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Lingua: Inglese

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[XVI secolo / 16th Century]
Canzone tradizionale inglese
English traditional Folksong
Testo qui presente / Lyrics included here:
A Handful of Pleasant Delights
By Clement Robinson & Divers Others [1584]

Dante Gabriel Rossetti: My Lady Greensleeves, olio su tela, 1863.
Dante Gabriel Rossetti: My Lady Greensleeves, olio su tela, 1863.


Questo sito, come sa bene chiunque lo frequenti più o meno regolarmente, ospita da tempo parecchie antiche ballate e canzoni britanniche tradizionali, che si sono guadagnate anche un apposito percorso. Vorrei quindi, oggi, effettuare una sorta di omaggio alla canzone inglese tradizionale più famosa di ogni epoca, quella di cui chissà quante o quanti di voi si saranno magari ritrovati a canticchiare o fischiettare la bellissima e celeberrima melodia per averla sentita in qualche film, o alla televisione, alla radio o chissà dove, chiedendosi “chi l'abbia scritta” o comunque da dove venga. Questa, insomma:



E' un particolare arrangiamento per violino solo, con introduzione pizzicata, ma di questa melodia credo siano stati fatti arrangiamenti per ogni strumento musicale esistente, tranne forse l'ottobasso e il theremin (ma non è detto). Chi l'ha scritta? Esiste una diffusa leggenda secondo la quale l'autore sarebbe mr. Enrico Ottavo, di professione re d'Inghilterra, che la avrebbe composta per la sua amante nonché futura moglie Anna Bolena. La leggenda continua con Anna Bolena che avrebbe, in un primo momento, respinto le avances del Sovrano (cosa nella quale avrebbe senz'altro fatto meglio a persistere, vista la miseranda fine che Enrico Ottavo le fece fare accorciandola di tutta la testa): quando nel testo si legge la frase cast me off discourteously, secondo alcuni sarebbe un preciso riferimento a quell'iniziale due di picche ricevuto da Enrico Ottavo. Sfortunatamente per tale suggestiva leggenda, però, la composizione è basata su un tipo di stile italiano che non raggiunse l'Inghilterra che dopo la morte di Enrico Ottavo; il brano è probabilmente di origine Elisabettiana (ricordando comunque che Elisabetta I era precisamente figlia di Enrico e di Anna Bolena).

Insomma, anche putacaso aveste coperto il titolo di questa pagina, o vi avesse punto vaghezza di mantenere una certa qual suspence senza ascoltare la melodia, a questo punto dovreste avere capito che sto parlando di lei, di Greensleeves. E ora, chissà, qualcuno si ricorderà almeno il primo verso del ritornello, Greensleeves was all my joy, Greensleeves was my delight; almeno ai miei tempi, era una delle “canzoncine inglesi” che facevano imparare alle medie (avessero saputo quel che c'era sotto!). Il musicologo ci dice che tale melodia inglese tradizionale sia basata sulla romanesca, o su una sua lieve variante, il passamezzo antico; anzi, sarebbe un passamezzo antico nelle strofe e una romanesca nel ritornello. La romanesca, in realtà, ebbe la sua prima origine in Spagna.

Le vicende del testo sono quantomeno curiose. Il 3 settembre del 1580, alla London Stationer's Company fu registrata una Broadside Ballad (ballata da foglio volante) da tale Richard Jones, intitolata A Newe Northen Dittye of ye Ladye Greene Sleeves; nello stesso anno, ne furono registrate altre sei versioni e varianti una delle quali (a nome di Edward White) il medesimo giorno 3 settembre (Ye Ladie Greene Sleeves answere to Donkyn hir frende). Il 15 settembre un'altra, a nome di Henry Carr; il 18 settembre un'altra ancora, di nuovo a nome di Edward White. Il 14 dicembre fu Richard Jones a ripetere la registrazione; il 13 febbraio 1581 toccò a William Elderton, e nell'agosto del 1581 Edward White tenne fede al detto che non c'è due senza tre, registrando un autentico delirio di maniche colorate: Greene Sleeves is worne awaie, Yellow Sleeves Comme to decaie, Blacke Sleeves I holde in despite, But White Sleeves is my delighte. Come dire: nella Londra del 1580, verso settembre, questa canzone “esplode” letteralmente con testi scritti su una melodia che si ritrova già in fonti tardocinquecentesche e dei primi anni del '600, come il Ballet Manuscript Lute Book e Het Luitboek van Thysius (redatto in lingua olandese), nonché in vari altri manoscritti conservati alla Seeley Historical Library e all'Università di Cambridge.

Quale che ne sia l'origine, tutti i Broadsides sopra enunciati sono andati perduti. La prima fonte scritta del testo proviene da un canzoniere redatto nel 1584 da Clement Robinson & Divers Others, intitolato A Handeful of Pleasant Delites. A pagina 19 del canzoniere si trova A New Courtly Sonet, of the Lady Green sleeues. To the new tune of Greensleeues. E' la prima testimonianza scritta del testo della canzone, le cui due prime strofe pressoché invariate (le uniche veramente conosciute e generalmente ancora cantate) hanno letteralmente attraversato i secoli. In questa pagina, però, vorrei offrire il testo completo del 1584, nella sua grafia originale; le prime due strofe sono reperibili ovunque. Da segnalare che tale testo, con emendamenti e modernizzazioni grafiche, fu inserito da Francis James Child nel IV volume delle sue English and Scottish Ballads, pubblicate a Boston (Little, Brown and Company) nel 1860. Si tratta dell'opera che "precedette" il suo canone, ma Greensleeves non è presente tra le 305 Child Ballads.

