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Prima del 2006-6-2

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Canzone delle reti invisibili

[2 giugno 2006]
Testo di Riccardo Venturi
Musica, come sempre, di chi ce la vorrà mettere (forse).

Questo testo è venuto fuori da solo.
Non so se sarà mai una canzone o qualcosa del genere. Anzi, probabilmente non lo vuole neppure essere. È una storia di nomi.
Una storia iniziata a lievitare il 15 dicembre 2001.
Quel giorno Franco Senia scrisse una cosa sul newsgroup di Guccini. Un “post” che conteneva soltanto dei nomi. Un elenco di nomi. In fondo, separato da un doppio spazio, un nome che si aggiungeva alla lista. Quello di Carlo Giuliani.
Mi si fissò nella mente, quell’elenco. C’erano nomi che conoscevo e che mi ricordavo. Altri che, invece, non conoscevo.
Spesso le storie tacciono per molto tempo. Anche per anni. In realtà fanno finta di tacere. Si rintanano da qualche parte, ma urlano.
Così, neppure un mese fa, hanno deciso di uscire dal loro rifugio e si sono manifestate... (continua)
Chissà per quali fili assieme siete,
(continua)
2/6/2006 - 22:19
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I treni per Reggio Calabria

[1973]
Testo e musica di Giovanna Marini
Dall'album omonimo
Si veda anche Reggio la rabbia esplode

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta, la strategia della tensione e delle bombe, volta ad annegare nel sangue e nel terrore i movimenti di rivendicazione sociale, esplose anche al Sud, dove nelle lotte contro le gabbie salariali era emerso un elevato livello di protesta da parte della classe operaia. Contro le rivendicazioni dei lavoratori, sangue fu sparso ad Avola (dicembre '68) durante le lotte dei braccianti per ottenere miglioramenti contrattuali e a Battipaglia nelle manifestazioni contro la chiusura di alcuni tabacchifici.

A Reggio Calabria nel periodo luglio-settembre 1970 si susseguirono scioperi generali, occupazioni della stazione, dell'aeroporto, delle poste, per protestare contro il trasferimento del capoluogo regionale a Catanzaro. Le organizzazioni di... (continua)
Andavano col treno giù nel Meridione
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/6/2006 - 19:07
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Il blues della squallida città

[1969]
Testo e musica di Joe Fallisi

Nel 1970 Joe Fallisi pubblicò e registrò, in forma anonima, un disco a 45 giri che conteneva La ballata del Pinelli e Il blues della squallida città. Su entrambi i lati compariva la seguente scritta: "Questa canzone può essere eseguita, riprodotta o adattata da tutti coloro che non sono recuperatori, 'progressisti' e falsi nemici del Sistema" e, come indicazione d'autore: "Parole e musica del Proletariato". In copertina un'opera di Paolo Baratella, sul retro un disegno di Georg Grosz. Nel dicembre del 2002 il disco è stato stampato come CD e riprodotto integralmente, mantenendo anche la grafica dell'originale, da Ancora/Mai più, con il concorso di Zero in condotta, Umanità Nova e Collegamenti-Wobbly (cfr. Ancora/Mai più).
Ehi Joe, cammina per le strade
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/6/2006 - 15:08
"Evviva evviva la parata della repubblica democratica / evviva evviva la sfilata della morte a buon mercato", così scriveva il nostro Riccardo Venturi quattro anni fa in una canzone nella sua lingua personale, poi messa in musica (in italiano) dai Paz.
Per l'ennesima volta dobbiamo assistere per il 2 giugno ad un "inutlie carnevale" in cui la repubblica che "ripudia la guerra" ma solo in teoria si celebra gonfiandosi di retorica e di militarismo.
E allora grazie a Riccardo per questa canzone e soprattutto per tutto quello che ha fatto per questo sito e per noi.

