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Lingua: Serbo


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[2000]
Lyrics and Music by Đorđe Balašević
Testo e musica di Đorđe Balašević

Belgrado 1996. Foto da Studentski protest
Belgrado 1996. Foto da Studentski protest


Questa splendida canzone narra di due vecchi compagni di gioventù, amici un tempo, che con lo scoppiare della follia jugoslava degli anni '90 hanno preso strade irrimediabilmente diverse: uno è entrato in polizia, e pur essendo una persona di per sé onesta si è lasciato corrompere dall'odio e dalla violenza del potere, di una classe dirigente meschina e corrotta che, come in ogni dittatura, sfrutta le forze dell'ordine non per difendere i cittadini ma per difendersi DAI cittadini.
L'altro non ha accettato lo stato delle cose, ed infatti lo troviamo tra le migliaia di manifestanti che sono scesi a protestare per le strade della capitale, intende probabilmente le manifestazioni e gli scioperi del 1996/97, finiti in nulla anche grazie ai soldi raccolti da Milosevic con l'affare Telekom Srbija (capitolo a parte).

Trovo suggestive due cose: il fatto che i due protagonisti da giovani abbiano avuto la stessa ragazza (in realtà il poliziotto l'ha rubata al suo amico), quindi un legame molto forte e che resta nel ricordo anche dopo anni, ed il fatto che (ma la cosa è ambigua), alla fine, i due si rincontrino proprio durante le proteste, l'uno di fronte all'altro in testa ai cordoni della polizia e dei manifestanti. È quindi facile ripensare tutta la canzone come il flashback di un istante, dove il narratore rivedendo il viso del poliziotto noto ripercorre in un attimo tutta la loro vicenda, e pur rivolgendosi direttamente al gendarme probabilmente parla solo nella propria testa, dando voce ad una speranza recondita ("non picchiamoci tra di noi, siamo fratelli"), piuttosto che alla realtà dei fatti. Ma ripeto, questa è un'impressione personale, potrei sbagliare.

Trovo che il testo e l'idea di fondo siano tremendamente attuali, basti pensare a quello che accade in queste settimane in Iran...

Infine un paio di note tecniche: non è per niente una canzone facile da tradurre (infatti ci ho messo un po' per renderla in maniera degna). Nell'originale il poliziotto viene chiamato semplicemente Plavi - Blu, ma in italiano suonava così male ("mio Blu") che mi sono permesso di adattarlo un attimo.
Poi non sono sicuro (per via di una mia traduzione forzata), che sia chiaro il senso delle "stelle che atterrano sulle spalline". Si riferisce ovviamente all'uniforme da poliziotto, e quindi a una promozione di grado.

Un saluto agli amici del sito, :)
Filip


"There are some differences between "ordinary" people and policemen, whose job is to serve to the people. Unfortunatelly authorities use them often for their own interests. This is a song about something like that.The story is about a "fictive" policeman who didn't finish his schools for doing repression, but he does it,just because the authorities want it." - Dami 1622, commentary to song's YouTube video.
E, moj Plavi, bio si malo sirov, al' ipak pravi
Nikad u dilu s bagrom, nikom u stranu, nikome dužan
Bio si, sve u svemu, dobrom čukom naoruzan

Šta da pričam, ja danas ne znam nikog ko ti je sličan,
Spremnog da, bez računa, tačno u podne razgrne slabe
I kao Geri Kuper sam izađe pred barabe

Da, tu i tamo setim se devojke po kojoj se znamo,
Ćudljivo kišno leto, sedamdest' koja, godina Raka,
Kad me je školska ljubav ostavila zbog murjaka?

Ajd, davno bilo, otad se sedam mora Dunavom slilo,
Dok jedro mog kaputa burnim su morem terali vetri
Na tvoje epolete sletele su zvezde dve-tri

I tad su došli popovi, pa topovi, pa lopovi,
I čitav svet se izobličio...
Ispuzali su grabljivci, pa lažljivci, snalažljivci,
Al ko je smeo da te podseća šta si,
Dobro se pamti samo prvi u klasi

Ne znam, Plavi, meni se činilo da Beograd slavi
Veliki Uskrs duha, svi ti grafiti a onda kordon
Pred onom decom ko pred tobož nekom hordom

Znaš šta sledi, ipak je ona bila nešto što vredi
Pa kad se onog juna nismo potukli zbog njene časti
Zar ćemo sad, zbog ovih očajnika željnih vlasti?