Un vero e proprio hit, insomma; e fu probabilmente la sua enorme e fulminea popolarità che diede origine alla leggenda di re Enrico Ottavo. Una canzone del genere doveva provenire da un re, per forza di cose. Dopo pochi anni, la canzone comincia ad avere, come dire, dei testimonials di eccezione: nel 1602, è citata per ben due volte da Mistress Ford nelle Allegre Comari di Windsor di William Shakespeare, e poi persino da Falstaff in persona: Let the sky rain potatoes! Let it thunder to the tune of 'Greensleeves'! . Nel 1727, nel suo capolavoro The Beggar's Opera, John Gay ne fa una parodia assai corrosiva (intitolata Since Laws were Made, o Tyburn Tree) per fustigare le differenze e le ingiustizie sociali (la giustizia che colpisce i poveri ma non tocca i ricchi). E si sa bene che le parodie, per riuscire bene, devono essere effettuate su composizioni note davvero a tutti.

Ma, in definitiva, poiché non si tratta affatto della povera Anna Bolena, chi sarebbe stata questa Lady Greensleeves, la “Signora dalle Maniche Verdi” della ballata? In effetti, per chiudere la questione, è pur vero che Anna Bolena aveva una malformazione ad una mano che ella usava nascondere indossando abiti con lunghissime maniche; ma, ovviamente, saranno state verdi, bianche, nere, gialle e di ogni colore. Perché, dunque, cotanta insistenza sulle “maniche verdi”come tratto distintivo? Già ai tempi di Geoffrey Chaucer e dei Racconti di Canterbury (ricordiamo che Chaucer visse dal 1343 al 1400) l'abito verde era considerato tipico di una “donna leggera”, leggasi di una prostituta. Si tratterebbe quindi di una giovane donna di promiscui costumi; Nevill Coghill, il celebre ed eroico traduttore in inglese moderno dei Canterbury Tales, spiega -in riferimento ad un'interpretazione di un passo chauceriano- che, all'epoca, il colore verde aveva precise connotazioni sessuali, particolarmente nella frase A green gown, una gonna verde. Si trattava, in estrema pratica, delle macchie d'erba sul vestito di una donna che praticava (o subiva) un rapporto sessuale all'esterno, in un prato, “in camporella” come si direbbe oggigiorno. Se di una donna si diceva che aveva “la gonna verde”, in pratica era un pesante ammiccamento e le si dava di leggera se non tout court della puttana.

La canzone sarebbe quindi la lamentazione di un amante tradito e abbandonato, o di un cliente respinto; insomma, come dire, qualcosa di tutt'altro che regale (sebbene in ogni epoca i re siano stati generalmente i primi puttanieri del Regno). Un'altra possibile interpretazione è che l'amante tradito, o respinto, si sia voluto come vendicare sulla poveretta indirizzandole una deliziosa canzoncina in cui le dà della puttana mediante la metafora delle “maniche verdi”. Il fatto che la bella abbia respinto sdegnosamente le sue profferte, farebbe anzi capire che ella è fanciulla corretta e timorata, e che lo spasimante le sta giocando un pessimo tiro non dissimile, a pensarci bene, da quel che accade adesso -in casi del genere- sui social media. La ballata e il Broadside erano, per molti versi, i social media dell'epoca; passavano di bocca in bocca, e se una donna aveva la sventura di riconoscervisi o di esservi riconosciuta, passava un pessimo quarto d'ora e forse anche una mezz'ora. Peraltro, nella sua redazione più antica che qui viene presentata, la canzone è al novanta per cento una sorta di lista dettagliata di ogni ben di dio che lo spasimante ha comprato alla bella in abiti, gioielli e altre cose: una continua lagnanza su quanto gli è costata, insomma, riducendolo sul lastrico. Costano, le donne costano... &c. Si capisce quindi molto bene perché, per mantenere il romanticismo della canzone da abbinare alla melodia, ne vengano cantate solo due o tre strofe eliminando il lungo elenco delle spese, terribilmente terra-terra. Un elenco che parrebbe voler dire: "Ehi tu, ti avevo comprata svenandomi, e ora tu osi abbandonarmi? Te la faccio pagare!. E menomale che non le ha dato fuoco, come succede ai giorni nostri.

Qualcosa di tutto questo dev'essere stata ben presente ai contemporanei, o ai di poco posteri. L'origine assai poco edificante di questa deliziosa canzon d'amore deluso doveva apparire abbastanza chiara, ma si scontrava con la sua estrema diffusione e con la bellissima melodia. La quale, a far da contraltare, ad un certo punto fu “rimessa sulla retta via”, e cominciata ad usarsi (già dal 1686) per: canti natalizi, lodi al Signore, storie di Gesù Bambino eccetera. Della musica non si poteva fare a meno, ma il testo andava un po' riaggiustato. Tra il XVI e il XVII secolo la melodia fu usata anche come marcia militare lenta e malinconica per le London Trained Bands; all'epoca della I Guerra Mondiale, però, il ritmo fu velocizzato ed usato come marcia ufficiale del VII Battaglione del London Regiment per rimpiazzare (date le circostanze) Austria (che veniva cantata sulla melodia di Deutschland über alles, sic). Celebre è la variazione colta del compositore Ralph Vaughan Williams, la Fantasia on Greensleeves del 1934. Ma non è l'unico caso: il compositore Ferruccio Busoni, mezzo empolese e mezzo tedesco, ebbe a citare Greensleeves nella sua Turandot del 1917 (una Turandot alternativa a quella di Puccini). La linea musicale di Greensleeves è alla base di Amsterdam di Jacques Brel. Proseguendo un po': con il titolo di Home in the Meadow, la si ritrova nel film La conquista del West (1962) con nuove parole di Sammy Cahn, e interpretata da Debbie Reynolds (ecco dove qualcuno di voi la ha sentita). Come tale, è stata “coverata” in italiano da Bobby Solo (“La nostra terra”, nell'album “Le canzoni del West”, 1966). Menzionando brevemente la versione “doc” di Loreena McKennitt, ecco arrivare l'appena defunto Leonard Cohen, che ne fa una sua personale reinterpretazione in Leaving Green Sleeves, canzone contenuta nell'album New Skin for the Old Ceremony (1974). E il rock? Ci sono i Rainbow di Ritchie Blackmore, i Lynyrd Skynyrd (!) e soprattutto gli Jethro Tull (“Greensleeved”, in The Jethro Tull Christmas Album (2003). Dicono che le prime battute di Greensleeves si sentano nella parte finale di All You Need is Love dei Beatles. Ma ora ve lo dico, finalmente, dove molti di voi la avranno sentita: ve le ricordate le avventure del cane Lassie* e il Lassie Theme iniziale e finale?



