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Il mostro

[1992]
Dall'album intitolato "C'hanno preso tutto"
Parole e musica di Samuele Bersani




L'anno precedente il giovanissimo, quasi esordiente Samuele Bersani l'aveva interpretata dal vivo nel corso del tour di Lucio Dalla, il suo scopritore, il quale - generosamente - aveva inserito "Il mostro" nel suo album "Amen" e nella versione dello stesso Samuele, come omaggio del maestro al suo giovane allievo.
Ecco spuntare da un mondo lontano l'ultimo mostro peloso e gigante
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 22:42
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Itaca

ΙΘΑΚΗ
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 1/3/2012 - 19:33
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Katrina Wasn't the First Time

This track is about the flood in 1927 that set the precedent for the literal abandonment of African-Americans by the U.S. Government. Blacks were rounded up to work on the levy while White families were rescued.
I was six back in 27 my father was that reverend known for pulling fire out of heaven and we’d eat blessings with families hard up for collections which included us cause mom barely got paid for lessons but we’d keep pressing, a sharecropper’s life is stressing especially when you’ve got seven other sisters and brethren and the ones getting richer off my family’s sweating always seemed to use their pale complexion as a weapon but that didn’t set in for me until that river threatened to wash us all away like Noah back to the beginning. [oh] they all knew it was gone-come, cause delta was to blues what crackers was to-guns [oh] planters knew we was gone run so they rounded up everyone black under the sun - coppers spotted sharecroppers on stroll and they made’em work the levee hard for no dough ... (continua)
inviata da DonQuijote82 1/3/2012 - 15:57
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Speak on It

Katrina
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/3/2012 - 15:56
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Non creder che sia l'abito

Chanson italienne – Non creder che sia l'abito – I Gufi – 1969

On l'a toujours su que « la bite ne fait pas le moine »... Vian lui-même disait : « Un homme marchait l'habit à la main... »

En effet, dit Marco Valdo M.I.. Cela dit, il s'agit d'une chanson ancienne... Du temps où il y avait encore un service militaire... Elle me rappelle une autre chanson, de langue française, intitulée Sept Ans de Malheur, attribuée à Boris Vian (c'était partiellement exact... pour la musique) mais en réalité, elle était de Léo Campion.

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
NE CROIS PAS QUE L'HABIT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/3/2012 - 15:52
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The 4th Branch

Album: Revolutionary Vol. 2 (2003)
The new age is upon us
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/3/2012 - 15:51
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Civil War

(2011)
Album: "The Martyr"
feat. Killer Mike, Brother Ali & Chuck D.
[Immortal Technique]
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/3/2012 - 15:49
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The War vs. Us All

(2005)
feat. Mumia Abu-Jamal
The war against us all
(continua)
inviata da DonQuijote82 1/3/2012 - 15:48

Sept ans de malheur

Chanson française – Léo Campion

Interprètes : Boris Vian, Les 4 Barbus, Mouloudji et d'autres.
Texte : Léo Campion
Musique : Boris Vian & Alain Goraguer



Voici donc une chanson de Léo Campion... Elle s'intitule Sept ans de malheur... Une chanson nettement antimilitaire....

Moi, dit Lucien l'âne en riant comme seul peut le faire un âne venu d'orient (du Moyen-Orient), j'avais toujours cru que cette chanson était de Boris Vian. Voilà que tu me dis qu'elle est de Léo Campion... Je le croyais objecteur de conscience, anarchiste, barbu et tout et tout... Il était vraiment drôle.

C'est bien de lui qu'il s'agit. Et à mon sens, il ne détonne pas avec Boris Vian... Il ne détonnait pas plus auprès de Pierre Dac... Cela dit, il a découvert l'anarchie à Bruxelles, chez un libraire appelé très opportunément Dieu. Car, à Bruxelles, Dieu était non seulement libraire, mais aussi anarchiste. Et... (continua)
Il avait tout pour être heureux
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/3/2012 - 15:40
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Dear God

‎[1986]‎
Singolo poi incluso nell’album “Skylarking” dell’anno seguente.‎


Alla sua uscita in Gran Bretagna molti negozi di dischi si rifiutarono di vendere questo singolo.‎
Il brano vanta una cover del grande artista trip-hop Tricky.‎
Dear God, hope you get the letter and
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 14:54
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Channel Z

