Lingua   

Aquele abraço

Gilberto Gil
Lingua: Portoghese


Ti può interessare anche...

Som en duva
(Mikael Wiehe)
Epístola a los transeúntes
(Diamanda Galás)
Filhos de Gandhi
(Gilberto Gil)


[1969]
Parole e musica di Gilberto Gil
Singolo pubblicato nel 1969, poi inserito nell'album "Gilberto Gil" dello stesso anno.

Gilberto Gil

Una canzone epocale, composta da Gilberto Gil nella sua strada per l'esilio, dopo diverse settimane trascorse, insieme all'amico Caetano Veloso, in una prigione di Rio de Janeiro, arrestati dagli sgherri della dittatura che ha ammorbato il Brasile tra il 1964 ed il 1985 e alla quale si ispira Jair Messias Bolsonaro, colui che sembra avviato a diventare il nuovo presidente del gigante latinoamericano.



“Alcuni mesi dopo la mia liberazione, venni a Rio per trattare con l’esercito le condizioni per la mia partenza dal Brasile. Quando rientrai a Salvador, incontrai Mariah, madre di Gal Costa; è lì che ho avuto l’ispirazione per Aquele abraço. Potevo lasciare il Brasile, finalmente, e avevo il bisogno di dire bye bye, di sintetizzare il momento che stavo vivendo, e tutto quello che stava rappresentando per me, in una catarsi. E cos’altro può essere una catarsi per un compositore se non una canzone?

Ho terminato la canzone sull’aereo, scrivendo il testo su un tovagliolo, memorizzandone la melodia. Lo dimostra il fatto che la linea melodica è molto semplice, quasi un blues. Dal momento che non disponevo di uno strumento, ho dovuto ricorrere ad una struttura facile da ricordare. Quando sono arrivato in Bahia, mi è bastato prendere la chitarra e suonare. Ero già sentimentalmente legato alla canzone.



Aquele abraço, Gil! – Era così che i soldati mi salutavano in caserma, con la tipica espressione usata nel programma di Lilico, comico in voga all’epoca, che usava questa espressione. La canzone lo infastidì. Credeva che gli dovessi i diritti. Ma io ho imparato quell’espressione con i soldati. Era evidente che in carcere non avevo una tv, ma i militari quardavano il programma. Io l’ho guardato solo dopo, quando sono stato liberato.”

[Non fu nel carcere di Realengo che Gil e Caetano furono imprigionati ma in quello di Marechal Deodoro, ndr]

“Ad ogni modo l’idea di Aquele abraço era quella di citare un posto qualsiasi della zona nord di Rio (dove fummo imprigionati), uno di quelle vicine ai binari (Beira Central, Beira Leopoldina), e Realengo è uno di quelli. Un’associazione inesatta, fatta per approssimazione; io non volevo riferirmi al posto esatto in cui ero prigioniero.

Rincontrare la città di Rio la mattina in cui fummo scarcerati e rivedemmo il viale Getulio Vargas ancora con le decorazioni di carnevale, fu il leitmotiv della canzone. Nella mia testa, Aquele abraço si ambienta in un Mercoledì delle Ceneri. É in quel contesto che il film della musica, almeno nella mia testa, si svolge." (Gilberto Gil, in Aquele abraço, di Gilberto Scaramuzzo su Na Boca Do Povo)
O Rio de Janeiro continua lindo
O Rio de Janeiro continua sendo
O Rio de Janeiro, fevereiro e março

Alô, alô, Realengo
Aquele abraço!
Alô torcida do Flamengo
Aquele abraço

Chacrinha continua
Balançando a pança
E buzinando a moça
E comandando a massa
E continua dando
As ordens no terreiro

Alô, alô, seu Chacrinha
Velho guerreiro
Alô, alô, Terezinha
Rio de Janeiro
Alô, alô, seu Chacrinha
Velho palhaço
Alô, alô, Terezinha
Aquele abraço!

Alô, moça da favela
Aquele abraço!
Todo mundo da Portela
Aquele abraço!
Todo mês de fevereiro
Aquele passo!
Alô Banda de Ipanema
Aquele abraço!

Meu caminho pelo mundo
Eu mesmo traço
A Bahia já me deu
Régua e compasso
Quem sabe de mim sou eu
Aquele abraço!
Pra você que me esqueceu
Aquele abraço!
Alô Rio de Janeiro
Aquele abraço!
Todo o povo brasileiro
Aquele abraço!

inviata da Bernart Bartleby - 8/10/2018 - 20:48



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org