Dogod je ovih frikova sa punom vrećom trikova
Ništa što vredi neće vredeti,
Zar stvarno nema načina pred najezdom prostačina,
Pa ti si školovan da hapsiš taj talog
A ne da puštaš da ti izdaju nalog!

Sorry, Plavi, pošaljem katkad srce na raport glavi,
Od starog društva, ništa, neko je puko, neko je svirn'o
Ma, ti si super, brate, ako stvarno spavaš mirno.

inviata da Riccardo Venturi - 20/10/2007 - 22:23




Lingua: Serbo

Il testo in ћирилица, l'alfabeto cirillico serbo. La trascrizione è stata effettuata da Riccardo Venturi.
ПЛАБА БАЛАДА

Е, мој Плави, био си мало сиров, ал' ипак прави
Никад у дилу с багром, ником у страну, никоме дужан
Био си, све у свему, добром чуком наорузан

Шта да причам, ја данас не знам никог ко ти је сличан,
Спремног да, без рачуна, тачно у подне разгрне слабе
И као Гери Купер сам изађе пред барабе

Да, ту и тамо сетим се девојке по којој се знамо,
Ђудљиво кишно лето, седамдест' која, година Рака,
Кад ме је школска љубав оставила због мурјака?

Ајд, давно било, отад се седам мора Дунавом слило,
Док једро мог капута бурним су морем терали ветри
На твоје еполете слетеле су звезде две-три

И тад су дошли попови, па топови, па лопови,
и читав свет се изобличио...
Испузали су грабљивци, па лажљивци, сналажљивци,
Ал ко је смео да те подсећа шта си,
Добро се памти само први у класи

Не знам, Плави, мени се чинило да Београд слави
Велики Ускрс духа, сви ти графити а онда кордон
Пред оном децом ко пред тобож неком хордом

Знаш шта следи, ипак је она била нешто што вреди
Па кад се оног јуна нисмо потукли због њене части
Зар ћемо сад, због ових очајника жељних власти?

Догод је ових фрикова са пуно, врећом трикова
Ништа што вреди неће вредети,
Зар стварно нема начина пред најездом простачина,
Па ти си школован да хапсиш тај талог
а не да пушташ да ти издају налог!

Sorry, Плави, пошаљем каткад срце на рапорт глави,
Од староф друштва, ништа, неко је пуко, неко је свирн'о
Ма, ти си супер, брате, ако стварно спаваш мирно.

17/2/2009 - 09:17




Lingua: Italiano

Versione italiana di Filip Stefanović
BALLATA IN BLU

E, mio Ragazzo in blu, eri un po' brusco, ma comunque retto
Mai in combutta con i buzzurri, con nessuno servile, con nessuno in debito
Eri, dopo tutto, armato di buone intenzioni.

Che parlo a fare, io oggi non conosco nessuno che ti somigli,
Pronto, senza tornaconto, a mezzogiorno in punto a scuotere i deboli
E come Gary Cooper fronteggiare da solo la marmaglia...

Sì, a volte mi viene in mente la ragazza per la quale ci siamo conosciuti,
Strana estate piovosa, Settanta e qualcosa, l'anno del Cancro,
Quando l'amore del tempo della scuola m'ha lasciato per uno sbirro.

Forza, è stato tanto tempo fa, da allora sette mari si sono riversati per il Danubio,
Mentre i venti spingevano la vela del mio cappotto con un mare in tempesta
Sulle tue spalline sono atterrate due o tre stelle**

E proprio allora sono arrivati i preti, poi i cannoni, poi i ladri
E tutto il mondo si è smascherato...
Sono strisciati fuori gli avidi, poi i bugiardi, poi i furbastri,
Ma chi aveva il coraggio di ricordarti cos'eri,
Si ricorda bene solo il primo della classe.

