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Prima del 2013-3-24

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O subdesenvolvido

[1961]
Parole di Francisco “Chico” de Assis
Musica di Carlos Lyra
Originariamente inclusa in «Um americano em Brasília», piece teatrale di Francisco “Chico” de Assis e Nelson Lins e Barros, fu poi incisa l’anno seguente dal Conjunto CPC nel disco autoprodotto “O Povo canta” realizzato dal Centro Popular de Cultura, un collettivo nato nel 1961 all’interno dell’União Nacional de Estudantes (UNE) di Rio de Janeiro.
In poco più di due anni di attività il CPC produsse documentari, libri, spettacoli teatrali ed il disco da cui è tratta questa canzone.
Poi, insieme all’intero paese, fu travolto dalla dittatura militare.

Canzone parodistica sulla storia del Brasile ed il neocolonialismo americano di cui era vittima in quegli anni...
O Brasil é uma terra de amores
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 21:37
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Grileiro vem, pedra vai

[1962]
Parole e musica di Raphael de Carvalho.
Interpretata negli anni 70 da Soledad Bravo nell’album “Cantos revolucionarios de América Latina”

Originariamente nel disco autoprodotto “O Povo canta” realizzato dal Centro Popular de Cultura, un collettivo nato nel 1961 all’interno dell’União Nacional de Estudantes (UNE) di Rio de Janeiro.
In poco più di due anni di attività il CPC produsse documentari, libri, spettacoli teatrali ed il disco da cui è tratta questa canzone.
Poi, insieme all’intero paese, fu travolto dalla dittatura militare.

“Grileiro” era un faccendiere con il compito di produrre falsi atti di proprietà per conto di qualche grosso proprietario o speculatore e cacciare così dai terreni d’interesse quanti li occupassero. Il termine deriva dal fatto che i documenti falsi venivano conservati in una scatola con dei grilli in modo che risultassero “antichizzati” dall’azione... (continua)
Grileiro vem, pedra vai
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 20:46
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Due metri per due, carcere duro

[1969]
Testo di Anton Virgilio Savona da Palermo
Album: Pianeta pericoloso

Sembrano proprio i corsi e ricorsi storici (o il Karma negativo) del rivoluzionario (magari di quello più autentico..)
Nella fotografia grande quanto una parete
(continua)
inviata da giorgio 24/3/2013 - 19:51
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Terra terra ferita terra del Kurdistan

DA FINIRE DI TRASCRIVERE
Quante lacrime amare su quel viso stanco
(continua)
inviata da DonQuijote82 24/3/2013 - 19:26
Percorsi: Dal Kurdistan

A veces

(Anónimo - Hugo Gómez - José Luis Guerra)
Dall'album "Veinticinco años" 1986
Testo trovato su Cancioneros.
«A veces llueve
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 24/3/2013 - 19:19
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Kurdistan

Sono una lacrima che cade e và lontano
(continua)
inviata da DonQUijote82 24/3/2013 - 19:17
Percorsi: Dal Kurdistan
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Exilio

(Pablo Neruda - Manuel García)
Dall'album "eXile" (Guillamino & Manuel García) 2008
Testo trovato su Cancioneros.
El destierro es redondo:
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 24/3/2013 - 19:10
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Heval

[2010]
Album: Canzoni Contro

Heval dal curdo vuol dire Compagno
Heval, tu che dormi in un prato
(continua)
inviata da DonQuijote82 24/3/2013 - 18:44
Percorsi: Dal Kurdistan
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Brasil já vai a guerra

[1960]
Parole e musica di Juca Chaves
Dall’album “As musicas proibidas“ pubblicato nel 1968.

La dittatura militare in Brasile ebbe formalmente inizio nel 1964 ma anche lì - così come in Argentina e in molti altri paesi latinoamericani - non si può certo dire che i governi precedenti fossero stati democratici. E’ il caso di quello di Getulio Vargas, un nazionalista, populista e parafascista che fu presidente del Brasile dal 1930 al 1945 e poi ancora per qualche anno nel dopoguerra. Con Vargas e grazie all’impegno nel conflitto mondiale a fianco degli USA (una decisione puramente opportunistica, che Vargas era ideologicamente molto più vicino a Mussolini ed Hitler), l’esercito brasiliano accrebbe sempre di più la sua influenza fino - come si è detto - alla presa del potere con il golpe del 1964.