Adriana e Lorenzo.
Lorenzo Masetti 2/6/2006 - 09:12

Eve of War

Questa canzone fa parte dell'album Telepathy, uscito in Italia nel 2004 sotto il nome Stellar Ray e ngli Stati Uniti nel 2005 sotto il nome Davey Ray Moor. E' cantata non dal suo autore, ma dal cantante australiano Darion Marshall.
Una cover di questa canzone è presente nell'album 1(OneUno) di Lubjan, cantata dalla stessa Lubjan in coppia con Cristina Donà.
"Eve of War" è stata composta tra il 2002/2003 circa, nel periodo in cui era imminente la guerra in Iraq e, come riferito in un'intervista, l'ispirazione è venuta al suo autore mentre questi al piano teneva in braccio la figlia di pochi mesi e rifletteva sull'orrore e sull'assurdità della guerra.

Questa commovente canzone racconta di due amanti che alla vigilia di una guerra abbracciati aspettano...
Oh my love lies, candelight dies,
(continua)
inviata da Sibilla 2/6/2006 - 02:05
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Il lavoro per il pane

[2006]
Da Il seme e la speranza
Testo e musica di Marino e Sandro Severini
Eugenio Merico chitarra ritmica
Andrea Cavalieri contrabbasso elettrico
Paolo Enrico Archetti Maestri chitarra elettrica
Fabio Martino piano Rhodes

Questa visione proviene da Mohandas K[aramchand] Gandhi. La sua fu la più grande delle rivoluzioni, ancora oggi viva e in atto. Una rivoluzione non solo contro l'imperialismo inglese ma contro la cosiddetta 'civiltà' dell'occidente.
Ancora oggi le sue critiche all'orrore provocato dal predominio della tecnologia sull'essere umano e su tutto il pianeta, le sue parole sono dirompenti e suonano vere come nessun'altra.
La civiltà occidentale basata sulla supremazia tecnologica ha ridotto e riduce in schiavitù milioni e milioni di uomini e donne. Per combattere Gandhi invoca il senso del divino e ciò che è sacro e che rende gli uomini uguali, fratelli: la religione.
"Tutte... (continua)
Il popolo mio è qui
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/6/2006 - 23:39
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X-Ray Sun

dall'album "La musica nelle strade (2005)

Testo di Marco Rovelli
Musica di Marco Rovelli, Massimo Guerrieri e Nicola Toscano

Come lo stato di eccezione, oggi, tenda ad essere il paradigma della politica contemporanea, emerge con chiarezza dal caso di Guantanamo – dei non-cittadini americani sospetti di implicazione in attività terroristiche. I combattenti catturati in Afghanistan non godono della protezione della convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra, né dello statuto di imputato di un delitto secondo le leggi americane. A Guantanamo non vi sono né prigionieri né accusati, ma solo detenuti (detainees): essi sono oggetti di una ‘pura signoria di fatto’, sottratti a ogni legge e controllo giudiziario. I detenuti di Guantanamo sono nuda vita nella sua massima indeterminazione.
“Bush – scriveva Agamben – sta cercando di produrre una situazione in cui l’emergenza diventa la regola... (continua)
Handcuffed, shackled, blindofolded, shaved
(continua)
inviata da Marco Rovelli 1/6/2006 - 18:34
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Il maggio di Belgrado

dall'album "La musica nelle strade" (2005)

Testo di Erri De Luca e Marco Rovelli
Musica di Marco Rovelli, Massimo Guerrieri, Nicola Toscano e Mirko Sabatini

Ringrazio di cuore Marco Rovelli che mi ha spedito il testo di questa bellissima canzone e l'introduzione [LM].
"Qui devo parlare in prima persona. Ho conosciuto Erri anni fa, presentandomi a lui alla fine di un dibattito in una piccola libreria di Roma. Avevo letto i suoi libri, e mi avevano folgorato. In specie 'Aceto, arcobaleno': Dev'essere stato il fulmine a svegliarmi' Mi invitò a casa sua, ed io, che uscivo da una troppo lunga adolescenza, andai nella sua campagna romana.
Nel corso degli anni ho mantenuto i contatti con Erri soprattutto per lettera, con le mie 'invasioni di campo' (per rubargli un'espressione) in cerca di critiche ai miei scritti. Poi sono venuti Les Anarchistes, e ho pensato che sarebbe stato bello avere... (continua)
Nel mese di maggio del '99
(continua)
inviata da Marco Rovelli 1/6/2006 - 18:31

Pacem in Terris

Testo di Sabrina Lavecchia

Il brano è ispirato all'Enciclica sulla pace scritta da Papa Giovanni XXIII.

