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Prima del 2012-8-3

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Le jour de clarté

Quand tous les affamés
(continua)
inviata da M.R. 3/8/2012 - 22:58

Giordano Bruno, du som vet vilket pris den kan få betala av

Version française à partir de la version italienne « GIORDANO BRUNO, TU CHE SAI QUALE PREZZO UNO PUO’ DOVER PAGARE » de Riccardo venturi
d'une chanson suédoise – Giordano Bruno, du som vet vilket pris den kan få betala av – Jan Hammarlund – 2002

Une chanson qui n'est pas spécifiquement contre la « guerre », (quoique si on la regarde du point de vue de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres pour mieux et plus les exploiter, y compris dans leur santé..., dit Lucien l'âne), qui parle cependant d'une chose qui lui est tout-à-fait assimilable : l'expérimentation génétique aux frais des pauvres du monde, qui servent de cobayes. Une expérimentation qui pourrait sauver le vie, qui est utilisée exclusivement pour le bien-être et la santé des pays riches, « ceux qui ont les armes, la technique et l'argent... »... Il ne nous irait pas de mettre des arguments pareils dans les « Extras ». C'est un sujet qui est bien à sa place dans les Chansons contre la Guerre.[R.V.]
GIORDANO BRUNO, TU CONNAIS LE PRIX À PAYER
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/8/2012 - 18:20
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Ofiarom Hiroszimy - Tren

La partitura della trainodia
DonQuijote82 3/8/2012 - 17:17

Dejen vivir

Testo trovato su Cancioneros.com
Canzone inedita. Ignoro l’anno in cui fu scritta, ma per il riferimento al Maggio francese ed al ‎‎“Vietato vietare” parrebbe il 1968…‎
Como la juventud en París
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 13:58
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Ejecución pública

LA PENA DE MUERTE

por María Elena Walsh ‎

‎Fui lapidada por adúltera. Mi esposo, que tenía manceba en casa y fuera de ‎ella, arrojó la primera piedra, autorizado por los doctores de la ley y a la vista de mis hijos.
Me arrojaron a los leones por profesar una religión diferente a la del Estado.
Fui condenada a la hoguera, culpable de tener tratos con el demonio encarnado en mi pobre cuzco ‎negro, y por ser portadora de un lunar en la espalda, estigma demoníaco.
Fui descuartizado por rebelarme contra la autoridad colonial.
Fui condenado a la horca por encabezar una rebelión de siervos hambrientos. Mi señor era el brazo ‎de la Justicia.
Fui quemado vivo por sostener teorías heréticas, merced a un contubernio católico-protestante.
Fui enviada a la guillotina porque mis Camaradas revolucionarios consideraron aberrante que ‎propusiera incluir los Derechos de la Mujer entre los... (continua)
Dead End 3/8/2012 - 13:47
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Sonríe: El Diablo te ama

Testo trovato su Cancioneros.com
Canzone inedita. Ignoro l’anno in cui fu scritta.‎
Te despiertas de muy mal humor
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 13:41
Percorsi: Il Diavolo

Necrológica

Testo trovato su Cancioneros.com
Canzone inedita. Ignoro l’anno in cui fu scritta.‎

Necrologio di un latifondista, ganadero, sepolcro imbiancato, affamatore del popolo, insomma, un ‎potente, “un vecchio caprone che per tutta la vita non ha fatto altro che ingannare gli altri”…‎
Hondo pesar ha causado
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 13:38
Downloadable!

L'Emigranti du 2000

[1999]
Testo e Musica di Giuseppe De Luca e Salvatore Scoleri
Album: Chisti simu
Chista è 'a triste storia 'i l'emigranti du dumila
(continua)
inviata da giorgio 3/8/2012 - 13:16
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I'm Sorry if My Caterpillar Could Hurt You

Nel 2004 l'ensemble free.jazz.core tanake pubblica l'album "reazioni pilomotorie", registrato nel marzo 2003, nel quale è contenuta la traccia 7 dedicata a Rachel Corrie.
inviata da DonQuijote82 3/8/2012 - 12:25
Percorsi: Rachel Corrie
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Dies Irae, Auschwitz Oratorium

A memorial to the victims at Auschwitz, Dies Irae allows the singers and players to improvise according to their talents and abilities. The chorus recites words, rather than singing them, and the instruments are the framework for the rhythm and pitch. It was first performed on the grounds of Auschwitz in 1967.

