni sarà soltanto la quarta o quinta volta che la canto integralmente. Forse, nelle feste natalizie mi toccherà rifarlo, e addirittura in pubblico; ma se ne riparlerà. Tutto questo, va da sé, mi fa un gran piacere per Juan Rodolfo Wilcock.

Riccardo Venturi 6/12/2013 - 11:02
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Mimma e Balella (per Irma Bandiera e Gabriella Degli Esposti)

[2013]
Dal disco intitolato “Rivoluzione permanente”
Testo trovato su Magazzini Sonori – la musica della Regione Emilia Romagna

Canzone dedicata a due partigiane trucidate dai nazifascisti durante la guerra di Liberazione.
Di Irma Bandiera, nome di battaglia “Mimma” (uccisa a Bologna il 14 agosto 1944 dopo feroci torture), abbiamo già parlato a commento della canzone Compagna Teresa de Il Teatro degli Orrori.

Gabriella Degli Esposti, nome di battaglia “Balella”, era anche lei del bolognese, nativa di Crespellano dove, con il marito Bruno Reverberi, organizzò in casa propria una base della Quarta Zona della Resistenza e uno dei Gruppi di Difesa della Donna protagonisti, nel luglio del 1944, delle proteste di piazza per il pane e contro la guerra. Gabriella era anche madre di due bambini ed incinta di un terzo quando, nel dicembre del 44, fu catturata dalle SS: picchiata e torturata, perché... (continua)
Poco era il tempo per le carezze
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2013 - 10:24
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Born Free

Non sono d'accordo. Altre volte abbiamo inserito canzoni che dal testo c'entrano ben poco con la guerra solo per il video... mi vengono in mente Out Of Time ma anche American Life. Certo entrambi gli esempi vengono dal mondo del pop e potrebbero essere frutto solo di una strategia commerciale, ma ciò non toglie che abbiano diritto di apparire qui. In questo caso poi anche l'interpretazione del testo non e' univoca. Su Song Meanings ci sono diverse idee interessanti.
Lorenzo 6/12/2013 - 10:03




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