Sicuramente, Lassie sull'erba ci si rotolava senza preoccuparsi né di amanti traditi, né di spasimanti vendicativi e né di re. Però all'antica romanesca, o passamezzo antico che dir si voglia, un “bau” ce lo ha aggiunto pure lei, che non avrei tutto sommato visto male a far compagnia alla Lady Greensleeves di Dante Gabriel Rossetti, che dal 1863 è l'immagine ufficiale e preraffaellitamente torbida della bella signora. Tutto questo, infine, dimostra che anche una sconosciuta fanciulla con le maniche verdi è capace di volare per il tempo, chiunque ella sia stata; e una canzone come questa, al tempo stesso, è volgare e popolare ma non ce l'ha nemmeno una regina. Le rendo quindi, con deferenza, il mio omaggio da una fredda mattinata di dicembre. [RV]

*Che poi è una cagna. Essendo una border collie, ha un nome perfettamente scozzese: “Lassie” significa “ragazzina” (ndr)

A new Courtly Sonet, of the Lady Green
sleeues. To the new tune of Greensleeues.


Greensleeues was all my ioy,
Greensleeues was my delight:
Greensleeues was my hart of gold,
And who but Ladie Greensleeues.


Alas my loue, ye do me wrong,
to cast me off discurteously:
And I haue loued you so long
Delighting in your companie.
Greensleeues was all my ioy,
Greensleeues was my delight:
Greensleeues was my heart of gold,
And who but Ladie Greensleeues.


I haue been readie at your hand,
to grant what euer you would craue.
I haue both waged life and land,
your loue and good will for to haue.
Greensleeues was all my ioy, &c.

I bought three kerchers to thy head,
that were wrought fine and gallantly:
I kept thee both boord and bed,
Which cost my purse wel fauouredly,
Greensleeues was all my ioie, &c.

I bought thee peticotes of the best,
the cloth so fine as might be:
I gaue thee iewels for thy chest,
and all this cost I spent on thee.
Greensleeues was all my ioie, &c.

Thy smock of silk, both faire and white,
with gold embrodered gorgeously:
Thy peticote of Sendall right:
and thus I bought thee gladly.
Greensleeues was all my ioie, &c.

Thy girdle of gold so red,
with pearles bedecked sumptuously:
The like no other lasses had,
and yet thou wouldst not loue me,
Greensleeues was all my ioy, &c.

Thy purse and eke thy gay guilt kniues,
thy pincase gallant to the eie:
No better wore the Burgesse wiues,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Thy crimson stockings all of silk,
with golde all wrought aboue the knee,
Thy pumps as white as was the milk,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Thy gown was of the grossie green,
thy sleeues of Satten hanging by:
Which made thee be our haruest Queen,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Thy garters fringed with the golde,
And siluer aglets hanging by,
Which made thee blithe for to beholde,
And yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

My gayest gelding I thee gaue,
To ride where euer liked thee,
No Ladie euer was so braue,
And yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

My men were clothed all in green,
And they did euer wait on thee:
Al this was gallant to be seen,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

They set thee vp, they took thee downe,
they serued thee with humilitie,
Thy foote might not once touch the ground,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

For euerie morning when thou rose,
I sent thee dainties orderly:
To cheare thy stomack from all woes,
and yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Thou couldst desire no earthly thing.
But stil thou hadst it readily:
Thy musicke still to play and sing,
And yet thou wouldst not loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

And who did pay for all this geare,
that thou didst spend when pleased thee?
Euen I that am reiected here,
and thou disdainst to loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Wel, I wil pray to God on hie,
that thou my constancie maist see:
And that yet once before I die,
thou wilt vouchsafe to loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.

Greensleeues now farewel adue,
God I pray to prosper thee:
For I am stil thy louer true,
come once againe and loue me.
Greensleeues was all my ioy, &c.
Finis.

inviata da Riccardo Venturi - 2/12/2016 - 08:11




Lingua: Italiano

Novissima Traductione di Riccardo Venturi
d. II de Dicembre a.D. MMXVI

Nouo Sonetto Cortese
su la Signora da le Verdi Maniche.
Su la noua Melodia di Verdi Maniche.


Verdi Maniche era ogni mia Gioja,
Verdi Maniche, la mia Delizia.
Verdi Maniche, lo mio Cor d'Oro;
Chi altra, se non la Signora da le Verdi Maniche?


Ohimé, mio Amor! Sì male Voi mi fate
Nel rifiutarmi con tal mala Grazia;
Ché tanto a lungo i' v'hoe amata,
Qual Delizia 'e fue lo star con Voi.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja,
Verdi Maniche, la mia Delizia.
Verdi Maniche, lo mio Cor d'Oro;
Chi altra, se non la Signora da le Verdi Maniche?


