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Prima del 2016-7-25

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בּעריאָזקעלע

E mi sà che pure qui c'è qualcosina da mettere a posto... Maledetto B.B.!
B.B. 25/7/2016 - 21:54
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Liberi tutti

Liber* (quasi) tutt*

vista su un muro a Pisa.
CCG Staff 25/7/2016 - 21:37
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Freedom

[1970]
Scritta e prodotta dagli Isley Brothers per la loro etichetta T-Neck
Nell’album “Get into Something”

I temi della libertà e dei diritti civili furono molto praticati dagli Isley Bothers i quali, prima ancora del loro esordio, quando giovanissimi già cantavano e suonavano insieme, videro morire un loro fratello, Vernon, investito sul marciapiede da un camionista ubriaco. L’investitore era un bianco, il bambino, tredicenne, un nero... I poliziotti - bianchi - non trovarono nulla da ridire e lasciarono subito in libertà il camionista, che non ebbe nessuna conseguenza...
Freedom, this is what I call freedom:
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/7/2016 - 20:57
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Alta felicità

Giù nella valle c’è un filo d’erba porge la faccia al vento
(continua)
inviata da adriana 25/7/2016 - 18:46
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Red Carpet

[2016]
Album : Happy Machine - scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale della band
Feat. Manu Chao

Quando una canzone nasce dalla collaborazione tra i Dubioza Kolektiv e Manu Chao, non c'è da aggiungere altro...
Evolution is over, just start your browser
(continua)
inviata da Stanislava 25/7/2016 - 16:30
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L'Internationale

AZERO / AZERBAIJANI [AZERI]




La versione in lingua azera segnalataci dal nostro storico amico e collaboratore Arisztid. Il testo è ripreso dalla pagina Google Plus di Ruslan Aliyev che rimanda al video YouTube qui presentato; ma Arisztid avverte che nel video sembra che il testo cantato sia differente.

The Internationale in the Azerbaijani (Azeri) language, contributed by our historic friend and collaborator Arisztid. The lyrics are reproduced from Ruslan Aliyev's Google Plus page, which also includes the YouTube video shown here; but Arisztid notes that "in the video it looks they sing it with different lyrics" [CCG/AWS Staff].


İNTERNASİONAL
(continua)
inviata da Arisztid 24/7/2016 - 23:55
Video!

Ni gauche, ni centre, ni droite

Texte : Henri Tachan (Montluçon, le 16 avril 1976)
Quand je suis au micro, ce n’est pas un « meeting ».
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 24/7/2016 - 19:22
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Mamaqua

Album : Il primo passo
E' ora del bagno di far scorrere via le paure
(continua)
inviata da adriana 24/7/2016 - 17:42
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L'uomo di Monaco

Non aveva artigli, tremavan le sue mani
come quelle di mio padre...

L'ho sempre interpretata come un inno alla riconciliazione,
contro il rancore e la vendetta.
Matteo Rossi Meck 24/7/2016 - 14:00
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Le pressoir

IL TORCHIO
(continua)
inviata da Parvus 24/7/2016 - 12:04
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Weihnachten

JOULU 1918
(continua)
inviata da Juha Rämö 24/7/2016 - 09:01
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L'Internationale

RUSSO / RUSSIAN [5 - Strofa parodistica / Parody verse]

Una strofa parodistica dell'Internazionale, risalente alla fine degli anni '20, scritta da un anonimo prigioniero sul muro di una cella nel carcere moscovita di Butyrka. Testo trovato negli atti di «Musique et camps de concentration», un convegno internazionale tenutosi nel 2013 e patrocinato Consiglio d’Europa.

