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Prima del 2016-4-28

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Quando il fratello mio, partigiano

anonimo
[1944-45]
Testo trovato nel “Canzoniere partigiano 1944-1950” presente nella rivista “La Piva del Carner”, numero di aprile 2015.

La canzone venne intesa dal padre “canterino”, lui bambino, da Umberto Incerti Ugolotti, nativo di Pantano di Carpineti (RE), classe 1946. La registrazione data all’11 aprile 2015 ed è stata colta a lato dello stage formativo canoro promosso presso il Teatro Artigiano di Massenzatico (Reggio Emilia, la prima Casa del Popolo in Italia) dal Coro Selvatico di via Bligny assieme alle Cence Allegre. Il riferimento alle “montagne modenesi”, nel testo, può intendersi come un richiamo all’esperienza della Repubblica di Montefiorino (tra Modena e Reggio, territorio liberato che resistette dal 17 giugno al 1º agosto 1944, ndr), ove nell’estate 1944 confluirono in migliaia, in grande parte completamente disarmati. Il titolo della canzone, non avendola al momento reperita in alcun canzoniere partigiano, è tratto dalla strofa di apertura
(Nota da “La Piva del Carner” citata)
Quando il fratello mio, partigiano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 21:28

La canzone dei Garibaldini Reggiani

[1944]
Parole di Didimo Ferrari (1912-1959), antifascista, dirigente comunista, partigiano.
Su di una melodia popolare sovietica.
Testo trovato nel “Canzoniere partigiano 1944-1950” presente nella rivista “La Piva del Carner”, numero di aprile 2015.

... e così provo a restituire dignità al Partigiano Reggiano vituperato da Zucchero nella sua - a mio avviso - orrenda canzone...

Durante il regime fascista Didimo Ferrari si fece 10 anni tra galera e confino, poi nel 1944 entrò nella Resistenza col nome di battaglia di “Eros”e fu nominato commissario di guerra delle formazioni partigiane reggiane. Nel dopoguerra divenne presidente dell’ANPI di Reggio Emilia e nel 1950 fu accusato dell’omicidio, avvenuto subito dopo la Liberazione, dell’ingegnere Arnaldo Vischi, già direttore delle Officine Meccaniche Reggiane. Didimo Ferrari trascorse 5 anni in latitanza, fino all’aministia. Morì prematuramente... (continua)
Ben per vent’anni il fascismo ha sfruttato
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 21:03
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Lancastria

se qualcuno è interessato all'argomento:
http://www.lelancastria.com
Flavio Poltronieri 28/4/2016 - 18:54
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El enemigo brutal

[1891]
Versi di José Julián Martí Pérez (1853-1895), poeta, scrittore, giornalista, fondatore del Partido Revolucionario Cubano e protagonista della guerra d’indipendenza contro gli spagnoli, nel corso della quale venne ucciso.
Nella raccolta del 1891 intitolata “Versos sencillos”, quella che si apre con i versi che alcuni decenni dopo divennero la base della famosissima e bellissima Guantanamera
Musica di Pablo Milanés, nel suo album “Versos de José Martí” del 1974.
El enemigo brutal
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 18:03
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Banquete de tiranos

Versi di José Julián Martí Pérez (1853-1895), poeta, scrittore, giornalista, fondatore del Partido Revolucionario Cubano e protagonista della guerra d’indipendenza contro gli spagnoli, nel corso della quale venne ucciso.
Nella raccolta di poesie scritte tra il 1878 ed il 1882, intitolata “Versos libres”.
Musica di Pablo Milanés, nel suo album “Versos de José Martí” del 1974.
Hay una raza vil de hombres tenaces
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 17:53

El rayo surca, sangriento

[1891]
Versi di José Julián Martí Pérez (1853-1895), poeta, scrittore, giornalista, fondatore del Partido Revolucionario Cubano e protagonista della guerra d’indipendenza contro gli spagnoli, nel corso della quale venne ucciso.
Nella raccolta del 1891 intitolata “Versos sencillos”, quella che si apre con i versi che alcuni decenni dopo divennero la base della famosissima e bellissima Guantanamera
Musica di Pablo Milanés, una canzone che doveva essere inclusa nel suo album “Versos de José Martí” del 1974 ma che venne pubblicata solo come singolo.
El rayo surca, sangriento,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 17:42
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Times a-Getting Hard

