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Nervures de temps

Manu Lann Huel


Lingua: Francese


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(René Guy Cadou)
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(René Guy Cadou)


[1976/77]
Testo e musica: Manu Lann Huel
Paroles et musique: Manu Lann Huel
Album: Passant par les champs le long de la rivière
- Manu Lannhuel - Textes et Musiques
- Henry 'Sam' Chevreton - Guitare acoustique, Banjo
- Philippe 'Phyl' Paugam - Guitare, Basse
- Francois 'Saik' Daniel - Batterie, Percusions, Piano, Vocaux
- Andre 'DéDé' Grall - Guitare electrique, Guitare acoustique, Vocaux, Percussions
- Pierre Daniel - Guitare acoustique (A5)
- Laurent 'Basile' Krzewina - Sax-tenor (B6)
- Marie-Ange Aud'Hui - Vocaux (A5)


manulannhuelriv


Non sono solito prendere una canzone e metterla così “a babbo morto”, senza il testo. Decine di volte mi sono messo, anche per ore intere, a trascrivere all'ascolto testi da registrazioni e video, a volte anche da lingue un po' bizzarre. Il francese non è una lingua certo così bizzarra, ma confesso qua due cose: la prima, è che bisognava che mettessi questo pezzo di Manu Lann Huel perché un'etica superiore me lo ha imposto; la seconda, è che avrò capito a malapena la metà di quel che vi si dice. Per la qualità, per la registrazione, per il canto (o meglio, per il recitato) sussurrato e coperto in dei punti dalla musica. Troppe parole mi sono sfuggite per azzardare anche a mettere un testo incompleto o lacunoso; si spera quindi in qualcuno che possieda il testo di queste straordinarie Nervature del tempo di Manu Lann Huel, e quel qualcuno potrebbe chiamarsi Flavio di nome e Poltronieri di cognome, uno che ha dimostrato già ampiamente di possedere anche il testo originale dell'Odissea e dell'Iliade, ai tempi in cui si faceva chiamare “Omero” e collaborava al sito “Canzoni per la Guerra di Troia”. Oppure potrebbe essere qualche amico francese che trascriva il testo, anche se l'esperienza mi ha dimostrato che, non di rado, la trascrizione all'ascolto da registrazioni di canzoni pone problemi anche ai madre-di-qualsiasi-lingua. Detto questo, e in attesa di poter proporre il testo della canzone (che è bellissimo anche da quella metà che ho capito), ora abbassate le luci, fate andare il video e ascoltate anche guardando soltanto l'immagine fissa che è la copertina del primo album di Manu Lann Huel, quello che contiene Passant par les champs le long de la rivière. Mi sono sentito portato, appunto, nelle nervature del tempo. [RV]

Tout comme une hirondelle
retrace sur le ciel
le sacre du printemps
ou l'envol de l'été
ma chanson simplement
voudrait dire le blé
d'un bonheur qu'on attend

Mais ne peut oublier
la haine qui le pend

Comme nait un amour
dans les yeux d'un enfant
comme nait un enfant
dans le creux d'un amour
ma chanson simplement
me nait d'avoir été
l'amour, la liberté
mes nervures de temps

Mais ne peut oublier
la chaîne qui le prend

Comme se fait le bois
de l'ombre à la lumière
comme chante le bois
de forêts aux guitares
ma chanson simplement
d'une sève de terre
voudrait dire espoir
d'une gorge de vent
souffler les feux d'enfer
qui consument le sang

Et ne peut oublier
ce qui tue les enfants.

inviata da Riccardo Venturi - 15/7/2018 - 00:06



Lingua: Italiano

Traduzione italiana / Italian translation / Traduction italienne / Troidigezh italianek / Italiankielinen käännös: Riccardo Venturi
16-07-2018 05:09
NERVATURE DI TEMPO

Proprio come una rondine
ridisegna sul cielo
il sacro della primavera
o l'involo dell'estate,
la mia canzone, semplicemente
vorrebbe dire mietere
una felicità attesa

Ma non può dimenticare
l'odio boia

Cosí come nasce un amore
negli occhi di un bambino
e come nasce un bambino
nel profondo di un amore,
questa canzone, semplicemente
mi nasce per esser state
l'amore e la libertà
le mie nervature di tempo

Ma non può dimenticare
la catena aguzzina

Così come il bosco passa
dall'ombra alla luce
come il bosco canta
di foreste alle chitarre,
la mia canzone, semplicemente
da una linfa di terra
vorrebbe dire sperare
che una gola si empia
di vento che spazzi via
i fuochi infernali
che consumano il sangue

E non può dimenticare
ciò che uccide i bambini.

