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The Boys in Palestine

anonimo
Lingua: Inglese


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[1918]
Sull’aria della popolare “From Greenland's Icy Mountains”
Nella raccolta curata da Frederick Thomas Nettleingham, sottoufficiale si Sua Maestà, e intitolata “More Tommy's Tunes: An Additional Collection of Soldiers' Songs, Marching Melodies, Rude Rhymes and Popular Parodies, Composed, Collected, and Arranged on Active Service with the B.E.F.”, pubblicata a Londra nel 1918.



Canto di soldati britannici (provenienti dall’area di Richmond, Greater London) spediti a combattere nella campagna del Sinai e della Palestina durante la Grande Guerra. In quattro anni di guerra, con almeno tre grandi battaglie combattuta nei pressi di Gaza, le truppe alleate distrussero completamente quelle ottomane, ma a che prezzo! Solo gli inglesi persero più di 50.000 uomini, il 90% dei quali di malattia. La Palestina divenne un protettorato britannico e gli inglesi, già nel 1917, vi favorirono la creazione di quello che allora venne chiamato “focolare ebraico”, dove già erano confluiti molti ebrei sopravvissuti ai pogrom nella Russia imperiale… E’ da quel conflitto e dalla dichiarazione di Lord Balfour che discendono la creazione di uno Stato rifugio per gli ebrei perseguitati in Europa ma anche la Nakba palestinese così tragicamente celebrata in questi giorni, in queste ore, con l’ennesima carneficina compiuta dall’esercito israeliano…

L’ultima strofa contiene versi razzisti ma nel complesso la canzone, che cita anche Kipling, è molto amara e critica sulla vita dei soldati durante quella campagna militare...
We came from Turkey's mountains
To Egypt's blazing strand
Where Afric's sunny fountains
Are mostly choked with sand
We've seen its ancient river
We've seen its palmy plain
Our greatest hope is never
To see the place again.

We've climbed up both the pyramids
We've fished in the canal
If we haven't got the sunstroke
No doubt in time we shall
They've placed us near to Suez
Our heads are fit to burst
And we quite agree with Kipling
That a man can raise a thirst.

We've felt those gentle showers
Whose very rain is sand
We've seen, like Joseph's brethren
The bareness of the land
We've tried the plagues of Egypt
We've known the flies and lice
And we sympathise with Pharaoh
Who hadn't any ice.

What though the spicy breezes
Blow soft o'er Ceylon's isle
They ain't much good to us blokes
Who sweat beside the Nile
In vain with lavish kindness
They issue Tickler's jam
We're blinking with sun-blindness
And no one cares a damn.

From Sidi Bishr to Kubri
From Suez to El Shatt
There's nothing here but niggers
Each blacker than your hat
The sun has scorched our noses
And our idea of bliss
Is for another Moses
To take us out of this. Amen.

inviata da Bernart Bartleby - 15/5/2018 - 11:36



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