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Prima del 2011-9-21

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Nell’attimo breve

Testo di Nichi Stefi
Musica di Gino Negri

Milva è un personaggio poliedrico, al punto da essere passata dalla canzone leggera a opere liriche (con Luciano Berio), dal teatro leggero a quello impegnato (famosissime le sue interpretazioni brechtiane). Non sono mancati spettacoli televisivi e commedie musicali.

Gino Negri, compositore e autore di opere contemporanee ha dedicato la canzone “Nell’attimo breve”, interpretata con grande espressività da Milva, ai morti di Piazza Loggia. Il motivo fa parte dell’album "Libertà" del 1975.
(da Note e parole contro la guerra 28 maggio 2007 - 33mo anniversario della strage di Piazza della Loggia.)
Nell’attimo breve di un secondo violento
(continua)
21/9/2011 - 23:43
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Le rondini bianche

1968

Un disco italiano noto probabilmente soltanto a pochi collezionisti. Il titolo del 45 giri, datato ovviamente 1968, è Le rondini bianche (sul retro Preludio alla fine) e gli esecutori sono Aldo e I Fallisci. Il nome del complesso nasceva dalla zona di provenienza dei suoi componenti (Civita Castellana, in precedenza Falerii, abitata dai Falisci, popolo dell’Alto Lazio ai tempi dei Latini). Il disco dedicato al leader nero è l’unico di questo gruppo di cui abbiamo trovato sia pur scarne notizie; non sappiamo se i componenti del complesso abbiano proseguito la carriera musicale.

http://www.ciociari.com/eco65/luterking.htm
Volano nel cielo nero le rondini bianche
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/9/2011 - 20:42
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Wake Up

Il gruppo Rage Against The Machine in Wake Up fa espliciti riferimenti all'opera di M. L. King e contiene al suo interno parte di un memorandum segreto scritto su di lui dall'allora capo dell'FBI Edgar Hoover.

http://www.ciociari.com/eco65/luterking.htm
DonQuijote82 21/9/2011 - 20:32
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We Want Our Freedom Now

Ritornello da "Land of 1000 Dances"

Ho imparato questa canzone da una ragazza del Mississippi che partecipava alle marce di Martin Luther King, in America. Quando si partecipa a queste manifestazioni nei momenti più drammatici ci sono soltanto tre possibilità: quella di cadere per terra svenuto, quella di scappare via tentando di non essere colpiti, oppure quella di cantare. Questa canzone me l’ha insegnata questa piccola bambina coraggiosa che è sempre riuscita a non scappare e a non cadere
I say Naaa Na-Na-Na-Naaa
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/9/2011 - 20:28
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Alabama Bus

Brother Will Hairston
In 1956, my father (Joe Von Battle) recorded

a explosive, if obscure, 45 rpm Blues/Gospel record called The Alabama Bus, a rhythmic chronicle of the Alabama Bus Boycott – which might be known as “spoken word” if recorded today.

It was sung by Brother Will Hairston, a factory worker and preacher, who was called “The Hurricane of the Motor City”, due to his thunderous impact on a church services when preaching and singing. My father recorded Hairston’s iconic record in his Hastings street studio in the late 1950′s. This record is reportedly the first documented mention of Martin Luther King Jr. in any blues or gospel recording.

I recently found this record and it had been 40 years, I’m sure, since last hearing my father play it over and over again in his record shop in the mid-sixties, and I remembered the chorus, hook and back beat as if I’d heard it the day before.

I’ve written a piece... (continua)
Stop that Alabama bus, I don’t wanna ride (3x)
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/9/2011 - 19:43
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They're Coming to Take Me Away, Ha - Haaa

Napoleon XIV
Remember when you ran away and I got down on my knees and begged you not to leave because I'd go berserk?? Well...
(continua)
inviata da anonymous 21/9/2011 - 19:12
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Non siete Stato voi

Maldestro tentativo di tradurre questa canzone che oggi mi ronzava in testa

The song is based on a word pun: the word "Stato" means at the same time State and the p.p. of the verb to be
You are not State, you that speak about peace as you were speaking of a night on the tile in a whorehouse
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/9/2011 - 18:54
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Ballade vom Weib und dem Soldaten