Butyrka

La prigione di Butyrka, nel quartiere centrale di Tverskoj, risale al 17° secolo. Riedificata nel 1879, divenne l’inferno dei prigionieri politici anti-zaristi. Nella primavera del 1917 fu assaltata ed i prigionieri vennero liberati ma, dopo la rivoluzione d’Ottobre tornò alla sua funzione originaria, carcere di transito per i detenuti politici destinati ai Gulag. Durante il Terrore staliniano molti prigionieri rinchiusi a Butyrka vennero giustiziati sommariamente. Nelle sue celle furono rinchiusi molti nomi noti, come Aleksandr Solzhenitsyn ed Evgenija Ginzburg. La strofa è accompagnata da una traduzione inglese.
Вставай, полфунтом накормленный,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/7/2016 - 21:17
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Ol’ Man River

Bravo il traduttore,
una delle poche traduzioni fatte come si deve che si possono trovare in rete, io sono un traduttore dilettante, però quando mi trovo davanti ad un testo da tradurre riesco a capire se c'è qualcosa da approfondire, e non traduco le parole come sembrerebbero di primo acchito, in certi casi bisogna avere l'occhio lungo e verificare se c'è un significato nascosto, oppure uno più attinente. Lode anche per la massiccia ricerca su altre traduzioni. Per quanto riguarda il significato allegorico a me pare che il corso incessante del fiume si riferisca non tanto al lavoro pesante degli schiavi ma all'atteggiamento di indifferente superiorità dei ricchi padroni bianchi, infatti nella mia personale traduzione per un altro sito io ho scritto".....
continua a scorrere incurante."
notorius 23/7/2016 - 13:30
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Sólo le pido a Dios

FINLANDESE / FINNISH / FINLANDÉS [Juha Rämö]

Traduzione finlandese / Finnish Translation / Traduction finnoise / Traducción al finlandés / Suomennos: Juha Rämö
VAIN YHTÄ PYYDÄN JUMALALTA
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/7/2016 - 10:48
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Non vale più

2016
Una somma di piccole cose

Fabi non è certo un cantautore militante, però questa canzone parla del potere, del popolo e della possibilità di cambiare le cose. Ascoltandola ieri sera in concerto mi sono venute le immagini della Turchia...
Se ridi ti si chiudono gli occhi
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/7/2016 - 08:23
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Odile

[1975]


Comme tu le sais, Lucien l’âne mon ami, les émigrés connaissent de terribles nostalgies et dans ces moments d’une coloration assez dépressive, ils sont d’une faiblesse insigne et se laissent emporter par la sentimentale vague.

Oh oui, Marco Valdo M.I., je crois bien ça et j’en ai connu beaucoup qu’un air de musique, une chanson, un vêtement, un objet, un simple mot parfois, que sais-je, mettait la tête à l’envers. Mais sans doute me racontes-tu ça à propos de la chanson. Et d’abord, de qui est-elle ? Quel est son titre ? Que raconte-t-elle ?

En premier lieu, Lucien l’âne mon ami, je précise qu’il s’agit d’une chanson française écrite par l’incroyable Ricet Barrier, lequel n’a jamais émigré bien loin. Cependant, il a comme qui dirait une sorte de génie qui le travaille. Un génie de la chanson comme il y a un génie des eaux ou un génie de l’air ou du feu et ce génie lui souffle... (continua)
Depuis que j’ai quitté le pays,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/7/2016 - 22:48
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Yankele nel ghetto



Klezroym
Yankele nel ghetto (2009)



Yankele nel Ghetto è l'elaborazione originale in forma di suite delle Canzoni del Ghetto di Łódź raccolte nel libro di Gila Flam: "Singing for survival, Songs of the Łódź Ghetto,1940-45", University of Illinois Press.

L’album dei KlezRoym raccoglie e rielabora le canzoni che Gila Flam, direttrice del Dipartimento di Musica e della Fonoteca di Stato dell’Università di Gerusalemme, ha ricostruito insieme ai superstiti, intervistandoli, accogliendo i loro ricordi, riannodando liriche e note preservate nella memoria di chi le ha cantate per sopravvivere. Molte di queste canzoni erano inedite, altre erano già state eseguite in pubblico.