Son istato pronto al vostro Comando
Per darvi tutto quel che impetravate.
La Vita mia & le Terre impegnai
Per haver da Voi grande Bene & Amor.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Tre Pezzuole che vi poneste in Capo
Per Voi comprai, fini & eleganti;
Vi manteniedi per lo Vitto e l'Alloggio,
Costommi un patrimonio, o me Meschino!.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

E Sottovesti de le migliori Guise
Del più fine Telato io Vi comprai:
E tre Gioje da porre al vostro Petto,
E tutto questo, deh quanto lo pagai!
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

La tua serica Blusa, candida & bella,
In Abundantia d'Oro ricamata:
La Sottogonna di degno Zendado,
Tutto io con gran Gioja vi comprai.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

La tua Cintula di fulvo Oro lucente
Di Perle tempestata e assaij Sontuosa,
L'eguale altra Fanciulla mai hauerà,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

La tua Borsa e pur li tua Stiletti be' dorati,
Lo portaspille sì splendido alla Vista;
Miglior non l'ebber Spose de l'Ottimati,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Le Calce chermisi di tutta Seta fatte
In Oro lavorate sovra 'l Genocchio,
& li Calzari candidi com' el Latte
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Era la Veste di Verde sgargiante,
Le Maniche ne pendevan di Velluto;
Facean di te la nostra Cerere alla Messe,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Le Giarrettiere d'Or tutte bordate,
Con i Lustrin pendenti inarientati;
Di te facean sì gaja Visione!
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Lo mio più bel Castrone io ti diedi
Per caualcar ov'unque ti garbasse;
E niuna Dama fue mai tanto vispa,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Tutti abbigliati 'n Verde i miei Serventi,
Pur di te s'occupavano a servirti;
Stupenda Vista questa, tutta questa!
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

T'insellavano sì e ti discendevano
Servendoti con gratia & humilitate,
El Suol li Piedi tua toccavan mai,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Ogni Mattino, allor che ti levavi
Io 'e ti facea mandar le Squisitezze
Perché Stomaco tuo ne sollievasse,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

Se cosa immateriale tu bramavi,
Tu subito l'havevi prontamente:
La Musica da cantare & sonare,
& pur tu lo mio Amore non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

E chi pagò per tutti gli Indumenti
Che ti compravi quando t'aggradava?
& pur mi veggo qui io rifiutato,
& pur tu amarmi non volesti.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

E ben i' prego l'Altissimo Iddio
Ché tu vegga alfin la mia Costanza;
E che una volta almen pria ch'io mora
Tu giuri e m'assicuri lo tuo Amor.
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.

O Verdi Maniche or ti dico Addio,
E i' prego Iddio ti die prosperitate:
Ché i' son sempre tuo fedele Amante,
Deh! Orsù, torna da me con lo tuo Amor!
Verdi Maniche era ogni mia Gioja, &c.
Finis.

2/12/2016 - 10:26




Lingue: Inglese, Italiano

Il testo dato da Cattia Salto (integrazione 2012, aggiornamento giugno 2013) da L'Ontano - Tradizioni / Medioevo
Contiene la traduzione italiana della stessa Cattia Salto.

Nota.. Si riproduce qui l'intera pagina di cui al link (con la raccomandazione, per chiunque sia interessato, di frequentare il sito di Cattia Salto: è una meraviglia del Creato), compreso il commento (che è, ovviamente, un'integrazione perfetta all'introduzione, e contiene altri interessantissimi dati), le note originali di Cattia Salto ed i video, che sono stati qui “sciolti” direttamente nella pagina tranne quello relativo alla melodia per liuto attribuita a John Jonson (1540-1594), che non è più accessibile, e quello della versione di Loreena McKennitt, già presente in questa pagina. La traduzione italiana di Cattia Salto è data di seguito al testo in corsivo. Ovviamente, mi scuso con Cattia per questo imprescindibile furto, certo della sua comprensione. [RV]

LADY GREENSLEEVES

ladygre


Era l'anno 1580 che vide un susseguirsi di pubblicazioni di un canto d'amore di un gentiluomo alla sua Lady Greensleeves, ("la Signora dalle Maniche Verdi"); Richard Jones e Edward White si contendevano le stampe della canzone: nello stesso giorno del mese di settembre Jones con "A new Northern Dittye of the Lady Greene Sleeves" e White con "A ballad, being the Ladie Greene Sleeves Answere to Donkyn his frende", poi dopo pochi giorni, ancora White con un'altra versione: "Greene Sleeves and Countenance, in Countenance is Greene Sleeves" e qualche mese dopo Jones con la pubblicazione di "A merry newe Northern Songe of Greene Sleeves,"; questa volta la replica venne da William Elderton, che scrisse la "Reprehension against Greene Sleeves," nel febbraio del 1581. Infine la versione riveduta e ampliata da Richard Jones con il titolo "A New Courtly Sonnet of the Lady Green Sleeves" inclusa nella collezione 'A Handeful of Pleasant Delites' del 1584, fu quella che diventò la versione finale, ancora oggi eseguita (almeno per quanto riguarda la melodia e per buona parte del testo con ben 17 strofe).



Melodia per liuto in "Het Luitboek van Thysius" scritto da Adriaen Smout per i Paesi Bassi nel 1595


annabol


La leggenda vuole che sia stato Enrico VIII a scrivere tale canto per Anna Bolena, nel 1526, all'inizio della loro relazione, quando lei lo faceva sospirare (e gli anni furono sette prima che i due si sposassero).

Enrico VIII ha scritto svariati brani ancora nel repertorio di molti artisti di musica antica (ad es Green Grow'th the holly, Past time with good company per citare i più famosi), tuttavia la poesia non è stata trascritta in nessun manoscritto dell'epoca, e quindi non possiamo essere certi dell'attribuzione. Ma seguendo la leggenda vediamo Enrico VIII mentre compone la canzone nella Serie Tv "The Tudors"



Alla sequenza è abbinato l'ascolto del brano interpretato da The Broadside Band & Jeremy Barlow.


Secondo i musicologi la melodia è connotata da uno stile con influenze italiane e alcuni la datano al XVI secolo, in particolare all'epoca elisabettiana.

