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Prima del 2012-1-13

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Το τραγούδι της πλατείας

To tragoudi tis platìas
Στίχοι: Γιώργος Σουρής
Mουσική: Βασίλης Παπακωνσταντίνου
Πρώτη εκτέλεση: Βασίλης Παπακωνσταντίνου, 2011

Testo di Yorgos Sourìs
Musica e prima interpretazione di Vassilis Papakonstandinou - 2011

Parole che hanno più o meno un secolo, e che Angela Merkel potrebbe riesumare per dire: ho o non ho ragione io?
Invece le ha riesumate Vassilis Papakonstandinou, grande icona - come si suol dire - della canzone greca impegnata . Il testo è di Yorghios Sourìs (1853 -1919) che, come giornalista fondatore di "Romiòs" e come poeta, sferzò per decenni tutti gli aspetti, compresi quelli economici, della vita del suo paese e dei suoi abitanti, al punto da essere considerato - con qualche esagerazione - il nuovo Aristofane. Negli ultimi tempi alcuni musicisti, oltre Papakonstandinou, l'hanno riproposto: segno che un certo continuum nell'ethos neogreco non deve essersi... (continua)
Ποιος είδε κράτος λιγοστό
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 13/1/2012 - 22:43
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Ah ça ira!

anonimo
Qui PASSAPÒRT DJ’ARISTOCRAT
musicato da Margot Galante Garrone

Mauro 13/1/2012 - 21:51
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Deutsches Lied 1937

Chanson allemande – Deutsches Lied 1937 – Bertolt Brecht – 1937
Texte: Bertolt Brecht
Musique: Hanns Eisler

Hoho, dit Lucien l'âne, on pourrait l'intituler « Chanson grecque 2012 » et bientôt, « Chanson européenne 2012 ou 2013... ».

En effet, mon ami Lucien l'âne. Les temps sont difficiles pour les Grecs... Eux, comme je te l'ai déjà dit, servent de banc d'essai pour les mesures qui vont être prises dans toute l'Europe. D'ailleurs, un jour, on tire sur les Portugais, un autre jour, sur les Irlandais, un troisième jour, sur les Espagnols, un quatrième jour sur les Roumains, ensuite, ce sera le tour des Français (c'est fait... aujourd'hui...), on l'a fait et on le fera encore sur les Italiens, on vient de le faire aux Belges (ou ce qu'il en reste)... Bref, petit à petit, on instille le venin à toute l'Europe. Et gare (e guai...) à ceux qui veulent résister – Ora e sempre : Resistenza !,... (continua)
CHANSON ALLEMANDE 1937
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/1/2012 - 21:47

Complaint in the System (Veronica Guerin)

Welcome to the system
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/1/2012 - 18:09
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Veronica

Il brano è presente nel CD intitolato “This Is The Day” del 2001 e poi in alcuni album live successivi, come “Live In Dublin 2006”


Veronica Guerin was one of Ireland's top investigative journalists. She survived two attempts on her life before she was gunned down on the Naas road by one of Dublin's gangland criminals. The entire nation was shocked by the vicious murder of the journalist who refused to be silent.


Veronica Guerin, detta Ronnie, nei primi anni 90 lavorò ad alcune delicatissime inchieste sui signori della droga irlandesi, pubblicate sull’Irish Independent. Per questo il 26 giugno 1996 – due giorni prima della sua partecipazione ad una conferenza del Freedom Forum a Londra - fu uccisa in strada a Dublino a colpi di .357 Magnum da killer appartenenti alla banda del trafficante John Gilligan, il quale però non fu mai condannato come mandante dell’omicidio. Negli anni successivi gli esecutori del delitto, tali Paul "Hippo" Ward e Brian Meehan furono catturati, processati e condannati all’ergastolo.

