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Prima del 2014-11-14

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Der letzte Wolf

[1996]
Parole e musica di Ingo Barz
La canzone che dà il titolo al suo album del 1996
Es ist lang nach Mitternacht
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 22:52
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Die Gedanken sind frei

anonimo
La versione tedesca di Ingo Barz, cantautore e poeta della Germania comunista, uno per nulla allineato col regime. Infatti non gli consentirono mai di cantare in pubblico, solo nelle chiese del culto evangelico di cui l’artista era seguace.
Questa riscrittura de “I pensieri sono liberi” credo risalga a pochi anni prima la caduta del Muro.
LIED DER FRIEDENSGEBETE IN NEUBRANDENBURG
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 22:28

John Carlos

Antiwar Songs Blog
È una delle immagini più famose del Novecento, quella in cui Tommie Smith e John Carlos si trovano sul podio dei 200 metri alle Olimpiadi a Città del Messico, il 16 ottobre 1968, con i pugni alzati, i guanti neri (simbolo del Black Power), i piedi scalzi (segno di povertà), la testa bassa e una […]
Antiwar Songs Staff 2014-11-14 21:46:00
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Opowieść pewnego emigranta

[1987]
Testo e musica di Jacek Kaczmarski
Da http://www.kaczmarski.art.pl/index.phpz\
- Nie bój się, nie zabraknie. To krajowa czysta.
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/11/2014 - 20:40
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Zmartwychwstanie Mandelsztama

Po Archipelagu krąży dziwna fama,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/11/2014 - 19:59
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Samobójstwo Jesienina

14 novembre 2014
IL SUICIDIO DI JESENIN
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 14/11/2014 - 19:43
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Au bord de la rivière

[1977]
Parole e musica di Michel Bühler
Nell’album intitolato “Ici”
De bon matin je suis allé
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:59
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Songez que maintenant

[1968]
Parole e musica di Reinhard/Frédérik Mey
Nell’album “Frédérik Mey Volume 1”

Scopro ora che il berlinese Reinhard Mey – il cui nome per esteso è Reinhard Friedrich Michael Mey – compone ed interpreta indifferentemente in tedesco e francese e in Francia è conosciuto come Frédérik Mey.
Songez que maintenant la lune pâle est sur la ville.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:46
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En l'an deux mille, l'humanité

[1999]
Parole e musica di Jofroi
La canzone che dà il titolo all’album del 1999
Quand donc a commencé le fabuleux décompte
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:33
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Bush-toi d'là

[2004]
Parole e musica di Jofroi
Nell’album intitolato “Marcher sur un fil”
Bush-toi d'là que j’m’y mette
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/11/2014 - 14:25
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La Maza

E' bellissima anche la versione con Mercedes Sosa e Shakira la cui voce, in questa canzone, e' commovente
Maurizio Cetica 14/11/2014 - 12:39
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Khaled Said

Khaled Said era un giovane egiziano originario di Alessandria, ammazzato il 6 giugno 2010, dopo essere stato arrestato dalla polizia. Le foto del suo cadavere sfigurato diffuse attraverso le comunità online hanno scatenato la rabbia sfociata poi nella rivoluzione egiziana del 2011. Nell'ottobre del 2011 due ufficiali di polizia sono stati giudicati colpevoli per la morte di Khaled e condannati a sette anni di prigione. Il processo d'appello ha confermato la prima sentenza e condannato i due polziotti a 10 anni di reclusione (marzo 2014).

Khaled Mohamed Saeed (Arabic: خالد محمد سعيد‎ IPA: [ˈxæːled mæˈħæmmæd sæˈʕiːd]; 27 January 1982 – 6 June 2010) was a young Egyptian man who died under disputed circumstances in the Sidi Gaber area of Alexandria on 6 June 2010, after being arrested by Egyptian police. Photos of his disfigured corpse spread throughout online communities and incited outrage... (continua)
Abbiamo mani per non toccare.
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 10:23
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Metti che un giorno ti svegli (Tu da che parte stai?)

(testo e musica di Michele Negrini)

Questa canzone deve probabilmente molto alla poesia di Martin Niemöller
Vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti del festival Voci per la Libertà 2014
Metti che un giorno ti svegli
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 10:16
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Sessanta sacchi di carbone

2014
Sempre avanti

Flavia Cumoli
Dai campi al sottosuolo. Reclutamento e strategie di adattamento al lavoro dei minatori italiani in Belgio

