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Prima del 2017-10-31

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El Chueco Maciel

(1971)

Canciones chuecas

"El Chueco Maciel nació en los cantegriles de Montevideo en 1970. Cantegril era una zona de mucho lujo en Punta del Este, entonces el pueblo con ese humor crítico que caracteriza a los nuestros, le aplicó a los lugares más pobres el término cantegril. Y allí creció un muchacho que venía del interior del Uruguay, en el proceso de migración campo-ciudad, que se llamaba Nelson Maciel y le decían "chueco", porque allá nombran así a los que caminan con los pies un poco hacia adentro. Entonces este muchacho comenzó a hacer algunos asaltos para acercar comida a los miembros del cantegril. Asaltó camiones de comestibles y bancos para conseguir dinero para ayudar a los pobladores del cantegril. De este modo, se convirtió en un símbolo creciente. Se le defendió mucho en el cantegril, hasta que un día fue capturado y asesinado dentro de una camioneta. Esto despertó una enorme... (continua)
¿Por qué tu paso dolido
(continua)
31/10/2017 - 23:49
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Images de Syrie

Paroles et musique: Michel Bühler
Arrangement: Gaspard Glaus
Album: La Vague (2016)
Images de Syrie
(continua)
31/10/2017 - 23:35
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Gaza Eté 2014

Album: La Vague (2016)
Tous les matins combien de morts
(continua)
31/10/2017 - 23:28
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Jo vull ser rei


Canción muy republicana, en la que el cantante se pregunta por qué él no puede ser rey, con todas las facilidades que eso conllevaría. Predomina la ironía, y la letra está bien trabajada.
YO QUIERO SER REY
(continua)
31/10/2017 - 23:03

A veces

Come viene precisato su Cancioneros.com, la parte introduttiva di questa canzone è il testo di una poesia, rinvenuto su di una cartina da tabacco, scritta verosimilmente alla fine degli anni '70 da un anonimo prigioniero politico uruguayo, detenuto in un carcere di massima sicurezza che sorge (ancora operativo, nonostante la sua estrema pericolosità) in una cittadina del dipartimento di San José, a una cinquantina di km da Montevideo.
Ironia vuole che quel posto si chiami “Libertad”.

La poesia venne raccolta insieme a molte altre nel 1980 dal Grupo de Madres y Familiares de Procesados por la Justicia Militar.
La poesia venne messa in musica per primo dall'oggi compianto Daniel Viglietti, che la inserì ne “La canción de los prisioneros", un recital scritto insieme all'amico Eduardo Galeano e presentato a Madrid nel 1983.

L'anno seguente fu lo stesso Galeano a scrivere la prefazione al volumetto “La canción de los presos”, realizzato dal gruppo di familiari dei prigionieri politici di cui sopra.
B.B. 31/10/2017 - 14:47
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Tous les cris, les SOS

Beh...veramente è un po' più introspettiva...di canzoni sulla guerra più celebri scritte da Daniel c'è Viens danser.
Marina Santoni 31/10/2017 - 11:20
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A desalambrar!

Elegia per Daniel Viglietti.
di Alessio Lega

Mentre sono in Austria a cantare Bella Ciao, mi sveglio incongruamente presto e vengo a sapere che Daniel Viglietti è morto.

Gigante della canzone di ispirazione popolare, ma di realizzazione colta - Daniel era un fenomenale chitarrista classico imprestato all’urgenza della testimonianza - i suoi quasi ottanta anni passati per il mondo, l’ultimo concerto solo pochi giorni fa. Daniel era un bengala nel buio, una risorsa, una memoria del futuro, quando questa parola ancora suonava più come speranza che come paura.

Daniel era radicalissimo nei contenuti ed estremamente complesso nei modi - i suoi accompagnamenti sono un manuale di raffinatezza e sperimentazione - uno di quelli che ha sempre pensato che i proletari meritano il massimo.
Uruguaiano fiero e rivendicativo, come solo chi ha presente le catene del colonialismo, era in realtà un patriota... (continua)
31/10/2017 - 09:29
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Trudno

Parole e musica di Jacek Kleyff
da tekstowo
Trudno haha, trudno
(continua)
inviata da Krzysiek 31/10/2017 - 02:41
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Ákall

October 31, 2017 01:02
SUPPLICATION
(continua)
31/10/2017 - 01:02
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Reasonable Men

[1985]
Ideata da Warrick Sony (nato Warrick Swinney, 1958-), compositore, produttore, musicista e sound designer sudafricano, bianco.
Musica di Warrick Sony e del suo gruppo, i Kalahari Surfers
Nell'album “Living In The Heart Of The Beast”

This track contains excerpts from State President P.W. Botha's famous "Rubicon"speech (15 Aug 1985). It is intercut with utterances by Brigadier Visser of the South African Police.