[1955]
Scritta da Lee Hays (1914-1981) a partire da una canzone popolare americana il cui ritornello (“Take my true love by the hand
...”) è riportato da Carl Sandburg nella sua raccolta “The American Songbag”, pubblicata nel 1927.
In vari dischi di Pete Seeger, a cominciare da “Pete Seeger at the Village Gate with Memphis Slim and Willie Dixon” pubblicato dalla Folkways Records nel 1959.
In seguito molte versioni del brano furono offerte da altri artisti, come Lonnie Donegan e The Limeliters.
Times are getting hard, boys
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 16:24

U’ suldat’

anonimo
Testo tratto da “Calitri. Canti popolari” (1983), a cura di A. Raffaele Salvante, un’opera piuttosto corposa, con tanto di traduzioni in italiano e completa di note interpretative, basata in gran parte sulle precedenti ricerche del Prof. Vito Acocella (1883-1968), sacerdote, insegnante e storico, studioso delle tradizioni popolari irpine.

“Molti di questi canti, almeno i più antichi, sono nati da una cultura di sudditanza, di soprusi, in un quadro di rapporti sociali feudali o semifeudali, di una popolazione irretita dal timore reverenziale verso la classe dominante, prostrata dalla prepotenza signorile, avvilita dalla povertà, dal dolore, dalla sofferenza, e schiacciata da ogni sorta di balzelli.” (A. Raffaele Salvante nell’introduzione alla raccolta da lui curata)

Si tratta qui di un coacervo di strofe contro la coscrizione militare e la naja, tutte infiorettate da maledizioni dirette... (continua)
N’ pozza maj fa juorn’
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 14:12

Eia f’rnuta la schiavitù

anonimo
Testo tratto da “Calitri. Canti popolari” (1983), a cura di A. Raffaele Salvante, un’opera piuttosto corposa, con tanto di traduzioni in italiano e completa di note interpretative, basata in gran parte sulle precedenti ricerche del Prof. Vito Acocella (1883-1968), sacerdote, insegnante e storico, studioso delle tradizioni popolari irpine.

“Molti di questi canti, almeno i più antichi, sono nati da una cultura di sudditanza, di soprusi, in un quadro di rapporti sociali feudali o semifeudali, di una popolazione irretita dal timore reverenziale verso la classe dominante, prostrata dalla prepotenza signorile, avvilita dalla povertà, dal dolore, dalla sofferenza, e schiacciata da ogni sorta di balzelli.” (A. Raffaele Salvante nell’introduzione alla raccolta da lui curata)

Si tratta qui di un coacervo di strofe di protesta risalenti ad epoche diverse, come dimostrano i riferimenti a Zampaglione,... (continua)
E forza uagliù,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/4/2016 - 12:28
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Fra Diavolo

Questa canzone o meglio stupenda aria come molte altre sono state di stimolo per farmi scoprire dotato con sorpresa di una prolifica vena melodica sono ormai vicino agli anni 80 ma sto scrivendo un quarto lavoro un atto unico con l'aiuto di un maestro di conservatorio così come il secondo che il giorno due di aprile ho dato nel teatro della gran guardia di Verona grazie all'aiuto della nota kATIA RICCIARELLI a fornito di quattro suoi allievi il mio lavoro e ne a curato la parte artistica. Seicento persone al termine erano entusiaste ma la sorpresa più grande benché mi sentissi sicuro dell'esito positivo è stato di scoprire una grossa parte del pubblico che sapevo essere a completo digiuno di opera lirica fra i più entusiasti ma la grande culla della cultura lirica di Verona benché siano stati invitati giornalisti compresi non se ne sono accorti ma il mio lavoro non muore il due aprile e... (continua)
Giuseppe Vesentini lugagnano verona 27/4/2016 - 15:53
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Como los peces

(1995)

La fine dell'Unione Sovietica rappresentò per Cuba una vera propria catastrofe. L'economia dell'isola, limitata dall'embargo imposto dagli Stati Uniti, dipendeva quasi esclusivamente dall'esportazione dello zucchero nel paese alleato comunista. Se negli anni '80 la Rivoluzione era riuscita a garantire un livello di relativo benessere al popolo cubano (ancora oggi ho sentito parlare degli anni '80 come di un "paradiso terrestre" in cui non mancava niente e la gente era più solidale e unita) gli anni '90 sprofondarono la popolazione dell'isola in un inferno. Il governo socialista, trovatosi completamente isolato internazionalmente e impreparato a gestire un'economia completamente paralizzata (zero esportazioni e zero importazioni), inaugurò una nuova politica chiamata eufemisticamente "periodo especial", segnato dallo slogan "Cuba contra todos". Come in guerra.