Chanson allemande - Ballade vom Weib und dem Soldaten – Bertolt Brecht – 1922
d'après la version italienne de Riccardo Venturi.
Paroles : Bertolt Brecht
Musique : Hans Eisler
Première interprétation : Ernst Busch.
BALLADE DE LA FEMME ET DU SOLDAT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/9/2011 - 14:48
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Freedom Train

‎[1947]‎



Il grande baritono mise in musica questa celebre riflessione di un altro grande afro-americano, il ‎poeta Langston Hughes, a proposito di un’iniziativa mediatica fortemente voluta dal ‎presidente Truman, un treno con i colori della bandiera che attraversò gli States tra il 1947 ed il ‎‎1949 con l’obiettivo di diffondere i sacri ideali fondanti della Patria… Peccato però che allora molti ‎treni avessero ancora carrozze separate (o, meglio, segregate) per i bianchi e per i neri…‎


Paul Robeson – il negraccio comunistaccio rompiballe - si mise a cantare questa “Freedom Train” ‎ad ogni concerto, ad ogni raduno, ad ogni occasione e ciò imbarazzò non poco l’amministrazione ‎Truman che chiese a J. Edgar Hoover - non il piazzista di aspirapolvere ma il potente capo storico ‎dell’FBI - di mettere Robeson sotto stretta sorveglianza, 24h su 24. E fu così ben sorvegliato che un ‎giorno... (continua)
I read in the papers about the Freedom Train
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 14:21
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People Get Ready

‎[1964]‎
Scritta da Curtis Mayfield per celebrare la “March on Washington for Jobs and Freedom” ‎avvenuta solo qualche mese prima.‎
Dall’album “People Get Ready” del 1965‎



Come in Freedom Train di James Carr - e in chissà quante altre canzoni dei neri d’America – ancora una ‎volta il treno come metafora di liberazione.‎

‎ “… Curtis Mayfield è stato molto importante, la gente non ha ancora capito quanto. Perché i suoi ‎testi parlano del movimento rivoluzionario degli anni '60:
Keep on Pushing, ad esempio ‎parlava della rivoluzione del 1963 ad Harlem. People Get Ready parla dello spirito ‎rivoluzionario. Una musica puo' essere rivoluzionaria anche senza testi, ma quello che Curtis stava ‎facendo negli anni '60 era cogliere lo spirito rivoluzionario delle masse nere…”‎
‎(da un’intervista ad Amiri Baraka a cura di Andrea Ravagnan su ‎‎All About Jazz)‎

‎“People Get Ready” è anche uno... (continua)
People get ready, there's a train comin'.
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 13:54
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Va pensiero

Me ha llegado este vídeo, que me ha impresionado de sobremanera, y, aunque probablemente vosotros lo debéis conocer de sobra, creo que éste es su lugar:

Gustavo Sierra Fernández 21/9/2011 - 13:49
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Freedom Train

‎[1968]‎
Scritta da Steve Bogard, Larry Rogers e Carl Wells.‎



Canzone fondamentale del periodo della lotta per i diritti civili che utilizza ancora una volta il treno, ‎una delle metafore più diffuse nella musica nera dai tempi dell’ ‎‎Underground Railroad, ad ‎indicare qui non tanto e non più soltanto la fuga verso la libertà ma l’arrivo imminente di tempi ‎migliori per la popolazione afro-americana.‎
‎“Freedom Train” è stato anche il nome di una celebre campagna ferroviaria promozionale dei ‎principi fondanti la patria americana fortemente voluta dal presidene Truman e realizzata tra il 1947 ‎ed il 1949. Su di essa ironizzò amaramente il poeta afroamericano Langston Hughes che ‎fece presente come il tanto decantato Freedom Train avesse carrozze separate per bianchi e neri.‎
The freedom train is coming
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 13:24
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And When I Die

