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Prima del 2014-9-1

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Aquarius

Cover italiana interpretata dalla bella voce - peccato per il testo, solo leggermente meglio di quello pessimo della cover di Hair - di Elio Gandolfi (1951-), cantante nato in provincia di Ferrara e attivo quasi solo nella seconda metà degli anni 60.
Autori: Galt MacDermot, Cristiano Minellono, James Rado, Gerome Ragni.
Con l’orchestra di Angelo Giacomazzi.

ACQUARIO
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/9/2014 - 23:05
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Lásko!

Il testo da http://nohavica.wz.cz/Text/mila.html
Cantata da Antonina Krzysztoń, EKT Gdynia e altri.
MIŁA
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 1/9/2014 - 21:21
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I Did What I Could With My Gas Mask

[1941]
Scritta da Leslye/Isaacs
Nella raccolta intitolata “Keep Smiling Through!- 18 Original Ditties”

100 modi divertenti ed utili per usare la propria inseparabile maschera a gas…
Una “ditty” dall’“Home Front” inglese durante la Seconda…

Nella penultima strofa si fa riferimento all’Adamo di Jacob Epstein, scultore americano naturalizzato inglese, che nel 1939 aveva realizzato un’enorme statua in alabastro raffigurante il padre dell’umanità, del quale risultava piuttosto sottolineata la sua funzione di “creapopoli”…
Now I'm getting very fond of my gasmask I declare,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/9/2014 - 14:26
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The Deepest Shelter in Town

[1940]
Parole e musica di Leslie Julian Jones.
Nella raccolta intitolata “Keep Smiling Through!- 18 Original Ditties”

I riferimenti a sir John Anderson e a sir Herbert Morrison – il primo 1st Viscount Waverley, il secondo Baron Morrison of Lambeth – datano questa allegra canzoncina, viziosetta assai, alla fine del 1940, quando i due nobiluomini inglesi si succedettero nella carica di “Home Front Prime Minister”, cioè di ministro degli interni in una Gran Bretagna in guerra…
Certo che se fossi stato anch’io visconte o barone, o comunque uno con qualche agio, non avrei indugiato un momento ad accettare l’invito dell’attrice Florence Desmond a seguirla nel suo rifugio antiaereo, il più sicuro e confortevole della città:
Don't run away, mister,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/9/2014 - 13:55
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Suassos Lane

1° settembre 2014

Due parole del traduttore. Scarsissime notizie ho trovato sul Suassos Lane, la strada dove Bart Vanzetti teneva il suo carretto del pesce. Non di rado lo si trova nominato anche come Suasso's Lane, ivi compreso nel titolo di questa ballata nella quale vengono enunciate le testimonianze di alcune persone a favore di Vanzetti (testimonianze precise di cui il giudice Thayer non tenne alcun conto). Nella traduzione ho però reso con "Vicolo Suasso", tenendo presente che la stradina doveva avere qualcosa a che fare con la famiglia Suasso, antichi banchieri.
VICOLO SUASSO
(continua)
1/9/2014 - 10:32
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Facciamo l'amore non la guerra

Davide e Sara
45 giri del 1966 su etichetta Durium.
Sul lato B la canzone "La linea verde"
B.B. 1/9/2014 - 10:26
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Root Hog And Die

31 agosto 2014

Due parole del traduttore.Il modo di dire root hog or die (alla lettera: “grufola maiale, o muori”) significa “combatti o muori”; qui si noti che si dice and die, quasi non ci fosse alternativa alla lotta. Il testo della canzone presente in rete è sbagliato in alcuni punti, per il consueto procedimento della copia automatica e acritica di testi imprecisi; e così è rimasto a lungo anche in questo sito. All'ascolto sono stati effettuati gli opportuni aggiustamenti.
LOTTA E MUORI
(continua)
31/8/2014 - 21:02
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Hécatombe

Davvero interessante! Studio le traduzioni di Brassens da anni, ma molte di queste non le conoscevo. Complimenti!
Mirella Conenna 31/8/2014 - 10:21

