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La mauvaise réputation

Dann mon kartyé pa pou fé lo fyon,
(continua)
7/9/2019 - 00:29

La vie vié nèg

anonimo
‎[anni 60]‎
Canzone haitiana di autore anonimo‎
Testo trovato su ““Basta: storia rivoluzionaria dell'America Latina attraverso la canzone”, a cura di ‎Meri Lao.‎

La vie vié nèg ‎
(continua)
inviata da Bernart 9/5/2013 - 15:31
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Papa-m monté oun bato

Dall’album “Haiti: Ki Sa Pou-N Fe?” (Haiti: What is to Be Done?), Folkways (Paredon) Records, 1975.
Parole da una poesia di tal Dr. Z.
Musica di Toro, Atis Indepandan e Pierre Michel Augustin

“Here is a story repeated often in Haitian life. The dictator's army is permitted to arbitrarily sieze land from the peasants, leaving them to starve. Because there are no jobs, the father is often forced to go elsewhere to look for work, and the hardships he faces often prevent him from returning home. The mother is left alone with starving children, which often forces her to send the youngest to work in the rich houses where they are paid only with a few scraps of food, a corner to sleep in, and beatings when they can't work hard enough, This picture will change when "our courage is stronger than all our tears."
(introduzione al brano dal libretto che accompagna il disco)
Papa-m monté oun bato, yo di nou li alé Naso
(continua)
inviata da Alessandro 1/3/2010 - 15:23
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Manvi chante péyi-m

Dall’album “Haiti: Ki Sa Pou-N Fe?” (Haiti: What is to Be Done?), Folkways (Paredon) Records, 1975.

“Here is the Haiti never seen in the tour guides. When the people at last control the wealth of our country, it wlll he a paradise. Meanwhile, we choose to sing of the realities, we use the form created by the balladeers who go from town to town amusing and educating the people with his satirical songs, because it is easy for the people to take them up. Usually sung by one person, the songs speak for many.” (introduzione al brano dal libretto che accompagna il disco)
Si-m louvri bouch mouin. sé pa
(continua)
inviata da Alessandro 1/3/2010 - 14:22
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Gadé maché ti péyi mouin!

Dall’album “Haiti: Ki Sa Pou-N Fe?” (Haiti: What is to Be Done?), Folkways (Paredon) Records, 1975. Scritta nel 1973 dal musicista haitiano Toro.

Siccome terremoti, guerre e carestie si abbattono sempre e soltanto, per ragioni che non è difficile cogliere, sui poveracci, comincio a postare qualche canzone proveniente da Haiti, uno dei paesi più miseri del mondo, che da alcune settimane è sotto i riflettori internazionali (che diversamente non se la cagano proprio) per via del terribile terremoto che l’ha travolta…
Il creolo haitiano è pieno di accenti… non vogliatemene se alla fine me ne sarò volato qualcuno durante la faticosa trascrizione dei testi…

“This is a record not about abstractions but about the daily lives of 5 million people, living in a land
area of 10.714 square miles, 2/3 of which is mountainous terrain unsuitable for farming. They also live under one of the most brutal... (continua)
Gadé maché ti péyi mouin adié-o
(continua)
inviata da Alessandro 1/3/2010 - 13:53
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Mandela

[1996]
Album “Bwarouz”
Kwé i lé Granmounté Mandela ?
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2009 - 23:15
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Banm kalou banm

[1999]
Album “Foutan Fonnkér”

Danyèl Waro è un musicista e poeta bianco (bianchissimo, quasi albino) dell’isola di La Réunion, territorio francese d’oltremare (una colonia, insomma) a 700 Km ad est del Madagascar, dove la lingua ufficiale è il francese ma quella parlata dalla gente è il creolo reunionese. Ed è questa la lingua in cui si esprime anche Waro, massimo interprete e riscopritore dell’antico maloya, il canto-ritmo tradizionale dei tagliatori della canna da zucchero, un blues dalle radici africane, malgasce e indiane che i colonialisti francesi cercarono - e quasi vi riuscirono - di estirpare insieme alla particolare cultura di quella terra, uno spazio ristretto sperduto nell’oceano a cui nel tempo sono approdati africani, malgasci, indiani, europei, vietnamiti, malesi e cinesi.

Danyèl, nato nel 1955 in una famiglia di contadini, a quindici anni scopre e si innamora delle canzoni... (continua)
I di a ou anlèr, dann milié la mer
(continua)
inviata da Alessandro 15/12/2009 - 12:30
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Béber

[1996]
Album “Bwarouz”

Testo originale ora disponibile ad esempio su rockol e inserito dieci anni dopo.
Traduzione in francese originariamente trovata su l’histgeobox. Ho scritto loro chiedendo se avevano il testo originale in lingua creola e uno degli amministratori, J. Blottiere – che ringrazio – mi ha cortesemente risposto quanto segue. Lo riporto perché riguarda le CCG/AWS:

“Bonjour, les paroles se trouvent sur le livret du disque de Danyel Waro. Malheureusement, je ne les ai pas recopiées. Je vais tâcher de retrouver le disque pour vous les faire parvenir.
Bravo pour votre formidable site sur lequel je me rends souvent. C'est une source d'inspiration formidable. J.B.”

Danyèl Waro è un musicista e poeta originario dell’isola di La Réunion, territorio francese d’oltremare, situata 700 km ad est del Madagascar. A Waro si deve la riscoperta del “maloya”, un genere musicale tipico... (continua)
Sé pa kel zoug son sarét béf doulèr
(continua)
inviata da Alessandro 10/12/2009 - 12:14
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Doudou a moué

anonimo
Canzone popolare della Martinica in lingua creola.
Chanson populaire en créole martinicain.

Da Chants populaires français
Adieu foulards, adieu madras
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 20/5/2006 - 23:46
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13. By the Waters of Babylon

CREOLO HAITIANO

La versione in creolo haitiano del Salmo 137, da:
http://www.biblegateway.com
Sòm 137
(continua)
29/6/2005 - 16:25

Fò Dimanch

anonimo
[ca. 1996/97]
Canzone popolare haitiana in lingua creola.

Testo tratto dal Sito del Solidariteitskoor Amahoro


Jean-Bertrand Aristide, ex sacerdote cattolico e “teologo della liberazione”, ha nello scorso decennio lasciato la sua impronta sulla politica haitiana. E’ stato il primo presidente democraticamente eletto di un paese che, in due secoli di indipendenza, non aveva conosciuto che dittature. L’ultimo di una lunga serie dittatori è stato il famoso Jean Claude Duvalier, soprannominato “Baby Doc”. Nel 1990, otto mesi dopo il suo ingresso nel palazzo presidenziale, Aristide fu rovesciato da un colpo di stato militare. Visse per un paio d’anni in esilio negli Stati Uniti, finché nel 1994 una forza di invasione americana non lo aiutò a rimettersi in sella. Aristide fece posto nel 1996 al presidente Préval, ma dietro le quinte mantenne sempre le redini del potere. Sfortunatamente, l’ex... (continua)
Pou lonè tout Ayisen yo
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 16/6/2005 - 23:44




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