‎[1964]‎
Una delle prime canzoni scritte dalla grande songwriter newyorkese, quando aveva solo 17 anni.‎
Il brano divenne famoso prima nell’interpretazione di Peter, Paul and Mary (1966) e ‎soprattutto dei Blood, Sweat & Tears (1968)‎
Laura Nyro la incise nel suo album di debutto, “More Than A New Discovery” del 1967, in seguito ‎rieditato con il titolo “The First Songs” (1973).‎

“Non ho paura della morte, non me ne importa nulla… sono sicura che non esista il paradiso ‎ma prego che non ci sia nemmeno l’inferno… Tutto ciò che chiedo in vita è libertà, chiedo di non ‎dover vivere coperta di catene…”
And when I die, and when I'm dead, dead and gone,
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 08:56
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You Haven't Done Nothin'‎

‎[1974]‎
Singolo poi incluso nell’album “Fulfillingness' First Finale”‎

Stevie Wonder insieme ai Jackson 5 (e così – maledetti Admins - sono riuscito ancora una volta ad ‎infilare Maicol Gecson nelle CCG/AWS, ah, ah, ah!!!) se la prendono con Richard Nixon e la sua ‎devastante politica estera (Vietnam, America Latina,…) e interna (scandalo Watergate) proprio alla ‎vigilia del suo impeachment e delle sue dimissioni.‎
We are amazed but not amused
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 08:33
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Is It Because I'm Black?‎

‎[1970]‎
Un artista piuttosto misconosciuto ed il suo brano più famoso (oltre tutto arrangiato dal grande ‎‎Donny Hathaway) che all’epoca fu uno degli inni dell’orgoglio nero al pari di I Don’t Want Nobody to Give Me Nothing (Open Up the Door, I’ll Get It Myself)‎ e ‎‎Say It Loud - I'm Black and I'm Proud di James Brown…‎



“Voglio essere qualcuno, voglio affermarmi nella vita ma tu continui a tenermi un piede sul ‎collo, ma un giorno o l’altro troverò il modo di sfuggirti…”
The dark brown shades of my skin
(continua)
inviata da Bartleby 21/9/2011 - 08:08

Oh, Barbara, il gelait sur l'Elbe...

Oh, Barbara, il gelait sur l'Elbe...

Canzone française – Oh, Barbara, il gelait sur l'Elbe... – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 46

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Mil neuf cent quarante-sept, l'année de la mort de Hans Fallada , alias Rudolf Ditzen, né en Poméranie en 1893 et grand contempteur du Reich de Mille Ans, lui-même fameux épisode de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches mènent de toutes les manières (y compris crapuleuses) contre les pauvres. Cette année-là, au début de l'année, presque au moment où mourut Fallada, il fit un froid de tous les diables. On aurait dit que s'abattait sur l'Allemagne une nouvelle et terrible vengeance du ciel... Le froid. Un... (continua)
Oh, Barbara, il gelait sur l'Elbe, cette année-là,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/9/2011 - 23:15
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Ritornare a sognare (Canzone per Gino Strada)

Testo e musica di Joe Natta

Salve ancora da Joe Natta, Cantautore demenziale.
Vi invio il mio ultimo singolo che si intitola "Ritornare a Sognare (Canzone per Gino Strada)" che, come dice il titolo, è un brano dedicato a una persona che stimo enormemente, Gino Strada, nonché canzone contro la guerra.

Su youtube è presente il videoclip ufficiale del pezzo visionabile a questo indirizzo, mentre l'mp3 della canzone sarà presto disponibile su Itunes e sul mio sito www.joenatta.com.

Grazie per l'attenzione e continuate a (r)esistere mi raccomando!
A presto
Joe Natta

Altre canzoni che citano Gino Strada:
Ghetto dei Modena City Ramblers
Pappagalli verdi di Piero Pelù
Una fiaba di Gino Strada
(DoNQuijote82)
Mano nella mano con l'indifferenza
(continua)
inviata da Joe Natta 20/9/2011 - 22:02
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Allons z'enfants, ou Le conscrit

Versione inglese di John Pearson
GO FOR IT BOYS, OR THE CONSCRIPT
(continua)
inviata da John Pearson 20/9/2011 - 19:59
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Attica Blues