Il brano è il risultato di un mix di alcuni passaggi di un discorso di Botha, penultimo premier del Sudafrica razzista, con alcune frasi tratte da dichiarazioni stampa del capo della polizia di quel regime, tal brigadiere J.F. Visser.
Again...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/10/2017 - 22:14
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Der Traum ist aus

IL SOGNO È FINITO
(continua)
inviata da Andrew 30/10/2017 - 13:46
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Peace

Album: DoubleThink (2010)
Peace is on the way
(continua)
29/10/2017 - 22:51
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Old Fat Naked Women for Peace

In June 2002, hundreds of Nigerian women, mothers and grandmothers ages 20 to 90 took a stand to protest the oil companies that have taken control of their communities. They overran the largest oil producing facility in Nigeria's south-western Niger Delta.

Unarmed, they held 700 workers hostage for more than a week and blocked production of half a million barrels of oil a day. Their most effective weapon: a deeply rooted cultural threat known as the "Curse of Nakedness."

"The stripping off of clothes particularly by married and elderly women is a way of shaming men -- some of whom believe that if they see the naked bodies they will go mad or suffer some great harm. The curse extends not just to local men but also to any foreigner who it is believed would become impotent at the sight of "the naked mother," says Sokari Ekine, the International Coordinator of the Niger Delta Women.

The Curse of Nakedness
Don't you wish we'd been there In Nigeria
(continua)
29/10/2017 - 22:45
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Los invisibles

(2016)
EP: La Respuesta

Dedicata agli invisibili, le vittime della violenza della polizia in Argentina negli anni della "democrazia" e in particolare a Luciano Arruga
Los invisibles hacen el amor
(continua)
29/10/2017 - 21:43
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Surefire

[2016]
Scritta da John Roger Stephens, in arte John Legend, con Julia Michaels, Ludwig Göransson, Will Oldham e Blake Mill.
Nel disco intitolato “Darkness and Light”
Can you just stay through the night?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/10/2017 - 21:08
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Palabras

(1974)

Album: Cantar y Callar
Palabras para cantar.
(continua)
29/10/2017 - 21:01
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Macchinista

anonimo
Mi ha fatto molto piacere ritrovare gli archetipi militari della strofetta che noi bambini bresciani cantavamo nei primi anni '60 del secolo scorso, sul finire delle tre settimane di "soggiorno obbligato" nella colonia estiva "Stella Marina" a Cesenatico. La riporto per gli eventuali nostalgici.

Macchinista, macchinista brescianino
metti l'olio nei tuoi stantuffi
di colonia siamo stuffi
ed a ca' vogliamo andar

Tra il 1961 e il 1966 ho fatto sei anni consecutivi di colonia: due a Cesenatico, due a Cimbergo in Valle Camonica e due a Giulianova (TE) e mentre via via si attenuava la nostalgia di casa aumentava il piacere di vivere in una dimensione tutto sommato esotica.
Nel frattempo si perfezionava la disciplina ma pure ci si sgamava. L'ultima stagione, avevo dodici anni, io e quel disgraziato di Baffo Blu (un romagnolo precocemente peloso) non perdevamo occasione di sbirciare in spiaggia... (continua)
Andrea Breda 29/10/2017 - 14:55
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Roma città persa

Versione live con Daniele Coccia (Muro del canto)
DQ82 28/10/2017 - 11:54
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La ninna nanna de la guerra

Versione de la BandaJorona

dq82 28/10/2017 - 11:52
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Piel scure

