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La Chanson du Guerrier sur la Contrescarpe

La Chanson du Guerrier sur la Contrescarpe

Canzone léviane – La Chanson du Guerrier sur la Contrescarpe – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 35

La Chanson du Guerrier sur la Contrescarpe est la trente-cinquième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Dans la Chanson du Guerrier sur la Contrescarpe, on retrouve ce même personnage qui poursuit son soliloque où il mêle sa vie immédiate, parle de ce qui et de qui l'entoure – ici, les nonnes qui le soignent, et continue à développer sa méditation, cette forme de résistance intellectuelle. L'être humain est aussi – et d'abord – une pensée en perpétuel écoulement, comme un fleuve qui venu de la montagne, traverse la ville et s'en va finir dans la mer. On a comme l'impression que s'il s'arrêtait de penser, il cesserait d'exister.

Oh, oh, dit Lucien l'âne, voilà notre... (continua)
Voici ma chanson, la chanson
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/7/2009 - 22:14
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Frankie Teardrop

Beh, questo post risale a quando ancora non sapevo postare per bene... la lingua è ovviamente l'inglese...
Alessandro 29/7/2009 - 21:46
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Where Have all the Flowers Gone

GAELICO IRLANDESE / IRISH GAELIC (GAEILGE) / GAÉLIQUE IRLANDAIS

La versione in gaelico irlandese (o irlandese, tout court) contribuita da ARZ, che desiderava vedere una versione basca della canzone: anche se con un po' di ritardo, lo accontentiamo volentieri. NB. Molti siti (tra i quali questo) riportano un'altra versione irlandese di Feargal Ó Béarra, Cá bhfuil siad uainn, scoth na mbláth?; ma risulta introvabile. Almeno per ora.

Great job !
I'd really like to see a Basque version.
And, if you're interested, this link will lead you to the Gaeilge version of the song!


A version into Irish Gaelic (or, simply, Irish) contributed by ARZ, who wished to see a Basque version of the song: we satisfy now his request with pleasure, though with some delay. Note. Several sites (this, for exemple) mention another Irish version by Feargal Ó Béarra, Cá bhfuil siad uainn, scoth na mbláth?; but we haven't found it. For the moment, insofar. [CCG/AWS Staff]
CÁ nDEACHAIGH NA BLÁTHANNA?
(continua)
inviata da ARZ 29/7/2009 - 21:13
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Everybody's Got A Right To Live

Testo pubblicato su Broadside Magazine n.89 del 1968 e sul libretto del disco di Kirkpatrick e Jimmy Collier che prende il titolo dalla canzone.
EVERYBODY'S GOT A RIGHT TO LIVE
(continua)
inviata da Alessandro 29/7/2009 - 15:40
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Always Tell the Voter What the Voter Wants to Hear

[1987]
Album "Never Mind The Ballots"
Welcome to Never Mind The Ballots. The phone lines are now open. If you'd like to put a question to the candidates the number to ring is 0532779463.
(continua)
inviata da Alessandro 29/7/2009 - 12:00
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Almirante

Mi accorgo solo adesso, Riccardo, che hai dedicato anche a me la tua precisa traduzione greca (complimenti anche per la lettura), accomunandomi ai combattenti antifascisti greci. Questo però non me lo merito, perché se io nutro ovviamente grande stima per loro, loro che motivi avrebbero per nutrirne per me, che non ho fatto nulla ? Quello che faccio adesso non è poi un vero combattere e, quando anche lo fosse, sarebbe in ogni caso fuori tempo massimo. Non posso salire neanche un gradino del monumento: se me lo permettono, mi inchino da fuori. In ogni caso, ti ringrazio.
Gian Piero Testa 29/7/2009 - 00:32
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Miniera

"Mi raccontava anni fa Francesco Mongiardo (gli americani lo pronunciavano “Frank Majority”), scalpellino, figlio di minatore immigrato dalla Campania in West Virginia: “Mio padre sbarcò a New York nel 1902. Dopo passato il controllo immigrazione, l’hanno mandati alla stazione centrale e lì nessuno sapeva l’inglese, e gli hanno messo delle targhette al collo con la destinazione – come bestiame, insomma. E li hanno marcati per il West Virginia. L’hanno messi sul treno, e spediti in West Virginia.” Li chiamavano blue trains: treni con i finestrini verniciati di blu, così che gli immigrati spediti a destinazione ignota non vedevano neanche dove stavano andando. Continua Frank Majority: “Arrivarono che era notte. A Beckley, credo, nel centro dei giacimenti di carbone. E lì accanto, lungo i binari, c’erano fornaci aperte che bruciavano il carbone per fare il coke. I fuochi accendevano il cielo... (continua)
Alessandro 28/7/2009 - 23:14
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Johnny 99

[1982]
Album "Nebraska"