Chi è felice di marciare in ranghi

Antiwar Songs Blog
Questo argomento (la guerra) mi induce a parlare della peggiore fra le creazioni, quella delle masse armate, del regime militare voglio dire, che odio con tutto il cuore. Disprezzo profondamente chi è felice di marciare in ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica; costui ha ricevuto solo per errore il cervello: un midollo […]
Antiwar Songs Staff 2014-08-30 22:14:00

La Mort Grise

La Mort Grise
Ou
Giacinto, Il Cameriere – Giacinto, Le Serveur

Chanson bilingue – franco-italienne - La Mort Grise ou Giacinto, Il Cameriere – Giacinto, Le Serveur– Marco Valdo M.I. - 2005

Giacinto est une canzone leviane, une canzone bilingue – français – italien. Elle est tout droit issue de L'Orologio, un roman hautement poétique et tout aussi hautement politique de Carlo Levi. Cette canzone peut se chanter dans l'une ou l'autre de ces langues ou dans les deux. On peut imaginer une chanteuse ou un chanteur; on peut imaginer de chanter séparément et successivement les deux versions ou les entremêler, comme c'est le cas ici. On peut aussi imaginer un duo italo-français. En somme, il y a beaucoup de possibilités et on peut même se passer de musique. La musique est déjà dans le texte, la musique est dans la poésie.
Giacinto, comme on le verra, a un gros problème dans l'existence et son... (continua)
Giacinto
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/8/2014 - 19:57
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Santa Marinella

libertà di espressione bigotti merde rosicatevi
30/8/2014 - 17:21
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Ho continuato la mia strada

Nel '75 non conoscevo ancora lo scoutismo, ma 3-4 anni dopo entrato nel VR 4, ho sentito questa canzone, che é sempre stata considerata uno standard, come "My way" o "Nel blu dipinto di blu" lo sono per la musica legggera.
Per me é una di quelle che meglio rappresentano lo stile scout e la "spiriutualià della strada", ben nota a chi ha partecipato ad un noviziato o clan scout.
Mi ha sempre affascinato, mi piace ritrovarla qui e la continuerò a ricordarla a vita.
Alberto 30/8/2014 - 15:02
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Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle

FRANCES FARMER SI VENDICHERÀ SU SEATTLE
(continua)
29/8/2014 - 23:59
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Sfida

Sono il doc Pippus mi piace tanto Ada Negri e ho fatto la musica di Cade la neve.....
DOC Pippus 29/8/2014 - 20:07
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Nella mia ora di libertà

Ultimo pezzone di un album da paura ! La traduzione in francese invece e abbastanza sbagliata, pecato
(franzozzo)

Pecato che è sbagliata, la coregeremo...[RV]
29/8/2014 - 10:09
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Andrò dove mi porteranno i miei scarponi

[1995]
Album: Avanzo de cantiere
Non servirà farsi più in là non rompere i coglioni mai
(continua)
inviata da Donquijote82 29/8/2014 - 09:14
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Il Pescatore

Doveva succedere: prima o poi, questa canzone per la quale avevo lasciato "libertà di decidere contro chi e che cosa sia contro" è stata tolta dagli "Extra". Finalmente. Mentre lo facevo, mi sono chiesto per l'ennesima volta che cosa ci facesse ancora.

Viene tolta dagli "Extra" non soltanto perché sta per essere istituito un percorso sui Pescatori, nel quale, ovviamente, finirà per prima; ne viene tolta, soprattutto, per se stessa e per quello che dice e racconta. Sotto qualsiasi angolazione la si voglia considerare (laica, cristiana, semplicemente umana), "Il pescatore" descrive un gesto di ribellione. Descrive qualcosa che, in questi tempi di merda, verrebbe senz'altro definita contro la legalità.