‎[1989]‎
Album “Cosmic Thing”‎

Una canzone che parla di alcune schifezze occorse all’America durante l’era Reagan (e la prima ‎parte di quella Bush senior), dal faraonico e fallimentare progetto “Star Wars” allo scandalo Iran-‎Contra e la guerra “segreta” contro il Nicaragua sandinista finanziata con traffici di armi e di droga, ‎dai test nucleari sulla superficie e nel sottosuolo del Nevada, proseguiti fini al 1992, dalla questione ‎della “deregulation” dei media, trasformatasi in breve in una “concentration” nelle mani di pochi, ‎con quel che ne consegue in termini di libertà ad informare e ad essere informati, fino al lungo ‎periodo di crisi e recessione del mercato finanziario ed immobiliare che si registrò negli USA a ‎cavallo degli anni 80 e 90 a causa del mancato controllo federale sui prestiti e sulla miriade di ‎società finanziarie, una bolla che ad un certo punto esplose (nota come “the savings and loan ‎crisis”) producendo un danno di quasi 90 miliardi dollari e travolgendo un sacco di gente…‎
I am livin' on Channel Z
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 13:59
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A Great Day for Freedom

‎[1994]‎
Album “The Division Bell”‎

Una canzone sulle grandi speranze alimentate dalla caduta del Muro di Berlino e sull’altrettanto ‎grande disillusione successiva…‎


‎“There was a wonderful moment of optimism when the Wall came down – the release of Eastern ‎Europe from the non-democratic side of the socialist system. But what they have now doesn't seem ‎to be much better. Again, I'm fairly pessimistic about it all. I sort of wish and live in hope, but I tend ‎to think that history moves at a much slower pace than we think it does. I feel that real change takes ‎a long, long time.” (David Gilmour in un’intervista su “Guitar World” del settembre 1994)‎
On the day the wall came down
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 11:34
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Surf City Eastern Block

‎[2006]‎
Singolo poi inserito nell’album “Neon Bible” dell’anno seguente.‎
It's a shame about the roadblock‎
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 11:25
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The Visitors

‎[1982]‎
Ultimo singolo e title track dell’ultimo album del quartetto vocale svedese.‎

Possiamo dire che, a parte l’eccezione (che conferma la regola) di Fernando, gli ABBA arrivarono ‎davvero un po’ tardi ai temi politici…‎
Questo brano, tratto non a caso dallo stesso disco in cui è contenuto anche Soldiers, parla ‎dichiaratamente (e gli ABBA lo confermarono in varie interviste) della persecuzione dei dissidenti ‎oltre la Cortina di Ferro. Non a caso album e canzone furono bandite dall’URSS, anche perché gli ‎ABBA la presentarono dal vivo a “Let Poland Be Poland”, un programma TV mandato in onda nel ‎gennaio del 1982, via satellite in tutto il mondo, dalla United States Information Agency per ‎protestare contro l’imposizione della legge marziale in Polonia. In quell’occasione gli svedesi ‎comparvero al fianco di personaggi come Frank Sinatra, Paul McCartney, Orson Welles ed Henry ‎Fonda, tutti benedetti da Ronnie Reagan in persona…‎
I hear the doorbell ring and suddenly the panic takes me
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 10:42
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Under Pressure

‎[1981]‎
Un brano bellissimo interpretato insieme da Freddie Mercury e David Bowie
Nell’album dei Queen intitolato “Hot Space” del 1982, vent’anni dopo nella compilation “Best of ‎Bowie”.‎

La “pressione” che causa disordini e devastazioni, che spacca le famiglie, che condanna la gente ‎sulla strada, senza lavoro è quella che opprime l’umanità nell’era oscura del reaganismo e del ‎thatcherismo… L’unica salvezza per l’essere umano ed il suo mondo viene, ancora una volta, da ‎‎Peace, Love and Understanding…‎
Mm ba ba de
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 10:17
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Showdown at Big Sky‎

‎[1987]‎
Album “Robbie Robertson”‎

‎“Save this place / In the valley of tears / By the river of time / From weapons race…”‎
Soldier of fortune
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 09:36
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Nuclear, sí

‎[1983]‎
Dall’album “Síntesis: la producción al poder”, bellissimo pezzo dei madrileni pionieri del pop ‎elettronico in Spagna.‎
Nuclear sí
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 09:13
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Food for Thought

‎[1980]‎



Primo singolo dal primo album degli UB40, lo storico “Signing Off”, quello che ha in copertina il ‎fac-simile dell’Unemployment Benefit Attendance Card, il modulo giallo siglato UB40 per la ‎richiesta del sussidio di disoccupazione.‎

Una canzone che fu scritta nel Natale del 1979 per sensibilizzare la grassa opinione pubblica ‎occidentale sul dramma della fame in Etiopia.‎
Quella che segue è una foto del reporter Seamus Murphy. E’ stata scattata in Etiopia, ma non nel ‎‎1980 bensì 20 anni dopo…‎
Ivory Madonna dying in the dust,
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 08:20
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Madam Medusa