Interpretata anche da Johnny Cash

"[...] Molti anni fa, quando Ronald Reagan si disse suo ammiratore, Bruce Springsteen commentò: chissà se ha mai sentito Johnny 99?... Pare che questo concerto lo dobbiamo al ministro Maroni, che ha evitato di farlo annullare dicendosi suo fan. Chissà se Maroni ha mai ascoltato Johnny 99? Un operaio che perde il lavoro, che non ce la fa a pagare il mutuo (ma quand’è stata scritta questa canzone? Un quarto di secolo fa, o l’altro giorno?), prende un fucile in mano e spara (se fosse francese, metterebbe le bombe sotto la fabbrica o sequestrerebbe un dirigente), spiega al giudice che a mettergli l’arma in mano non è solo la perdita del lavoro e della casa ma soprattutto le idee che questo disastro gli ha fatto venire in testa. “Avevo debiti che nessun uomo onesto può ripagare”, dice Johnny 99. [...]

Dal blog di Alessandro Portelli... (continua)
Well they closed down the auto plant in Mahwah late that month
(continua)
inviata da Alessandro 28/7/2009 - 22:40
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Adam The Inventor

Curioso... Wolf Rilla, uno degli autori del brano, è il regista del famoso "Il villaggio dei dannati" (1960), film di science fiction dove gli abitanti di un villaggio cadono in un sonno letargico, il paese rimane come isolato da un invisibile cupola di energia e, quando tutti si svegliano, si scopre le donne sono tutte gravide, destinate a partorire dei bambini inquietanti, molto simili fra loro e dotati di poteri eccezionali... una stirpe di alieni. Molto bello. P.v.c.
Alessandro 28/7/2009 - 14:12
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The Fires of Napalm

[1968]
Album“Everybody’s Got A Right To Live”
con il Rev. Frederick Douglass Kirkpatrick

Testo pubblicato sul libretto dell’album e su Broadside Magazine n.91 del maggio 1968. Presente anche in Veleno di Piombo sul Muro, le canzoni del Black Power, a cura di Alessandro Portelli, editori Laterza, 1969.


Sul suo sito Jimmy Collier oggi compare vestito da cowboy e non c’è quasi traccia della sua vecchia discografia e, in particolare, di quel potentissimo lavoro intitolato “Everybody’s Got A Right To Live” che realizzò nel 1968 per le edizioni Broadside/Smithsonian Folkways a quattro mani con il reverendo Frederick Douglass Kirkpatrick, pastore, folksinger ed attivista per i diritti civili, fondatore dei “Deacons for Defense and Justice”, gruppo armato di autodifesa della gente di colore attivo in Lousiana e Mississippi e antesignano delle Black Panthers.
Eppure Collier – di padre nero... (continua)
You know we’re wrong
(continua)
inviata da Alessandro 28/7/2009 - 14:00
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Abdallâh

[2008]
Album "Ce que l'on sème"

Auteur, compositeur: Guizmo
Arrangements: Tryo - Hélène Bohy

Una canzone che parla dei tuareg del Niger, seduti su immensi giacimenti di uranio che però sono controllati dai neocolonialisti francesi. Quel che la canzone non dice è che, a parzialissimo risarcimento per la predazione delle loro risorse, ai tuareg è consentito gestire il traffico dei migranti che passano dal Niger per raggiungere la Libia e poi l'Italia e l'Europa... E questo con la benedizione degli accordi Sarkozy-Gheddafi-Berlusconi.

Racconta un passeur tuareg intervistato dal giornalista de L'Espresso Fabrizio Gatti per la sua inchiesta intitolata "La nuova ondata":

"Da novembre scorso [2008] è come se la Libia avesse dato il via libera. Ora che Gheddafi è stato eletto presidente dell'Unione africana, non può certo rimandare indietro i suoi concittadini africani. Abbiamo saputo che l'Italia... (continua)
Si le monde était à refaire
(continua)
inviata da Alessandro 28/7/2009 - 08:16
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What Is Truth?

(1970)
The old man turned off the radio
(continua)
27/7/2009 - 18:16
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La ballata dell'ex

La verita' non abita né a destra né (sopratutto) a sinistra...

(Don Curzio)

La verità, fortunatamente, non abita da nessuna parte. Soprattutto quella cosiddetta "rivelata", direi, ancor più di quelle "destre" o "sinistre". Fosse per me, farei una lotta senza quartiere per abolirla del tutto, la "verità". Nel suo nome sono state commesse le peggiori tragedie dell'umanità, da qualsiasi parte. Saluti! [RV]
27/7/2009 - 17:45

Now That The War Is Over

[1975]
Testo pubblicato su Broadside Magazine n.131 dell’aprile/giugno 1976.

Si tratta di un brano inedito. Credo sia una delle prime canzoni scritte da Willie Nile, il cui disco di debutto è del 1980.