Sabrina Lavecchia è autrice di testi e compositrice per differenti generi musicali, finalista al Premio Lunezia 2004, vincitrice del premio al miglior testo Malgratefestival 2003, finalista Castrocaro, finalista Premiounavventura.
Collabora con noti arrangiatori e riceve numerosi consensi positivi da parte del pubblico, della critica e da noti musicisti. Attualmente sta per ultimare il cd di 12 brani dal titolo "Nuova luce" destinato all'interpretazione vocale di Irenne Coronado (vincitrice di 2 Premi Award nel mondo come miglior artista e miglior album Musica Cristiana).

Testo e note da Blue Community
Dentro al cuore di ogni uomo
(continua)
1/6/2006 - 16:20

El meu avi

Joan Ortega Monasterio
È una canzone catalana riferita alla guerra Ispano Americana del 1898 (per Cuba e le Filippine)
Controllate che l'autore sia quello giusto (io conoscevo la canzone solo nell'interpretazione de Los Manolos nei primi anni '90).
Non ho idea dell'anno in cui è stata scritta, penso sia piuttosto vecchia e che faccia parte del folklore catalano.
Il contenuto mi sembra indiscutibilmente pacifista.
Se avete bisogno che ve la traduca posso provarci dopo Natale (*). Il titolo significa Mio Nonno.

Un caro saluto e complimenti

Alessandro

(*) Evidentemente questa segnalazione era arrivata tempo fa. Alessandro aveva sbagliato qualcosa nella procedura di inserimento e aveva inserito tutte le informazioni all'interno della biografia. Cogliamo l'occasione per ringraziare (seppur in ritardo) Alessandro e per ricordare ai nostri visitatori che per inserire una canzone di un autore non ancora presente... (continua)
El meu avi va anar a Cuba
(continua)
inviata da Alessandro 1/6/2006 - 14:20
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Corri Topolino

(1989)
Canzone vincitrice del trentaduesimo Zecchino D'Oro, interpretata da Nikolas Torselli.

A me sembra degna di rientrare nell'elenco delle canzoni contro la guerra, vista dalla parte dei bambini.
Storia di un topolino, o di un bambino...
(continua)
1/6/2006 - 13:50
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Tarantella di via Tibaldi

Sui fatti di via Tibaldi si veda Da via Tibaldi e La Ballata di via Tibaldi.
A Milano, a Milano;
(continua)
inviata da adriana 1/6/2006 - 12:42
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L'Uno

[Aprile 1991]
Testo e musica di Ivan Della Mea

Si tratta di una canzone totalmente inedita (e non depositata) di Ivan Della Mea, il cui testo è stato da lui personalmente recato a Brescia il 28 maggio scorso in occasione della commemorazione del 32° anniversario della strage di Piazza della Loggia (durante la quale Ivan Della Mea si è esibito assieme a Claudio Cormio). La pubblicazione di questa canzone è stata autorizzata da Ivan Della Mea appositamente per "Canzoni Contro la Guerra".
Un tipo detto l'Uno venne quando
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 31/5/2006 - 19:56
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America

Autrice a fautrice di civiltà reali su cui fondare radici di convivenza comune e con-dividere beni e ricchezze, l'America si perde negli ideali fantomatici di un connubio impossibile tra politiche sociali ed economiche "diverse", al punto da suscitare scalpori mondiali e conflitti di interesse che la gente comune non capisce, non intuisce, non condivide.
L'america, però, resta l'insostituibile continente il cui potenziale, se messo a frutto, realmente potrebbe contribuire a mutare le sorti del pianeta TERRA, ricreando, in accordo con la stragrande maggioranza dei popoli, le basi per una convivenza civile nel rispetto della cultura altrui.
Questa canzone fotografa l'America dalla sua origine ad oggi e augura che il petrolio cessi di sgorgare, se esso deve essere la causa dei conflitti e delle guerre.
America, America.
(continua)
inviata da Giovanni Nachira 31/5/2006 - 12:38
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Guerra

