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Autore Bob Dylan

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A Love Supreme

(1965)

The John Coltrane Quartet

John Coltrane – bandleader, liner notes, vocals, tenor saxophone, soprano saxophone
Jimmy Garrison – double bass
Elvin Jones – drums, gong, timpani
McCoy Tyner – piano



Ieri erano cinquant'anni che ci ha lasciato il grande John Coltrane e per ricordarlo ancora una volta ci siamo decisi ad inserire quello che è considerato il suo capolavoro assoluto nel nostro sito.
Come scrive Valerio Mattioli su Internazionale:

Nel dicembre del 1964, il “quartetto classico” guidato da John Coltrane (McCoy Tyner al piano, Jimmy Garrison al basso ed Elvin Jones alla batteria) entrava ai Van Gelder Studios di Englewood Cliffs, New Jersey, per registrare A love supreme.

Lʼalbum sarebbe stato pubblicato dalla Impulse! qualche tempo dopo, nel febbraio del 1965, e da allora è rimasto non solo il disco-simbolo di quello che fan e devoti chiamano semplicemente... (continua)
"Acknowledgement" – 7:42
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 18/7/2017 - 23:06
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With God On Our Side

DIO CON NOI
(continua)
inviata da Salvo Lo Galbo 16/7/2017 - 07:27
Se per caso andate alla fiera di Scarborough assieme a Simon & Garfunkel, ci dovreste anche andare insieme a un Cavaliere Elfo, a un Cantico contro la guerra, a un minatore di carbone, a Martin Carthy, Ewan McColl e Peggy Seeger, a Bob Dylan, al grande studioso americano Francis James Child, a Edipo e alla Sfinge, a Sansone, all'Indovinello Veronese, a un Laureato, ai Muppets e persino al Diavolo in persona... Una canzone dalla storia millenaria per la quale abbiamo voluto completamente rifare una pagina composita ed esauriente, con una nuova introduzione (per ora soltanto in italiano): Una storia molto, molto lunga...
Riccardo Venturi 2/7/2017 - 00:54
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You Ain't Talkin' to Me

Hai ragione! You are right!

"You Ain't Talkin to Me" di Charlie Poole sembra avere un testo diverso.

Ma la versione antimilitarista sopra riportata - che non ricordo dove il mio alias Alessandro prese ormai quasi 10 anni fa - viene attribuita a Charlie Poole persino da Bob Dylan nella sua lezione di letteratura per la Nobel Foundation avvenuta proprio ieri, 4 giugno 2017, a Los Angeles...

Il mistero resta da approfondire...
Alessandro/Bernart Bartleby 5/6/2017 - 22:20
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Josh White: Jesus Make Up My Dying Bed

[1933]
Un gospel/blues di autore anonimo. La prima incisione fu di Blind Willie Johnson nel 1928 ma la versione che qui propongo è quella di Josh White del 1933. Bob Dylan fece risorgere dall'oblio questo struggente brano nel suo disco d'esordio del 1962. La versione più famosa è senz'altro quella dei Led Zeppelin, intitolata “In My Time of Dying”, nell'album “Physical Graffiti” del 1975.

La morte è spesso consolatrice, spazza via il dolore e fa sì che l'uomo termini con la sua perenne guerra interiore, conficcando per sempre la spada nella sabbia vicino al fiume...

Chris Cornell, che si è dato la morte l'altro ieri a Detroit, aveva l'abitudine di inserire “In My Time of Dying” nella scaletta dei suoi concerti. Così ha fatto anche l'altra sera in chiusura della sua ultima esibizione, interpolando il brano con “Slaves & Bulldozers”, un vecchio pezzo dei Soundgarden...
In the time of dying
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/5/2017 - 11:40
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The Lonesome Death Of Hattie Carroll

Versione francese di Hugues Aufray sull'album Chante Dylan (1965)
William Zanzinger a tué Hattie Carroll
(continua)
inviata da dq82 13/5/2017 - 18:44
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Ballad Of Hollis Brown

Versione francese di Hugues Aufray sull'album Chante Dylan (1965)
LA BALLADE DE HOLLIS BROWN
(continua)
inviata da dq82 13/5/2017 - 18:39
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Seven Curses

E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale in particolare la ritroviamo in una tra le più note ballate italiane “Cecilia” riportata da Costantino Nigra al numero 3 (vedi)

Così la ballata popolare ungherese “Feher Anna” narra la storia di un uomo condannato a morte per aver rubato un cavallo. La sorella nel tentativo di salvarlo passa la notte a letto con il giudice ma al mattino scopre che il fratello è stato ugualmente impiccato.