La centralità del nesso tra movimento di popolazione e contratto di lavoro ha contraddistinto l’emigrazione italiana assistita dall’immediato dopoguerra fino all’entrata in vigore dei principi teorici della libera circolazione della manodopera, ma l’intensità e le modalità della mobilità dei lavoratori sono mutate nel tempo e nello spazio sia in relazione alle differenti congiunture economiche che in relazione all’evoluzione delle politiche migratorie italiane ed estere. Gli anni della ricostruzione rappresentano, sotto questi due aspetti, uno dei periodi di maggiore diffusione dell’esodo clandestino così come della ripresa delle dinamiche autonome delle reti migratorie[1]. Nel corso dell’intero periodo postbellico l’Europa occidentale, ancora sconvolta... (continua)
Sopravvivere non era cosa facile
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/11/2014 - 09:46
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Les bourgeois

[1967]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nel suo album d’esordio, intitolato “Julos chante Julos”

Quando si è borghesi, che non si sà come ingannare il tempo, siccome in quella piccola testa c’è anche poca luce, inevitabilmente ci sia annoia. E allora si sogna la guerra, si maneggia il coltello e poi la pistola, ci si organizza in branco, in drappello, si marcia, si è fieri, in dieci contro uno, gli eroi sono fratelli... (Questa la prima strofa, ma la canzone merita senz’altro una traduzione completa)
Quand on est bourgeois, qu'on sait pas quoi faire
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 21:56
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L’enfant du Liban

[1989]
Parole e musica di Georges Chelon
La canzone che dà titolo al suo album del 1989.

Nel 1989 finiva la guerra civile scoppiata nel 1975, ma poco tempo dopo il Libano ricadeva sotto il controllo siriano, mentre nel sud continuava la guerra contro Israele, ritiratosi solo nel 2000. Un quarto di secolo di guerra ininterrotta, e sempre se non consideriamo l’attacco israeliano del 2006 e le ripercussioni che la guerra civile siriana in corso sta avendo anche sul Libano.
E non contiamo la situazione nei campi profughi palestinesi: in Libano sono 12, istituiti tra il 1948 ed il 1963, e raccolgono più di 400.000 rifugiati, quelli ufficialmente registrati: per i palestinesi guerra ed esilio durano ininterrottamente ormai da ben 66 anni!!!
Il me regarde avec des yeux
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 21:35
Downloadable! Video!

Yellow Triangle

Versione francese di Marc Robine, nell’album intitolato “L’exil” (1998)
ALERTE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 20:56
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Gebet für die Gefangenen

Chanson allemande - Gebet für die Gefangenen – Kurt Tucholsky – 1924

Texte de Kurt Tucholsky, publié - sous le pseudonyme de Theobald Tiger - dans Die Weltbühne, 23 décembre 1924. Ensuite inséré dans « Deutschland, Deutschland über alles » (1929), un « journal de lutte réalisé avec des photographies de tendance » écrits de Tucholsky et appareil iconographique (photographies et montages photographiques) d'Helmut Herzfeld, en art John Heartfield
Musique de Hanns Eisler.
Interprétée par Ernst Busch, mais aussi par d'autres artistes sur sa musique, comme Peter Janssens et Leon Boden avec Bernd Klinzmann.

Après la répression de la révolution spartakiste de 1919, les prisons de la République de Weimar (nouveau-né de l'alliance entre l'armée impériale et la social-démocratie) se remplirent de communistes, si bien que ensuite en 1933, les S.A. de Hitler finirent seulement l'efficace travail commencé... (continua)
PRIÈRE POUR LES PRISONNIERS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/11/2014 - 20:42
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Elio e le Storie Tese: Complesso del Primo Maggio

La risposta di Davide Van De Sfroos
DoNQuijote82 13/11/2014 - 18:01

La questione del Meridione

2011
ViSiBì
La questione del Meridione non ha proprio conclusione
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/11/2014 - 17:35
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Peste noire

[1990]
Parole e musica di Michel Bühler
Nel sesto CD della raccolta “Toutes les chansons”
Ce n'est rien de nouveau
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 17:27
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Yuri

2011
ViSiBì
Yuri lo aveva capito di avere il difetto di essere nato
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/11/2014 - 17:26
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Frontières

[2011]
Parole e musica di Jofroi
Nell’album intitolato "Cabiac sur terre"
C’est une ritournelle, un refrain
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 17:01
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La ballade de monsieur Saint-Pierre

[1974]
Parole di Michel Bühler
Musica di Michel Bühler e Michel Devy.
Nella raccolta “Rue de la Roquette - Chansons de 1969 à 1980” pubblicata nel 2001.
Monsieur Saint-Pierre avait cinquante-deux ans
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:52
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Bêtes de somme

[1987]
Parole e musica di Michel Bühler
Nell’album intitolato “Il aimait les rires”
Je viens de recevoir la lettre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:43
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Le chômeur

[1976]
Parole di Jofroi
Musica di Jofroi, Jean Didier Vandervorst e Jean-Marie Simonart
Nell’album intitolato “L'odeur de la terre”
J'habite un'chambre dans une cité
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:33
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Ton Christ est Juif

[1997]
Parole e musica di Julos Beaucarne
Nell’album intitolato “Vingt ans depuis quarante ans”
Ton Christ est Juif
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 16:19
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La cravate lavallière

[1954]
Parole e musica di Stéphane Golmann
Nel disco intitolato semplicemente all’autore

Bellissima! Stéphane Golmann era un genio!