Le guerre di quest'ultimo decennio sono soltanto un assaggio, rispetto ai conflitti che potrebbero seguire negli anni a venire. Abbiamo visto i bambini morire sui campi di battaglia: Bambini che gli adulti hanno addestrato per il massacro. Denuncio questo con la mia canzone ed invito i padroni della guerra a divenire padri di una cultura di pace.
È notte. Son chiusi tutti i bar,
(continua)
inviata da Giovanni Nachira 31/5/2006 - 12:02
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Ma che bel mondo è

È la riscrittura ironica in italiano di What A Wonderful World, che per l'arrangiamento si rifà chiaramente alla versione di Joey Ramone.

Questo adattamento non è piaciuto ai discografici americani che detengono i diritti della canzone di Armstrong che, con una "minaccia preventiva", hanno impedito di pubblicarla nel disco "Quello che sei" del 2005.
Verdi alberi
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 31/5/2006 - 10:27
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Chanson pour Victor Jara

CANZONE PER VICTOR JARA
(continua)
inviata da Jean-Phlippe Pettinotto 30/5/2006 - 11:29
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Messieurs les militaires

SIGNORI MILITARI
(continua)
inviata da Jean-Philippe Pettinotto 30/5/2006 - 11:24
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Le soldat

IL SOLDATO
(continua)
inviata da Jean-Philippe Pettinotto 30/5/2006 - 11:19
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Where Is The Love?

¿DONDE ESTÀ EL AMOR?
(continua)
inviata da aldo michell villanueva diaz 30/5/2006 - 09:59
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Supermarket Italia

[2006]
Testo e musica di Paolo Pieretto

La canzone ci è stata spedita direttamente dall'autore, cui vanno tutti i nostri saluti ed abbracci.
Fanno paura gli zingari alla gente
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 30/5/2006 - 00:39
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PARODIA NEERLANDESE / DUTCH PARODY

Parodia locale fatta nella città di Eindhoven dopo la visita del commissario del Reich, Seyss-Inquart, e del capo del partito Nazista Olandese, Anton Mussert, alle fabbriche della Philips. Segue la traduzione del testo in italiano.

Vogliamo ringraziare M. van der Velden per averci inviato questo prezioso e raro documento. Abbiamo soltanto un po' corretto l'italiano dell'introduzione e della traduzione. Hartelijk dank voor deze document!
Voor de poort van Philips
(continua)
inviata da M. van der Velden 29/5/2006 - 23:35
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Manhattan Kaboul

MANHATTAN KABUL
(continua)
inviata da aldo michell villanueva diaz 29/5/2006 - 07:17

Libera Africa

Io (Fabio Rizzello) e Maurizio Tommasini, siamo molto onorati di apparire in questo sito e ve ne ringraziamo moltissimo. Tant'è vero che mi fareste una cosa graditissima se correggeste il mio nome nella pagina del testo della nostra canzone poichè è scritto erratamente. Grazie ancora per la vostra cortese attenzione al nostro brano.
Fabio Rizzello
Fabio Rizzello 28/5/2006 - 19:09
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Propaganda M.K.B.

El bebe para olvidar la puta vida militar
(continua)
27/5/2006 - 23:33
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Adagio en mi país

[1972]
Letra y música: Alfredo Zitarrosa
Parole e musica di Alfredo Zitarrosa

En 1972 la situación es insostenible en toda América Latina, asolada por las exigencias de los grupos de poder económico que siembran el hambre y la miseria en los pueblos y desencadenan el asalto al poder político de la mano de los militares, transformados en verdugos de sus propios compatriotas e instalan, a través del terrorismo de estado, regímenes dictatoriales que imponen la persecución y destrucción física de aquéllos que se oponen a sus designios, en un plan coordinado desde los más altos niveles del poder hegemónico transnacional.
En ese marco, Alfredo Zitarrosa escribe su canción Adagio en mi país, donde expresa su visión de la situación social imperante, su oposición a toda forma de represión de las ideas y su esperanza en la resistencia popular. La termina de componer y la graba en el invierno de... (continua)
En mi país, qué tristeza,
(continua)
inviata da Osvaldo Butorovich 27/5/2006 - 07:12
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In un antico palazzo