Il prezzo della monocultura,... (continua)
Las iglesias hablan de la salvación
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 26/4/2016 - 22:32
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La storia ci insegna...

Chanson italienne – La storia ci insegna… – Manuel Miranda – 2013

L'histoire de deux partisans italiens.
L'HISTOIRE NOUS ENSEIGNE...
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/4/2016 - 22:04
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Unità di Produzione

A mio avviso il testo non ha nulla a che vedere con la Russia e il capitalismo.
Grazius 26/4/2016 - 19:47
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Mediterraneo coast to coast

[2016]

Album : Il lato ruvido
Fratello, giù il coltello!
(continua)
inviata da Dq82 26/4/2016 - 11:51
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Indian Man

Indian man
(continua)
26/4/2016 - 03:24
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Fayette County

[1960-61]
Parole e musica di Agnes “Sis” Cunningham, cantautrice e fondatrice nel 1962 - insieme al marito Gordon Friesen - del Broadside Magazine.
Interpretata da Pete Seeger in molti suoi dischi, a partire da “Gazette, Vol. 2” del 1961
L’autrice ne incise una sua versione nel disco “Broadside Ballads, Vol. 9: Sundown” pubblicato nel 1976 dalla Folkways Records.



“Fayette County in Tennessee in the winter of 1960-61 was where the Black people made their first modern militant stand for the right to register and vote. It was the beginning of a long and bitter struggle which now finds millions of Blacks enrolled and voting in the once all-white Southern polls.” (dalle note presenti in “Broadside Ballads, Vol. 9: Sundown”)

Fayette County fu soprannominata “Tent City” perchè quando i neri, molti dei quali sharecroppers (braccianti), cominciarono a lottare per ottenere il diritto di voto,... (continua)
In the County called Fayette in the State of Tennessee
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/4/2016 - 18:23
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Lettera da Mauthausen

Chanson italienne – Lettera da Mauthausen – Manuel Miranda – 2009

J’avais raconté, il y a déjà quelques temps, l’histoire de Joseph-Giuseppe Porcu qui finit la guerre au camp de concentration de Dachau en Bavière. Elle était intitulée Dachau-Express. On a croisé – en chansons – des prisonniers, morts ou vivants, de Theresienstadt, Auschwitz, Sachsenhausen, Orianenburg et sans doute, d’autres lieux du genre encore. La méticulosité administrative du régime nazi en distinguait toute une série de sortes : camp de travail, camp de prisonniers, camp de concentration, camp d’extermination, camp de la mort, camp de transit, j’arrête là, on n’entrera pas plus dans les subtilités du genre. Il suffit de savoir que l’horreur avait mille facettes. Cette fois, c’est d’un autre de ces monstrueux complexes qu’il s’agit : Mauthausen en Autriche. Il y a passa des centaines de milliers de prisonniers et des... (continua)
LETTRE DE MAUTHAUSEN
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 25/4/2016 - 18:14
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This Land Is Your Land

Springsteen's Verses

During The River Tour and the Born In The U.S.A. Tour, Bruce Springsteen usually used the chorus and three verses (verse 1, verse 2, and verse 3 below), and occasionally he added one of three more verses. The chorus and the six verses are:

The chorus, verse 1, verse 2, and verse 3 are from the original Woodie Guthrie version. Verse 4 is written by Springsteen. He used it eight times in Europe in May 1981. Starting from the second performance (28 Apr 1981 in Paris), he modified that verse to include a reference to the Brixton riot that took place on 11 Apr 1981. Verse 5 has some similarities to a verse that Guthrie occasionally used: "Nobody living can ever stop me / As I go walking that freedom highway / Nobody living can ever make me turn back / This land was made for you and me". It seems that Springsteen intended to sing that verse but he forgot the lyrics, so he... (continua)
Well this land is your land, this land is my land
(continua)
inviata da dq82 25/4/2016 - 14:27
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Dark and Bloody Ground

1995
American Babylon

DARK AND BLOODY GROUND is a song written by Joe Grushecky and Bruce Springsteen in mid-1994, with Springsteen providing most of the music and Grushecky most of the lyrics. The song is "about the fighting for the land in Kentucky," as Grushecky described it. It was released on Joe Grushecky & The Houserockers' 1995 album American Babylon. Bruce Springsteen produced all the album except the title track, and he participated in the recording of most of the songs. He plays guitars and shares harmony vocals on DARK AND BLOODY GROUND.