(*) "Highway One" è il nome "yankee" di una delle più lunghe e antiche strade dell'Asia, quella che dal nord Vietnam scende fino a Phnom Penh in Cambogia.
Now that the war is over
(continua)
inviata da Alessandro 27/7/2009 - 15:39

Les Brindilles d'Accettura

Les Brindilles d'Accettura

Canzone léviane – Les Brindilles d'Accettura – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 34

Les Brindilles d'Accettura est la trente-quatrième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

La pensée du prisonnier flotte dans la nuit des souvenirs, puis, elle dérive sur la mer de la méditation. En somme, comme Montaigne, il voit le monde à sa manière et somme toute, philosophe.

Nous y voilà, dit l'âne Lucien, j'imaginais bien que tu allais le dire un jour que la canzone est une manière de philosopher. Et je suis très intéressé à ce que tu me dises pourquoi la philosophie, comme on la pratiquait de mon temps d'âne, passe par la canzone. Jusqu'ici, il était entendu que dans la chanson, on avait entendu parler d'amour, on y avait conté des aventures en tous genres, on y avait répandu le vide de l'indigence... (continua)
Le petit Comte, on ne le voyait pas;
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/7/2009 - 18:41
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301 guerre fa

GRANDE COME E' SEMPRE STATO IL GRANDE BERTOLI....Ciao Pierangelo.............
ENZO 26/7/2009 - 18:22
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Nella mia ora di libertà

Grazie, buona idea, solo che non risponde mai nessuno...
Continuerò a provare! ciao
vane 26/7/2009 - 18:02

Che je fa

Canzone ironica sull'omertà mafiosa
Questa è la storia , la storia de ‘n paese
(continua)
inviata da DonQuijote82 26/7/2009 - 17:37
Percorsi: Guerre di mafia
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Checkpoint Charlie

CHECKPOINT CHARLIE
(continua)
26/7/2009 - 12:31
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La bomba intelligente

La mia matricola è doppio vi ei ar
(continua)
inviata da adriana 26/7/2009 - 12:25
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Italia: ultimo atto

Un morceau qui, avec « In compagnia dei lupi », rappelle la célèbre « Povera patria » de Franco Battiato. Peut-être en est-ce une actualisation étant donné l'immonde fourmillement de fascistes, de satyres, de putains de haut vol, d'affairistes, de mafieux, de subversifs, de cagoulards, d'incompétents, de menteurs, de mercenaires, d'arrogants et d'imbéciles qui grouillent bien gras, florissants et baveux aussi bien aux sommets de l'État et des partis que dans chaque coin sombre, humide et fétide de notre pauvre pays...

La normalisation des années 80 et 90 est terminée. L'Italie est un pays socialement et culturellement désintégré. De super-pouvoirs supranationaux en ont pris le contrôle absolu et procèdent à son extinction, flanqués, comme toujours, de volontaires esclaves indigènes.
Paradoxalement, nous revenons à l'avant-garde : celle d'un Occident en route vers les ténèbres! ».

Commentaires... (continua)
ITALIE: DERNIER ACTE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/7/2009 - 11:20
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Bitter Fruit

[1986]
Lyrics & music by Little Steven (Steven Van Zandt)
Album: Freedom - No Compromise [1987]
I was born lucky they always say
(continua)
inviata da giorgio 26/7/2009 - 08:17
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Il campo

Du livret du cd :
J'ai écrit en 2006, Lager italiani, Histoire de migrants enfermés dans les centres d'expulsion, où l'on met la main souvent et volontiers au bâton pour mettre « à leur place » ces hommes inférieurs. Ces « Alis aux yeux bleus » dont les traversées avaient été prophétisées poétiquement il y a des dizaines d'années par Pier Paolo Pasolini.
Je chante ici ces traversées.
En 2009, je termine un nouveau livre, Servi (Esclaves), où je raconte mon voyage dans l'Italie des clandestins au travail. Et je raconte, justement, leur nature servile, nécessaire à notre économie – une nature qui prend forme histoire après histoire. Comme celle de Soufiane, que je chante ici, qui m'a dit : « Mais qu'est-ce que je te dis ?/ C'est la parabole » Si, la parabole qui induit les désirs, le médium du Spectacle. Les migrants que nous refusons sont l'image inversée du désir de la société occidentale. Le Camp ou le corps clandestin.
LE CAMP
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 25/7/2009 - 22:42
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A Change Is Gonna Come

Non è male neppure la versione di Solomon Burke.
Carlo 25/7/2009 - 17:04
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Malarazza

Il testo, più o meno quello del Calanna, è quello recitato da Rosa Balistreri nell'album "Rosa canta e cunta - Rari e Inediti" [2008]

http://www.goear.com/files/mp3files/25072009/ef13aff1af0bc00f4725a0d027ef8b5c.mp3
LAMENTU DI UN SERVU A UN SANTU CRUCIFISSO
(continua)
inviata da giorgio 25/7/2009 - 10:40
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Portland Town