Non so, Ragazzo in blu, a me sembrava che Belgrado festeggiasse
una grande Pasqua dell'animo, tutti quei graffiti e poi il cordone
Davanti a quei bambini come davanti ad un'orda arrogante

Sai cosa segue, lei era comunque una cosa per cui valeva la pena
E se non ci siamo picchiati quel giugno per il suo onore
Lo vogliamo forse fare ora, per questi disperati assetati di potere?

Fin quando ci saranno questi imbecilli con un sacco pieno di trucchi
Niente che vale avrà valore,
Davvero non c'è verso davanti a un'invasione di zotici,
Ma tu sei addestrato per arrestare questa feccia
E non per lasciare che loro ti diano degli ordini!

Sorry, Ragazzo in blu, di tanto in tanto mando il cuore a fare rapporto alla testa,
Della vecchia compagnia, niente, qualcuno è scoppiato, qualcuno ci è uscito di testa
Ma, tu sei fantastico, fratello, se davvero dormi tranquillo.

inviata da Filip Stefanović - 10/7/2009 - 21:19




Lingua: Serbo

C'è un'altra versione di questa canzone, di cui avete già inserito il video. Ne aggiungo il testo, notevolmente diverso, ma complementare rispetto al primo: direi quasi che in questo il narratore sia più comprensivo nei confronti del poliziotto, reso in qualche modo più ingenuo, meno accomunato al potere che difende.
PLAVA BALADA (Druga verzija)


E, moj Plavi, bio si žestok, ali bio si pravi
Nikakav dil sa šljamom, nikome služan, nikome dužan
Uvek si bio samo ludom čukom naoružan

Mi svi lole, a ti u almanahu pandurske škole
Pravi kapetan tima, drugi u klasi, šta više kaz'ti
I puna šapka snova o poštenju i o časti

Davno bilo, od tad se sedam mora Dunavom slilo
Na svoje epolete prišili zvezde čudni pitomci
I ne znaš više ko su dobri a ko loši momci

I pusti žvake da kod nas narod kao ljubi murjake
Ma taman posla, ali zbog sitne raje i postoji zakon
I svi su voleli da katkad naiđeš sokakom

A tad su došli topovi, pa popovi, pa lopovi
I čitav svet se izobličio
Ispuzali su grabljivci, pa lažljivci, snalažljivci
A ljudi ćutali, a šta bi drugo?
I šaptali da ovo ne može dugo

Ne znam Plavi, meni se činilo da Beograd slavi
Opojni dah slobode, velika zvona, pa plavi kordon
Pred onom decom ko pred tobož nekom strašnom hordom

Mulj i talog, jasno je meni ko potpisuje nalog
Ali je bruka druže što oko sebe podižu tabu
A tebe prodaju za palikuću i barabu.

Dok god je ovih frikova sa punom vrećom trikova
Ništa što vredi neće vredeti
I sve je manje načina pred najezdom seljačina
A ti si učen druže, zar ne kužiš,
da hapsiš takve njuške kojima služiš

Sorry Plavi, pošaljem nekad srce na raport glavi
Od starog društva ništa, neko je puko, neko je svirn'o
I ti si super brate, ako stvarno spavaš mirno

inviata da Filip Stefanović - 10/7/2009 - 23:49




Lingua: Italiano

Versione italiana di Filip Stefanović della seconda versione
BALLATA IN BLU (Altra versione)


Eh, mio Ragazzo in blu, eri un po' brusco, ma comunque retto
Mai in combutta con i buzzurri, con nessuno servile, con nessuno in debito
eri sempre solo armato di un gran fegato pazzo.

Noi tutti ragazzini, e tu nell'annuario della scuola per sbirri
Un vero capitano di squadra, secondo in classe, cosa dire di più
E un berretto pieno di sogni riguardanti l'onestà e l'onore...

È stato tanto tempo fa, da allora sette mari si sono riversati per il Danubio
Strani cadetti hanno cucito le stelle sulle loro spalline
E non sai più chi sono i buoni e chi i cattivi ragazzi.

E lascia perdere le storielle, che da noi la gente ama gli sbirri
Ma ci manca solo questo, però la legge esiste proprio per le risse da poco
E tutti amavano vederti apparire di quando in quando per il viottolo.