Per altri la melodia è ritenuta di origine irlandese (o scozzese), forse perché le parole gaeliche "Grian Sliabh" (letteralmente tradotte come "sole montagna") si pronunciano Green Sleeve (il brano è molto popolare in Irlanda soprattutto come slow air).

Il testo ci narra del corteggiamento di un gentiluomo verso una Lady un po' ritrosa che lo respinge, nonostante i suoi generosi regali; più ironicamente, si può interpretare come il lamento di un gentiluomo verso la moglie bisbetica!

Moltissimi gli interpreti, con versioni in stile antico e moderno (anche Yngwie Malmsteen la suona con la sua chitarra) di una melodia che non ha mai perso il suo fascino e popolarità, seppure oggi il testo (quando eseguito) sia solo cantato in parte (tranne che per i gruppi di musica antica).



Gruppo tedesco "Gregorian", con le immagini del film "The Tudors" (strofe I, III, VIII, IX)


Baltimore Consort nella versione strumentale in stile rinascimentale con andamento a ballo


La versione strumentale dei Jethro Tull in "Christmas Album", 2003


La versione dei Blackmore's Night (strofa I)


Per quanto il pianoforte non sia uno strumento tra i miei preferiti devo ammettere che questo arrangiamento mi ha particolarmente colpito


LADY GREENSLEEVES [1]

Greensleeves was all my joy [2]
Greensleeves was my delight,
Greensleeves my heart of gold
And who but my lady Greensleeves.

I
Alas, my love, you do me wrong,
To cast me off discourteously.
For I have loved you well and long,
Delighting in your company.

II
Your vows you've broken, like my heart,
Oh, why did you so enrapture me?
Now I remain in a world apart
But my heart remains in captivity.

III
I have been ready at your hand,
To grant whatever you would crave,
I have both wagered life and land,
Your love and good-will for to have.

IV
Thy petticoat of sendle [3] white
With gold embroidered gorgeously;
Thy petticoat of silk and white
And these I bought gladly.

V
If you intend thus to disdain,
It does the more enrapture me,
And even so, I still remain
A lover in captivity.

VI
My men were clothed all in green,
And they did ever wait on thee;
All this was gallant to be seen,
And yet thou wouldst not love me.

VII
Thou couldst desire no earthly thing,
but still thou hadst it readily.
Thy music still to play and sing;
And yet thou wouldst not love me.

VIII
Well, I will pray to God on high,
that thou my constancy mayst see,
And that yet once before I die,
Thou wilt vouchsafe to love me.

IX
Ah, Greensleeves, now farewell, adieu,
To God I pray to prosper thee,
For I am still thy lover true,
Come once again and love me.

Greensleeves eri il bene dell’anima mia,
eri la mia delizia, il mio cuore d’oro
nessuno c’è al di fuori di te
la mia Signora dalle Maniche Verdi

I
Ahimè amore mio, non mi rendete giustizia
a respingermi scortesemente,
vi ho amata per tanto tempo
deliziandomi della vostra compagnia.

II
Le vostre promesse avete spezzato, come il mio cuore.
Oh perché mi avete così rapito?
Ora sto in un mondo a parte
e il mio cuore resta in prigione

III
Ero pronto al vostro fianco,
a concedervi ogni cosa aveste bramato.
E avevo impegnato la mia vita e le mie terre
per mantenermi nelle vostre grazie.

IV
Vi ho comprato la gonna di zendalo bianco
sfarzosamente ricamata d’oro,
la gonna di seta bianca
vi ho comprato con gioia.

V
Se così intendete disprezzarmi
ciò mi rende più avvinto
e anche così, continuo a rimanere
un amante imprigionato

VI
I miei uomini erano vestiti tutti di verde
ed erano al vostro servizio
tutto ciò era galante da vedersi
e tuttavia voi non volete amarmi

VII
Voi non potete desiderare cosa terrena
senza che l'abbiate prontamente
La vostra musica ancora da suonare e cantare
e tuttavia voi non volete amarmi

VIII
Pregherò Iddio lassù
che voi possiate riconoscere la mia costanza
e che una volta prima che io muoia
voi possiate infine amarmi

IX
Ed ora Greensleeves addio vi saluto
Pregherò Iddio che voi prosperiate
sono ancora il vostro fedele amante
venite ancora da me ad amarmi
[1] l'ordine in cui sono cantate le prime due frasi del coro a volte sono invertite e iniziano in senso contrario

[2] nel medioevo il colore verde era il simbolo della rigenerazione e quindi della giovinezza e del vigore fisico, significava "fertilità" ma anche "speranza" e accostato all'oro indicava il piacere. Era il colore della medicina per i suoi poteri rivitalizzanti.

Colore dell'amore allo stadio nascente, nel Rinascimento era il colore indossato dai giovani specialmente a Maggio; nelle donne era anche il colore della castità.

[3] lo zendalo è un velo di seta

inviata da Riccardo Venturi - 5/12/2016 - 10:37




Lingua: Italiano

La versione ritmica italiana e l'interpretazione di Anna Mila Stella



"Leggende e false attribuzioni a parte - che non citerò per non dar loro credibilità storica - è certo che quella di "Greensleeves" sia una delle melodie più celebri tramandateci dal XVI secolo inglese. Come tutte le melodie, che viaggiano fra le voci di tanti diversi cantori e suonatori, ne esistono diverse e varie versioni testuali. Chi può dire dove e quando sia nata la melodia originale? Inizialmente aveva già un testo o c'era solo una melodia?
Lasciando ad altre voci e ad altri spazi la risposta, senza addentrarmi nella ricerca e nella conseguente discussione (che renderebbe ancor più interminabile la descrizione di questo video-brano), mi interessa affermare invece, per l'economia di questa pubblicazione, che non tutte le versioni testuali arrivate fino a noi facciano riferimento alla "Dama dalle verdi Maniche", Lady Greensleeves.
Una versione italiana che traducesse ritmicamente uno dei testi di riferimento più famosi, di piena epoca elisabettiana, tramandatoci anonimo, ancora non c'era. O almeno, io non sono riuscita a trovarne una corrispondente.
Ho avuto quindi un motivo in più per realizzare questa mia versione italiana ridotta (ho scelto di tradurre meno strofe), beneficiando di un invito a realizzarla ricevuto tempo fa ma, soprattutto, dell'entusiasmo e dell'accompagnamento alla chitarra di un nobile troviere della musica, socievole e anti-social. A noi è piaciuto cantare e suonare questa versione." (Anna Mila Stella)