Penderecki composed Dies Irae (also known as Auschwitz Oratorio) after the successful performances of his St. Luke Passion. It has much in common with that work, though it is on the whole a less impressive achievement. The text draws on various literary sources: Psalm 116, the Apocalypse, Aeschylus’s Eumenides as well as poems by Broniewski, Aragon, Rózewicz and Valéry. (All the contemporary texts are translated into Latin while the Aeschylus fragments are sung in Greek.) The scoring is for very substantial orchestra with a large percussion section, though without violins, violas and... (continua)
-strumentale-
inviata da DoNQuijote82 3/8/2012 - 12:07
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Palomas de la ciudad

‎[1975]‎
Album: “El buen modo”‎
Testo trovato su Cancioneros.com



Ancora una canzone metafora della repressione che già da anni serpeggiava in Argentina e che di lì ‎a poco avrebbe assunto l’orribile forma della Junta guidata da Videla e soci… Per tutti i primi anni ‎‎70 la Plaza de Mayo di Buenos Aires, con la sua Pirámide (monumento alla rivoluzione del 1810), ‎il palazzo presidenziale (la Casa Rosada) e la Catedral Metropolitana, fu teatro di grandi ‎manifestazioni di protesta… Poi la “zonificazione militare”, la costituzione della Triple A (Alianza ‎Anticomunista Argentina), il varo del “Plan Cóndor”, il terrore di Stato fatto sistema e, finalmente, ‎l’ennesima dittatura, ma questa ben più feroce e spietata delle precedenti…‎
A partire dal 1976 solo poche “palomas” ebbero il coraggio di tornare su quella piazza a protestare, ‎a chiedere conto dei loro mariti, figli, nipoti scomparsi: si chiamavano (e si chiamano) non a caso ‎Las Madres de Plaza de Mayo, Las Madres del Amor…‎
Palomitas sin palomar,
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 11:47
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Hiroshima

Versione tedesca dei Puhdys dall'album del 1983 Computerkarriere
Nur ein Schatten blieb von ihm in Hiroshima.
(continua)
inviata da DoNQuijote82 3/8/2012 - 11:27
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Don't Cry (the Breakup of the World)

(Kemmler/Cretu - Kemmler/Hirschburger)

Dall'album Mirrors del 1986
Canzone dedicata al disatro di Chernobyl
People crowd together
(continua)
inviata da DonQuijote82 3/8/2012 - 11:21
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Las aguasvivas

‎[1973]‎
Album: “Como la cigarra”‎
Testo trovato su Cancioneros.com



Le “aguasvivas” sono le meduse… Un’altra arguta metafora della dittatura e di tutta la “buena ‎gente” che naturalmente la sostiene…‎
Las aguasvivas
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 11:12
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Carta de un león a otro

Una metafora nemmeno tanto velata della dittatura in Argentina e dello stato del paese in quegli ‎anni… E il peggio doveva ancora venire!‎

Mi sa che ad interpretaral prima di Baglietto fu tMaría Elena Walsh. Infatti sta nell'album "Como la cigarra del 1973...
Dead End 3/8/2012 - 11:05
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Babbo in prigione

[1978]
Testo e musica di Francesco De Gregori
Dall'album "De Gregori", 1978
Poi in Ambrogio Sparagna - Francesco De Gregori "Vola vola vola", 2012
Stella guarda la luna
(continua)
inviata da DonQuijote82 3/8/2012 - 10:56
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Al divino botón

‎[1973]‎
Album: “Como la cigarra”‎
Testo trovato su Cancioneros.com



L’immancabile e tagliente ironia della Walsh… “Al divino botón” è un’espressione in lunfardo, lo ‎slang di Buenos Aires, che significa “senza motivo”…‎
In realtà il motivo è qui ben evidente: nel periodo della cosiddetta “Revolución argentina” (1966-‎‎1973) furono seminati i germi nefasti della successiva, spietata, interminabile dittatura militare. E’ ‎in quegli anni che fascisti e generali misero a punto il “Proceso de Reorganización Nacional” ed i ‎metodi che lo contraddistinsero: omicidi, tortura, detenzioni arbitrarie, sequestri, ‎‎“desapariciones”…‎
Esta canción, con perdón,
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 10:53
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Aria del Salón Blanco

‎[1973]‎
Album: “Como la cigarra”‎
Testo trovato su Cancioneros.com



Il “Salón Blanco” sta al primo piano della “Casa Rosada”, il palazzo presidenziale a Buenos Aires.‎
E’ lì che i governanti prestano giuramento.‎
E di presidenti e generali lo scrivano Jorge Garrido (un nome – credo – di pura fantasia) ne ha visti ‎passare tanti… Basti pensare che dall’inizio degli anni 40 al 1983 – e trascurando il lungo (9 anni) ‎periodo di Juan Domingo Perón – l’Argentina ebbe una ventina di presidenti, molti dei quali militari ‎e golpisti e massacratori del loro stesso popolo… Solo per fare un esempio, il generale golpista ‎Arturo Rawson durò in carica 3 (tre) giorni, dal 4 al 7 giugno del 1943!‎
El señor Jorge Garrido,
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 10:40