Questa canzone fu scritta dal grande umorista, cantautore e compositore Juca Chaves quando nel... (continua)
Brasil já vai a guerra, comprou um porta-aviões
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 17:35
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Aquí arriba

Dall'album "Araca" 1984
Trovata su Cancioneros.com
Testo di José Luis Guerra

Canzone di esilio; l'amarezza è appena velata da un tono scherzoso.
Allá arriba, va la luna;
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 24/3/2013 - 17:30
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'Ta llorando

Dall'album "Donde arde el fuego nuestro" del 1978

Una canzone sul lungo esilio (1974-1984):il ritorno in Uruguay culminerà con il grande concerto nell'Estadio Centenario, davanti a 50.000 persone.
Cuando en tierras extrañas miro triste
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 24/3/2013 - 16:43
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Si el canto salió de Chile

Canzone popolare di autore anonimo.
Arrangiamento musicale di Isabel Parra.
Incisa per la prima volta insieme al fratello Ángel nel 1976, nel disco “Isabel y Ángel Parra”
Cante, cante compañero
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 15:17
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Las voces que saludan

Treinta mil son las voces que saludan,
(continua)
inviata da adriana 24/3/2013 - 14:45
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No me gusta no

[1988]
Parole e musica di Isabel Parra. Interpretata con Tita Parra, Cecilia Echenique e Tati Penna.
Come anche Con toda la gente, una canzone composta in occasione del referendum del 1988, quello in cui quasi 4 milioni di cileni dissero “No!” a Pinochet che avrebbe voluto continuare a governare il paese fino al 1997.
Iniziò così, dopo 15 anni di dittatura, la transizione verso la democrazia.
(Resta però il fatto inquietante che 3.1 milioni, il 44% dei cileni, votarono "Sì" al regime...)

Una pacata ma feroce descrizione del tiranno Pinochet...
No es anillo que brilla en la mano
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 14:32
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Ni pan ni flores

[2000]
Parole e musica di Isabel Parra.
Dall’album “Colores”
Al medio de la mesa no hay pan ni flores,
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 14:08
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La llama encendida

[1983]
Parole e musica di Isabel Parra.
Nel disco “Tu voluntad más fuerte que el destierro”
Recordemos juntos que fue ayer
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 13:55
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La hormiga vecina

[1972]
Parole e musica di Isabel Parra.
Incisa a Cuba con parte del Grupo de Experimentación Sonora del ICAIC (Silvio Rodríguez, Patricio Castillo, Tita Parra e Sergio Vitier).
¿De qué le sirve al humano
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 13:49
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Con toda la gente

[1988]
Parole e musica di Isabel Parra
Composta in occasione del referendum del 1988, quello in cui quasi 4 milioni di cileni dissero “No!” a Pinochet che avrebbe voluto continuare a governare il paese fino al 1997.
Iniziò così, dopo 15 anni di dittatura, la transizione verso la democrazia.
(Resta però il fatto inquietante che 3.1 milioni, il 44% dei cileni, votarono "Sì" al regime...)
Inconfundible la puerta
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 13:28
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Άγιος Φεβρουάριος

Ed eccoci alle prese col "San Febbraio" di Moutsis, Eleftheriou e Mitropanos (senza dimenticare la brava Petri Salpea). Ascoltando l' "Introduzione" (Εισαγωγή) colpisce immediatamente la perfetta fattura di rock progressivo: siamo nel 1972 e, evidentemente, anche nella Grecia dei colonnelli non sfuggono agli artisti di valore le tendenze musicali più moderne del momento. Forse, anche quella, una forma di resistenza?
Riccardo Venturi 24/3/2013 - 11:44
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Enemy Maker

[1995]
Singolo poi incluso nell’album “Wrong Side of Beautiful”
Testo trovato sul sito ufficiale di questa metal/punk/reggae band gallese (estintasi nel 1999)
they swear they tell the truth
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 11:23
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Nunca más

[1999]