‎[1980]‎

Nell’album “Signing Off”, quello che ha in copertina il fac-simile dell’Unemployment Benefit ‎Attendance Card, lo storico modulo giallo siglato UB40 per la richiesta del sussidio di ‎disoccupazione.‎
Poi anche nel film musicale “Urgh! A Music War” diretto da Derek Burbidge, con una colonna ‎sonora piena zeppa di artisti inglesi della scena punk-rock, new-wave e post-punk.‎

Ma chi sarà mai questa “Madam Medusa with marble smile and bloody footsteps”? Beh, non può ‎esserci alcun dubbio…‎

‎“Run for your life before she eat you alive!”‎

Scopro che la canzone fu scritta dagli UB40 insieme al folksinger scozzese Ian Campbell...

(Bartleby)
From the land of shadows
(continua)
inviata da Bartleby 1/3/2012 - 08:00
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Christmas at Ground Zero

‎[1986]‎
Dall’album “Polka Party!”‎

Allegra canzoncina di Natale da “Weird Al” Yankovic, quello – ve lo ricordate? – che fece, tra le ‎altre, la parodia di “Smells Like Teen Spirit” di Kurt Cobain e soci intitolandola “Smells Like ‎Nirvana”, corredandola con una clip surreale che impazzava su MTV…‎

Questa “Christmas at Ground Zero” invece non piacque molto all’amministrazione Reagan e fu di ‎conseguenza censurata da molte stazioni radio americane.‎
It's Christmas at ground zero
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 16:02
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Ataque preventivo de la URSS

‎[1983]‎
Da “Chantaje emocional”, unico album di questa punk band madrilena, un nonsense da Guerra ‎Fredda...‎
No, no, no, no,‎
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 15:18
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American-Soviets

‎[1986]

Tormentone/martellone synthpop-crucco-anniottanta da Guerra Fredda che all’epoca scalò le ‎classifiche americane ed europee…‎
Gorbachev: Good evening, this is Mr. Gorbachev
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 15:01
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This Land

‎[1999]‎
Album “Gettin Squeezed”‎

Uno spaccato inquietante dell’America e del suo sogno infranto, una canzone molto meno ‎ottimistica della ben più famosa This ‎Land Is Your Land di Woody Guthrie cui s’ispira…‎
Come gather round me, hear my sad story
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 12:06
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River of Rage‎

‎[2001]‎
Album “Music From Big Red”‎



Una canzone sugli effetti che ha sugli individui la violenza eletta a sistema sociale…‎
He walked into the cafeteria
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 11:52
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Over My Dead Body

‎[2002]‎
Album “Collateral Damage”‎
We are born in nature and in nature we will die
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 11:14

White Christian Terrorists

‎[2010]‎
Singolo realizzato nell’ambito del progetto collettivo chiamato “Riot Folk” ‎

‎Riot Folk‎

‎“Just an unfortunate song I had to jot down today after reading multiple news articles about these ‎fucknut Christian terrorists in Michigan. No news articles i could find even contained the ‎word "terrorist". Not surprising, but it makes me fucking angry.” (Ryan Harvey)‎

In questa canzone Ryan Harvey si riferisce ai fanatici cristiani della milizia chiamata “Hutaree” o ‎‎“Christian Warriors” che ha base ad Adrian nel Michigan.‎

‎‘Sti pazzi dell’Hutaree Militia, vicini all’organizzazione cristiana di estrema destra “Christian ‎Patriot movement”, credono che l’Apocalissi sia già in corso e che gli emissari dell’Anticristo siano ‎tutti gli uomini in divisa del governo locale e federale. Così negli anni passati hanno pensato bene di ‎progettare attacchi a poliziotti e soldati a colpi di IED... (continua)
If you're white and Christian
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 11:00
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Syria (We Can Still Hear You Sing)‎

‎[2011]‎
Singolo realizzato nell’ambito del progetto collettivo chiamato “Riot Folk”
You raised up your flag
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 10:00
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Once We Bury Fascism

‎[2012]‎
Singolo realizzato nell’ambito del progetto collettivo chiamato “Riot Folk”
Soon he'll be a prisoner
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 09:50
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Cul-De-Sac Conquistadors

‎[2012]‎
Singolo realizzato nell’ambito del progetto collettivo chiamato “Riot Folk”
There's bombs in your buildings, America the great ‎
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 09:12
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"Good" War

‎[2012]‎
Singolo realizzato nell’ambito del progetto collettivo chiamato “Riot Folk”
He died in the fertile fields
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 09:01
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The Christmas Truce