Descrive un vecchio pescatore cui si presenta un uomo, un fuggitivo, un inseguito. Un uomo che chiede da mangiare e da bere e a cui il pescatore lo dà senza chiedersi, né chiedergli, niente.... (continua)
Riccardo Venturi 28/8/2014 - 17:59
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I'm One of the Whitehall Warriors

[1940]
Dalla rivista (nel senso del genere teatrale) “Up & Doing” del 1940
Interpretata da Cyril Richard con l’orchestra di Carroll Gibbons

Un’allegra “ditty”, una canzoncina satirica, sul “dietro le quinte” di ogni guerra, nello specifico sull’ “alacre lavorìo” nelle stanze dei palazzi ministeriali che affaccano sulla Whitehall a Westminster, Londra… (“Chortles” vuol dire risatine, o ridacchi)
(Spoken) All right bring the car 'round to Whitehall at 5 o'clock
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 15:47

Crash! Bang! I Want to Go Home (or the Black-Out Song)

[1939]
Parole di Ralph Butler
Musica di Harry Parr Davies
Testo (forse parziale) trovato sul sempre ottimo Mudcat Café

Oh my God, che disagio la guerra, con tutti ‘sti blackout! Voglio andare a casa ma – crash! bang! ouch! fuck! – con ‘sto buio non trovo la strada… Spero di arrivarci domattina, sempre che nel frattempo non ci sia qualche altro maledetto allarme aereo!
Non una canzone contro la guerra, ma una “ditty”, una canzoncina per alleviarne il peso…
Oh, what a great big blackout!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 15:16
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Veličenstvo Kat

Rimettere in ordine una pagina krzysiana, perdipiù dedicata al Diavolo in persona, significa entrare in una babele di traduzioni, videi, link, rispedizioni, mòccoli, ricchi premi e côtillons; mi sono bevuto un paio di sambuche e mi ci sono addentrato. Per una canzone di Karel Kryl si può e si deve fare, tanto più che Alessio Lega, "krylliano" convinto, in questo caso si vede già servita una traduzione cantabile a cura di krzysiek stesso. Sebbene si sia autenticamente superato, mi sono permesso -dopo aver sfrondato a colpi di machete la foresta del Linco Grosso- di metterci leggermente le manacce per sistemare qualche articolo slavamente tralasciato e qualche doppia un po' fantasiosa; poca roba per un exploit autentico. Al quale vanno i miei personali complimenti.
Riccardo Venturi 28/8/2014 - 14:17
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Black Rain

[2012]
Nell’album intitolato “Strangeland”

Una canzone che il tastierista della band, Tim Rice-Oxley, scrisse dopo aver visto il film d’animazione “Waltz With Bashir”, diretto nel 2008 dall’israeliano Ari Folman e incentrato sulla guerra in Libano dei primi anni 80 ed il massacro di Sabra e Chatila.
I open my eyes, everything shines
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 13:17
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Ashes in Your Mouth

[1992]
Nell’album intitolato “Countdown To Extinction”

Una canzone dalla lontana prima guerra del Golfo… E’ passato quasi un quarto di secolo e ancora ci siamo in mezzo…
People have round shoulders from fairing heavy loads
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 13:02
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Alive With the Glory of Love

[2006]
Scritta da Max Bemis.
Singolo poi incluso in “...Is a Real Boy”, secondo album di questa band di Los Angeles.

The song is actually semi-biographical in nature, telling the story of songwriter and vocalist Max Bemis's grandparents, both of whom were Holocaust survivors. The song documents the love between two individuals as they live their lives in the ghetto, in hiding, and in the work camp. In an interview, Bemis said: "I thought about what it would be like to be in love and be separated from the person you love, because these times are just as dire in a way. Anything can happen, in a war and terrorist attacks and cynicism and all these actors who oppose love." (en.wikipedia)
When I watch you, I wanna do you right where you're standing (yeah)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 11:51
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Red Wine