PELLE SCURA
(continua)
inviata da adriana 28/10/2017 - 11:39

Mi chiamo Forse

"C’è una canzone del nostro repertorio che ha per titolo “Mi chiamo Forse” e parla delle persone che attraversano il Canale di Sicilia, spingendosi verso le nostre coste per cercare di fuggire dalla guerra e dalla povertà. Qualche anno fa abbiamo ospitato una madre che aveva adottato un bimbo in Eritrea. Era una regista che era venuta a casa nostra perché voleva che le nostre musiche accompagnassero una sua opera teatrale. Ci raccontò questo fatto molto bello e significativo. Lei ha un figlio naturale e ha adottato un bambino eritreo. Insieme al marito era andata in Eritrea per portare a casa il bambino. Avevano preparato tutte le pratiche, il nome del bambino naturalmente era in lingua eritrea. Appena arrivati in aeroporto per fare il check-in gli dissero che era riportato solo il loro nome ma non c’era quello del bambino. Allora diede un’occhiata ai documenti e le fecero notare che c’era... (continua)
Quando lo videro sopra un legno fradicio 
(continua)
inviata da adriana 28/10/2017 - 11:26
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Història d'Espanya (explicada pels espanyols)

d’après la version italienne de Riccardo Venturi
d’une chanson catalane – Història d’Espanya (explicada pels espanyols) – Brams – 2014
Texte : Francesc Ribera
Musique : Xevi Vila

Une « histoire de l’Espagne » ironique des origines à nos jours, avec des moments très significatifs comme lorsque les habitants originaires du continent américain sont si émerveillés par leurs conquérants qu’ils meurent par milliers dans les mines d’or pour se payer le catéchisme et les leçons d’espagnol. Intéressant aussi lorsque le général Franco remporte les élections de 1936 en devenant le fondateur de la démocratie !


Dialogue maïeutique

Évidemment, tout le monde sait que ce n’est pas Franco Bahamonde – Generalísimo Francisco Franco, Caudillo de España por la Gracia de Dios – qui inventa la démocratie, mais bien Hégésippe Simon ; on se souvient encore de l’inauguration de sa statue sur la place principale... (continua)
L’HISTOIRE D’ESPAGNE (EXPLIQUÉE AUX ESPAGNOLS)
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/10/2017 - 09:33
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Der Kampf geht weiter

LA LOTTA CONTINUA
(continua)
inviata da Andrew 27/10/2017 - 20:08
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Espera'm assegut

Chanson catalane – Espera'm assegut – Brams – 1992



« Vous pouvez toujours courir ». Quel titre curieux, encore une fois, Marco Valdo M.I. mon ami. Sache que pour ce qui est de courir, nous les ânes, on est assez doués. Plus doué encore que nous, il y a notre cousin d’Asie, l’onagre qui bat aisément à la course les chevaux les plus racés, les plus rapides et il est même plus endurant qu’eux. Ce serait déjà une réponse. Cependant, je suppose que ce n’est pas pour m’inciter à la course que cette chanson a été écrite.

Certainement pas, Lucien l’âne mon ami, même si cette course imaginaire entre les brillants chevaux du roi et les ânes sauvages peut être une parabole. Nous verrons si cela est possible. En attendant, laisse-moi d’abord préciser le contexte : à savoir qu’il s’agit d’une chanson catalane et qu’elle date de 25 ans déjà et que par certains aspects, elle paraît bien s’inscrire tout... (continua)
VOUS POUVEZ TOUJOURS COURIR
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/10/2017 - 19:44
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La ballata del Pinelli

Masi chi trasi
breve documentario, su e con Pino Masi realizzato nel 2005 sotto la regia di Alberto Comandini.

krzyś 26/10/2017 - 19:09
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Farewell to the Land

[1975]
Parole di Peter Bellamy
Sulla melodia della tradizionale “Two Young Brethren”
Nel disco di Peter Bellamy e Chris Birch “Tell It Like It Was”
Testo trovato su Mainly Norfolk: English Folk and Other Good Music
It's of two young brethren, two young brethren born,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/10/2017 - 15:22
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Adieu Sweet Lovely Nancy

[XIX° sec.]
Un shanty esistente in molte versioni, che sembra risalire alla prima metà dell’800 e forse anche prima.
Il testo più noto, facente parte del repertorio della Copper Family, fu pubblicato nel 1899, in Journal of the Folk Song Society, Vol. 1, No. 1
In seguito interpretata da molti artisti, come Tim Hart & Maddy Prior, Peter Bellamy con Chris Birch, Blue Murder, The Dollymops.
La versione che propongo – ripresa da Mainly Norfolk: English Folk and Other Good Music, non essendo raggiungibile il sito della Copper Family – è quella di Tim Hart & Maddy Prior inclusa nel loro disco del 1968 intitolato “ Folk Songs of Old England Vol. 1”
Adieu, sweet lovely Nancy, ten thousand times adieu,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/10/2017 - 13:22
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Viva l’America!