(Bernart Bartleby)
In the broad daylight of a Summer's day,
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/1/2012 - 18:00
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Easy to Lose Hope

Dedicata a hVeronica Guerin, altra giornalista uccisa per il suo lavoro
My home town’s dear to me, it’s always in my sight
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/1/2012 - 17:56
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Bandito senza tempo

Chanson italienne – Bandito senza tmpo – Gang – 1991

Dédiée à Bartleby et à tous ses alias et à cette stupide passante qu'il n'a pas réussi à retenir ......
Adriana (imbibée de grappa trentaine:)

Tous les "bandits" du panthéon des Gangs ne me sont pas sympathiques – mais peut-être les bandits n'existent-ils pas sans temps et chaque temps a les bandits qu'il mérite. Pourtant, il me semble important que, citant et renversant un ancien slogan antifasciste de Woody Guthrie, les Gangs suggèrent que, comme sa guitare devenait une arme, ainsi il est peut-être de notre devoir de faire que les armes deviennent des guitares.

Sandro Portelli, des notes de la couverture du disque
BANDIT SANS TEMPS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/1/2012 - 17:32
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7. lokakuuta

[2006]
Testo e musica: Puk
Lyrics and music: Puk
Sanat ja musiikki: Puk
Single release / Pubblicata come single: 2008
In album: Koordinatit, 2009

This song for Russian human rights activist Anna Politkovskaya is entitled "7th of October", performed by a Finnish indie pop band Puk. If you don't speak Finnish, you obviously cannot understand many words (nb: an English translation has been prepared just for this reason), but perhaps you can catch the mood. The song was written immediately after the murder in October 2006; it was published later as a single in 2008, and as a part of the album Koordinaatit in 2009.

Questa canzone per l'attivista russa per i diritti umani Anna Politkovskaja è intitolata "7 ottobre", ed è stata composta dalla indie band finlandese Puk. Se non parlate finlandese, ovviamente non potete capire le parole (nb: proprio per questo è stata preparata una traduzione... (continua)
Mitä teit kun kuulit uutisen?
(continua)
inviata da DonQuijote82 13/1/2012 - 17:31

Lille man [Sången om den nya världsordningen]

13 gennaio 2012
UN OMINO (CANZONE DEL NUOVO ORDINE MONDIALE)
(continua)
13/1/2012 - 13:58
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Deutsches Lied 1937

La traduzione greca di Marios Ploritis è presente anche nelle Τραγούδια της λευτεριάς (Canzoni della libertà) musicate da Thanos Mikroutsikos (brano n° 7). La canzone è stata interpretata da Yannis Koutras (e Maria Dimitriadi). Si rimanda a tale pagina sia per la versione greca di Ploritis, sia per la traduzione italiana di Gian Piero Testa.
CCG/AWS Staff 13/1/2012 - 13:36
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Nomadi: Cammina cammina

(1991)

Nomadi - Album: "Gente come noi"



Cammina cammina una CCG? No probabilmente no, ma forse...
Io credo che da una parte ci siano le guerre, ma credo che nella nostra vita quotidiana contro quelle guerre possiamo fare poco. E poi ci sono dei piccoli gesti quotidiani di Pace, il consumo critico, ridurre il nostro impatto ambientale... e secondo me anche camminare. Esiste un progetto chiamato "Cammina cammina" che è incontro, è aspirazione alla rinascita... l'anno scorso io vi ho partecipato, solo per una breve tappa, ma è come se avessi fatto tutti i km.

Questo il progetto per quest'anno:

Un cammino a piedi per ricucire con i nostri passi l’Italia: 5 maggio – 5 luglio 2012

Premessa

L’Italia è tramortita. L’Italia ha bisogno di risorgere. Ha bisogno di tirare fuori dalla sua testa, dalla sua pancia e dal suo cuore le energie che pure conserva dentro di sé e che -come è successo... (continua)
Cammina cammina, quante strade
(continua)
inviata da DoNQuijote82 12/1/2012 - 21:18
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Roma Occupata

[2011]
Testo e Musica di Giacomo Lariccia
Album: Colpo di sole

Ci si trova immersi nel dolore immenso e straziante di Roma occupata, in cui la voce di Giacomo si fa sofferta nel cantare la cattura e gli ultimi istanti di vita di Renzo Giorgini, un industriale romano e strenuo antifascista, che nel marzo del 1944 finì fucilato insieme con altre 334 persone alle Fosse Ardeatine.