Album : Juste avant
Dignes, belles,
(continua)
inviata da adriana 24/3/2013 - 10:44
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1976

Había una vez un país embrujado,
(continua)
inviata da adriana 24/3/2013 - 10:22
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One More Time

[1980]
Scritta da The Clash e Mikey Dread (1954-2008), cantante e produttore discografico giamaicano.
Nell’album “Sandinista!”
Testo trovato sul sito ufficiale de The Clash

Una canzone sulla violenza, la rabbia e la ribellione nei ghetti neri, come Watts, sobborgo di Los Angeles, dove la discriminazione residenziale, la diffusa disoccupazione, la miseria e la brutalità della polizia, accresciutesi a partire dal secondo dopo guerra, confezionarono una vera e propria bomba ad orologeria che nell’agosto del 1965 inevitabilmente esplose: 5 giorni di devastazione che si conclusero con un bilancio di 34 morti, 1000 feriti, 3.500 arresti e danni per decine di milioni di dollari.

Nel brano c’è anche un riferimento al Montgomery Bus Boycott, la protesta iniziata da Rosa Parks nel dicembre del 1955 e che viene indicato come l’atto costitutivo dell’African-American Civil Rights Movement.
Must I get a witness? for all this misery
(continua)
inviata da Dead End 24/3/2013 - 10:19
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Sognando Palestina

[2006]
Album: La Storia Si Ripete
Ti parru ri 'na terra senza cchiù confini e identità precisa,
(continua)
inviata da giorgio 24/3/2013 - 09:45
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Freedom

[1999]

Album: Reggae Road Block
We're crying for freedom for all mankind
(continua)
24/3/2013 - 09:37

Grand-père

[2008]

Album:Mi-clos
La cimenterie creusait la colline
(continua)
inviata da adriana 24/3/2013 - 08:40
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Poveri partigiani

Chanson italienne – Poveri partigiani – Ascanio Celestini – 2007

Texte et musique : Ascanio Celestini

Il y a deux immeubles.

Un est le centre commercial avec sa belle enseigne, son toit hyperbolique et ses baies vitrées translucides qui le font ressembler à un auto-grill d'une autoroute pour Mars.
L'autre est un parallélépipède rectangle imaginé par un géomètre atteint de coliques ; c'est un centre d'appels.
L'un est fait pour être regardé et en effet, tous le voient.
L'autre est invisible ; un peu car ça ne fait plaisir à personne de le voir, un peu car le jumeau voyant qui est à côté capte toute l'attention. Par contre, il se fait entendre.
Il nous parle au téléphone pour nous vendre à domicile un aspirateur ou un nouveau plan tarifaire.
Il nous parle quand on appelle un numéro vert écrit sur l'étiquette d'une boisson gazeuse ou d'un tampon absorbant.
À côté de ces jumeaux de béton... (continua)
PAUVRES PARTISANS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 23/3/2013 - 20:28
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Anti-War Song (Someone Knows)

Album: "Three In One" (2003)
Everybody Listen.....
(continua)
23/3/2013 - 19:21
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Corrido del Partido de los Pobres

[prima metà degli anni 70]

Nella musicassetta collettiva intitolata “Viento Rojo, volumen 2”

(Trascritta più o meno all’ascolto, ma non mi è riuscita la comprensione della terza strofa...)

Il riferimento a Luis Echeverría Álvarez, che fu presidente del Messico tra il 1970 ed il 1976 (e uno dei principali responsabili de La masacre de Tlatelolco del 1968, essendo all’epoca ministro dell’Interno) ed il fatto che Lucio Cabañas, leader del Partido de los Pobres (PdlP), fu ucciso nel 1974, collocano nei primi anni 70.la pubblicazione della rara musicassetta da cui il brano è tratto.