“The subject, is probably Italian in origin, and passed on into French and English collections of tales through Latin transmission. This ballad probably came to Hungary from the Italians, perhaps through Dalmatian transmission, after the middle of the 16th century” (tratto da Ballads of Wandering and Captivity)

Le versioni che la fanno circolare nei circuiti folk degli anni 60 portano il titolo di “Anathea” e di “Seven Courses”.... (continua)
Cattia Salto 5/5/2017 - 11:33

I've Laid Around Vietnam Too Long

anonimo
[1967?]
Testo di autore anonimo, certamente un militare USA direttamente coinvolto nella guerra in Vietnam
Sull'aria di “Gotta Travel On”, una canzone tradizionale riscoperta e riproposta negli anni 50 da Paul Clayton (1931-1967), un folksinger misconosciuto ma piuttosto importante, protagonista della scena del Greenwich Village negli anni che videro la nascita e l'ascesa di Bob Dylan.
Testo trovato su Mudcat Café

Ho datato questa parodia al 1967 per via del riferimento a Robert McNamara contenuto nella seconda strofa. Infatti il 1967 fu un anno di svolta perchè il Segretario della Difesa, fautore dell'escalation della guerra nel sud-est asiatico e dei bombardamenti a tappeto sul Vietnam del Nord, si convinse della necessità di elaborare una strategia d'uscita dal conflitto. E infatti entrò in rotta di collisione con il presidente Lyndon B. Johnson e all'inizio del 1968 si dimise da ogni... (continua)
LBJ and Ho Chi Minh, they don't get along
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/4/2017 - 14:35
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I Pity The Poor Immigrant

Il testo da YT
IMIGRANT
(continua)
inviata da Krzysiek 15/4/2017 - 19:43
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I Shall Be Released

Versione svedese di Mikael Wiehe da Totta & Wiehe ‎– Dylan (2006)
JAG SKA BLI FRI
(continua)
inviata da dq82 21/3/2017 - 12:27
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Things Have Changed

Versione svedese di Mikael Wiehe da Totta & Wiehe ‎– Dylan (2006)
LÄNGESEN
(continua)
inviata da dq82 21/3/2017 - 12:24
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Knockin' On Heaven's Door

BUSSENDI A S'ENN'E SU XELU
(continua)
inviata da Alessandro Murtas 11/3/2017 - 03:32
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Ramblin' Round

[1941]
Parole di Woody Guthrie
Sulla melodia di "Goodnight, Irene" incisa da Leadbelly nel 1933.
Il brano si trova in parecchie raccolte, a partire da “Columbia River Ballads” (o “Columbia River Collection”)
Interpretata anche da Bob Dylan, Odetta e Barbara Dane.
Testo trovato su woodyguthrie.org
Ramblin' around your city,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 17:25
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Neighborhood Bully

Scusate, non ho capito perchè sulla CCG/AWS debba starci una canzone, seppur di Dylan, che non è un inno all'ebraismo ma al sionismo e allo Stato d'Israele e più precisamente - come scriveva Flavio - all'episodio del bombardamento sul reattore nucleare di Osirak, venduto anni prima agli iraqeni ai francesi e da questi gestito.

Si potrebbe anche sostenere che gli israeliani abbiano fatto un'operazione preventiva salutare, dato il conflitto in corso tra Iraq e Iran, che chissà come avrebbe potuto evolvere se l'Iraq si fosse dotato di armi nucleari... Sì, ma da che pulpito! Devo forse ricordare la vicenda di Mordechai Vanunu, l'israeliano che nel 1986 rivelò che il suo paese fin dal secondo dopo guerra si era dotato segretamente di un arsenale nucleare impressionante, costituito da centinaia di testate nucleari?

Ripeto. Dylan sarà anche un genio e un premio Nobel, ma non è che qui possiamo... (continua)
Bernart Bartleby 29/12/2016 - 22:05
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Let Me Die In My Footsteps

Traducanzone di Andrea Buriani

“Let Me Die in My Footsteps” letteralmente “Lasciate che io muoia sulle mie impronte” è il titolo di una delle tante canzoni di Bob Dylan sull’argomento Guerra, scritta nel febbraio del 1962, ma è ancora attuale.
Nel 62 siamo in epoca di guerra fredda e gli USA vivono nel terrore di un attacco missilistico nucleare da parte della Unione Sovietica o della Cina.
Molti americani trasformano le proprie cantine in rifugi anti-atomici, dove pensano di rintanarsi, quindi di salvarsi, al primo accenno di pericolo.
Contro questa mentalità si pronuncia invece Bob Dylan, con le motivazioni che sono chiare nel testo che sentirete.
In sostanza dice : Non voglio rifugiarmi sottoterra, solo per la paura di morire e rinunciare così alle bellezze della vita.
Se devo trovarmi faccia a faccia con la morte, almeno che questo avvenga alla luce del sole, lasciate che questo incontro... (continua)
SUI MIEI PASSI
(continua)
inviata da Dq82 19/11/2016 - 19:26




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