The above lyrics are for Joe Grushecky & The Houserockers' album version of TALKING TO THE KING as released in 1995.

In late October and early November 1993, Bruce Springsteen (with Toby Scott recording and Bob Clearmountain mixing) produced a recording session for Joe Grushecky at Thrill Hill Recording (Springsteen's home studio)... (continua)
This land was ours far as the eye could see
(continua)
inviata da dq82 25/4/2016 - 12:37
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They Killed Him in the Street

THEY KILLED HIM IN THE STREET is an unreleased Bruce Springsteen song. Springsteen used some lyrics from his live adaptation of Creedence Clearwater Revival's Run Through The Jungle in THEY KILLED HIM IN THE STREET. See the live 29 Apr 1981 version of RUN THROUGH THE JUNGLE for more details. THEY KILLED HIM IN THE STREET would evolve into the unreleased Bells of San Salvador which Springsteen rehearsed with the band in April 1982.

The above lyrics are for an acoustic home demo take of THEY KILLED HIM IN THE STREET that was recorded, according to Brucebase, at Thrill Hill Recording (Springsteen's home studio) in Colts Neck, NJ, sometime between mid-September 1981 and May 1982. This version is an incomplete practice take with mostly bluffed or unintelligible lyrics.

Another home demo version of THEY KILLED HIM IN THE STREET is also in circulation, but it's merely a harmonies take. See the... (continua)
Broom, boom broom ba, boom, ka boom broom ka,
(continua)
inviata da dq82 25/4/2016 - 12:08
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Run Through The Jungle

During The River Tour, Bruce Springsteen used the chorus and the three verses (verse 1, verse 2, and verse 3 below) from the original Creedence Clearwater Revival version, and he added two or three more verses that he wrote.

The lyrics "Well last night they pulled him out of his house / And shot him in the street" would later be used in THEY KILLED HIM IN THE STREET ("They took him from his house and killed him in the street") and Bells of San Salvador ("Well they took him from his house / killed him in the street").

RUN THROUGH THE JUNGLE was performed at least 3 times during The River Tour (138 dates, October 1980 to September 1981). On this tour, the song was the show opener and was played in a rearranged slower version extended with two or three Springsteen-penned verses.

springsteenlyrics.com
Better run through the jungle
(continua)
inviata da dq82 25/4/2016 - 12:01

Bells of San Salvador

Transcribed and researched by SpringsteenLyrics.com

BELLS OF SAN SALVADOR is an unreleased Bruce Springsteen song. Springsteen used some lyrics from his live adaptation of Creedence Clearwater Revival's Run Through The Jungle in BELLS OF SAN SALVADOR. See the live 29 Apr 1981 version of Run Through The Jungle for more details. The home demo Bells of San Salvador evolved into BELLS OF SAN SALVADOR.

The above partial lyrics are for a band rehearsal take of BELLS OF SAN SALVADOR that was recorded, according to Brucebase, in Colts Neck, NJ, sometime in April 1982. This band rehearsal take of BELLS OF SAN SALVADOR is in the hands of private collectors and is yet to circulate widely. Note that "Bells Of San Salvador" may not be correct title for this song.

According to Brucebase: "['Bells Of San Salvador' is a] sinister and oppressive song about a 1979 massacre that took place on the steps of... (continua)
Well they took him from his house
(continua)
inviata da dq82 25/4/2016 - 12:00
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MLF Lullaby

A considerable amount of commotion was stirred up during the past year over the prospect of a multilateral force, known to the headline writers as MLF. Much of this discussion took place during Baseball season so the chronicle may not have covered it but it did get a certain amount of publicity, and the basic idea was that a bunch of us nations, the good guys, would get together on a joint nuclear deterrent force including our current friends, like France, and our traditional friends, like Germany. here's a song about that called the MLF Lullaby.
(continua)
25/4/2016 - 11:23
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Vasco Rossi: Sally