‎[1972]‎
Album “Attica Blues”‎
Finalmente ho trovato il testo!‎



Come Attica State di John Lennon, un brano scritto dopo il tragico epilogo di una rivolta nel ‎penitenziario di Attica, New York, avvenuta nel settembre del 1971. A scatenare la rivolta fu – ‎insieme alle pessime condizioni carcerarie e alla ferocia dei secondini – l’assassinio del leader delle ‎Black Panthers George Jackson avvenuto qulche tempo prima nella prigione californiana di San Quentin. ‎L’allora governatore Nelson Rockefeller (già, uno della celebre famiglia di nababbi) fece finta di ‎voler trattare ma poi ordinò alla polizia di intervenire per ripristinare l’ordine. I reparti ‎antisommossa, entrati nel perimetro del carcere, lanciarono un gran numero di lacrimogeni e poi si ‎misero a sparare alla cieca sicchè alla fine si contarono 39 morti, dieci dei quali erano ostaggi in ‎mano ai rivoltosi. La commissione... (continua)
La la la la la,
(continua)
inviata da Bartleby 20/9/2011 - 10:58
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Il mercenario di Lucera

Ad Andrea, distratto visitatore di passaggio,

Staremmo freschi se ogni CcG per essere tale dovesse sempre esprimere chiarissimi, esplicitissimi e direttissimi contenuti anti-guerra. La canzone, come sta scritto nell'intestazione, fa parte di un percorso. Se cerchi canzoni più esplicitam. contro la guerra vai negli appositi percorsi per es. "Vietnam" o "Hiroshima" o "Disertori", etc.
Rodolfo 19/9/2011 - 09:31
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Brigante se more

I due versi che costituiscono il pomo della discordia, che Bennato giustamente rivendica, appartengono alla cultura dei centri sociali della periferia napoletana, ma quei giovani che venivano massacrati dalle truppe piemontasi con la collaborazione della borghesia massonica meridionale, nulla hanno in comune con certi fenomeni della nostra epoca. Se si legge l'"Eredità della Priora"; di C. Alianello si vede come quelle parole stonano. Aggiungo che dalle cronache dell'epoca i cosiddetti briganti portavano sempre sotto la giacca un'immagine di un santo, in particolare di Sant'Antonio, il popolo del Sud era profondamente cattolico. Il tentativo maldestro di Bennato di rappresentare gli insorti come dei manifestanti un po' più agguerriti è veramente patetico e volgare.
enzo vitolo 18/9/2011 - 19:56
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Teresa Batista

liberamente tratta dal libro “Teresa Batista, stanca di guerra” di Jorge Amado
Col viso calmo le passa avanti
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/9/2011 - 16:27
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El Salvador Será

Letra y Música: Dimas Castellón
Versión: Franklin Quezada
En cada puño alzado del pueblo
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/9/2011 - 15:48
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Homenaje a Monseñor Romero

Letra y Música: Alvar Castillo
Símbolo de rebeldía
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/9/2011 - 15:43
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No matarás

Altra canzone ispirata alle parole di mons. Oscar Romero No matarás
(DonQuijote82)
No matarás...
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/9/2011 - 15:40
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Oscar Romero

Oscar Romero e Vittorio Arrigoni

DonQuijote82 18/9/2011 - 15:28
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Le Mur

Vi mando questa canzone (scritta da Michel Vaucaire e Charles Dumont) cantata dalla Streisand in un suo album del 1966 intitolato "Je m'appelle Barbra"; malgrado una breve ricerca in internet, non ho trovato conferme alla mia idea che sia una canzone dedicata al muro di Berlino. Vedete voi se pubblicarla.
Ils ont construit
(continua)
inviata da Renato Stecca 18/9/2011 - 12:01
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Argjentina

2011
Album: "Vino Tabacco e cielo"


Emigrante per avventura, per necessità, perché era giovane, perché aveva il male del mattone.
Emigrante per poco, ma il periodo si allunga. Quindici anni. Torna e non trova più gli stessi
borghi. Tutto è cambiato. E’ estraneo anche alla sua famiglia. Trova tre nuovi “figli”.
Brinda per il ritorno, brinda per i figli. Brinda per una festa senza allegria.