28 agosto 2014



Vino rosso per Sacco e Vanzetti, dalle loro terre.
Red wine for Sacco e Vanzetti, from their homelands.
VINO ROSSO
(continua)
28/8/2014 - 11:31
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Canzone del cavallo bendato

[1972]
Dallo spettacolo “Traliccio di Stato. Grottesco tragico sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli”, di Lanfranco Binni, Paolo Ciarchi e Vincenzo Vidali. Regia di Dario Fo.
Testo trovato sull’Archivio Franca Rame
Sì, quando un cavallo è troppo focoso
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 11:25

Canzone del padrone

[1972]
Dallo spettacolo “Traliccio di Stato. Grottesco tragico sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli”, di Lanfranco Binni, Paolo Ciarchi e Vincenzo Vidali. Regia di Dario Fo.
Testo trovato sull’Archivio Franca Rame
Sia chiaro compagni, la violenza
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 11:03

Sette Maggio

[1972]
Dallo spettacolo “Traliccio di Stato. Grottesco tragico sulla morte di Giangiacomo Feltrinelli”, di Lanfranco Binni, Paolo Ciarchi e Vincenzo Vidali. Regia di Dario Fo.
Testo trovato sull’Archivio Franca Rame

Una canzone – che arbitrariamente ho attribuita a Fo, in realtà frutto di un lavoro collettivo – che racconta della morte accidentale di un editore, Giangiacomo Feltrinelli, il cui corpo dilaniato dall’esplosione di una bomba fu rinvenuto presso un traliccio dell’alta tensione a Segrate, Milano, sette giorni dopo le elezioni politiche che avevano appena riconfermato la DC, e il centrosinistra, al potere, ma con 9 milioni di voti al PCI di Berlinguer.

Dissero che l’editore, l’ex partigiano, il militante di estrema sinistra fosse saltato con l’ordigno che lui stesso stava piazzando (lo dissero anche Curcio e le BR), ma in molti non ci hanno mai creduto: "Giangiacomo Feltrinelli... (continua)
7 maggio, il baraccone, la gran fiera elettorale
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/8/2014 - 10:49
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Die Moorsoldaten [Börgermoorlied; Das Moorlied]

1c. Canto dei lager - La versione italiana interpretata dalle Voci di mezzo
La traduzione italiana è di Beppe Chierici e Daisy Lumini
1c. Canto dei Lager - The Italian version performed by Voci di Mezzo
Translation by Beppe Chierici and Daisy Lumini
Un silenzio cupo ammanta
(continua)
inviata da dq82 28/8/2014 - 09:18
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Var'ka

Dopo quasi dieci anni che questa canzone è sul sito (vi è stata inserita circa un anno prima che l'album "Delirio e castigo" uscisse), si può adesso dire che essa è tratta (assai girominianamente, o darmescamente) da un racconto di Anton Čechov, La voglia di dormire (in russo: Спать хочется), del 1888. Così Wikipedia riassume la sua trama:

"Var'ka è una ragazzina di tredici anni che deve svolgere tutte le faccende del negozio dei suoi padroni. La storia inizia con Var'ka che fa da baby sitter al figlio dei padroni, il quale si ostina a non voler dormire, mentre Var'ka non desidererebbe altro. Dopo avergli cantato più volte una ninna nanna, si addormenta, e ricorda in sogno la morte del proprio padre. Viene risvegliata dalla padrona venuta ad allattare il bambino, dopodiché si riaddormenta e riprende il sogno fino all'alba, quando le viene comunicato il suo primo ordine del giorno. Il giorno... (continua)
Riccardo Venturi 28/8/2014 - 01:56
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O fascistone

anonimo
Si tratta di un canto partigiano che fa parte del repertorio di Voci di mezzo. Non se ne ricava però alcuna notizia né dal sito, né dal documento PDF; lo inseriamo perciò così com'è, iniziando naturalmente uno dei nostri soliti "viaggi" per una canzone -che spesso durano anni e anni. [CCG/AWS Staff]
O fascistone
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 28/8/2014 - 00:10
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Saxon Shilling

la poesia originale di Kevin T Buggy
da The Spirit of the Nation (1843)
THE SAXON SHILLING
(continua)
inviata da DonQuijote82 27/8/2014 - 22:58
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Ich weiss bestimmt, ich werd dich wiedersehen!