Su questo importante leader contadino e guerrigliero messicano - il cui ricordo è ancora molto vivo oggi in Messico, specie negli Stati nel sud come Guerrero e Chiapas - si veda il Corrido de Lucio Cabañas di José de Molina. Invito poi, chi fosse interessato ad approfondire, a leggere il bellissimo romanzo-cronaca... (continua)
Sin trabajo y sin parcelas
(continua)
inviata da Dead End 23/3/2013 - 17:26
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Restare umani

testo e musica di Carlo Piras
inedito
Restiamo umani per chi al cuor s’affaccia
(continua)
inviata da DoNQuijote82 23/3/2013 - 16:24
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Le campane di Sant’Anna (di Stazzema)

Testo e musica di Carlo Piras
inedito
È il profumo del muschio che confonde i ricordi
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/3/2013 - 16:18
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Se vende mi País

[1995]
Dall’album intitolato “Par-Odias Neoliberales Vol. 1”

I neoliberisti messicani, da Salinas de Gortari in poi, sono dei veri esperti nella svendita del paese, ma anche i nostri si sono dati da fare, specie a partire dal decreto Tremonti del 2001, e continuano a darsi da fare tra alienazioni, cartolarizzazioni, privatizzazioni e liberalizzazioni...
Curioso anche dal punto di vista semantico, termini come liberismo e liberalizzazione hanno ben poco a che vedere con libertà e liberazione, ma la confusione anche terminologica fa parte della strategia di “lavaggio dei cervelli” necessaria ad ogni organizzazione o regime oligarchico che si finge democratico (e si pensi al proposito al condensato di menzognero populismo che c’è, per esempio, nella sigla “Il Popolo della Libertà”)...
Se vende mi País por todos lados
(continua)
inviata da Dead End 23/3/2013 - 14:36
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Corrido a Genaro Vázquez


Genaro Vázquez Rojas (n. San Luis Acatlán, Guerrero, 10 de junio de 1931 - Morelia, Michoacán, 2 de febrero de 1972) fue un líder sindical del magisterio guerrerense que tras formar parte de la oposición política al gobierno de Guerrero, pasó a la clandestinidad y formó uno de los varios grupos armados que se desarrollaron en la Sierra Madre del Sur durante las décadas de 1960 y 1970. Simpatizó con el Partido de los Pobres.

Como Lucio Cabañas, Genaro Vázquez fue también maestro normalista egresado de la Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, en el municipio de Tixtla, y formó parte de la disidencia magisterial que dominó las secciones del sindicato de profesores de México en Guerrero, Oaxaca, Chihuahua hacia la década de 1960. Durante el gobierno de Raúl Caballero Aburto en Guerrero, Vázquez fundó en 1959 la Asociación Cívica Guerrerense (ACG) y la Central Campesina Independiente (CCI), organizaciones... (continua)
Dead End 23/3/2013 - 13:38
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El pueblo y el mal gobierno

[1967]
Dall’EP “El Pueblo y el Mal Gobierno (Huapango Arribeño y Poesía Decimal)”, con Guillermo Velásquez e Los Leones de la Sierra de Xichú.
[Gobierno]
(continua)
inviata da Dead End 23/3/2013 - 13:20
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Kolore bizia

[1993]
Album: Borreroak baditu milaka aurpegi
Kolore bizia,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/3/2013 - 12:43
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Tell Me Why

Nei miei sogni i bambini cantano canzoni d'amore per tutti i bambini e le bambine
(continua)
inviata da DonQuijote82 23/3/2013 - 09:39
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Un giorno nuovo

(2003)
(Cristiano De André/ Oliviero Malaspina /Daniele Fossati/ Massimo Talamo/ Stefano Melone)

"Un giorno nuovo", la canzone che hai portato a Sanremo e unico inedito dell'album, è solo una canzone d'amore o dice bene chi vuole inserirla in un contesto di pace e di guerra?

È una canzone d'amore, è vero, ma parla soprattutto di comprensione. Quando dice "ti ho cercato da sempre", dice ho cercato la comprensione in un'altra persona, ho cercato il feeling, ho cercato l'intesa. La compensione è alla base di tutto, dei disamori, dei problemi, con la comprensione si riescono a capire anche persone diverse, culture diverse, religioni diverse. È alla base della pace e quindi se ci fosse un po' più di comprensione, se si riuscisse a vedere al di là di quello che siamo, senza crederci magnifici, ma mettendoci un po' in gioco, non sarebbe male.
Intervista a "Musica italiana"
Oggi è un giorno nuovo
(continua)
22/3/2013 - 23:04




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