Traduzione ritmica, Voce e Video: Anna Mila Stella
Esecuzione e arrangiamento alla chitarra: Alessandro Bianchi
DAMA DALLE VERDI MANICHE

Ahimé, mio amore male mi fai
A scacciarmi così scortese sei.
Che a lungo, tanto t'ho amata
Dolce compagna eri dei giorni miei.

Verdi maniche, gioia mia!
Verdi maniche, delizia!
Verdi maniche, cuore d'oro!
Mia dama dalle verdi maniche.


I voti hai infranto come il mio cuore
Perché di me hai fatto una preda?
Io vago in un mondo altrove
Ma il cuore mio è con te in cattività.

Verdi maniche, gioia mia!
Verdi maniche, delizia!
Verdi maniche, cuore d'oro!
Mia dama dalle verdi maniche.


Solo il disprezzo mi fai assaggiare
Nel disprezzarmi mi leghi a te.
Ciononostante dovrò restare
Il tuo amante, o mia prigione!

Verdi maniche, gioia mia!
Verdi maniche, delizia!
Verdi maniche, cuore d'oro!
Mia dama dalle verdi maniche.


Non v'è nel mondo cosa terrena
Che se la brami la tua non sia.
Io canto e suono la mia pena
Per te che non vuoi essere mia.

Verdi maniche, gioia mia!
Verdi maniche, delizia!
Verdi maniche, cuore d'oro!
Mia dama dalle verdi maniche.


Maniche verdi adesso addio
Ed è a Dio che chiedo vegli su te.
Fedele amante resterò io,
Torna ed amami, amore mio!

inviata da Riccardo Venturi - 17/4/2017 - 14:39




Lingua: Francese

Traduction française complète ("Traduction libre")
Source: fr.wikipedia : Greensleeves

vertesmanches
[VERTES-MANCHES]

Vertes-Manches était toute ma joie,
Vertes-Manches était mon bonheur,
Vertes-Manches était mon cœur d'or,
Qui d'autre que Dame Vertes-Manches ?


Hélas, mon amour, vous me maltraitez,
À me rejeter de façon si discourtoise,
Moi qui vous aime depuis si longtemps,
Qui me délecte en votre compagnie.
Vertes-Manches était toute ma joie,
Vertes-Manches était mon bonheur,
Vertes-Manches était mon cœur d'or,
Qui d'autre que Dame Vertes-Manches ?


Je vous étais entièrement soumis
Pour réaliser le moindre de vos caprices.
J'ai gagé et ma vie et mes terres
Pour m'assurer votre amour et votre bienveillance.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Je t’ai offert fanchons pour ta tête,
Finement et élégamment ouvragés.
J’ai pourvu à ta table et à ta maison
Et ma bourse s'en est trouvée bien sollicitée.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Je t’ai acheté les meilleures robes,
D’un tissu si fin que plus fin ne se trouve.
Je t’ai donné des bijoux pour orner ton devantier,
Et tous ces dépens étaient pour toi.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Ta blouse de soie, et belle et blanche,
Superbement brodée d'or,
Ta jupe de riche soierie,
Tout cela je te l’ai acheté de bon cœur.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Ta ceinture d'un or si rouge,
Somptueusement couverte de perles,
Aucune autre fille n'a la même
Et pourtant tu n'as pas voulu m'aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Ta bourse et aussi tes jolis couteaux dorés,
Ta boîte à épingles, si élégante à l'œil,
Les épouses des bourgeois n'en ont pas de meilleurs,
Et pourtant tu n’as pas voulu m'aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Tes bas cramoisis, tout de soie,
Tout ouvragés d’or au-dessus du genou,
Tes escarpins, blancs comme lait,
Et pourtant tu n’as pas voulu m'aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Ta robe était du vert de l'herbe,
Tes manches de satin y étaient accrochées,
Qui faisaient de toi notre reine des moissons,
Et pourtant tu n’as pas voulu m'aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Tes jarretières frangées d’or,
D’où pendaient des aiguillettes d’argent,
Qui te donnaient l’air si joyeux,
Et pourtant tu n’as pas voulu m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Je t’ai donné mon hongre le plus allant,
Pour chevaucher où bon te semblait,
Aucune dame ne fut jamais si pimpante
Et pourtant tu n’as pas voulu m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Mes hommes étaient tout vêtus de vert,
Toujours à prendre soin de toi ;
Et c’était magnifique à voir,
Et pourtant tu n’as pas voulu m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Ils te mettaient en selle, ils t’en faisaient descendre,
Ils te servaient avec humilité ;
Jamais ton pied ne touchait terre,
Et pourtant tu n’as pas voulu m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Chaque matin à ton lever
Je t’envoyais des mets de choix, sans y faillir,
Pour garder ton estomac de tout mal,
Et pourtant tu n’as pas voulu m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Tu ne pouvais désirer chose terrestre
Que tu ne l’eusses dans l’instant ;
Tes musiciens jouaient et chantaient constamment,
Et pourtant tu n'as pas voulu m'aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Et qui paya pour tout ce train,
Que tu dépensas à ta guise ?
Me voici néanmoins ici rejeté,
Et tu as dédaigné de m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Eh bien je vais me hâter de prier Dieu
Que tu remarques ma constance.
Et que malgré tout avant que je meure,
Tu daignes m’aimer.
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

