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Treblinka

Maurizio Bianchi
Lingua: Strumentale


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1981
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A Treblinka non c'era la tipica selezione per gli abili e inabili al lavoro una volta scesi dai treni; la direzione era sempre e solo la morte. A parte i prigionieri schiavi lasciati in vita per i lavori nel lager, chi entrava a Treblinka doveva morire subito. All'inizio non c'erano forni crematori e nei primi 8 mesi furono usate vaste fosse comuni per lo smaltimento dei cadaveri e poi in seguito venne usata la cremazione, effettuata su gigantesche graticole costruite con binari ferroviari.

Treblinka

Si stima che nel solo campo di sterminio di Treblinka vennero uccise dalle 700.000 alle 900.000 persone. Pur essendo un noto luogo di morte, Treblinka non risulta tra i lager più tristemente famosi, nonostante la sua altissima micidialità seconda solo ad Auschwitz - Birkenau. Ciò perché di quell'immane carneficina nel dopoguerra erano rimasti in vita soltanto 18-20 sopravvissuti e le testimonianze in merito agli orrori di Treblinka sono rare e parziali e di conseguenza il materiale descrittivo delle atrocità compiute in questo lager ne illustra soltanto una piccolissima parte di quelle, che in realtà, vi avvennero.

Tra le rare testimonianze presenti vi è quella preziosa di un falegname ebreo polacco, Yankel Yakov Wiernik, nato a Biała Podlaska nel 1889 e deportato a Treblinka il 23 agosto 1942. Wiernik ha miracolosamente salva la vita poiché i nazisti hanno bisogno di lui, della sua grande maestria lavorativa per le costruzioni nel lager.

Autore del libro "Un anno a Treblinka", Wiernik fu anche testimone con la sua deposizione al Processo Eichmann, in cui presentò anche un plastico da lui ricostruito del campo.

Nel suo libro immortala quello che vide a Treblinka, disumanità indescrivibili, inflitte con una cattiveria ed un sadismo assoluti, narra dei deportati che patirono torture, sevizie e sofferenze incredibili.

A Treblinka non si uccideva con il famigerato gas Zyklon B ma con il monossido di carbonio prodotto da motori di carroarmati russi a loro volta usati anche per produrre energia elettrica per il lager. Ciò rendeva la gassazione molto più lenta e dolorosa ma questo sistema evitava il rifornimento del gas chimico così problematico in tempo di guerra.

Anche Treblinka ebbe dei tentativi di ribellione: Si ebbero vari tentativi di resistenza individuale; per esempio, l’uccisione dell’SS Max Biala da parte di Meir Berliner l’ 11 Settembre 1942, ma non fu che nei primi mesi del 1943 che venne formato un gruppo di resistenza. Questo gruppo comprendeva Galewski, il dottor Julian Chorazycki, Zelo Bloch, Zvi Kurland, Rudolf Mazarek e il dottor Leichert. Non tutti questi membri sopravvissero alla rivolta; molti morirono eroicamente.

Quando la cremazione dei corpi fu quasi completata, e fu chiaro che il campo e i prigionieri sarebbero stati liquidati, i comandanti del movimento clandestino si convinsero che la rivolta non poteva essere posticipata più a lungo. Il giorno e l’ora furono fissati - 5 del pomeriggio del 2 Agosto 1943.
Inizialmente la rivolta andò secondo i piani. L’armeria venne aperta con una copia della chiave. Le armi furono rimosse e consegnate ai membri del gruppo di resistenza.
Poco prima dell’ora in cui l’inizio della rivolta era stato programmato, alcune SS avevano deciso di fare un bagno nel vicino Fiume Bug, indebolendo così la guarnigione. A causa di ciò, e al fine di assicurare che la rivolta non venisse compromessa, gli insorti non ebbero alternativa e iniziarono la rivolta prima del previsto. I ribelli che possedevano armi rubate aprirono il fuoco sulle guardie del campo. La stazione di carburante esplose e le baracche in legno furono incendiate. Le camere a gas non furono danneggiate. Una massa di prigionieri cercò di prendere d’assalto le recinzioni, al fine di fuggire dal campo. Furono bersaglio degli spari delle guardie poste sulle torri. La maggior parte di loro, tentando di scappare, venne colpita mentre era impigliata nelle barriere di filo spinato, intrecciate con trappole anticarro.

Quelli che scapparono furono inseguiti dalla polizia locale e dalle forze di sicurezza, incluso guardie provenienti da Treblinka I. 1.000 internati erano ancora vivi quando la rivolta scoppiò il 2 Agosto 1943. Di questi, solo 200 riuscirono a fuggire. Circa 60 tra i fuggitivi erano ancora vivi alla fine della guerra per raccontare al mondo gli orrori di Treblinka.

death campo.org
wikipedia
Strumentale

inviata da Dq82 - 16/11/2016 - 12:58



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