Luigi Maieron: Voce, Chitarra acustica
Davide “Billa” Brambilla: Fisarmonica
Franco Giordani: Mandolino, Cori
Francesco Piu: Chitarra acustica e Cori
Elvis Fior: Batteria
Ellade Bandini: Percussioni
Paolo Manfrin: Basso, Cori
Paolo Forte: Bandoneòn
Un po’ per avventura un po’ disperazione
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/9/2011 - 11:54
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Obama Nation - Part 2

[2011]
Lyrics & Music by LOWKEY
Feat. M1 (Dead Prez) & Black The Ripper.

Obama Nation - Part I

"Oh, O-Obama, my love.. my only hope.."
I don't, I don't want no – Obama, Obama nation (abomination)
(continua)
inviata da giorgio 18/9/2011 - 10:05
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Le retour de la croisade

Album: Rummadoù (Générations) 2011

Sono tornati i Tri Yann con un bell'album intitolato Rummadoù (Generazioni in bretone) che racconta la storia di una famiglia bretone dal 463 d.C. ad oggi. Anche i generi musicali delle canzoni (e la lingua) si evolvono al passare dei secoli, spaziando dalla musica tradizionale al pop anni '60. Questa canzone racconta un ritorno dalle Crociate (mi sembra di capire che si tratti della quinta crociata ma non sono sicuro).
Por christ et saincte terre,
(continua)
18/9/2011 - 00:02
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Rap in guerra

Album: Tradimento - 2006
Il mio corpo è a terra ma non mi sposti da qui
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/9/2011 - 12:57
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Sulla frontiera

(2008)
Album "Ora"

Yeah
(continua)
inviata da DonQuijote82 17/9/2011 - 12:40
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Canto General

Testo inglese da : questo link
LA UNITED FRUIT CO.
(continua)
inviata da emanuele ricciardi 17/9/2011 - 11:05
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Tu risa en la Alameda

Album: La vida secreta de Peter Parker (2009)
con Ismael Serrano

Esta bellísima canción de Manuel Cuesta, que la he escuchado cientos de veces –él la canta cada vez mejor–, anoche en Libertad 8 me provocó dos pensamientos que me gustaría compartir.

En primer lugar, me trajo a la memoria estas palabras de Daniel Barenboim: «No hay solución militar para la paz, y mientras haya quien lo piense, no se conseguirá nada [...]. Creo que a través de la música puede superarse el odio y crearse el diálogo, el entendimiento y la armonía»... ¡Totalmente de acuerdo!...

Y anoche yo pensaba: «Creo que mientras un ser humano sea capaz de crear canciones como "Tu risa en la Alameda", hay esperanzas para la PAZ y para el cese de la violencia; y lo creo porque estoy convencido de que la "belleza" y la "sensibilidad" son dos de los caminos imprescindibles para nuestra deseada e implacable abolición de las... (continua)
Crece entre el fulgor de la ciudad,
(continua)
16/9/2011 - 23:11
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Sangue e Filigrana

Il Guercio:
(continua)
inviata da DonQuijote82 16/9/2011 - 21:58
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Cronache di Resistenza

IL Guercio:
(continua)
inviata da DonQuijote82 16/9/2011 - 21:57
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Hippie From Olema

‎‎[1971]‎
Nell’album “Good and Dusty”‎

Scritta da Jesse Colin Young, leader di questa band folk rock del Greenwich Village, come risposta ‎satirica alla superconservatrice e iperpatriottica ‎‎“Okie from Muskogee” ‎‎(scritta nel 1960 ma incisa solo nel 1969) del songwriter country Merle Haggard che ‎all’epoca, forse per riaccreditarsi al pubblico dopo un non breve periodo trascorso in galera (fu ‎indultato solo nel 1972 da Ronald Reagan, allora governatore della California), s’indignava per le ‎proteste dei giovani cappelloni contro la guerra in Vietnam.‎
Gli Youngbloods gli risposero “per le rime”, citandolo direttamente nell’ultima strofa: “haggard” ‎infatti è un aggettivo che significa “sfatto”, “sbattuto”… “A Olema noi fricchettoni ‎accogliamo senza problemi gli stranieri anche se sono Haggard” …‎