Vertes-Manches, adieu maintenant ! Adieu !
Je prie Dieu qu’il te fasse prospérer,
Car je demeure ton fidèle amant ;
Reviens-moi, et aime-moi !
Vertes-Manches était toute ma joie, etc.

inviata da Riccardo Venturi - 3/12/2016 - 00:28




Lingua: Russo

Πеревод: nikkur.ru
Traduzione russa (completa): nikkur.ru
Complete Russian Translation: nikkur.ru

"Этот прозаический перевод средневековой баллады выполнен с текста, опубликованного в сборнике A Handful of Pleasant Delights (Горсть милых наслаждений) 1584 года."
ЗЕЛЁНЫЕ РУКАВЫ

В зелёных рукавах я радость обретал,
Зелёными рукавами восхищался я.
Златой душой они мне были,
Только Сударыня-Зелёные Рукава.


Увы, любовь моя, несправедливо
Отвергнула меня ты неучтиво.
А я любил тебя так долго
И наслаждался обществом твоим.
В зелёных рукавах я радость обретал,
Зелёными рукавами восхищался я.
Златой душой они мне были,
Только Сударыня-Зелёные Рукава.


Я был всегда с тобою рядом,
Желания твои я исполнял.
Я жизнью и поместьями своими рисковал,
Чтоб твоего расположения добиться.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Я покупал тебе платки,
И качеством и красотой отличные.
Оплачивал твой стол и кров,
Свой кошелёк опустошал.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Тебе я юбки покупал,
Из лучшей ткани, что найти возможно.
Камнями драгоценными грудь украшал твою,
Всё это для тебя купил.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Твоя шелковая сорочка красива, белоснежна
И вышита ярким золотом.
Из тонкого шелка твоя юбка,
Я с удовольствием её тебе купил.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Блестящим золотом покрыт,
Украшен жемчугом твой пояс,
Ни у кого такого нет,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Твой кошелёк, позолоченные ножи,
Даже твоя булавочница радует глаз.
У знатных жён нет лучше одеяний,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Чулки малинового цвета, из шелка,
Твоё колено обрамляют златом.
Молочно-белого цвета туфли на тебе,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Твоё платье — цвета зелёной травы,
А рукава из атласной ткани.
Мы выбрали тебя Королевой Урожая,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Твои подвязки золотом обрамлены,
Украшены серебряными аксельбантами.
Тобою любоваться — наслажденье,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Тебе отдал я лучшего коня,
Чтоб ехать ты могла, куда тебе угодно.
Смелей сударыни не видел свет,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Мои прислужники в зелёный цвет облачены,
Они всегда к твоим услугам.
Всё радовало твой взор,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Тебе и утром и в ночи они служили,
Покорно долг свой исполняли.
Твоя нога земли не касалась,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Каждое утро к твоему пробуждению
Я присылал тебе лакомства исправно,
Чтобы избавить твой желудок от хворей,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

В зелёных рукавах я черпал радость,
Зелёными рукавами восхищался я.
Златой душой они мне были,
Только Сударыня-Зелёные Рукава.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Всё, что могла ты пожелать,
Ты в тот же час имела.
И музыканты услаждали слух твой,
Но всё же ты меня не любишь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Кто оплатил твои капризы,
Чьи средства тратила, когда тебе угодно?
Но всё же я тобой отвергнут,
Мою любовь ты презираешь.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Что ж, Бога я прошу,
Чтоб ты узрела мою верность.
Чтоб снова, до того, как я умру,
Ты удостоила меня своей любовью.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

Прощайте, зелёные рукава, на век,
У Бога я прошу тебе дать счастье.
Ведь я люблю тебя поныне,
Прийди же, полюби меня.
В зелёных рукавах я радость обретал, итд.

inviata da Riccardo Venturi - 3/12/2016 - 01:55




Lingua: Finlandese

Versione finlandese / Finnish version / Version finnoise / Suomenkielinen versio: Rainer Kisko (Reino Helismaa)
SAIT MULTA KUKKASET TOUKOKUUN

Sait multa kukkaset toukokuun
ja sen tuoksun sait sekä hurman muun.
Sait linnunlaulun ja lämmön maan,
ja se kaikki on ainiaan sun vaan.

Voi vaieta lintunen,
ja on kerran päättyvä lento sen.
Voi häipyä vuodet pois,
vaan yhteinen onnemme ei vois.

Sait syksyn tuulen ja talven jään
ja sait harmaat päivät ja poutasään.
Sait käydä taivalta vaarojen
ja sä kuljit kuin riemuiten tien sen.

Voi himmetä loiste kuun,
ja voi syksy riipiä lehdet puun.
Voi häipyä vuodet pois,
vaan yhteinen onnemme ei vois.

inviata da Juha Rämö - 2/12/2016 - 12:53




Lingua: Finlandese

Versione finlandese 2 / Finnish version 2 / Version finnoise 2 / Suomenkielinen versio 2: Anki Lindqvist

MUISTO KESÄSTÄ

On autio ranta ja sateinen yö.
Eksyneet laineet vain maihin lyö.
Hiljaista on, yksin olla saan,
koska kesämme on muisto vaan.

Muistan, kun tuuli niin hiljainen
korviimme kuiskasi rakkauden.
Onnea tiennyt en suurempaa.
Miksi sinua nähdä en saa?

Tuoksun kesästä tunnen ain'.
Olet muistoissain, missä kuljen vain.
Kuulen äänesi, yksinään,
joka häipyy, ja tyhjyyteen jään.