‎[2011]‎
Album “Ordinary Heroes”‎
Nel progetto collettivo chiamato “Riot Folk”‎

Inspired by the true story of the 1914 Christmas Truce, when the men 3 opposing armies put down ‎their weapons for days on the Eastern front of World War One until high commanders found out ‎and ordered them to other units.‎



A proposito della “tregua di Natale del 1914” si vedano anche Truce, Christmas In The Trenches e Mike Harding: Christmas 1914
You don't fight, we won't fight
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 08:52
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Peace, Justice & Anarchy

‎[2005]‎
Album “The Revolution Will Not Be Amplified”‎
Nel progetto collettivo chiamato “Riot Folk”‎
This country ain't nothin but a company's dream
(continua)
inviata da Bartleby 29/2/2012 - 08:37
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Il monumento

Version française – LE MONUMENT – Marco Valdo M.I. – 2012
Chanson italienne – Il monumento – Enzo Jannacci – 1975

Moi, dit Lucien l'âne en dressant les oreilles, quand j'entends parler de monument et de résistance, je ne peux m'empêcher d'évoquer l'indécente demande de Kesselring et la splendide réponse que fut l'inscription lapidaire intitulée : « Lo avrai... ».

En effet, tu as raison, dit Marco valdo M.I., et d'ailleurs, moi aussi, j'ai cette réminiscence... et me revient alors à l'esprit notre devise : « Ora e sempre : Resistenza ! »

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane

Traduction de l'inscription lapidaire :

Dans cette école furent emprisonnés,
pour être déportés dans les camps nazis,
Les jeunes qui refusèrent l'appel sous les armes
de la République de Salò
Et les travailleurs arrêtés
Pour leurs grèves dans les usines
Contre les nazifascistes.
1943-1945

Sesto San Giovanni
Médaille d'Or à la valeur militaire.
LE MONUMENT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/2/2012 - 18:11
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Guiné Bissau, Moçambique e Angola Racional

‎[1976]‎
Album “Tim Maia Racional Volume 2”‎

Una lettura del crollo della dittatura salazarista e dell’impero coloniale portoghese alla luce del ‎credo “razionalista” professato in quegli anni da Tim Maia, seguace della cosiddetta “Cultura ‎Razionale”, un’utopia logico-esoterica elaborata negli anni 30 dal musicista Manuel Jacinto Coelho, ‎diffusasi in Brasile e in America Latina soprattutto negli anni 70, che annunciava l’avvento di una ‎nuova era per l’umanità, fondata sull’equilibrio perfetto tra logica ed emozione e sull’ ‎‎“Immunizzazione Razionale” dell’uomo da ogni male personale e collettivo, guerra compresa.‎
Eu!
(continua)
inviata da Bartleby 28/2/2012 - 13:50
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Nero

Yellow is the colour of my true loves hair in the morning
(continua)
inviata da TjDj 28/2/2012 - 13:14
Forza Luca! E questo sito, di cui sei tra gli autori da anni, te lo vuole dire proprio con la tua canzone più famosa, il Lunedì del Valsusino. Le CCG/AWS sostengono la battaglia NO TAV da sempre: A sarà düra!
Riccardo Venturi 28/2/2012 - 12:45
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Nella mia ora di libertà

Di Giuseppe Bentivoglio, Peppino per gli amici, non sa niente nessuno. Forse vuole fare come Salinger, un suo mito. Io l'ho conosciuto.
Rox 28/2/2012 - 12:08
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Dalla parte del toro

Chanson italienne – Dalla parte del toro – CapaRezza
DU CÔTÉ DU TAUREAU
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/2/2012 - 11:28
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Alerta!‎

‎[1973]‎
Nell’album “A cantiga é uma arma”‎

A cantiga é ‎uma arma

Vigilia del rientro di molti esuli in un Portogallo finalmente libero.‎
Branco la celebra – comprensibilmente - con una canzone militante (e un po’ “stucchevole”, come ‎moltissime canzoni del genere) che proporrà al “Festival RTP da Canção” nel 1975.‎

Branco, 1975
Pelo pão e pela paz
(continua)
inviata da Bartleby 28/2/2012 - 10:09
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Juan

Poco vento per le strade, acre il fumo dentro ai tram.
(continua)
inviata da DonQuijote82 28/2/2012 - 10:01
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A cantiga é uma arma‎

‎[1973]‎
Testo e musica: José Mário Branco
Lyrics and music: José Mário Branco
Letra e música: José Mário Branco