I KlezRoym hanno così lavorato sulle liriche e le melodie di Yankele Hershkowitz, cantore di strada, di Miriam Harel, membro di un’organizzazione giovanile, e di David Beygelman, direttore musicale del teatro della Casa... (continua)
inviata da dq82 22/7/2016 - 18:23
Percorsi: Ghetti
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Il Sud è 'nu paese bellu assaj (Qua si campa d'aria)

2016
Voltarelli canta Profazio
Il Sud è un paése bellu assai,
(continua)
inviata da dq82 22/7/2016 - 18:05
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Refugees

Capolavoro assoluto che dovrebbe essere insegnato e divulgato nelle scuole. Ho avuto la fortuna di incontrare PH e i Van der graaf quando avevo 15 anni...e non li ho più lasciati...
Paolo 22/7/2016 - 15:58
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Ma chi ha detto che non c'è

20 luglio 2016 Genova, Piazza Alimonda
daniela -k.d.- 22/7/2016 - 13:49
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ציגײַנערליד

Leggo sul programma di sala dello spettacolo “Tutto ciò che mi resta. Il miracolo della musica composta nel lager”, concerto per il Giorno della Memoria tenutosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 26 gennaio 2015, a cura di Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese, che David Beyglman scrisse anche la versione in lingua romaní del suo “Tsigaynerlid”. Anzi, si ipotizza che “Romani Džili” – questo il titolo della versione – fosse una melodia originale dei Roma polacchi alla quale Beyglman si ispiro nella stesura del “Tsigaynerlid” in Yiddish.
Trovo il testo – con lievi difformità grafiche – anche in questo scritto dal titolo “The Pariah Syndrome. German Treatment of Gypsies in the Twentieth Century”
ROMANI DŽILI
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/7/2016 - 13:10
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שטילער, שטילער

Credo proprio che la traduzione italiana di Riccardo sia stata utilizzata nel programma di sala dello spettacolo “Tutto ciò che mi resta. Il miracolo della musica composta nel lager”, concerto per il Giorno della Memoria tenutosi all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 26 gennaio 2015, a cura di Viviana Kasam e Marilena Citelli Francese...
B.B. 22/7/2016 - 11:27
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Six to Go

1990
Hell's ditch

(Terry Woods)

The title here could refer to two possible "6s." It probably refers to the "Birmingham Six" who were still in custody at the time that this album was originally released. It could be also interpreted more broadly to refer to the 6 counties in the north of Ireland that are still under English rule.

The lyrics for this one are not included in either the cd or vinyl releases of "Ditch " (well, maybe it's because the band already encountered the wrath of BBC censors for "Streets of Sorrow/Birmingham Six" and in the intervening years the laws changed to make public support for the IRA much riskier), which makes intepretation a bit more difficult.

Poguetry
O-we-o-o
(continua)
inviata da dq82 22/7/2016 - 11:25
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Lorca's Novena

1990
Hell's ditch

(Shane MacGowan)
Federico Garcia Lorca was a Spanish poet and playwright (1898-1936). Shane "discovered" Lorca's work while the band was in Spain during the filming of "Straight to Hell." Here's a short interview excerpt from "The Lost Decade" where Shane discusses Lorca:

"His poetry reads beautifully, and it was his area we were in. He was a popular poet in the same way that a lot of Irish poets were, in that he wrote in ballad form and wrote about what was going on among the people. His poetry doesn't come from intellectual thought, it comes from the connection between emotion and seeing and feeling. The other thing about him is that he was a faggot, and during the Civil War the fascists went round pulling out all the Republican sympathisers they could find, and they got Lorca and shot him along with a lot of others, but because he was a faggot they rammed the gun... (continua)
Ignacio(1) lay dying in the sand
(continua)
inviata da dq82 22/7/2016 - 11:06
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800 588 605