Ma cosa c'entra questa canzone, bella quanto vuoi, con le CCG? Va bene che dice che Sally è una donna "che non ha più voglia di fare la guerra" ma non penso proprio che sia la guerra di cui ci occupiamo qui...
Lorenzo 24/4/2016 - 23:35
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Viva l'Italia

Versione degli Yo Yo mundi


Yo Yo Mundi: Resistenza

15 gennaio 1945: 13 partigiani della Brigata Tom di Casale Monferrato vengono trucidati. 15 gennaio 2005, a sessant’anni di distanza, gli “Yo Yo Mundi” sul palco del teatro settecentesco di Casale danno vita, assieme ad altri musicisti ed alle voci di Fabrizio Pagella e di Giuseppe Cederna, attraverso un recital-concerto, proprio a quella storia,
13 partigiani, 13 musicisti sul palco, strane coincidenze!
“Resistenza”, un doppio cd, preziosa testimonianza audio e video di come per gli “Yo yo mundi” la musica sia sempre stata e debba continuare ad essere, veicolo di cultura, di memorie, di ricordi, di storie e di poesia.
“Grazie, ora e per sempre, a tutti gli uomini e le donne che hanno vissuto quegli anni di lotta e speranza e che hanno lottato – anche a costo della vita – per liberare l’Italia dal fascismo e dai nazisti. Grazie a... (continua)
dq82 24/4/2016 - 19:51
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Gli occhi di Geronimo

À propos des problèmes des Indiens d'Amérique du Nord, il vaut la peine de revenir un instant sur cette constatation de Lucien Lane dans le dialogue : "Cela dit, les problèmes que posaient Géronimo et les siens ne sont toujours pas résolus et les Amérindiens survivent généralement mal dans les réserves où on les a parqués."

Ils survivent d'autant plus mal qu'ils se suicident en nombre. Louise Couvelaire, journaliste, écrit :

"Ravagés par le chômage, l’alcoolisme et l’oubli, des dizaines d’Amérindiens du Nord canadien mettent fin à leur jour. Le chef d’une communauté très touchée par cette vague de suicides a déclaré l’état d’urgence."

En savoir plus sur le Monde

Tissons le linceul de ce vieux monde désespérant, mortifère, insensé et cacochyme.

Heureusement !

Ainsi Parlait Lucien Lane
Lucien Lane 24/4/2016 - 09:37
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Juri Gagarin

"На правое дело он поднял народы,
на труд и на подвиги нас вдохновил!"
JURI GAGARIN
(continua)
inviata da ZugNachPankow 24/4/2016 - 00:37
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Yo pisaré las calles nuevamente

dal libretto "Pablo Milanes" ed. José Martí (2007)
comprato al mercatino di Plaza de Armas, La Habana.

Clara Diaz Perez (Havana, 1956) doctor in Artistic Scienses, specialist in Musicology. Since 1981, she has been working as a specialist at the National Museum of Music, dedicating herself to research that salvages the musical heritage of our Nation.
I SHALL WALK AGAIN THE STREETS
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 23/4/2016 - 22:00
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The Torture Never Stops

ho fortemente apprezzato le tue osservazioni iniziali a proposito di "noi" superfrikkettoni anni '70. Ti stai riferendo anche a me a me che non ho mai conosciuto testi e significati dell'opera di Zappa, ma l'ho amato e lo amo incondizionatamente.
Scoprire i significati di Torture never stops mi ha turbato e allo stesso tempo commosso e quindi rinsaldato la mia convinzione che Zappa è (nota non uso il passato) è un maestro ... di musica, di vita, il senso della sua partecipazione alle cose del suo tempo è rigorosamente integra e universale nel tempo e nello spazio.
sono felice di averti letto e di avere scoperto questa pagina "Canzoni contro la guerra"
Grazie
FrancescoQ 23/4/2016 - 18:07
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O Partigiani d’Italia siamo andati sui monti piu’ alti

anonimo
O partigian d’Italia in alto i cuori
(continua)
inviata da adriana & dq82 23/4/2016 - 14:22
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Lampedusa andata

2016
Soundcity

“Sono partito dalle registrazioni che in questi anni ho fatto in giro nelle tante città di frontiera del Mediterraneo: Tangeri, Istanbul, Lisbona, Lampedusa, Sarajevo, Ventotene, Jaffa... Suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori, cantanti di strada che mi hanno ispirato melodie, testi, ritmi. Come sempre nelle mie composizioni uso il Sabir, la lingua del mare, insieme al turco, all'arabo, al francese, allo spagnolo, al napoletano, allo swahili africano, al rumeno, al macedone per raccontare la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le “strade” del Mediterraneo.
Infine, essendo cresciuta non è più una Piccola Banda Ikona ma la Banda Ikona, un insieme di splendidi amici e musicisti con i quali condivo questo viaggio in musica”.
Stefano Saletti