Cantar canciones

‎[1971]‎
Album: “El Sol no tiene bolsillos”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Una canzone che potrebbe ben dirsi il manifesto programmatico della Walsh, al pari del Manifiesto di ‎Victor Jara…‎
Quién pudiera
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 10:21

Dónde están los poetas

‎[1971]‎
Scritta dalla Walsh con Mario Cosentino ‎
Album: “El Sol no tiene bolsillos”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

‎¿Dónde están
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 10:13
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The kana

‎[1971]‎
Album: “El Sol no tiene bolsillos”‎
Testo trovato su Cancioneros.com


Con la solita ironia che la contraddistingue, in questa canzone la Walsh se la prende con quei “tutori ‎dell’ordine” che già nel 1971 – anno di pubblicazione di quest’album – seminavano il terrore tra la ‎popolazione. Si era allora in piena “Revolución argentina”, una delle tante fasi autoritarie che il ‎paese conobbe nel corso del 900, e gentaglia come Onganía, Levingston e Lanusse governavano ‎con il pugno di ferro, facendo ammazzare sindacalisti e manifestanti a decine. Proprio nel 1971 ci ‎furono alcune clamorose “desapareciones” di militanti della sinistra e rivoluzionari: Marcelo Verd e ‎sua moglie Sara Palacio, Juan Pablo Maestre e la sua compagna Mirta Misetich furono ‎probabilmente le prime vittime di quel sistema ben pianificato di sparizioni che poi sarebbe stato ‎usato massivamente a partire dal 1976.‎

L’unica cosa che non sono riuscito a capire di questa canzone è il titolo, “The kana”: qualcuno ne sa ‎qualcosa?‎
Ella me cuida,
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 10:07
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El Sol no tiene bolsillos

‎[1971]‎
Canzone che dà il titolo all’album, scritta dalla Walsh con Mario Cosentino
Testo trovato su Cancioneros.com

El Sol no tiene bolsillos,
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 09:42
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Balada de Cómodus Viscach

‎[1971]‎
Album: “El Sol no tiene bolsillos”‎
Testo trovato su Cancioneros.com‎


Bellissima canzone contraddistinta dalla solita mordace ironia della Walsh che dalla musica ‎folklorica e dalle filastrocche infantili imparò bene a fustigare i potenti…‎
‎“In questo mondo traditore scendere a patti è sempre la cosa migliore, perché chi dice basta, ‎chi si oppone va sempre a finire molto male… Fai sempre buon viso a cattivo gioco, difendi il falso ‎ribellismo che non cambia lo status quo, non metterti a cantare canzoni di protesta, sii intelligente, ‎critica tutto e tutti salvo i dirigenti…”‎

Perché la Walsh propose una canzone del genere già nel 1971, quando ancora Videla e i suoi ‎mastini erano ancora lontani dal prendere il potere? Perché spesso si pensa che in Argentina la ‎dittatura sia durata solo dal 1976 al 1983, mentre il realtà il cosiddetto “Proceso de Reorganización ‎Nacional”... (continua)
En este mundo traidor
(continua)
inviata da Dead End 3/8/2012 - 08:48
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Volta la carta

Traduzione francese di M.R.
TOURNE LA CARTE
(continua)
inviata da M.R. 2/8/2012 - 19:54
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Maria nella bottega di un falegname

Traduction en français de M.R.
MARIE DANS L'ATELIER D'UN MENUISIER
(continua)
inviata da M.R. 2/8/2012 - 17:16
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« Atterrite queste popolazioni ! »

[2011]
Testo e Musica di Nicola “Masta” Casile
Album: Masta - Camicie verdi (doppio singolo)
C'è chi vorrebbe credessimo ancora
(continua)
inviata da giorgio 2/8/2012 - 14:32
Downloadable!