Da rilevare la presenza essenziale del violoncello di Anja Naucler
Roma Occupata, Roma abbandonata
(continua)
inviata da DoNQuijote82 12/1/2012 - 18:27
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Staten och kapitalet

Chanson suédoise, d'après la version italienne de Riccardo Venturi – LO STATO E IL CAPITALE, d'une chanson suédoise Staten och kapitalet, elle tirée d'une chanson Den ena handen vet vad den andra gör – Blå Tåget – 1972 – écrite par Leif Nylén


Une chanson « écrite hier à peine », dont l'histoire est un peu compliquée. Je vous la raconte dans les grandes lignes. La version originale, intitulée Den ena handen vet vad den andra gör (Une main sait ce que fait l'autre) fut écrite en 1972 par Leif Nylén, leader du groupe prolétaire suédois Blå Tåget. Nylén raconte que l'idée de l'écrire lui était venue en allant à pieds à Radiohuset, siège de la radio d'État suédoise à Stockholm; pour y aller, il faut passer par le quartier populaire de la Garnison, et en y passant, il avait vu sur les portails de chaque caserne-dortoir des avis qui indiquaient une augmentation des loyers d'État. Il écrivit alors... (continua)
L'ÉTAT ET LE CAPITAL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 12/1/2012 - 16:41
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Song of the Underground Railroad

‎[1961]‎
Con la formazione The John Coltrane Quartet.‎
Nell’album “The Africa/Brass Sessions, Vol. 2” edito dalla Impulse! nel 1974.‎
Nel 1995 la casa discografica pubblicò le due parti di “Africa/Brass” riunite in un solo album.‎

Con John Coltrane (sassofono tenore), McCoy Tyner (piano), Reggie Workman (basso) ed Elvin ‎Jones (batteria). Direzione a cura di Eric Dolphy.‎





Il tributo del grande “Trane” alla storia della liberazione degli schiavi afroamericani.‎
‎[Strumentale]‎
inviata da Bartleby 12/1/2012 - 16:38

Song of the Free

anonimo
‎[1860]‎
Sull’aria di “Oh! Susanna”, popolarissima canzone scritta nel 1847 da Stephen Foster.‎

Ancora una canzone – questa meno nota e cantata, ma dal testo per nulla criptico – sull’ ‎‎“Underground Railroad”, la rete di cammini segreti attraverso la quale, tra la fine del 1700 e la ‎Guerra Civile, non meno di 30.000 afroamericani riuscirono a scappare dalla schiavitù.‎
Si vedano al proposito Follow the Drinking Gourd, Go down, Moses, Swing Low, Sweet Chariot, Steal Away e Wade in De Water‎.‎
I'm on my way to Canada,
(continua)
inviata da Bartleby 12/1/2012 - 16:20
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Un cri seulment - Soltanto un grido

Une situation tragique, la rage du Maghreb, Afrique
(continua)
inviata da DoNQuijote82 12/1/2012 - 14:35
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Rap Song for Neda Soldani

Una canzone che ho scritto in seguito alle elezioni, ricchissime di brogli, in Iran, dove manifestanti che chiedevano chiarezza sui risultati sono stati picchiati e uccisi. Ancora oggi ci sono protestanti, già condannati a morte, che aspettano la loro esecuzione.
E' una realtà che ogni giorno mi sconvolge
(continua)
inviata da DoNQuijote82 12/1/2012 - 14:32
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Ilaria