C’era un soldatino che portava una bella cravatta ascot. Marciava al passo, sì, ma ballando la polka, e persino al suo attendente, molto più marziale, la cosa non andava affatto giù… Il soldatino con la bella cravatta ascot amava la natura intera ed era cordiale con tutti, salutava con la mano persino i nemici – Come va? – quasi che non si rendesse conto di essere in guerra… Nessuno lo considerava un vero soldato, e infatti fu l’unico a salvarsi dalla carneficina… Tornato a casa, solo soletto, il Ministero della Guerra non se l’aspettava, non sapeva cosa farsene di lui… Ma il soldatino voleva solo che gli fosse restituita la sua vita, con la sua casa, la sua mamma e la sua donna… I burocrati del Ministero però non furono affatto d’accordo: - Ma che diamine!... (continua)
Y avait un p'tit soldat en cravate lavallière
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/11/2014 - 09:52
Downloadable!

Inno a Tripoli

anonimo
“italiani brava gente? En guera pare de no"
(Gianni Sartori)
Home /
Tenpo jirava in te i USA na mostra de someje sora i crimini taliani in Africa, soratuto in Etiopia, durante la goera coloniale. Sarà difisile na volta o l'altra vederla anca in Italia, dato ke la scancelasión de le inumarevoli violasión dei diriti umani fate da le trupe tricolori in Libia, Etiopia, Yugoslavia, Albania… le xe na costante de la nostra politica. la proposta de area governativa de fare jite scolastike a El Alamein (par far conosare ai xovani studenti le glorie del colonialismo talian) no la xe sensa presedenti “illustri”.
Ani fa’ xe tocà a Ciampi de ricordare co orgolio la so esperiensa de xovane sotoficiale in Albania. On fià de ani indrìo, in tel 1997, ghe xera stae de le dikiarasión de Scalfaro (ke el xera prexidente de la Republica) ke le sercava de rivalutare el ruolo vudo da la Italia in Africa riproponendo... (continua)
Gianni Sartori 13/11/2014 - 08:48
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Holy Water

"Holy Water" is a song co-written and recorded by American country music duo Big & Rich. It was released in September 2004 as the third single from debut album Horse of a Different Color. It reached number 15 on the U.S. Billboard US Country chart. The song was written by Big Kenny, John Rich, Vicky McGehee and Jeff Cohen.

The duo wrote the song in honor of their sisters, both of whom had been affected by domestic abuse.

Wikipedia
Somewhere there's a stolen halo
(continua)
inviata da John Doe 13/11/2014 - 03:16
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Earache My Eye

Alice Bowie
My momma talkin' to me tellin' me how to live
(continua)
inviata da John Doe 13/11/2014 - 02:23

Les chasseurs

[1980]
Parole e musica di Marie-Annick Rétif, in arte Mannick.
Nel suo disco intitolato “... c'est par amour”
Pardonnez si je vous offense
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2014 - 22:51
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L’art de la guerre

[1958]
Parole di Stéphane Golmann ed F. Frédéric (?)
Musica di Stéphane Golmann
Nel disco “Stéphane Golmann 3”
Deux singes se disputent
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2014 - 22:18
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If We Make It Through December

1974
If we make it through December
(continua)
inviata da John Doe 12/11/2014 - 19:27
Sesto San Giovanni, le sue fabbriche, le sue lotte: non solo la famosa canzone dei Gang, ma anche due canzoni di lotta scritte e cantate, nel 1979 durante un duro sciopero, da un operaio, Franco Rusnati, e interpretate assieme ad altri operai e a Ezio Cuppone. Sono Gli sfruttati e Padroni ci volete spaventare. Non esiste lotta senza canzoni, e le lotte di ieri si trasmettono a quelle di oggi.
Riccardo Venturi 12/11/2014 - 16:43
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Histoire du cheval

Versi di Jacques Prévert, nella raccolta “Paroles” pubblicata nel 1946.
Ho trovato un video su YouTube in cui la poesia è proposta in forma di canzone su musica di Yves Tilly all’interno dello spettacolo intitolato “Maintenant et toujours Prévert” messo in scena dal gruppo teatrale bretone "Théâtre sans nom".