Andrea Zanzotto: Il nome di Maria Fresu

Gatta Pampalea per fortuna di gente come te ce n'è poca al mondo.
(Stefania Io)

Il problema mi sembra invece che di "Stefanie Io", al mondo, ce ne siano fin troppe. Ah, peraltro ti faccio presente che la cosa di questa pagina è dedicata a una vittima di una strage fascista il cui anniversario ricorre proprio oggi, 2 agosto. E cosa ti fa la "Stefania Io"? Pensa alla Gatta Pampalea. Ma tornatene a mandare messaggini su Twitter, vai.(Gatta Pampalea)
2/8/2012 - 11:41

Ballata di denuncia

Mi hanno detto che la guerra
(continua)
2/8/2012 - 10:43
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Dingue

‎[1991]‎
Parole e musica di Jean Ferrat
Album “Dans la jungle ou dans le zoo”‎

‎“… 500 miliardi ridotti in fumo, 500 miliardi buttati in missili, 500 miliardi ai militari, 500 miliardi ‎buttati al vento…Mi fa male il cuore a vedere quella disgrazia di Rambo, con la sua guerra finta che ‎rasserena il popolino, con le sue bombe rese asettiche e le sue ecatombi banalizzate, fa da grancassa ‎al consenso verso il potere. La sua forza d’urto mi sta veramente in culo…”‎
Pour faire ma pube
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 10:41
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Aida

Bell'articolo.
Un unico appunto; che significa "una facciata dietro alla quale si nascondeva l’eterno fascismo che sempre riaffiora" ?

Sembra una frase messa lì, come tante soprattutto oggi, per manipolare l'opinione e usare solo il fascismo come simbolo di dittatura. La facciata dietro la quale si nascondono in Italia non è certo da minimizzare in un fascismo che ricorda solo Mussolini e la seconda guerra mondiale. Rino intendeva certo oltre...
Chiara 2/8/2012 - 10:18
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Bicentenaire

‎[1989]
Parole e musica di Jean Ferrat‎
Album: “Dans la jungle ou dans le zoo” (1991)‎

‎‎
‎Dans cette chanson, Jean Ferrat commence par évoquer les aristocrates dans ‎leurs châteaux, qui ignorent le peuple et ses souffrances. Puis survient la Révolution française, ‎prétendument faite au nom du peuple, mais qui ne change rien à sa condition. Deux siècles après ‎‎1789, à l'heure où l'on commémore le bicentenaire de la Révolution, l'exclu, le pauvre, le miséreux ‎‎(appelé Pauvre Martin) est toujours à l'écart : rien n'a changé, en fin de compte. Deux siècles après, ‎‎« d'autres seigneurs veillent au grain » : l'esprit de la Révolution et les principes de liberté, d'égalité ‎et de fraternité, sont, selon Ferrat, bel et bien enterrés. Quant aux cérémonies du bicentenaire, si de ‎nombreux dirigeants du monde y ont été conviés, Ferrat conclut en soutenant que le peuple fut ‎l'oublié des commémorations.‎
Jean... (continua)
J'ai vu des ducs j'ai vu des princes
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 10:09
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Caserne

‎[1972]‎
Parole di Guy Thomas
Musica di Jean Ferrat
Album: “Les Instants volés” (1979)


Blanchis les troncs des marronniers
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 09:17
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J'imagine‎

‎[1971]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Aimer à perdre la raison”‎

Curioso: era il 1971, lo stesso anno di Imagine di John Lennon…‎
J'imagine
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 08:53
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La matinée

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France” (eseguita da Ferrta in duetto con Christine Sèvres)‎

La matinée se lève
(continua)
inviata da Dead End 2/8/2012 - 08:31
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Camicie verdi

[2011]
Testo e Musica di Nicola "Masta" Casile
Album: Masta - Camicie verdi (doppio singolo)
Spara sulle camice verdi, sui padroni e sui loro servi
(continua)
inviata da giorgio 2/8/2012 - 08:30
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Complainte du partisan

Vorrei segnalare anche la bellissima versione di Piers Faccini.

Maria Cristina 1/8/2012 - 19:34
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Bella Ciao

anonimo
The English version sung by Anita Lane in the motion picture Herr Lehmann.

"Mi sembra che non sia stata segnalata la versione di Anita Lane dalla colonna sonora del film "Herr Lehmann"." (Maria Cristina)
No, in effetti non era stata mai inserita; provvediamo immediatamente. [CCG/AWS Staff]


And in one morning I was awakenend
(continua)
inviata da Maria Cristina 1/8/2012 - 19:11
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Un jour futur

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France”‎

Un printemps s'est levé aux couleurs d'incendie
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 16:01
Percorsi: 1968 e dintorni

Rien à voir

‎[1969]
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “Ma France”

‎“Nelle prigioni, nelle caserme e nelle chiese non c’è nulla da vedere…”
Des poèmes écrits sur les automobiles
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 15:49
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Picasso colombe

‎[1972]‎
Parole di Henri Gougaud
Musica di Jean Ferrat
Album: “À moi l'Afrique”