Una preghiera sul mare di Lampedusa cantata in Swahili, una lingua dell'Africa Orientale. La speranza di una nuova vita affidata al mare: "Padre nostro che sei nei cieli, amen, sia santificato il tuo nome"
Baba yetu, yetu uliye
(continua)
inviata da dq82 23/4/2016 - 12:19
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La collina, o Dormono sulla collina

Chi potrebbe meglio spiegarmi il periodo "Masters assume allora anche una connotazione morale, sottolineando allora che il fallimento dipende in generale dall'aver inseguito un'ideale erroneo (nell'America del primo '900 il successo economico), e che solo le anime semplici riescono a trionfare nella vita." sopracitato nel commento alla poesia?
Gli abitanti di Spoon River non personificano le caratteristiche del Midwestern dell America?! Perchè seguirebbero i principi morali dell Eastern americano?!
grazie in anticipo
Eleonora Guggino 23/4/2016 - 11:22
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Gagarin

La canzone è evidentemente "ispirata" dalla poesia di Evtushenko. Non è la sola canzone dell'album: Il Pivot è la copia in musica di The Jump Shooter di Dennis Trudell ( Giovani Poeti Americani, Einaudi 1973, Collezione di Poesia 102 ) e anche qualche anno dopo Baglioni ruberà altra ispirazione ( Giorni di Neve ), sempre ad Evtushenko e alla sua "Così cominciò"
PIERO CAVAGNA 22/4/2016 - 19:34
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United States of Division

Non ho mai nascosto la mia insofferenza per questo signore, che chiamavo a dileggio il vaffinato con la evve moscia.
Ventun aprile duemilasedici: pareva un'influenzina, e invece addio vaffinato.
Io non sto con Oriana 21/4/2016 - 21:33
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Dialogo telefonico fra Bush e Berlusconi (Lu nanettu ridi ridi)

Grazie, Giorgio
Fortunato Sindoni 21/4/2016 - 14:12
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Streets of Surrender (S.O.S.)

2016
Black Cat

music by Zucchero
lyrics by Bono Vox
Alla chitarra Mark Knopfler

Canzone scritta da Bono Vox dopo il massacro del Bataclan e gli altri attacchi terroristici a Parigi del novembre 2015 (gli U2 erano a Parigi dove avrebbero dovuto suonare qualche giorno dopo). Il testo è stato recitato da Bono in un'intervista alla CNN, non verrà però pubblicato dagli U2 ed è stato regalato a Zucchero per il suo nuovo album.
Every man has two cities he needs to be
(continua)
inviata da dq82 21/4/2016 - 10:05
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The Ballad of Michael Collins

Michael Collins, conosciuto anche come Mick, grafia in gaelico Míċeál Ó Coileáin (Clonakilty, 16 ottobre 1890 – Béal na Bláth, 22 agosto 1922), è stato un patriota e politico irlandese, una delle figure di spicco della Guerra d'indipendenza del proprio Paese.

Servì come Ministro delle Finanze nella Repubblica d'Irlanda, come membro della delegazione irlandese durante le trattative per il Trattato anglo-irlandese, come presidente del governo provvisorio e come Comandante in capo dell'esercito irlandese. Morì assassinato dalle forze irregolari durante la guerra civile irlandese.

Nel 1919, il già occupato Collins si fece carico di un'altra responsabilità quando Eamon de Valera lo nominò Ministro delle Finanze. Ragionevolmente, nella situazione di guerra brutale in cui stava precipitando l'Irlanda, in cui i ministri rischiavano di essere arrestati o uccisi dal Royal Irish Constabulary, dall'esercito... (continua)
The curlew stood silent and unseen
(continua)
inviata da dq82 21/4/2016 - 09:43
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Ballad of Anne Frank

What did you dream my love, my love, that woke you from your sleep
(continua)
21/4/2016 - 03:19
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Povera patria

[2015]
Album : Sale
Povira patria!
(continua)
inviata da Adriana 20/4/2016 - 13:30




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