Poco prima di fare finalmente rientro in Portogallo dall’esilio francese, José Mário Branco partecipò ‎ed un evento organizzato dagli esuli e dal Partito Comunista Portoghese. E’ durante il “Jogos ‎Florais da Emigração Portuguesa” presso la Cartoucherie di Vincennes (un antico convento sede del ‎‎“Théâtre du Soleil” della regista Ariane Mnouchkine) che Branco presentò questa sua canzone ‎‎Manifiesto, che non avrà la potenza evocativa di quella di Víctor Jara ma che precisa bene il punto di ‎vista politico e stilistico del cantautore portoghese…‎ [BB]
A cantiga é uma arma
(continua)
inviata da Bartleby 28/2/2012 - 09:48
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Il monumento

Finalmente - con il salvataggio, la rimasterizzazione e la pubblicazione per la prima volta in CD dell'album "Quelli che ..." nell'autunno del 2011 da parte della benemerita indipendente Alabianca (da alcuni anni etichetta di Enzo Jannacci) - Il Monumento torna a nuova vita discografica):
Alberta Beccaro 28/2/2012 - 00:40
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Mentre il mondo

Venaus Revolution




Il singolo "Mentre Il Mondo" del 2006 è la colonna sonora di "Venaus Revolution" cortometraggio di Giulio Palumbo premiato al Valsusa Filmfest e a "Voci per la libertà" concorso di Amnesty International.
daniela -k.d.- 28/2/2012 - 00:00

La Cage de Verre

La Cage de Verre

Canzone française – La Cage de Verre– Marco Valdo M.I. – 2012
Histoires d'Allemagne 61

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Revoici le pendu à la pendaison annoncée... Faut dire qu'il ne l'avait pas volée, sa pendaison... et cette fois, hop, exécution. Souviens-toi, Lucien l'âne mon ami, de ce qu'on en disait l'autre fois :
« Eichmann avouait tout : Wannsee, Auschwitz,
L'administration rigoureuse de la mort : la solution finale,
Pour conclure, on l'a pendu : point final. ».
C'était exact, mais un peu prématuré. Il avait bien été condamné à mort, mais il lui restait des recours... Pas comme pour ceux qu'il avait rêvé d'exterminer « sur ordre ».

Bon, le dénommé Eichmann... (continua)
Votre protection et votre sécurité
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 27/2/2012 - 23:24

Tango de c' côté-ci

‎[Dopo il 1965]‎
Parole e musica José Mário Branco
Testo trovato su José ‎Mário Branco - O Canto da Inquietação, di Octávio Fonseca e Silva, 2000.‎



Tra il 1963 ed il 1974 José Mário Branco si trasferì a Parigi per sfuggire al controllo del regime ‎salazarista.‎
Da esule venne spesso invitato nei “salotti” della sinistra francese fino a quando, ad una festa de ‎L’Humanité, all’epoca organo del Partito comunista, Branco si esibì su di un palco secondario e, in ‎francese, gliele cantò per bene ai sinistri “duri e puri” ma, alla fin fine, molto “bla bla bla” e ‎‎“radical-chic”. ‎
Terminata la canzone, Branco fu raggiunto sul palco da due energumeni, acchiappato e sbattuto ‎fuori dalla festa…
On parle trop de l'Amérique
(continua)
inviata da Bartleby 27/2/2012 - 15:45
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Zumbi

‎[1972]‎
Album “A tábua de Esmeralda”‎




Zumbi (1655-1695) fu l’ultimo leader del “quilombo” di Palmares nel Pernambuco, oggi nello stato ‎brasiliano dell’Alagoas.‎
I quilombos erano villaggi creati da schiavi neri fuggiaschi, ma quello di Palmares, fondato intorno ‎al 1580, era divenuto un vero e proprio Stato, una repubblica, visto che aveva raggiunto ‎un’estensione prossima a quella del Portogallo e vi vivevano decine di migliaia di persone in diversi ‎insediamenti. I portoghesi, che sistematicamente attaccavano i quilombos, sterminandone gli ‎abitanti, non erano mai riusciti a spuntarla con quello di Palmares.‎
Zumbi era nato a Palmares, era nato libero, ma fu catturato in tenera età e affidato ad un missionario ‎che gli insegnò il portoghese e il latino e lo battezzò col nome di Francisco. A 15 anni il giovane ‎schiavo scappò e tornò al suo quilombo natale dove, nel 1678, si mise... (continua)
Angola Congo Benguela
(continua)
inviata da Bartleby 27/2/2012 - 15:04
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Que país é este?‎

‎[1987]‎
Album “Que país é este 1978/1987”‎

Nas favelas, no Senado
(continua)
inviata da Bartleby 27/2/2012 - 14:30




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