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La mia terra

Crifiu
Lingua: Italiano


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2012
Cuori e confini

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La mia terra - Il Salento, terra della band, difesa nella sua bellezza ancestrale ed arcaica. Una difesa della propria terra, la terra che si ama, che si fa difesa di ogni terra, che porta a denunciare “gli assalti di chi la vuole violentare”: di chi la svende mettendola “in vetrina” o di chi la sfregia con emissioni inquinanti, progetti di centrali nucleari e piattaforme petrolifere o barattando “alberi antichi per nuovi alberghi sul mare”. Terra che ieri “danzava col ragno per liberarsi del veleno” mentre oggi è asfissiata da un veleno meno simbolico che la uccide, la diossina. Terra ieri “che fu contadina” mentre oggi quell’immensità culturale di gesti, credenze e saperi del vissuto quotidiano -compresa la creativa capacità di inventare parole nuove in dialetto- si smarrisce sotto i tacchi dell’incalzante modernità consumistica che tutto appiattisce ed omologa inducendo ad abiurare nell’intimità quella millenaria cultura, lasciandone sparsi i frammenti o recuperandoli solo velleitariamente per poche ore, danzando e cantando di sera, all’insegna di una tradizione di facciata o, ancor più tragicamente, per effimera moda. Terra che splende. Terra, ieri, approdo d’Enea, oggi, approdo di chi fugge dalle contemporanee Troie in fiamme del Mediterraneo, come madre che accoglie: è per questo che è terra amata da chi qui vuole restare, pur essendo cittadino del mondo, cosmopolita. Tra dub, world, e ritornelli graffianti e distorti.

La canzone ne richiama altre due, entrambe dedicate alla Puglia da altri musicisti pugliesi: Vieni a ballare in Puglia di CapaRezza e Le radici ca tieni dei Sud Sound System.
Vivo in una terra che non si dimentica
Tanto che partendo resta a terra il tuo cuore
Vivo in una terra che vuoi che ti dica
Lo sai l'avrei sentito che qui c'è sempre il sole

Vivo in una terra approdo dell'emigrato
Che dalle fiamme di Troia cerca di scappare
Vivo in una terra la terra in cui sono nato
Nonostante abiti il mondo io qui voglio restare

Vivo in una terra che fu contadina
Lei danzava col ragno per liberarsi del veleno
Oggi il veleno meno simbolico di prima
Viene dalle fabbriche e si chiama diossina

Vivo in una terra che fu contadina
Lei danzava col ragno creando parole nuove in rima
Ora la mia terra è stata messa in vetrina
E la lingua che parla è quella della cartolina

Salva salva la tua terra
Difendila da chi la vuole solo tradire
Salva salva la tua terra
Dagli assalti di chi la vuole violentare
Salva salva la tua terra
Difendila da chi la vuole solo tradire
Salva salva la tua terra

Vivo in una terra piena di tradizioni
si dice ami di sera ballare e cantare
Peccato che la mia terra lo faccia solo a parole
Abiurando l'alba della cultura popolare

Certo mi dirai che c'è un moderno contesto
Che va ascoltato seguito non c'è niente da fare
Preferisco rimanere un selvaggio
Se per questo baratti alberi antichi per nuovi alberghi sul mare

Vivo in una terra una terra che amo tanto
Come ognuno ama la terra in cui vuole restare e respirare
Vivo in questa terra è perché la amo tanto
Io non posso accettare una centrale nucleare

Salva salva la tua terra
Difendila da chi la vuole solo tradire
Salva salva la tua terra
Dagli assalti di chi la vuole violentare
Salva salva la tua terra
Difendila da chi la vuole solo tradire
Salva salva la tua terra

inviata da Dq82 - 30/7/2017 - 15:21


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