[2016]

Album : Il lato ruvido

Dopo l'ultima sentenza che ha assolto i responsabili della morte di Giuseppe Uva, vogliamo mostrarvi in anteprima il video del brano "800 588 605", che è il numero verde di ACAD, l'associazione contro gli abusi in divisa che noi stiamo sostenendo e vi chiediamo di sostenere.
Così i Punkreas hanno presentato in anteprima rispetto al loro disco questo brano...
Hai sentito la notizia Mario è stato beccato
(continua)
inviata da dq82 22/7/2016 - 09:49
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Bombregn

POMMISADE
(continua)
inviata da Juha Rämö 22/7/2016 - 08:48
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L'Internationale

MACEDONE [3] / MACEDONIAN [3]

Текст: Ежен Потје (Париз, 1871).
Музика: Пјер Дежејте (1888).
Онлајн верзија: мај 2005.
Транскрипција: Здравко Савески
da marxist.org

Во борба, вие робје земни, [1]
(continua)
21/7/2016 - 19:19
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Qui in questa terra

Breve canto-invocazione scritto dalle donne ebree italiane nel blocco femminile di Auschwitz-Birkenau.
Sulla melodia dell’HaTikvah, oggi inno nazionale israeliano, composta nel 1888 da Samuel Cohen (1870-1940), un ebreo rumeno, e a sua volta basata su di un canto popolare italiano cinquecentesco, noto come “La Mantovana” (o “Fuggi fuggi fuggi”)
La versione di Frida Misul, ebrea livornese, fu sostanzialmente confermata anche da Settimia Spizzichino (1921-2000), anche lei deportata ad Auschwitz-Birkenau in seguito al rastrellamento del ghetto di Roma avvenuto il 16 ottobre 1943.
Il recupero di questo canto è dovuto all’impareggiabile lavoro del pianista e compositore Francesco Lotoro, uno dei massimi esperti mondiali di musica concentrazionaria.

Testo trovato nel programma di sala dello spettacolo “Tutto ciò che mi resta. Il miracolo della musica composta nel lager”, concerto per il Giorno... (continua)
Qui in questa terra triste e maledetta soffrono molto i figli d’Israele.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2016 - 16:36

Février - Les pauvres

[1895]
Versi di Émile Verhaeren (1855-1916), poeta belga fiammingo di scrittura francese
Nella raccolta “Les Visages de la vie”, pubblicata nel 1899
Messi in nusica da alcuni compositori non molto noti, come Francis Bousquet (1890-1942) e Joseph Jongen (1873-1953).
Il est ainsi de pauvres coeurs
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/7/2016 - 09:27
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Partigiani di Castellino

anonimo
Saluto Maurizio Vanni e gli porgo le mie condoglianze per la scomparsa del suocero Vincenzo Resio, partigiano della Brigata Castellino e braccio destro del suo comandante, Renzo Cesale.

A questo punto chiederei nuovamente agli Admins di sostituire il primo verso con "Al comando di Renzino".
Bernart Bartleby 20/7/2016 - 23:48
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E anche al mi' marito

anonimo
Questa violenta testimonianza popolare contro la guerra del '15-'18 (nel momento in cui ci si rendeva conto che essa rispondeva solamente agli interessi nazionalistici borghesi) in realtà è stata raccolta dal Canzoniere Pisano nel 1967 da un contadino anonimo nelle campagne intorno a Pisa e il titolo corretto è: E ANCO AR MI MARITO.
Flavio Poltronieri 20/7/2016 - 22:30
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Tramonta o sole

Dodi registrò lo stesso canto pure dalla voce di Betta Ceccarelli che aveva sentito nella campagna di Arezzo. Il contadino non maledice l'innocente sole a cui si rivolge così direttamente, è un canto di ribellione generato probabilmente dopo la battitura del grano.
Flavio Poltronieri 20/7/2016 - 22:21




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