Ilaria Alpi e Miran Hrovatin



"Ilaria e Miran uccisi per un traffico rifiuti-armi. Ma è una verità troppo scomoda per l'Italia"


"In 20 anni di indagini", spiega la madre della giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio con il suo operatore, "mi sono scontrata con un muro di silenzi, depistaggi, documenti spariti e strani decessi di persone legate al duplice omicidio". Il governo potrebbe desecretare gli 8 mila documenti raccolti dai nostri Servizi. "Credo servirà a poco", sostiene la signora Alpi, "a me basta trovare i mandanti e guardarli in faccia"

Io so perché Ilaria e Miran sono stati uccisi. Dopo 20 anni di indagini inutili e faticose, di menzogne, depistaggi, sparizioni, altre morti sospette, ho bisogno solo di conoscere i nomi dei mandanti di quel duplice omicidio. Non li voglio vedere dietro le sbarre. Mi basta guardarli in faccia". Armi per rifiuti. Tossici, chimici, nucleari.... (continua)
E' calda questa terra sotto i piedi a Mogadiscio,
(continua)
inviata da DonQuijote82 12/1/2012 - 14:16
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Steal Away

‎[Prima metà dell’800]‎
Scritta da Uncle Wallace Willis, un “liberto” entrato a far parte - come molti schiavi afroamericani ‎emancipati – di una nazione indiana, nello specifico quella Choctaw (in Mississippi, Florida, ‎Alabama e Louisiana ), che durante la Guerra civile si schierò con i Confederati.‎



Con Follow the Drinking Gourd, Go down, Moses e Swing Low, Sweet Chariot, quest’ultima scritta dallo stesso Wallace Willis, un’altra ‎canzone sull’“Underground Railroad”, la rete di cammini segreti attraverso la quale, tra la fine del ‎‎1700 e la Guerra Civile, non meno di 30.000 afroamericani riuscirono a scappare dalla schiavitù.‎

Si ritiene che alcuni di questi “Negro Spirituals” celassero messaggi in codice o, comunque, come ‎anche per molti canti di lavoro, servissero agli schiavi per comunicare tra loro senza essere ‎compresi dai loro padroni ed aguzzini.‎

Nel caso specifico di... (continua)
Steal away, steal away, steal away to Jesus!
(continua)
inviata da Bartleby 12/1/2012 - 13:54
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Reporter

2010
Dove comincia il sole

Testo: Valerio Negrini - Musica: Red Canzian - Voce: Red Canzian

dedicata a Ilaria Alpi e Oriana Fallaci
E poi la donna parlò
(continua)
inviata da DonQuijote82 12/1/2012 - 12:53
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Swing Low, Sweet Chariot

‎[Prima metà dell’800]‎
Scritta da Uncle Wallace Willis, un “liberto” entrato a far parte - come molti schiavi afroamericani ‎emancipati – di una nazione indiana, nello specifico quella Choctaw (in Mississippi, Florida, ‎Alabama e Louisiana ), che durante la Guerra civile si schierò con i Confederati.‎



Se la catara Lo boièr è la più antica canzone “cripto-simbolica”, in codice, presente sulle CCG, su ‎queste pagine ce n’è almeno un’altra di canzone del genere, canto adoperato da perseguitati per ‎cercare di sfuggire alla schiavitù impedendo ai propri aguzzini di capire intenzioni, piani di fuga ed ‎il percorso del cammino verso la libertà.‎
‎Follow the Drinking Gourd era per l’appunto una canzone in codice attraverso la quale veniva indicato uno dei tanti ‎percorsi dell’“Underground Railroad”, la rete di cammini segreti attraverso cui gli schiavi neri ‎tentavano la fuga dagli Stati... (continua)
Swing low, sweet chariot
(continua)
inviata da Bartleby 12/1/2012 - 12:06

Oscar, Oscar ou La Danse du Tambour

Oscar, Oscar ou La Danse du Tambour

Canzone française – Oscar, Oscar ou La Danse du Tambour – Marco Valdo M.I. – 2012
Histoires d'Allemagne 58

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Mil neuf cent cinquante-neuf... Voici mon ami Lucien l'âne une histoire d'Allemagne un peu particulière. Car elle évoque la réalité sous des angles bien différents et joue sur le prisme dont il est question dans les quelques lignes d'introduction du cycle « Mon Siècle ». C'est une chanson sur une année historique...