Il était un homme oiseau
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 15:43

Pauvres petits c...‎

‎[1967]‎
Album “À Santiago”‎

Una canzone molto simile a Les Bourgeois di Jacques Brel, che però scrisse la sua qualche anno prima di ‎Ferrat…‎
On parle de vous sans cesse
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 15:30
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Les guérilleros

‎[1967]‎
Parole e musica di Jean Ferrat


Scritta a due mesi dall’assassinio del “Che”…‎
Avec leur barbe noire
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:55
Percorsi: Che Guevara
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Si je mourais là-bas

‎[1915]‎
Poesia di Guillaume Apollinaire, dalla raccolta postuma “Poèmes à Lou”
Jean Ferrat la mise in musica nel 1967‎



Nel 1914 il poeta polacco Wilhelm Albert Włodzimierz Apolinary de Wąż-Kostrowicki, ‎naturalizzato francese con il più semplice nome di Guillaume Apollinaire, cadde innamorato di ‎Madame Louise de Coligny-Châtillon, donna di nobile lignaggio ma “spirituelle, dégagée, frivole, ‎impétueuse, puérile, sensible, insaisissable, énervée”, ossia piuttosto libera per i suoi tempi ‎‎(all’epoca era già divorziata e si dilettava di aeroplani…).‎
La passione del poeta non fu completamente ricambiata e, per giunta, gli toccò di partire per il ‎fronte. Eppure anche in trincea l’amore era più forte della guerra e della morte – ed è per ‎questo che ho voluto contribuire questa poesia-canzone – e Apollinaire scrisse ogni giorno ‎alla sua amata “Lou”, fino alla primavera del 1915,... (continua)
Si je mourais là-bas sur le front de l'armée
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:42
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Quatre cents enfants noirs

‎[1963]‎
Parole di Michelle Senlis
Musica di Jean Ferrat
Quatre cents enfants noirs
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:12
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Federico García Lorca

‎[1960]‎
Parole di Jean Ferrat
Musica di Claude-Henri Vic



A Federico García Lorca, il grande poeta andaluso assassinato dai fascisti a Granada il 19 agosto ‎del 1936.‎
Si vedano anche Cuando mataron a Lorca, Federico Garcia Lorca, Lorca, Romance de cego in memoriam de F. G. Lorca e Terras de Garcia Lorca‎.‎
Les guitares jouent des sérénades
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 13:01
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Si nous mourons (Lettre d'Ethel Rosenberg à ses enfants)‎

‎[1979]‎
Parole e musica di Jean Ferrat



Mandati a morte sulla sedia elettrica nel 1953 con l’accusa di essere spie dell’Unione Sovietica, ‎Julius ed Ethel Rosenberg lasciarono orfani i loro due bambini, Robert e Michael di 10 e 6 anni…
Vous apprendrez un jour mes fils, vous apprendrez
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 11:48

A Ethel Rosenberg

‎[1953]‎
Nel disco compilativo “Viento del pueblo” (Vol. 2, 2001)‎

‎Jorge Cafrune ‎

‎"Yo soy sólo cantor, no soy poeta, ni músico, así que sólo soy un vocero de lo que el poeta toma de ‎su pueblo y lo devuelvo en forma de canción."‎
Ed era veramente libero Jorge Cafrune, tanto libero che nel 1978, mentre intraprendeva un viaggio a ‎cavallo in omaggio a José de San Martín, padre dell’Argentina indipendente, venne ucciso in quello ‎che fu fatto passare per un incidente stradale, mentre è noto che la dittatura gliela aveva giurata ‎dopo che, nel corso di un concerto a Cosquín, Cafrune aveva osato cantare una canzone proibita dal ‎regime, Zamba de mi esperanza‎



E pure quest’altra canzone sarà stata certamente censurata, visto che è dedicata niente meno che alla ‎moglie di Julius Rosenberg che con lui fu elettrificata nel 1953 dopo la condanna per spionaggio a ‎favore dell’Unione Sovietica.... (continua)
Yo no sé si eras o no culpable,‎
(continua)
inviata da Dead End 1/8/2012 - 10:31
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Questione meridionale

[2011]
Testo dei Kalafro
Album: Resistenza Sonora
[Parlato:]
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2012 - 09:25
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Tolleranza Zero

[2010]
Album: Irreality Show
Seduto in disparte
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2012 - 08:30
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Uniti Vincìmu

[2011]
Testo dei Kalafro
Album: Resistenza Sonora
Uniti vincìmu, spartùti carìmu jeu e tìa
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2012 - 08:11




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