E proprio allora sono arrivati i preti, poi i cannoni, poi i ladri
E tutto il mondo si è smascherato...
Sono strisciati fuori gli avidi, poi i bugiardi, poi i furbastri,
E la gente stava zitta, che altro avrebbe potuto fare?
E sussuravano che non sarebbe potuta durare a lungo.

Non so, Ragazzo in blu, a me sembrava che Belgrado festeggiasse
un inebriante respiro di libertà, campane a festa, e il cordone blu
Davanti a quei bambini come davanti ad un'orda arrogante...

Feccia e fanghiglia, mi sembra chiaro chi firma gli ordini
Ma amico è scandaloso che loro si rendano intoccabili
Mentre spacciano te per un istigatore e farabutto.

Fin quando ci saranno questi imbecilli con un sacco pieno di trucchi,
Niente che vale avrà valore.

Davvero non c'è verso davanti a un'invasione di zotici,
E tu sei addestrato, amico, davvero non comprendi
Che dovresti arrestare quei grugni che difendi...

Sorry, Ragazzo in blu, di tanto in tanto mando il cuore a fare rapporto alla testa,
Della vecchia compagnia, niente, qualcuno è scoppiato, qualcuno ci è uscito di testa
E tu sei fantastico, fratello, se davvero dormi tranquillo.

inviata da Filip Stefanović - 10/7/2009 - 23:50


questa canzone non è dedicata a un polizioto è dedicata a grande e indimenticabile TITO che portava sempre la divisa blu. Era presidente della ex Yugoslavia unico degno di rispetto è uno dei presidenti più rispetati in tutto il mondo. Era molto severo ma non si è mai inginocchiato d'avanti a nessuno coruzzione nei suoi tempi era una parola che non poteva essere nemmeno pronunciata e anche se si lamentavano tutti che era un grande dittatore ancora molti rimpiangono quel periodo. La ultima frase dove dice sei uno veramente grande se adesso dormi tranquillo e la frase dell' cantante dove si rivolge direttamente a Tito sapendo che Tito non avrebbe mai ne accetato ne permesso tutto accduto e che Tito se guarda tutto da la su sicuramente non riposa in pace ma si sta rivolgendo nella tomba

Maria - 30/6/2010 - 07:45


L'interpretazione di Maria è suggestiva, anche se rileggendo il testo ci sono varie cose che non tornano (e anche il video fa pensare che la canzone si riferisca ad un poliziotto!). Ma allora la ragazza sarebbe una metafora per la Jugoslavia?

Lorenzo - 30/6/2010 - 08:52


Zdravo, Marija. :)

Mi dispiace, ma non posso essere d'accordo. Come dice Lorenzo, molte parti del testo non tornano.
Tito è morto nel 1980, mentre nella canzone viene detto che allo scoppiare della guerra (quindi 1991) "l'uomo in blu" riceve una promozione (na tvoje epolete sletele su zvezde dve, tri / i tad su dosli topovi...). Un altro riferimento chiaro al mestiere di poliziotto si ha alla fine, quando viene apertamente rimproverato: "sei stato addestrato per arrestarla, questa faccia, non per seguirne ordini e direttive" (Pa ti si skolovan da hapsis taj talog, a ne da pustas da ti izdaju nalog).

Per non parlare della seconda versione, ancora più esplicita, dove dice chiaramente "Noi tutti ragazzini, tu già nell'annuario della scuola di polizia" (Mi svi lole, ti vec u almanahu pandurske skole).

Infine vorrei sottolineare che per quanto Balasevic sia stato, nel corso degli anni, discontinuo nelle sue posizioni, secondo alcuni opportunista (ripudiando ad esempio un suo vero inno alla Jugoslavia titina come "Contate su di noi", o "Tre volte ho visto Tito" dicendo che "all'epoca era necessario scrivere certe cose per essere pubblicati"), e si possa essere riavvicinato nell'album Devedesete a posizioni più concilianti e nostalgiche, trovo molto difficile che si sia lasciato andare a quello che apparirebbe un elogio tanto spudorato della figura del Maresciallo. Col quale tra l'altro ritengo si fosse già virtualmente riconciliato, in maniera ben più pudica e matura, in una canzone di dieci anni prima, Requiem (che ho già postato in precedenza sul sito).

Ciao!!
Filip

Filip Stefanović - 8/7/2010 - 20:16


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