Nel settembre 1977, in occasione del convegno internazionale sulla repressione svoltosi a Bologna, fu distribuita una coppia di cassette audio sotto il titolo "Sarabanda". Le cassette contenevano vari momenti di creatività sonora del movimento raccolti e montati a cura di Radio Alice.

Nella prima cassetta di "Sarabanda" si mescolavano musiche, poesie e canzoni originali come la surreale "Ugo Bastianini" e la dirompente "Mamma dammi la Benza" del Centro d'Urlo Metropolitano, poi Gaz Nevada, pionieri del movimento rock bolognese.Nella seconda cassetta le ultime voci di Radio Alice e ancora voci e slogan dei cortei del movimento bolognese e le musiche della banda che spesso li accompagnava, "Sarabanda" per l'appunto.
Chi è interessato ad avere una copia di questi nastri scriva al sito di Radio Alice.

I brani di "Sarabanda" sono però tutti scaricabili dal sito. Dalla homepage cliccare... (continua)
In un antico palazzo nel cuore della tua città
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 26/5/2006 - 23:33
Il Percorso sulla repressione. Per non dimenticare, mai.
Riccardo Venturi 26/5/2006 - 21:08
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I giornali di marzo

Testo dei giornali La Repubblica e Il resto del Carlino dell'11 e 12 marzo 1977
Gli ultimi 4 versi sono di Claudio Lolli
Musica di Claudio Lolli
da questa pagina

[1977]
Album: Disoccupate le Strade dai Sogni

"I giornali di Marzo”, in cui i ritmi sincopati e duri descrivono e accompagnano quello che avvenne l’11 marzo 1977 in quel di Bologna: manifestazioni di protesta in cui un ragazzo, Francesco Lo Russo, fu ucciso in scontri con la polizia. Tutti i versi, tranne gli ultimi quattro, sono LETTERALMENTE ricavati dalle cronache dei fatti dell'11 e del 12 Marzo, apparse su "Il resto del Carlino" e su "Repubblica" di quei giorni.
I giornali di marzo,
(continua)
inviata da Adriana e Riccardo 26/5/2006 - 20:45
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4 marzo 1943 [Gesù bambino]

Versión en castellano de Alfredo Zitarrosa -extraordinario cantautor uruguayo- registrada en Buenos Aires, Argentina, en 1976 y publicada en Uruguay en 1995. Existen otras versiones en español, basadas en la versión brasileña, al igual que ésta.
Versione spagnola di Alfredo Zitarrosa - straordinario cantautore uruguaiano - registrata a Buenos Aires nel 1976 e pubblicata in Uruguay nel 1995. Esistono altre versioni in spagnolo, come questa basate sulla versione brasiliana.
MI HISTORIA
(continua)
inviata da Osvaldo Butorovich 26/5/2006 - 19:28
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Occhiali rotti

da "L'aldiquà" (2006)

Dopo Zolletta di Alessio Lega un'altra canzone dedicata ad Enzo Baldoni.

Inoltre, come in ogni buon disco, capita a un certo punto di percepire uno scarto. Qualcosa che svetta sul resto. Per «L'aldiquà», lo scarto è la seconda traccia, «Occhiali Rotti», dedicata a Enzo Baldoni, il giornalista free lance ucciso in Iraq. Cinque minuti di rispetto e grazia. Parole nobili e musica quasi allegra, nonostante il raggelante incipit: “Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro/ che mi staccasse la testa in una volta sola”. Nel passaggio centrale, tutta l’etica di Baldoni: “Per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse/ di viaggiare in solitaria/ vedendo il mondo per esistere”.
Ma in questa canzone ci si legge anche il rapimento della Sgrena e la triste morte di Nicola Calipari, a cui “capita che ad uccidermi/sia per caso la pallottola amica/di un marine”.
(dal blog di fraba)