16/7/2018 - 05:10


Mi si tira in causa. Posso perdere l'occasione di fare una lezione privata al Maestro Richard Gwenndour? Guardate che non è cosa da tutti, nè da tutti i giorni!!! Scherzi a parte, alle imposizioni dell'Etica Superiore si obbedisce e basta! Soprattutto io, che ne ricevo quotidianamente da quando ero bambino (per mia fortuna!).

Poi, quando si parla di Manu Lannhuel mi si spalancano le pupille, ogni sua canzone offre un capolavoro perfetto di emozione, dette dalla sua voce le parole porgono uno di quei doni che non hanno prezzo e le sue visioni mi hanno sempre toccato l'anima a partire da questo disco fino all'ultimo avventuroso e spettrale "Un Rien De Temps", che appunto all'inizio sembra ricongiungersi. Il perchè questo disco sia rimasto un "mai ristampato" è un mistero, le richieste non sono mai mancate in Francia e non solo in Bretagna, soprattutto a causa della sua proposta musicale "progressive folk" da lui poi mai più riproposta. “La pioggia, la pioggia, piove sulla mia memoria, la pietra dei nostri cuori risolleva la bilancia, ricordiamoci di noi, ricordiamoci la danza e il peso della notte che ha fatto la nostra storia”. Ad ogni buon conto, i dischi di Manu sono tanto rari quanto è grande il suo talento. Lui non canta per divertimento. Non c'è nulla di pittoresco nella sua voce rauca che parla dell'amore nelle avversità, nemmeno quando usa le parole di Guy Cadou, Glenmor, Hugo, Ferré.

Dunque, trascrivo per te, caro Riccardo, dovrei averne anche la traduzione nel mio famoso (famoso? meglio fumoso,anzi polveroso) librone di traduzioni Koroll Ar C'Hleze (che scrissi durante la preistoria, nel 1985)...ho però anch'io una richiesta da farti: tempo fa ti pregai di inviarmi una ragistrazione delle canzoni di Brassens interpretate da Carlo Ferrari in dialetto cremonese, mi faresti contento? grazie di cuore

[Per il testo si veda la pagina
See page for full lyrics
Voir la page pour les paroles complètes]

Flavio Poltronieri - 15/7/2018 - 10:31


Ti si tirava in ballo, caro Flavio, pure per motivi di etica superiore, che in questo caso è anche sinonimo di “intuito”. Forse dovrei spiegare meglio quest'ultima affermazione, ma sinceramente non ne sono capace; come (penso) tutti quanti al mondo, ho elaborato una mia particolare e personale filosofia, ma sarei del tutto incapace di esprimerla e di codificarla. Altrimenti saremmo tutti quanti dei platoni, degli spinòzzi o dei leibnìzzi. Detto questo, l'intuito, o etica superiore, mi diceva che soltanto tu potevi avere a disposizione il testo esatto di questa cosa, breve quanto impervio (la traduzione italiana ne fa fede); di questo, naturalmente, ti ringrazio con parecchia e sincera umiltà, così come penso faranno tutti coloro che potranno avere, da oggi, a disposizione questa cosa non da poco. Del resto, le tue parole a proposito di Manu Lann Huel (un giorno o l'altro, forse, riuscirò a capire se debba scriversi “Lann Huel” o “Lannhuel”) dicono tutto. Se troverai anche la tua traduzione italiana, ti prego naturalmente di metterla qua dentro; la mia è una “interpretazione” frutto di una nuvolosa alba estiva. Quanto alla tua richiesta, debbo dirti che mi sorprende un po' e mi lascia inquieto. La registrazione del disco di Carlo Ferrari con le canzoni di Brassens in dialetto cremonese te la avevo fatta e spedita, direi, mesi fa -facciamo verso i primi dello scorso settembre, o roba del genere? Ma mi sa che, come accade non di rado con le poste italiane, si deve essere persa nelle Nervature del Tempo, oppure più prosaicamente in qualche deposito postale o nelle tasche di qualche postino (è nota la passione dei postini per le traduzioni di Brassens in cremonese). Mi dispiace immensamente. L'unica cosa che posso fare, è rifartela e rispedirtela; ma dovrai attendere che torni dall'Isola d'Elba, cioè la prima settimana di agosto. Grazie ancora, Flav Kadorvrec'her, torno all'alba nuvolosa e anche alla superiore etica del Caffè.