Olema è una cittadina della California, mentre il titolo della canzone di Haggard fa riferimento al ‎motto della cittadina di Muskogee in Oklahoma, “We're Proud to be Okies from ‎Muskogee”.‎
Well I’m proud to be a hippie from Olema
(continua)
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 14:43

Les Nuits avec Django

Ah ! Quelles belles soirées dans le Hot Club de France !
(continua)
inviata da Carles Viadel 16/9/2011 - 14:42
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Anniversary of World War III

‎[1968]‎
Album “Vol. 3: A Child's Guide To Good And Evil”‎
Testo trovato qui

‎‎

Una traccia di solo un minuto e mezzo che chiude questo terzo lavoro della band psichedelica ‎californiana.‎
Un minuto e mezzo di silenzio totale, anzi, tombale: sulla Terra non c’è più nulla, nessuna forma di ‎vita complessa, tanto meno è rimasto un essere umano che possa celebrare l’anniversario della ‎Terza Guerra Mondiale… ‎
‎[…]‎
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 14:03
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In the Arena

‎[1967]‎
Album “Vol. 2 (Breaking Through)”‎
Testo completo, verificato all’ascolto, trovato su Rockol.it.
Le parti indicate in corsivo sono parlate (la voce di uno speaker all’altoparlante che invita allo spettacolo)


“Venghino siore e siori al grande spettacolo! Questo pomeriggio nello stadio della città la ‎nostra brava polizia farà a pezzi bambini e donne innocenti, fricchettoni e gentaglia del genere, ‎insegnanti e altre specie di pacifisti! La prossima settimana, invece, a grande richiesta, potrete ‎assistere alla fucilazione di negri saccheggiatori di tutte le età! Arrivate presto per assicurarvi i posti ‎migliori! Venghino siore e siori!!!”
In the arena the crowd is restless
(continua)
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 13:40
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Suppose They Give a War

‎[1967]‎
Album “Vol. 2 (Breaking Through)”‎
Testo trovato qui
‎ ‎


Come Zor And Zam dei Monkees, una canzone ispirata ad un celebre passo da “The People, Yes”, poema ‎scritto da Carl Sandburg nel 1936:‎

The little girl saw her first troop parade and asked, “What are those?”
‎“Soldiers.”
‎“What are soldiers?”
‎“They are for war. They fight and each tries to kill as many of the other side as he can.”
The girl held still and studied.
‎“Do you know…I know something?”
‎“Yes, what is it you know?”
‎“Sometime they’ll give a war and nobody will come.”


L’innocente e rivoluzionaria considerazione della bimba portata ad assistere alla sua prima parata ‎militare venne adottato come slogan dal movimento contro la guerra in Vietnam.‎
This is an African tribal chant that we wrote called
(continua)
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 13:38
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A Child of a Few Hours Is Burning to Death

‎[1968]‎
Album “Vol. 3: A Child's Guide To Good And Evil”‎
Testo trovato qui

Da uno dei gruppi più rappresentativi della psichedelia dei 60 un testo durissimo che allude alla ‎guerra in Vietnam, alla sua spettacolarizzazione ed all’indifferenza o assuefazione di molti ‎americani di fronte al quotidiano, raccapricciante spettacolo di “un bambino appena nato bruciato ‎vivo”. ‎


D’altra parte, in quegli anni “il Napalm era perfetto per donne e bambini”…‎
A child of a few hours is burning to death
(continua)
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 13:36
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A Child's Guide to Good and Evil

‎[1968]‎
Album “Vol. 3: A Child's Guide To Good And Evil”‎
Testo trovato qui



Frase chiave di questa guida al bene e al male scritta per i bambini:‎
“Il diavolo non esiste, salvo che per la guerra”
Take my hand and run away with me
(continua)
inviata da Bartleby 16/9/2011 - 13:34




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