Vedi anche Inferno a Baghdad (Enzo Baldoni) di Andrea Papetti
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
(continua)
26/5/2006 - 18:02
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Twenty

When you're used up, where do you go
(continua)
26/5/2006 - 16:30
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Flags Of Freedom

BANDIERE DI LIBERTÀ
(continua)
26/5/2006 - 16:24
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Potemkine

POTEMKINE
(continua)
inviata da Jean-Philippe Pettinotto 26/5/2006 - 13:37
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C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones

questo intero sito è una ricchezza :-)
complimenti
chee 26/5/2006 - 13:18

Compagno Franceschi

Movimento Studentesco Milanese
[1973]

Grazie ancora a Claudio Cormio per avere inviato il testo completo della canzone.

[Una] canzone che la commissione musicale del Movimento Studentesco scrisse nel 1973 per ricordare il sacrificio di Roberto Franceschi. Una canzone che negli anni ’70 a Milano era diventata un po’ quel che 10 anni prima era stata "Per i morti di Reggio Emilia" dedicata ai cinque operai uccisi dalla polizia il 7 luglio 1960: l’espressione popolare d’affetto e denuncia per un compagno di lotta assassinato e la trasmissione orale del ricordo del suo sacrificio.
Fu così che anche grazie a "Compagno Franceschi" nell’arco di quasi un decennio molte migliaia di giovani e meno giovani conobbero la figura di Roberto e le circostanze in cui perse la vita.
Oggi però quella canzone non la canta più nessuno e anche il ricordo di Franceschi, nonostante la mole del monumento alla sua memoria - un mastodontico... (continua)
Era un compagno, era un combattente
(continua)
inviata da Adriana 26/5/2006 - 12:43
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Mosh

Credo che questa canzone dica tutto, EMINEM SEI UN GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ruben 25/5/2006 - 18:32
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Perché Fausto e Iaio

‎[2007]‎
Dallo spettacolo “Il paese della vergogna” realizzato con i Daniele Biacchessi‎

2015
Sangue e cenere

Sangue e cenere

La scorsa estate i Gang hanno deciso di utilizzare la modalità del crowdfunding, con grandissimo successo, visto che hanno raccolto 10 volte la cifra richiesta, lo hanno fatto per finanziare la realizzazione del nuovo disco Sangue e cenere, che arriva quindi ben 14 anni dopo Contrasto, il loro ultimo album di inediti.

Certo in questi anni c’è sempre stata una intensa attività live con oltre 100 concerti ogni anno, ci sono stati parecchi  dischi tra live, cover, riletture, collaborazioni ( La Macina, Daniele BiacchessiMassimo Priviero, Gaetano Liguori) ma gli amanti della band aspettavano sempre un nuovo lavoro di inediti, che ora è finalmente nel nostro lettore.

Con i fondi raccolti hanno potuto fare le cose per  bene, registrazioni in USA con una bella produzione... (continua)
Attraversano il ponte
(continua)
inviata da adriana 25/5/2006 - 15:13
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Què volen aquesta gent?

Μεταφράστηκε απ'τη Σοφία.
Το τραγούδι βασίζεται σε αληθινό γεγονός που συνέβη στη δικτατορία του Φράνκο. Η μουσική θυμίζει ένα παραδοσιακό καταλανικό τραγούδι (romanç).
La canzone si basa su un fatto vero accaduto durante la dittatura di Franco. La musica è ispirata ad un canto popolare catalano (romanç).
ΤΙ ΘΕΛΟΥΝ ΑΥΤΟΙ ΟΙ ΑΝΤΗΡΩΠΟΙ;
(continua)
inviata da sofia 25/5/2006 - 01:21

Titelles de guerra

μεταφρασμένο απ τη σοφια.
Ενώ ο λαός περνάει πείνα,
(continua)
inviata da σοφια 25/5/2006 - 00:24
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Fuerte de San Cristóbal

anonimo
Testo ripreso da Altavoz del Frente


Il Forte di San Cristóbal

Scrisse Don Lorenzo Milani: “Se in quegli stessi giorni non ci fossero stati italiani anche a combattere dall’altra parte, oggi non potremmo più alzare gli occhi e guardare uno spagnolo in faccia”. Si riferiva alle truppe fasciste inviate da Mussolini in Spagna già dal 1936, trasportate in borghese, per sostenere Francisco Franco.