Mais, Marco Valdo M.I., laisse moi te dire, mon ami, que toutes les années sont historiques...

Sans doute, sans doute, me suis-je mal exprimé ; sans doute, sans doute, me suis-je laissé prendre aux... (continua)
Pour nous réchauffer, cette année-là
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 12/1/2012 - 11:00
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Samarcanda

Tutti i soldati giocano con la loro vita, anche in tempo di pace.. Cosa c'è da stupirsi se la Nera Signora li insegue ?
Katia 11/1/2012 - 19:31
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Civil War

Ho letto la traduzione presente in questa pagina, e ho notato che molto si differenzia dalla mia, nonostante entrambe siano piuttosto attinenti all'originale, così ho deciso di proporre la mia personale traduzione, che spero apprezzerete.
Nel caso doveste notare errori, vi prego di comunicarmeli a: no_comment_lil@hotmail.com , grazie.
GUERRA CIVILE
(continua)
inviata da Eva Lilith Garavaglia 11/1/2012 - 15:03
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The Last Hill That Shows You All the Valley

‎[1973]‎
Album “A King at Nightfall”‎
Parole di Clive James‎
Musica di Pete Atkin



Un testo poetico piuttosto criptico dove però sono evidenti i riferimenti all’avvento del nazismo, ‎alla strage dei nativi nord-americani, alle guerre antiche (persiani e greci alle Termopili) non ‎diverse in ferocia da quelle moderne (americani e giapponesi a Iwo Jima), ai gulag stalinisti (come ‎quello di Kolyma, in Siberia, dove si stima trovarono la morte 3 milioni di deportati) e ‎all’antisemitismo sempre presente in Russia sia al tempo degli zar che in epoca comunista (e ancora ‎ben vigoroso anche ai giorni nostri, aggiungo io) e all’infausto destino di molti uomini buoni che ‎come Cassandra gridano la verità nei deserti mentre sulle mura di Troia volteggiano gli elicotteri da ‎guerra…‎

Insomma, una canzone dedicata a ciò che il poeta scozzese Robert Burns - nella sua ‎canzone intitolata “Man Was... (continua)
On the last hill that shows you all the valley
(continua)
inviata da Bartleby 11/1/2012 - 14:16
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Worst President Ever

[2009]
Album: Civil Disobedience
Hey, Mr President..
(continua)
inviata da giorgio 11/1/2012 - 09:10
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La Confession d'un Homme

La Confession d'un Homme

Chanson française – La Confession d'un Homme – Jean Yanne – 1964



Moi, dit Lucien l'âne, j'aimerais insérer ici précisément ou alors comme une chanson (sans musique) à part, cette « Confession d'un homme », dite aussi, Confession d'un homme du XXIième siècle, bref, un de nos contemporains. Un gars qu'on croise tous les jours dans le train, dans le métro, dans le bus, dans la rue... et j'espère pas chez toi..
Elle n'est pas chantée et vue comme elle l'est par son interprète – et par moments interprêtre..., lequel est aussi par ailleurs, chanteur, auteur, cinéaste, homme de radio, de télévision... c'est-à-dire Sa Sublimité Jean Yanne (comme aurait dit Pierre Dac), cette chanson sans musique (il existe bien des chansons sans paroles) ne pourrait être chantée. Elle perdrait de sa force. Quoi qu'il en soit, elle est assez proche parente du « Fannullone » de Fabrizio... (continua)
Je m'appelle Antoine Duval
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/1/2012 - 22:25




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