Una poesia che mi ha subito ricordato O Fallada, da du hangest (Ein Pferd klagt an) di Brecht.
Braves gens écoutez ma complainte
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2014 - 15:42
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Gli sfruttati

[1979]
Scritta e interpretata da Franco Rusnati
Accompagnamento di Ezio Cuppone
Album:
"Operai della Breda di Sesto"
Due canzoni sindacali di Franco Rusnati
A cura del Sindacato Unitario Metalmeccanici
(FIM / FIOM / UILM)
zona Sesto San Giovanni

Nel 1979, l'operaio metalmeccanico Franco Rusnati è delegato sindacale FIOM della Breda Siderurgica di Sesto San Giovanni; e il 1979 è l'anno del contratto metalmeccanico e delle elezioni politiche che, dopo il caso Moro, segnarono una virtuale disfatta del PCI di sant'Enrico Berlinguer. Dal sito resistenze.org, che assieme ai fratelli e compagni del Deposito – Canti di Lotta riporta il testo di questa canzone, leggiamo: “Come si sa, durante le elezioni in Italia la 'lotta di classe' viene messa ufficialmente “in soffitta”. I contratti vengono congelati e lo scontro di classe lascia lo spazio al pacifico confronto attraverso la conta delle... (continua)
L’autunno caldo ormai se n’è andato
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 12/11/2014 - 15:00
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Pasionaria

Una donna a piedi scalzi
con la cesta sulla testa
un bambino coi soldati
José Díaz e Pasionaria

12 novembre 1989 - 12 novembre 2014
L.L. 12/11/2014 - 14:55

Le temps des noyaux

Non mi risulta che questa poesia antimilitarista (dalla raccolta "Paroles" del 1946) sia mai stata messa in musica. Forse andrebbe spostata a commento de Le temps des noyaux di Marie Cherrier, che ai versi di Prévert dichiaratamente s'ispira.
B.B. 12/11/2014 - 14:42
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La zolfara

Un altro 12 novembre

E poiché tutti, oggi, staranno a commemorare i "caduti di Nassiriya", morti in "missione di pace" (cioè mentre stavano a fare la guerra) per difendere una raffineria dell'ENI, oggi propongo di ricordare un altro 12 novembre, ben più lontano ma sempre vicinissimo. Una strage di lavoratori, quella del 12 novembre 1881 nella miniera di Gessolungo, che si ripeté, nella medesima miniera, il 14 febbraio 1958.
Riccardo Venturi 12/11/2014 - 14:36
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La mal mariée (o Déjà mal mariée)

anonimo
Le canzoni tradizionali francesi (e di mezza Europa) sul tema della "malmaritata" sono veramente a legioni; nel sito, ad esempio, abbiamo già una parecchio antica, La maumariée vengée par son frère. Ma, a cercarle, ce ne sarebbero abbastanza per farci un sito a sé, le "CCM" (Canzoni Contro il Matrimonio) -sito al quale parteciperei con entusiasmo indicibile. La canzone tradizionale europea è praticamente unanime in questo: dopo le canzoni della "fase spasimo d'amor", degli amori contrastati dalle famiglie (altro τόπος diffusissimo) e dei "coronamenti" all'altare, mette in atto il rovescio della medaglia: canzoni di donne che descrivono il "dopo", la vita matrimoniale e familiare come una galera peggiore delle galere vere, di soprusi e di violenze quotidiane. Vale a dire: l'attualità.
Riccardo Venturi 12/11/2014 - 14:25
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La pêche à la baleine

[193?]
Versi di Jacques Prévert, nella raccolta “Paroles” pubblicata nel 1946.
Musica di Joseph Kosma (1905-1969), celeberrimo compositore francese di origine ungherese.

Interpretata da diversi artisti, come Les Frères Jacques, Mouloudji, Cora Vaucaire, Olivier Cabanel, James Ollivier.




Nel 1935 il regista Louis Bonin (in arte Lou Tchimoukow) realizzò un cortometraggio a partire da questo testo di Prévert, un film che recentemente è stato restaurato e incluso nella nuova edizione (2004) de “Mon frère Jacques par Pierre Prévert”, documentario che il fratello del poeta realizzò su di lui nel 1961.

Una poesia da includere certamente nel percorso sulla “Guerra agli animali” ma che contiene anche la denuncia del terzo caposaldo della triade fascio-nazionalista, il “Diopatriafamiglia”.
A la pêche à la baleine, à la pêche à la baleine,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2014 - 14:24
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Nikolajewka

Grande armonia ed admosfera che ci trasportano nel mondo e nel luogo dove i nostri nonni ed i nostri padri hanno sofferto per qualcosa in cui credevano
Riccardo 12/11/2014 - 14:04




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