(1957)

This song is original in 1957 by the unknown songwriter Derroll Adams (* 27. November 1925 in Portland (Oregon), USA; † 6. Februar 2000 in Antwerpen) written in memory of Korean War. He was a victim of McCarthyism and going than to London 1957.
I was born in Portland town
(continua)
inviata da Holger Terp & AWS Staff 25/7/2009 - 10:30
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Teacher Uncle Ho

Words and Music by Pete Seeger (1970)
He educated all the people.
(continua)
25/7/2009 - 10:19
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Terra in bocca

Toi, Lucien mon ami, porteur de lumière, toi qui es un âne et qui dans tous les pays vas partout de ton petit pas, vas partout, entends tout et vois-tout, tu dois savoir ce qu'est la Mafia et ses méfaits et bien de ses secrets. Tu pourrais donc apprécier cette chanson qui raconte une jolie, mieux une belle histoire d'amour, qui tourne à la tragédie par l'intervention de la Mafia.

Oh, dit Lucien l'âne, bien sûr que nous les ânes on a de grands yeux et de grandes oreilles... et que des histoires de méchantes actions de la Mafia, on en connaît des tonnes. Ce sont vraiment de mauvaises bêtes que ces mafieux et tous ceux qui les servent. Ils seraient même capables de tuer un âne ou une mule...

Tu ne crois pas si bien dire... mon bon ami... Dans la chanson, « ils » égorgent un mulet. C'est une chanson relativement récente, mais l'histoire elle remonte à 1936. C'est un épisode de la guerre de... (continua)
LA TERRE EN BOUCHE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/7/2009 - 21:57
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L'ultima notte di caccia

1979
Viva

La passione tra un indiano e una donna bianca non è sufficiente ad unirli a causa delle differenze razziali per cui i bianchi uccidono l'indiano penetrato furtivamente nel loro campo per incontrare l'amata.
Batte il suo tempo sempre esatto
(continua)
inviata da m 24/7/2009 - 21:40

Mississippi

[1965]

Ho trovato questa canzone su Broadside Magazine n.61 dell’agosto 1965, in seconda pagina. In copertina la foto della sua autrice, Charyn Sutton. Il testo è accompagnato da una nota della stessa Sutton in cui racconta che la sua “Mississippi” era diventata molto nota tra Boston, Philadelphia e Washington, tanto che sarebbe stato Phil Ochs a consigliarle di mandarla alla redazione del Broadside Magazine…
Essendo curioso di facce e di storie, soprattutto minime, mi sono chiesto che fine avesse fatto questa Charyn immortalata sulla copertina del Broadside, e di cui è nota questa sola canzone...

E ho scoperto che è morta di cancro nel 2004, all’età di 57 anni, dopo una vita molto intensa al servizio della sua comunità, e non solo quella afroamericana: attivista per i diritti civili negli anni ’60 (ne aveva appena 18 quando chiedeva al Broadside di pubblicare questa sua canzone), si... (continua)
Too many people have hung from the trees of Mississippi
(continua)
inviata da Alessandro 24/7/2009 - 13:27
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La belva del condominio

[2002]
Album "Non riesco più a starmene tranquillo"

Una bellissima canzone anarco-tekno-pop-punk, una delle più celebri del grande eppur misconosciuto MGZ, l'"Ultimo Profeta".
Dedicata a tutti i fascisti, a tutti i razzisti, a quelli delle ronde, a quelli che ingannano il tempo bruciando i barboni, a quelli che trucidano un ragazzo di colore perchè aveva rubato un pacchetto di biscotti, a quelli che rispediscono gente disperata a morire nel deserto, a quelli in divisa che massacrano e spesso, troppo spesso, uccidono i cittadini che invece dovrebbero proteggere.

"Pazzia pura o semplice genialità? Si è indecisi su quale opzione propendere ascoltando questo album della band savonese dal look post-atomico, capitanata dal profeta MGZ (al secolo Mauro Guazzotti). La musica è una sorta di techno-pop che a tratti scivola in un punk dal sapore industriale (massicci i campionamenti presenti). Il... (continua)
Disgraziati, delinquenti con il loro motorino
(continua)
inviata da Alessandro 23/7/2009 - 23:46
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Signor censore

[1975]
Testo e musica di Edoardo Bennato
Lyrics and music by Edoardo Bennato
Album: "Io che non sono l'imperatore"
Signor Censore - che fai lezioni di morale
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 23/7/2009 - 23:07

L'ultima preghiera

Forse non capiremo mai
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/7/2009 - 20:47

I muri del pianto

Oltre i confini dell’Africa nera
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/7/2009 - 20:46




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