Muistan, kun tuuli niin hiljainen
korviimme kuiskasi rakkauden.
Onnea tiennyt en suurempaa.
Miksi sinua nähdä en saa?

inviata da Juha Rämö - 2/12/2016 - 12:54




Lingua: Inglese

John Gay's Parody from The Beggar's Opera: Since Laws were Made, or Tyburn Tree



SINCE LAWS WERE MADE
Songs from "The Beggar's Opera" - Air XXVII - "Green Sleeves"

Since laws were made, for every degree,
To curb vice in others, as well as me,
I wonder we han’t better company
Upon Tyburn tree.

Since laws were made, for every degree,
To curb vice in others, as well as me,
I wonder we han’t better company
Upon Tyburn tree.

But gold from law can take out the sting;
And if rich men, like us, were to swing,
’Twould thin the land, such numbers to string
Upon Tyburn tree.

But gold from law can take out the sting;
And if rich men, like us, were to swing,
’Twould thin the land, such numbers to string
Upon Tyburn tree.

inviata da Riccardo Venturi - 2/12/2016 - 23:43




Lingua: Italiano

La parodia di John Gay da L'Opera del Mendicante: Since Laws were Made, o Tyburn Tree

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
3 dicembre 2016 00:06

Nota. La canzone è cantata da Macheath davanti alla forca di Tyburn dove è stato condotto cantando e ballando.
DA QUANDO FURON FATTE LE LEGGI
[La Forca di Tyburn]
Canzoni dall' "Opera del Mendicante" - Aria XXVII "Greensleeves"

Da quando furon fatte le leggi, a ogni livello,
Per reprimer gli altri dal vizio, così come me,
Mi chiedo perché non abbiam migliore compagnia
Sulla forca di Tyburn.

Da quando furon fatte le leggi, a ogni livello,
Per reprimer gli altri dal vizio, così come me,
Mi chiedo perché non abbiam migliore compagnia
Sulla forca di Tyburn.

Ma dalla legge l'oro può estrarre il pungiglione:
E se ricchi dovessero penzolar come noi,
Dimagrirebbe il paese per tenerne appesi così tanti
Alla forca di Tyburn.

Ma dalla legge l'oro può estrarre il pungiglione:
E se ricchi dovessero penzolar come noi,
Dimagrirebbe il paese per tenerne appesi così tanti
Alla forca di Tyburn.

3/12/2016 - 00:06




Lingua: Inglese

Leonard Cohen, Leaving Green Sleeves
New Skin for the Old Ceremony, 1974

Alas, my love, you did me wrong,
to cast me out discourteously,
for I have loved you so long,
delighting in your very company.
Now if you intend to show me disdain,
don't you know it all the more enraptures me,
for even so I still remain your lover in captivity.

Green sleeves, you're all alone,
the leaves have fallen, the men have gone.
Green sleeves, there's no one home,
not even the Lady Green Sleeves.


I sang my songs, I told my lies,
to lie between your matchless thighs.
And ain't it fine, ain't it wild
to finally end our exercise
Then I saw you naked in the early dawn,
oh, I hoped you would be someone new.
I reached for you but you were gone,
so lady I'm going too.

Green sleeves, you're all alone,
the leaves have fallen, the men have gone.
Green sleeves, there's no one home,
not even the Lady Green Sleeves.

Green sleeves, you're all alone,
the leaves have fallen, the men have all gone home.
Green sleeves, it's so easily done,
leaving the Lady Green Sleeves.

inviata da Riccardo Venturi - 3/12/2016 - 11:03




Lingua: Italiano

Leonard Cohen, Lasciando Manicheverdi
Traduzione italiana di Massimo Cotto
Da
Leonard Cohen - Canzoni in una stanza, Tutti i testi a cura di Massimo Cotto, Arcana Editrice, 1993.

newskin
Oh, amore mio, mi hai ferito
gettandomi da parte in modo tanto brusco
Perché ti ho amata così a lungo,
deliziandomi della tua intima compagnia.
Ora se intendi mostrarmi disprezzo,
non capisci che mi incanti ancora oltre?
Perché anche così resto il tuo amante in cattività.

Manicheverdi, sei tutta sola.
Le foglie sono cadute, gli uomini sono andati.
Manicheverdi, a casa tua non c'è nessuno,
Nemmeno la Signora Manicheverdi.


Ho cantato le mie canzoni e detto le mie menzogne
Per giacere tra le tue impareggiabili cosce.
E non sarebbe bello e saggio chiudere infine il nostro esercizio?
Ti ho rivista nuda nella prima luce dell'alba,
Oh, speravo potessi essere una nuova persona.
Ho cercato di toccarti, ma sei scomparsa
E allora, Signora, vado via anch'io.

Manicheverdi, sei tutta sola.
Le foglie sono cadute, gli uomini sono andati.
Manicheverdi, a casa tua non c'è nessuno,
Nemmeno la Signora Manicheverdi.


Manicheverdi, sei tutta sola.
Le foglie sono cadute, gli uomini sono andati tutti a casa.
Manicheverdi, è facile da farsi,
Voglio dire lasciare la Signora Manicheverdi.

inviata da Riccardo Venturi - 3/12/2016 - 11:12


Grazie Riccardo per la citazione e naturalmente sei autorizzato a ogni "furto" dal sito e dal blog. Tu mi delizi con le tue traduzione in stile, una vera gioia del core. Nel passare l'articolo sul blog ho apportato delle integrazioni e nell'ultima rilettura delle Ballate ho integrato a mia volta il post con le tue argomentazioni, nel frattempo ho pubblicato anche un video con le tracce live del mio vecchio gruppo. aggiornamento in Terre Celtiche.

Cattia Salto - 17/4/2017 - 13:01


Greensleeves by Alice Castle, 2005

Cattia Salto - 17/4/2017 - 13:02


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