Chanson italienne – Viva l’America! – Pino Masi – 1987



Viva l’America ! Vive l’Amérique ! Quel titre ! Quel titre !, Marco Valdo M.I. mon ami, dit Lucien l’âne un rien énervé. Quel titre encore une fois ! Un titre si plein enthousiasme et si je ne te connaissais pas comme je te connais, je pourrais penser que cette exclamation juvénile serait une innocente marque d’admiration pour une région lointaine. J’imagine que ce n’est nullement le cas et qu’il faut comprendre différemment ce sursaut d’ardeur patriotique à l’égard d’un continent étranger.

Figure-toi, Lucien l’âne mon ami, que j’ai eu la même réaction que toi quand j’ai lu pour a première fois cette chanson italienne pur déterminer si j’allais ou non en donner une version française, car comme tu peux le penser, je choisis ce que je traduis et il me faut souvent renoncer à cet exercice, qui est quand même assez laborieux et demande... (continua)
VIVE L’AMÉRIQUE !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/10/2017 - 12:48
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City With No Children

[2008-10]
Scritta da Sarah Neufeld, Richard Reed Parry, Jeremy Gara, Win Butler, Will Butler, Régine Chassagne e Tim Kingsbury (Arcade Fire)
Nell’album “The Suburbs”

Un concept album che forse andrebbe per intero contribuito sulle CCG.
L’ambientazione è la periferia americana, i suoi inquietanti sobborghi, il tema è il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e la scoperta drammatica (che avviene di notte, mentre di giorno regna l’inconsapevolezza) di un mondo senza speranza, immerso nella violenza, nel sopruso, nella morte.

“Non credere mai al milionario che cita il Discorso della Montagna...”

Siete arrivati in un quartiere dormitorio, pulito, ordinato (forse anche troppo), di quelli dove giovani impiegati della middle-class tornano ad abitarci solo la sera, mettendo nel microonde qualche cibo precotto, e addormentandosi davanti alla televisione. Ma c’è qualcosa che non va. Sentite... (continua)
The summer that I broke my arm
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/10/2017 - 08:30
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Rumanzetta militare

(1914)
Versi di E. A. Mario
Musica di E. Tagliaferri

Canzone stranamente pacifista di E.A. Mario composta poco prima della partenza al fronte. E.A. Mario, politicamente interventista, produsse svariate canzoni sia a favore della guerra (Serenata All'imperatore, Canzone di trincea, Leggenda del Piave...) sia contro essa (Priggiuniero 'e guerra, Rumanzetta militare, Le rose rosse). Questa canzone di stampo narrativo racconta le avventure di un uomo che s'offre volontario per andare in guerra non per patriottismo ma perché vuole scordarsi la donna amata che l'ha ferito. In guerra quasi cerca la morte comportandosi arditamente, sempre scansandola però vedendo morire un suo commilitone solamente ventenne che progettava di sposarsi al suo ritorno. Una volta ritornato dalla guerra a cui aveva dato la gioventù ricevendo in cambio niente, esprime il proposito di riavvicinarsi con la sua amata.
Chi vò partì, dicette 'o capitano
(continua)
inviata da Leonardo Saponara 26/10/2017 - 00:54
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Freedom

(1992)
dal leggendario album di esordio dei RATM

Canzone dedicata a Leonard Peltier da quarant'anni nelle galere americane da innocente, prigioniero politico e simbolo della lotta per i diritti dei nativi americani.


Leonard Peltier is a political prisoner… but he’s much more than that. He symbolizes the continuance of the U.S. genocidal policy that’s been perpetrated against the native peoples of this country.

Zack de la Rocha
UGH!
(continua)
25/10/2017 - 23:26




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