Il 22 maggio 1938 più di 2500 persone provenienti da tutta la Spagna erano state incarcerate nel forte di San Cristóbal, presso Pamplona, in Navarra, nella zona da tempo nelle mani di Franco. Erano combattenti per la libertà e la legalità repubblicana. Quel giorno, 795 prigioneri, a rischio della vita, tentarono la fuga; un tentativo impossibile e annientato. 585 di essi furono passati per le armi, mentre i restanti morirono disarmati nella lotta impari. A guardia del forte, e autori del massacro,... (continua)
Valgame Dios, qué jaleó!
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2006 - 22:37
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En el Barranco del Lobo

anonimo
Testo ripreso da Altavoz del Frente
.


La guerra del Riff.

Il 9 luglio 1909 i rifeños, i marocchini delle alture del Riff, attaccarono un gruppo di operai spagnoli che stavano costruendo un ponte per la ferrovia mineraria a circa tre chilometri da Melilla, la città spagnola ancora oggi enclave in territorio marocchino. Morirono 4 (secondo altre fonti 6) operai e vi furono molti feriti. I militari spagnoli intrapresero un’azione di rappresaglia contro gli aggressori; in seguito, anche per l’emozione che il fatto aveva suscitato nell’opinione pubblica spagnola, il governo decise di intensificare le rappresaglie che divennero un attacco indiscriminato alla popolazione marocchina. L’11 luglio inizia l’invio di truppe: è l’inizio della guerra del Riff. Il governo presieduto da Maura mobilita anche i riservisti della leva 1903 e 1904, molti dei quali sposati con figli, convocandoli nel porto... (continua)
En el Barranco del Lobo
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2006 - 22:07
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España en llamas

Leopoldo González
Parole e musica di Leopoldo González
Testo ripreso da La musica dell'altra Italia

Questa canzone, un pasodoble, unitamente alla marcia intitolata "No pasarán", entrambe composte da Leopoldo González, sono state registrate su un disco 78 giri interpretato dalla Orquesta "Los Milicianos" con coro nel 1937.
España inquieta,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2006 - 21:59
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Amarrado a la cadena

anonimo
Testo ripreso da La musica dell'altra Italia


Canzone anarchica pubblicata nel Cancionero Revolucionario de Ediciones Tierra y Libertad, Burdeos (Bordeaux), 1947. La musica è quella della canzone napoletana "Torna a Surriento".
Amarrado a la cadena
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/5/2006 - 20:48

Il 24 maggio 1915

anonimo
IL 24 MAGGIO 1915 E' STATA LA PRIMA GRANDE PROVA DI UNITA' NAZIONALE DAI TEMPI DI ROMA. ONORE AI CADUTI PER L'UNITA' NAZIONALE, ONORE AI CADUTI PER L'ITALIA.

Per la serie "Le CCG non censurano nessuno" vi presentiamo un commento della sig.ra Destra Sociale (ignoriamo quale sia il nome e quale il cognome; se si tratta invece del sig. Sociale Destra, ce ne scusiamo). Il quale ha un valore: certi interventi in un sito come questo, infatti, sono pienamente contro la guerra. Non va sottovalutato il contatto diretto con chi è portatore di certe idee: vedendole, toccandole con mano, si capisce meglio il valore di un'opposizione.

Piccola nota: abbiamo corretto alcuni errori di ortografia contenuti nel messaggio della sig.ra Sociale (o del sig. Destra); 'sti superitaliani spesso e volentieri manco sanno scrivere in italiano, che cosa ci volete fare...[RV]
DESTRA_SOCIALE 24/5/2006 - 16:20




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