Chanson de langue allemande – Ich weiss bestimmt, ich werd dich wiedersehen ! – Adolf Strauss – 1943
Lingua: Tedesco

[1943]
Poème de Ludwig Hift (1899 - 1981), juif autrichien , employé de banque à Vienne, qui fut incarcéré à Thérésienstadt et qui réchappa de l'Holocauste.
Musique (tango) composée par Adolf Strauss (1902-1944) qui fut moins chanceux que Ludwig Hift: Juif tchèque, Adolf Strauss eut le même destin qu'Ilse Weber et tant d'autres de ses compatriotes et des ses coreligionnaires ; enfermé au camp-ghetto de Thérésienstadt, il faut en 1944 transféré à Auschwitz où il fut éliminé.

Arrangement pour piano e voix de Moshe Zorman.
JE SUIS SÛR DE TE REVOIR ENCORE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 27/8/2014 - 22:27
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Spaghetti Western

Povero Calderoli! Più volte in ospedale, diversi interventi chirurgici, strani incidenti, la morte della madre, e pure un serpente di due metri ritrovato in cucina! MACUMBAAA!!! La maledizione dei Kyenge!


Calderoli insiste: "Su di me macumba". Papà Kyenge: "Hai fatto innervosire antenati"

L'ex ministro leghista: "Negli ultimi tempi mi è capitato di tutto, chiedo la revoca del rituale". Clement Kikoko Kyenge effettuò un rito tribale dopo alcune frasi razziste dell'esponente leghista. Kyenge: "Sono cattolica, non credo a queste cose"

Da La Repubblica del 26 agosto 2014

MILANO - "Non sono mai stato superstizioso ma dopo la macumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più". Roberto Calderoli insiste e rilancia una storia che assomiglia sempre di più alla sceneggiatura di un film tragicomico. Intervistato dal settimanale Oggi l'esponente leghista rilancia le accuse... (continua)
Bernart Bartleby 27/8/2014 - 16:01

Canzone del Ricco

[1986]
Canzone scritta da Dario Fo che chiude la commedia “Il ratto della Francesca” interpretata da Franca Rame.

“[…] Venendo al dunque, di che cosa tratta questa nostra commedia? Qual è l’impegno? I più svelti fra di voi l’avranno già capito. Si tratta di un’opera in difesa dei ricchi. Sì, avete capito bene: in difesa dei ricchi! Certo, la nostra compagnia non ha buona reputazione né buona fama in merito. In molte occasioni, dobbiamo ammetterlo, siamo andati giù pesanti con la satira contro gli abbienti e i potenti. Ma concedeteci il rinsavimento. Oggi sentiamo il dovere, di fronte alla folle campagna che si sta organizzando contro i ricchi, di correre in loro difesa. Ve ne sarete di certo resi conto a vostra volta, nello stesso istante in cui il ricco è tornato di moda e lo si ama, sono scoppiati l’odio e l’idiosincrasia per i signori da parte di certi ambienti. Aggressioni morali e... (continua)
Oh sì! È proprio vero: Ricco è bello, Ricco è splendido, dio sia benedetto per aver creato il Ricco, la Donna Ricca, gli Imprenditori e soprattutto i Banchieri! Alleluiah!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/8/2014 - 15:06

Il sogno

[1977]
Scritta da Dario Fo e Franca Rame
Musica di Fiorenzo Carpi
Interpretata dalla Rame alla fine di uno dei monologhi che compongono lo spettacolo “Tutta casa, letto e chiesa”.
Ripresa anche in una delle puntate televisive di “Trasmissione forzata”, in onda su RAI3 nel 1988.
L’altra notte mi sono sognata
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/8/2014 - 14:32




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