Riccardo Venturi - 16/7/2018 - 05:40


Caro Riccardo, è superfluo mettere anche la mia antica traduzione che risulta essere più letterale, in quanto, anche se ti sei preso delle licenze personali, hai cercato assolutamente di mantenere alto il livello poetico del testo, riuscendoci appieno.

A proposito di "tutti coloro che potranno avere, da oggi, a disposizione questa cosa non da poco", temo che essi non esitano e che la nostra confraternita bretone sia composta da Te e Me e Nullapiù.

All'inizio era Lannhuel, poi la parola si è divisa ma è lo stesso. Quel che conta è la voce di quest'uomo di Douarnenez, cresciuto in mezzo alla campagna e che il demone della scrittura ha tiranneggiato al punto di fargli abbandonare ben presto gli studi di medicina a Brest per le tempeste salate sulle roccie armoricane. Io vivo di parole, lavoro di parole, sogno di parole, creo di parole, ma nessuna delle mie parole può descrivere meglio del vostro ascolto l'emozione che quest'uomo riesce a far nascere, ad ognuno la sua ("....so di cuori fermati tra il rosso ed il verde, la loro chioma è di roccia, i loro occhi di onda azzurra, Jean e Jeanne sono di pietra, dorme l'amore millenario...."):



In attesa di ricevere il CD promesso, vorrei ringraziarti dedicandoti un vecchissimo pezzo, apparso solamente su un LP collettivo fatto per racccogliere fondi contro la prima marea nera (parteciparono anche i Malicorne) e raramente sentito dal vivo ("...gli occhi persi nella luce, dalla riva al sogno, di terra in terra, sono un uccello dell'oceano...ma il bianco cavallo delle maree galoppa dentro una marea nera troppo lontano dai moli della speranza, mi tuffo, volo, cado verso la morte che si muove alla fine del cammino..."):



Nad pell zo! A wir galon

Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 16/7/2018 - 18:47


Mi associo ora al vostro commento sulla mancta ripubblicazione del disco per altro molto bello, di Manu Lann Huel .

Solo ora perché 24 luglio 2018 ho sentito il brano su You tube , per lo meno, ma aihmè che vergogna su e bay una copia di questo storico vinile a 90 euro è da pazzi... |||
Mi riferisco ovviamente a Passant pour les champs...

testo molto bello. Speriamo che qualche persona illuminata in Francia o Bretagnde decida di ripubblicarlo .

Max - 25/7/2018 - 12:56


Questa è la prima settimana di agosto ed inizio ad attendere l'arrivo del tanto desiderato CD di Carlo Ferrari da Riccardino Bello.

A Max vorrei dire che oramai siamo al tramonto anche dell'Era del CD e se nessuno l'ha fatto finora, sarà difficile una ristampa. Io, che ho cercato di non perdere un accordo o una rima di tutto quel che succedeva nella mia amata Bretagna dalla metà degli anni '70, posso con buon diritto constatare che i quattro dischi per me fondamentali e sui quali la mia passione musicale bretone si è stratificata non sono, ahimè, MAI stati ristampati in alcuna forma e in nessun luogo:

Annkrist (Prison 101)- 1975
Manu Lannuhel (Passant...)- 1976
Kristen Nogues (Marc'h Gouez)- 1976
Francois Tusques (Après La Marée Noire)- 1979

Quattro dischi visionari che trascendono il genere a cui possiamo farli appartenere (canzone d'autore, free folk music, avanguardia contemporanea...non è importante!)

Quattro dischi che basterebbero a fare della Bretagna uno Stato!!! Due di questi artisti li ho conosciuti personalmente e ho intrattenuto un epistolario con loro per anni e anche se non erano originari della Bretagna (Kristen era di Versailles e Francois è un parigino) quanto hanno distillato in quei dischi proviene direttamente dalla radice d'ajonc e dalla falaise dove il vento di nord-ovest (il noroit) sembra tacere sul limitare della roccia ed invece urla e sibila talmente forte da riempirti le orecchie di silenzio.

Per fortuna contemporaneamente c'era Alan Stivell ad attrarre l'attenzione....

Kenavo ha salud!
Flavio Poltronieri

Flavio Poltronieri - 4/8/2018 - 16:44



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