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Song (XXXI. Soldier, Rest! Thy Warfare O'er)

Walter Scott


Lingua: Inglese


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(anonimo)


[1810]
Versi del poeta e scrittore scozzese Walter Scott (1771-1832), dal Canto I del poema narrativo “The Lady of the Lake”
Musicata dal compositore scozzese Hamish MacCunn (22 March 1868 – 2 August 1916).
Se ne trova una versione del The Queens College Vocal Ensemble in "Selected partsongs of Hamish MacCunn" (2010)
corale

La versione tedesca del canto, nella traduzione di Adam Storck, è stata messa in musica più o meno negli stessi anni da Felix Mendelssohn (“Raste, Krieger! Krieg ist aus”, 1820, per voce e pianoforte) e da Franz Schubert (“Ellens Gesang I”, op. 52, 1826)

The Lady of the Lake, illustrazione di Howard Chandler Christy.
The Lady of the Lake, illustrazione di Howard Chandler Christy.
Soldier, rest! thy warfare o'er,
Sleep the sleep that knows not breaking;
Dream of battled fields no more,
Days of danger, nights of waking.
In our isle's enchanted hall,
Hands unseen thy couch are strewing,
Fairy strains of music fall,
Every sense in slumber dewing.
Soldier, rest! thy warfare o'er,
Dream of fighting fields no more;
Sleep the sleep that knows not breaking,
Morn of toil, nor night of waking.

'No rude sound shall reach thine ear,
Armor's clang or war-steed champing
Trump nor pibroch summon here
Mustering clan or squadron tramping.
Yet the lark's shrill fife may come
At the daybreak from the fallow,
And the bittern sound his drum
Booming from the sedgy shallow.
Ruder sounds shall none be near,
Guards nor warders challenge here,
Here's no war-steed's neigh and champing,
Shouting clans or squadrons stamping.

inviata da Bernart Bartleby - 9/1/2018 - 08:22




Lingua: Tedesco

Versione tedesca di Adam Storck, da Lieder.net
RASTE, KRIEGER! KRIEG IST AUS

Raste Krieger! Krieg ist aus,
Schlaf den Schlaf, nichts wird dich wecken,
Träume nicht von wildem Strauß,
Nicht von Tag und Nacht voll Schrecken.

In der Insel Zauberhallen
Wird ein weicher Schlafgesang
Um das müde Haupt dir wallen
Zu der Zauberharfe Klang.

Feen mit unsichtbarn Händen
Werden auf dein Lager hin
Holde Schlummerblumen senden,
Die im Zauberlande blühn.

Raste Krieger, Krieg ist aus,
Schlaf den Schlaf, nichts wird dich wecken,
Träume nicht von wildem Strauß,
Nicht von Tag und Nacht voll Schrecken.

Nicht der Trommel wildes Rasen,
Nicht des Kriegs gebietend Wort,
Nicht der Todeshörner Blasen
Scheuchen deinen Schlummer fort.

Nicht das Stampfen wilder Pferde,
Nicht der Schreckensruf der Wacht,
Nicht das Bild von Tagsbeschwerde
Stören deine stille Nacht.

Doch der Lerche Morgensänge
Wecken sanft dein schlummernd Ohr,
Und des Sumpfgefieders Klänge
Steigend aus Geschilf und Rohr.

Raste Krieger! Krieg ist aus,
Schlaf den Schlaf, nichts wird dich wecken,
Träume nicht von wildem Strauß,
Nicht von Tag und Nacht voll Schrecken.

inviata da Bernart Bartleby - 9/1/2018 - 08:23




Lingua: Italiano

Traduzione italiana, dalla versione tedesca, di Ferdinando Albeggiani, da Lieder.net
CANZONE DI ELLEN I

La guerra è finita, riposa soldato
Dormi pure il tuo sonno, non sarai risvegliato,
Di lotte feroci più non sognare
Né di giorni e di notti in preda al terrore.

Ma in un isola d'incanto
Una nenia delicata,
Lieve sul tuo capo stanco,
Suonerà un'arpa fatata.

E, con mani eteree, fate
I fiori deliziosi del sonno,
sbocciati in terre incantate,
Sul tuo letto spargeranno.

La guerra è finita, riposa soldato
Dormi pure il tuo sonno, non sarai risvegliato,
Di lotte feroci più non sognare
Né di giorni e di notti in preda al terrore.

Né di tamburi il feroce frastuono
Né il richiamo al combattimento
Né di corni di morte il suono
Al tuo sonno porterà turbamento

Né selvaggi destrieri scalpitanti
Neppure le urla della sentinella
O la visione di giorni pesanti
Affliggeranno la tua notte tranquilla.

Solo un canto mattutino di allodola
Al tuo orecchio risuonerà delicato
O il verso di uccelli di palude
Che si alzano in volo dal canneto.

La guerra è finita, riposa soldato
Dormi pure il tuo sonno, non sarai risvegliato,
Di lotte feroci più non sognare
Né di giorni e di notti in preda al terrore.

inviata da Bernart Bartleby - 9/1/2018 - 08:24


Anche altri compositori, prima e dopo Hamish MacCunn, si sono cimentati con la Song XXXI di Sir Walter Scott. Per esempio, il compositore americano Joseph Mazzinghi già nel 1811-12 ne aveva scritto la partitura.

Resta il fatto che le sole composizioni davvero memorabili sono quelle di Mendelssohn e Schubert su libretto tedesco.

B.B. - 9/1/2018 - 11:54



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